Le brutte intenzioni, la maleducazione...


Tre mesi e confesso la stanchezza. Confesso che l’entusiasmo non è quello dei primi giorni. Mollo le sardine o non mollo le sardine?


di Ugo Giansiracusa pubblicato il 26 febbraio 2020

Le brutte intenzioni, la maleducazione... Che faccio mollo le sardine? Le polemiche, i protagonismi, le strumentalizzazioni... Tre mesi e confesso la stanchezza. Confesso che l’entusiasmo non è quello dei primi giorni. Mollo le sardine o non mollo le sardine?

Aspetta...

Per 4 scellerati che mettono il proprio tornaconto personale prima di quello collettivo dovrei mollare un movimento straordinario?

Per un manipolo di idealisti fulminati come lampadine dovrei rinunciare ad una lotta che accomuna milioni di italiani e italiane?

Per i continui attacchi su come è, dovrebbe, potrebbe, fosse, sarebbe stato, sarà il movimento, dovrei abbandonare un popolo variopinto che per la prima volta da decine di anni mette i valori al centro dei discorsi?

Ma davvero dovrei lasciare tutti questi amici e amiche che, pur nelle infinite differenze, sono scesi in piazza per dire "basta odio!"?

Manco morto.

Come se a natale mi regalano una tanto agognata bici da cross e la rifiuto perché non è esattamente della sfumatura di rosso che avevo in mente.

No, ero sardina prima delle sardine e lo sarò sempre. Non si molla la propria anima e il proprio sentire. Non si molla la speranza e la voglia e il desiderio e la necessità di un cambiamento.

Non sono più solo.

Mentre cammino per strada, incrocio persone e penso "questa è una sardina" e poi un’altra "anche questa è una sardina".

Gli sguardi e i sorrisi ci tradiscono più dei simboli attaccati al petto o di bandiere che garriscono al vento.

Non mollo perché ho imparato che l’Italia è piena di sardine.

No, io non mi arrendo.

E solo una cosa posso aggiungere...

Grazie!

Il mare è pieno di sardine.


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