La stoffa del grande imprenditore


Il grande Gualino : Vita e avventure di un uomo del Novecento / Giorgio Caponetti. - Milano : DeA Planeta Libri, 2019. - 435 p., [XIII], br. ; 18,5 cm. - (UTET).


di Sergej pubblicato il 11 settembre 2019

Si può scrivere un saggio che è in grado di sorprendere il lettore praticamente ad ogni paragrafo? No, non "capitolo" ma proprio ad ogni paragrafo. Il saggio biografico di Giorgio Caponetti ci riesce. Grazie alla scrittura, ma anche grazie al "materiale" che maneggia, ed è la vita di Riccardo Gualino. Un imprenditore e finanziere, la cui biografia dovrebbe essere a mio avviso maggiormente conosciuta: accanto a quella degli Olivetti, di Mattei, di quegli altri grandi (pochi) imprenditori che l’Italia ha avuto e che hanno lasciato questo Paese più ricco (economicamente ma soprattutto socialmente).

La vita di Gualino la si può leggere attraverso due filoni: quello imprenditoriale vero e proprio, e quello culturale: attraverso la moglie, Cesarina Gualino, mise su uno dei "salotti" più importanti dell’Italia degli anni Venti e Trenta. Attraverso cui passarono tutti i maggiori intellettuali dell’avanguardia musicale e pittorica del tempo: da Casorati a Modigliani. Attraverso l’aiuto di intellettuali come Lionello Venturi e Guido M. Gatti. E poi attraverso la Lux cinematografica di cui Gualino fu il proprietario negli anni del dopoguerra (e fu lui a produrre I soliti ignoti e tanti altri film che oggi vengono considerati capolavori).

Sulle vicende imprenditoriali, che portarono Gualino a capo della SNIA Viscosa e di centinaia di imprese, di banche, fino a fondare un impero transnazionale (si pensi al progetto di una nuova città accanto a San Pietroburgo, progetto interrotto nel 1917 dal colpo di Stato leninista) in cui l’Italia era solo uno dei tasselli: ma che vedeva Gualino presente negli Stati Uniti alleato con i Kennedy, in Gran Bretagna, in Francia e nei paesi jugoslavi. Nel rievocare la biografia di Gualino anche di questo aspetto il libro di Caponetti è estremamente godibile e si legge molto piacevolmente, di sorpresa in sorpresa. Gualino era vulcanico, un "mago" pieno di idee e di progetti, ma sempre con concretezza e solidità di risultati. Oggi purtroppo si pensa all’imprenditoria come a fuffa marketing o a dividendi di azionisti. Gualino era uno che costruiva, e dava lavoro alle persone.

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Copertina del libro dedicata alla biografia di Riccardo Gualino

Bellissime le pagine del confino a Lipari (Mussolini lo volle punire, probabilmente su istigazione degli Agnelli: il patriarca Agnelli non ci fa una buona figura nel libro e muore male peraltro), e quelle del testamento "imprenditoriale", la lettera alla moglie che ricorda tantissimo certe carte medievali di mercanti (anzi: mercatanti) e banchieri dell’epoca, la concretezza di un mondo che pensava all’economia come protezione per i propri cari, delle persone che ci sono vicine e non semplice speculazione finanziaria da farsi per gioco, magari dopo una sniffata davanti a un computer.

Noi abbiamo letto l’edizione 2019 che ha avuto una distribuzione in edicola, ma il libro è stato pubblicato da UTET (gloriosa casa editrice, ora marchio De Agostini) nel 2018, ISBN: 9788851162269. E dunque lo si trova anche nelle librerie e online.


Sinossi del libro

Imprenditore spregiudicato e raffinato mecenate, elegante viveur e lungimirante affarista, colto, piratesco, sottile, avventuroso. Riccardo Gualino ha segnato il secolo scorso come pochi altri hanno saputo fare.

Nato sul finire dell’Ottocento da una ricca famiglia biellese, fin da subito Gualino rivela un’incrollabile determinazione. Dapprima commerciante di legname, presto la sua ambizione lo conduce a un crescendo di imprese sempre più grandiose. Acquisisce banche, in società con Giovanni Agnelli fonda la SNIA, diventa azionista di riferimento e vicepresidente della Fiat, lancia i filati artificiali, ha interessi nel settore chimico e in quello alimentare. Il nome Gualino diventa noto in tutto il mondo: nel 1928 è inserito nella rosa dei cinque uomini più ricchi d’Europa.

La sua ascesa è vertiginosa e le sue cadute fragorose. Le sue idee degne di un visionario: nel 1914 acquista un enorme terreno sulle rive della Neva, determinato a costruire una nuova San Pietroburgo ricalcata sul profilo di Manhattan. La Rivoluzione d’Ottobre manderà a monte il progetto, ma non fermerà la sua fame di affari. Non ci riuscirà neppure il tracollo economico del ’29, né l’accanimento di Mussolini che lo confina a Lipari. Gualino è uno di quei rari talenti in grado di capire il flusso del tempo, di prevedere la modernità: lo troviamo, dopo la caduta, a capo della pionieristica Lux, che nel dopoguerra produce i film di Visconti e Lattuada avvalendosi anche dei giovani Carlo Ponti e Dino De Laurentiis.

Al suo fianco c’è sempre Cesarina che condivide con lui una lunghissima vita piena di viaggi, incontri e amicizie memorabili: tra gli altri, ci imbattiamo in D’Annunzio e Gobetti, Nijinskij, Solomon Guggenheim, Curzio Malaparte, Winston Churchill, i Kennedy, Liz Taylor, Luchino Visconti. Lui e Cesarina, appassionati di tutte le arti, dall’architettura alla danza, alla musica, alla pittura, costruiranno castelli e teatri, daranno vita a splendide stagioni di eventi e acquisteranno una strabiliante raccolta di capolavori, da Botticelli a Modigliani: una parte di essi costituiranno la “Collezione Gualino”, patrimonio della Galleria Sabauda di Torino.

Una vita come un romanzo, che Giorgio Caponetti racconta con la vivacità dell’improvvisazione jazz e con l’andamento di una partitura sinfonica, consegnandoci lo scintillante ritratto di un’epoca irripetibile.


L’autore

Giorgio Caponetti è nato a Torino nel 1945. È stato creativo pubblicitario, allevatore e addestratore di cavalli, istruttore d’equitazione, regista e conduttore di grandi eventi equestri, autore di documentari, docente universitario. Ha esordito come scrittore nel 2011 con il romanzo Quando l’automobile uccise la cavalleria (Marcos y Marcos, 2011), giunto ormai alla nona ristampa, pubblicando poi, sempre per Marcos y Marcos, Due belle sfere di vetro ambrato (2013), Venivano da lontano (2014), La carta della regina (2015) e La disfida (2016). Vive a Tuscania, nella maremma etrusca.


La biografia di Riccardo Gualino, da leggere, su Wikipedia.


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