Schizzi&Ghiribizzi n. 92 - Cronache da VLS1929



di Franco Novembrini pubblicato il 25 novembre 2020

L’altra settimana ci siamo lasciati con una notizia in itinere che poi si è sviluppata in maniera curiosa. Dopo che un giornale della provincia di Monza ha dato notizia della scoperta e sequestro di una piattaforma abusiva di rifiuti pericolosi, un altro settimanale locale giovedì 19 novembre, edizione di Monza, sparava un titolo ad effetto: "Rottamopoli’’. Lo stesso settimanale nella edizione del sabato, quella che riguarda la cronaca locale di VLS1929 (codice fiscale immaginario del mio comune), i titoli erano ancora a caratteri cubitali ma, secondo me, più blandi e si parlava solo di mucchi di rifiuti e in modo generico di scarti elettronici.

Secondo i Carabinieri Forestali e la Polizia Provinciale che hanno effettuato il sequestro dell’area parlano di inerti, copertoni ed apparecchiature elettroniche, ed altri materiali che potrebbero essere anche contaminati se provenissero da cliniche ed ospedali e magari fra gli inerti si potrebbe trovare dell’amianto. Il sospetto mi viene dal fatto che se fossero materiali in regola avrebbero potuti essere smaltiti in una discarica sovracomunale distante meno di 500 metri. Il sindaco e la sua vice hanno fatto una deludente visita al sito rilasciando uno striminzito comunicato nel quale si parla di difficoltà a poter intervenire il terreno è una proprietà privata, ma io ricordo che anni fa nei pressi della località San Giorgio ci fu un fatto simile in quanto un privato cominciò ad ammassare rifiuti e scorie in un campo e che il Comune intervenne rapidamente e il campo fu ripulito.

Ma la domanda che ora si fanno i cittadini e raccolta velocemente dalle minoranze in Consiglio comunale è di come sia stato possibile che ciò sia successo e il perché degli omessi controlli. La discarica esiste da moltissimi anni ed ebbe anche una forte polemica con il Comune di Monza quando fu costruito l’istituto ’’Mapelli’’, scuola che ha anche un orto botanico per la sua sezione agraria. I proprietari della piattaforma vinsero la causa sostenendo che il sito era preesistente alla costruzione della scuola e che perciò non era loro responsabilità la fastidiosa vicinanza. Evidentemente allora i materiali raccolti erano solo ferrosi ed i permessi in regola, ma con gli anni molte cose sono cambiate e le discariche sono divenute luoghi ambiti dalla malavita. Per esempio è noto a tutti che la Lombardia è diventata una specie di "terra dei fuochi’’ e non passa giorno che non si scoprano depositi abusivi di materiali pericolosi e che spesso questi siti vadano a fuoco e venga così cancellata ogni traccia di ciò che contenevano. I cittadini si domandano come sia possibile che una piattaforma visibilissima per l’altezza dei materiali stoccati non sia stata oggetto di controlli da parte delle autorità comunali. Nessuna curiosità?

Quello che molti non ricordano è che in quella parte del quartiere di San Fiorano ci sono stati diversi episodi oscuri quali lo scandalo della adiacente Lombarda Petroli e appena un mese e mezzo fa un ottimo giornalista e scrittore, Marco (Markino) Fraceti, presentava nelle sale di Villa Camperio il suo libro "L’onda nera nel Lambro’’, che indagava sul misterioso e rilevante sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro, cioè migliaia di tonnellate, che giunsero fino alla foce del Po. Alla presentazione erano presenti alcuni amministratori comunali. Una parte di quei terreni furono oggetto di una abortita speculazione edilizia, approvata dalla giunta in carica all’epoca, gestita da una ditta, con precedenti non commendevoli, cla quale poi è fallita, lasciando dei cartelli semiabbattuti che parlano di una fantomatica Ecocity che tuttora sopravvivono circondati da mucchi di sterpaglie e di rifiuti e provocando un senso del ridicolo nel nome in contrasto al panorama. Insomma bastava leggere il libro di Fraceti che, fra l’altro, è direttore dell’Osservatorio Antimafie della provincia di Monza e Brianza per capire che esiste il pericolo che la cosa sia molto più grave e pericolosa di quanto appare. Io chiedo che il Sindaco si faccia parte diligente e faccia di tutto per far eseguire dei carotaggi profondi sul terreno sotto sequestro per sapere se è inquinato o no e contemporaneamente metta la zona sotto sorveglianza, magari con le telecamere ritrovate, al fine di evitare uno di quei roghi che spesso divampano in certi terreni se lasciati incustoditi. Ne va della nostra salute.

Non posso esimermi dal riferire molte voci raccolte fra gli abitanti nei pressi di piazza Europa. Sembra, ma la cosa se non vera, può essere smentita o puntualizzata dalla Giunta comunale e dal Sindaco il quale ha trattenuto per sé la delega all’Urbanistica. Pare che i lavori abbiano avuto diversi intoppi, oltre a quello dello sconosciuto tubo dell’acquedotto che attraversa la piazza, i quali richiedono continui adeguamenti e aggiustamenti al progetto approvato. Spero che tali adeguamenti e relativi adeguamenti non risultino un aggravamento dei conti previsti per la ricostruzione di questa piazza che assomiglia sempre di più all’Europa Unita, i cui pezzi non combaciano perfettamente ed i paesi componenti non brillano per unità di intenti.

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