“Tutti in presenza” all’INPS


Conferma che lo smart working non è un capriccio ma una necessità. USB: ora ridateci buoni pasto, straordinari e permessi


di Redazione Lavoro pubblicato il 21 gennaio 2021

Con l’iniziativa “Tutti in presenza” all’INPS la USB voleva dimostrare che lo smart working emergenziale in atto è necessario a contenere il pericolo di diffusione del virus Sars-Cov-2, mentre non è vero che rappresenti una decisione volontaria dei lavoratori, diversamente da quanto sostiene l’amministrazione.

I fatti hanno dato ragione al sindacato conflittuale dell’INPS. A molti lavoratori che avevano comunicato ai direttori di sede l’intenzione di recarsi oggi in ufficio per lavorare in presenza è stato negato l’ingresso per motivi di sicurezza, essendo stato raggiunto il numero massimo di presenze già programmate.

L’attuale smart working, quindi, non è volontario come sostiene l’amministrazione per non riconoscere il buono pasto, lo straordinario e la banca delle ore ma, come ha sempre sostenuto la USB, è una misura necessaria ad evitare l’affollamento nelle sedi.

Molti i presidi che si sono tenuti davanti alle sedi dell’INPS, come a Torino, Cuneo, Varese, Lodi, Trento, Bologna, Firenze, Lucca, Pisa, Direzione generale, Roma Amba Aradam, Roma Aurelio, Roma Casilino Prenestino, Roma Flaminio, Roma Tiburtino, Roma Tuscolano, Poggio Mirteto, Latina, Pescara, Teramo, Napoli, Salerno, Regionale Puglia, Bari, Potenza, Cosenza, Reggio Calabria, Catania, dove le presenze nella sola giornata di oggi sono aumentate almeno del 50% rispetto ai giorni precedenti.

Dopo l’iniziativa di oggi l’INPS non ha più scuse e sarà chiamato dalla USB a riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori in smart working tutti gli istituti economici e normativi del lavoro in presenza: buono pasto, straordinario, recupero maggiore orario, permessi. La USB si rivolge anche alla ministra Dadone e la invita a non scaricare sulle amministrazioni la decisione sull’applicazione degli istituti contrattuali: servono indicazioni chiare che tutelino i lavoratori.

USB annuncia per il 28 gennaio 2 ore di sciopero, questa volta contro le schede di valutazione individuale che si vorrebbero introdurre all’INPS, dove da decenni si lavora per obiettivi, la produttività è certificata ed esistono già strumenti di valutazione del personale. Per inciso: durante l’utilizzo massivo di smart working la produttività all’INPS è aumentata. Altro che vacanze pagate seduti sul divano di casa a non fare niente…

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Turri in presenza

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