USB: il nuovo governo trovi le risorse e proceda ai rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego


I contratti sono scaduti il 31 dicembre 2018. Le esperienze del passato non suggeriscono un futuro ottimistico sulla questione


di Redazione Lavoro pubblicato il 11 settembre 2019

Il neoministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, dovrà affrontare immediatamente la spinosa questione dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego che sono scaduti il 31 dicembre 2018.

Nel programma del governo "giallorosso" non si affronta la questione e nove mesi dopo la scadenza ci ritroviamo con lo stanziamento ridicolo dell’ultima legge di stabilità. Ricordiamolo: 1,1 mld per il 2019; 1,425 mld per il 2020 e 1,775 mld per il 2021.

In sostanza a regime avremmo un aumento dell’1,95% pari a circa 45 euro medi lordi. A oggi c’è solamente l’indennità di vacanza contrattuale: 8 euro da gennaio 2019 e 14 euro da luglio 2019!

Anche dall’ARAN il presidente Antonio Naddeo, appena insediato, fa sapere che non ci sono le risorse necessarie per aprire il confronto con le organizzazioni sindacali.

Mentre in Germania sono stati riconosciuti aumenti medi dell’8% pari a 240,00 euro mensili, in Italia l’ultimo rinnovo dei contratti ha portato ai dipendenti pubblici aumenti medi del 3,48% pari a 85 euro lordi medi, appena il recupero del 40% dell’inflazione. Dopo ben 9 anni di blocco!

Chi parla di riapertura dei contratti con queste risorse parla di niente o, peggio, prende in giro i lavoratori ben sapendo che attualmente non ci sono le risorse minime e si andrebbe inevitabilmente verso rinnovi a perdere come sono stati quelli firmati lo scorso anno.

Nell’ultimo DEF sono previste solo le briciole per pagare la vacanza contrattuale, per il resto non c’è niente! USB pretende che siano destinate maggiori risorse per aprire la nuova tornata contrattuale e portare aumenti veri nelle tasche dei lavoratori pubblici. Chiederemo immediatamente un incontro al ministro Dadone per risolvere la questione ed avviare la nuova stagione contrattuale, in caso contrario siamo pronti alla mobilitazione.

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