Ma i bambini e le bambine sono persone



di Ugo Giansiracusa pubblicato il 29 aprile 2020

Ma i bambini e le bambine sono persone.

Si è vero sono persone piccole e spesso puzzicchiano un poco. Ma sono persone. Sono cittadini, anche se non votano e se votassero disegnerebbero bellissime cose colorate.

Anche se non producono ricchezze ma quintalate di moccio e montagne di sogni, sono individui.

Lo hanno capito tre signore che governano un paese del nord. No, non lo hanno capito, lo hanno sempre saputo.

Queste tre signore hanno fatto una conferenza stampa solo per i bambini, con domande fatte dai bambini e risposte alla portata dei bambini.

E scusate se è poco.

Queste tre signore hanno trattato i bambini da persone, esattamente come è giusto.

Perché è vero che sono diversi da noi e hanno altre esigenze e altre paure e altri desideri.

Ma è anche vero che è giusto e doveroso occuparsi di loro.

E questa responsabilità non può e non deve essere scaricata alle famiglie. Non tutte hanno gli strumenti per spiegare, raccontare e far capire.

In quanto persone, individui e cittadini una parte sostanziosa della responsabilità del loro benessere spetta allo stato.

Perché loro non sono solo il futuro di questo paese. Basta con questa retorica. I bambini sono qui, ora.

I bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze sono il presente.

Pensiamo a loro. Oggi, non domani quando potranno votare.

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