Non sei disabile abbastanza


Ogni mattina ti alzi alle 5 per andare a lavoro, vai a fare la spesa, cucini, ti occupi e preoccupi per tuo figlio, non hai alternative. Non sei di certo un super eroe per questo, la verità è che non sei disabile abbastanza.


di Fabrizio Cirnigliaro pubblicato il 29 giugno 2022

Non è solamente una riflessione personale in un momento di sconforto o di smarrimento spirituale. Delle volte può essere un impiegato pragmatico allo sportello di uno dei mille uffici a cui devi richiedere informazioni su un nebuloso aspetto burocratico. Delle altre è un collega che “denuncia” l’approfittare della mia condizione di svantaggio per usufruire di vantaggi, che effettivamente dovrebbero definirsi “diritti”, ma si sa che in Italia il concetto di agevolazione troppo spesso è sinonimo di ‘furbetto’.

Altre volte invece sono degli amici che ti rispettano e ti ammirano per come riesci andare avanti nonostante tutto e che siccome per loro con la mia malattia non è cambiato nulla, si comportano come hanno sempre fatto. Alla fine, è la soluzione più facile e pratica.

Va bene, non è stato mai messo in vendita un manuale “disable for dummies”, però con la malattia tutto è cambiato e ancora altro sta cambiando: fingere che questa mia condizione non esista può sicuramente evitare dei momenti di imbarazzo ma contemporaneamente danneggia qualcosa.

Il mio corpo non è un motore a cui manca l’olio o che devi lasciare riposare un po’ in modo che si raffreddi. Se un corpo umano in media è adatto per percorrere 200 mila km, il mio ne ha fatti 50 mila ed era il massimo che poteva fare.

Ho il cambio rotto, ma non è rimasto bloccato nella prima marcia, se così fosse potrei continuare a percorrere la mia strada, ad una velocità moderata, ma al passo comunque con gli altri.

Io invece vado in quinta, ma la quinta marcia di un motore che non riesce a raggiungere i numeri di giri necessari per poter viaggiare tranquillamente. Continuo ad accelerare, vado al mio massimo, fregandomene dei segnali che il corpo mi manda. La centralina dell’auto, la mia mente, è tarata per viaggiare ad una certa velocità che prevede l’utilizzo di quel rapporto, la quinta.

Provaci tu a partire in salita inserendo la quinta. Per questo fare le scale o anche la più semplice salita mi distrugge. Ogni mattina ti alzi alle 5 per andare a lavoro, vai a fare la spesa, cucini, ti occupi e preoccupi per tuo figlio, non hai alternative. Non sei di certo un super eroe per questo, la verità è che non sei disabile abbastanza.

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