Ma quelli che soffrono veramente sono i poveri


Sta emergendo quello che non abbiamo voluto vedere: le nuove povertà, dai piccoli borghi alle grandi aree urbane.


di Luigi Boggio pubblicato il 5 aprile 2020

Sta emergendo quello che non abbiamo voluto vedere: le nuove povertà, dai piccoli borghi alle grandi aree urbane. Un quadro drammatico di bisogni sempre crescenti e di povertà nascoste che bisogna tirare fuori per aiutarle. Anche se ci sono casi di persone non bisognose che chiedono e che tolgono ai meno fortunati. Ci sono e ci sono sempre stati, anche nei periodi di normalità. I racconti delle persone impegnate nel variegato mondo della solidarietà sulla complessità del fenomeno povertà e di chi ne approfitti sono molti. Parlano perché conoscono, ascoltano e aiutano.

Un giorno una persona a me cara mi parlò della povertà nascosta,quella che non si vede,che non chiede per dignità e che quando emerge bisogna aiutarla andando sino a casa per portarle un aiuto, una parola di conforto e per dirle che non si lascerà sola. In questi momenti così difficili e drammatici bisogna che si elevi la coscienza di ognuno di noi per iniziare un nuovo viaggio. La corsa per calpestare non serve ma per arrivare tutti insieme al traguardo, come nella stupenda canzone di Seby Mangiameli. Poco fa sentire le parole del giovane assessore al comune di Carlentini Salvo La Rosa, intervistato da Silvio Breci, mi hanno fatto capire che qualcosa di nuovo nell’aria c’è e si respira per il linguaggio, la competenza e la passione di svolgere un servizio per la sua comunità, anche se non nascondeva le difficoltà reali che s’incontrano nel quotidiano. Difficoltà reali perché i soldi non sono tanti e che bisogna saperli distribuire con equità in rapporto alla ripresa della vita normale.

I primi finanziamenti dello Stato stanno già arrivando, mentre quelle della Regione tarderanno in quanto la parte più corposa dei 100 milioni, cioè per i 70 occorrerà l’autorizzazione di Bruxelles trattandosi di fondi europei; però i 30 dovrebbero essere erogati il più presto possibile. Semprechè Musumeci invece di chiedere super poteri non pensi alla sanità, alla cassa integrazione in deroga e allo sblocco dei vari finanziamenti. Deve capire che servono per l’immediato nell’attesa degli altri interventi per la ripresa dell’economia e della vita sociale nel suo insieme.

Sono giorni decisivi non solo per difenderci dal virus ma per il dopo in quanto anche l’europa deve fare la sua parte non marginale. Correre da soli non ci salva, insieme sì. E poi bisogna smetterla con le solite espressioni ipocrite che tutti soffriamo, ma quelli che soffrono veramente sono i poveri.


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