Processo No Tav, presidio davanti al Tribunale il 3 febbraio


Lunedì 3 Febbraio 2020, ore 9 maxi aula UNO, Palazzo di Giustizia Bruno Caccia Corso Vittorio Emanuele II 130 - TORINO


di Redazione pubblicato il 18 gennaio 2020

Il 3 febbraio è stata convocata l’udienza per il nuovo appello del processo No Tav, dopo l’annullamento della sentenza d’appello per diversi imputati e l’annullamento di taluni reati per altri nonché la richiesta di provvedere a determinare a ribasso la pena per ancora altri imputati.

Saranno ancora 33 attivisti No Tav chiamati quel giorno. I cinque della zona archeologica che erano stati processati in separata sede, non sono stati unificati nel nuovo appello, anche se pure per loro era stato annullata la sentenza d’appello. In precedenza era stato bocciato il concorso morale.

Nelle motivazioni della sentenza della Cassazione possiamo leggere che i manifestanti erano mossi da un comportamento delle forze dell’ordine non consono, non rispettoso delle regole di comportamento.

Inoltre per un discreto numero d’imputati è stata richiesta una nuova determinazione della pena, ovviamente a ribasso. In alcuni casi perché è stato annullato un reato in quanto non sussiste, nello specifico dovrebbe essere il reato di danneggiamento.

Alcuni aspetti vanno oltre la sentenza per un processo specifico, seppure il primo e forse il più importante per il progetto di criminalizzazione del Movimento sviluppato dal tribunale torinese. Quello che ha bocciato la Cassazione va oltre il processo specifico che stava trattando.

A) Il concorso morale non è stato utilizzato solo nel processo, ma in molti altri casi. Con decine di imputati coinvolti e diversi già condannati proprio in virtù del concorso e solo su questa base. Il caso più eclatante è quello di un’attivista a nome Nicoletta, anch’essa condannata per concorso morale. La bocciatura della Cassazione nel processo del 27 giugno e 3 luglio 2011 deve essere gridata a viva voce e con forza dal Movimento.

B) I manifestanti hanno reagito ad un comportamento spropositato delle forze dell’ordine. Anche questo, ossia il comportamento spropositato e non consono delle forze dell’ordine è quanto avviene in tutte le manifestazioni del Movimento No Tav. Va gridato che lo ha riconosciuto la Cassazione, in un processo non secondario, che ha interessato due giornate fondamentali per l’occupazione militare della Valle e l’apertura del cantiere sotto controllo militare.

C) Nuova determinazione della pena è il riconoscimento che il Tribunale di Torino ha verso il Movimento No Tav un atteggiamento persecutorio, spropositato e vessatorio Diventa molto importante che il Movimento utilizzi questa occasione che viene concessa dalla sentenza della Cassazione e del nuovo appello che si aprirà il 3 febbraio.

Molte delle critiche che il Movimento muove contro il comportamento del Tribunale torinese nei confronti del Movimento possono oggi essere supportate dalla sentenza e dalle sue motivazioni della Cassazione. Non gettiamo all’ortica questa occasione che ci viene concessa.

Movimento No Tav

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