Una cultura nascosta


In tempi di stallo culturale, alcune voci fuori dal coro hanno deliziato gli astanti di Nizza di Sicilia, un paesino della riviera jonica messinese


di Alice Molino pubblicato il 4 settembre 2019

Nizza di Sicilia, tremila abitanti stanziali che diventano cinquemila in estate col rientro a casa dei migranti locali. Conosciuta per il nome regalato da Garibaldi durante la spedizione dei Mille in Sicilia (si chiamava San Ferdinando), non ha mai rappresentato un emulo particolare per la diffusione culturale nel resto di Italia. Non lo era nel passato, di recente si è livellata con il resto della Riviera Jonica, dove si è diventati famosi per le sagre di paese, spesso usate per sostenere le campagne elettorali dei politici locali. Occorre arrivare a Taormina per respirare un’aria diversa.

Eppure dista ad una ventina di chilometri dalla Perla dello Jonio. Certo, non si è mai preteso di potersi permettere spettacoli da far invidia ad altre località di spicco, ma da tempo ci si è resi conto che questa lingua di terra affacciata al Mar Jonio non possa esere racchiusa in un "panino con la salsiccia". Perché poi, Nizza ha comunque prodotto negli anni molti talenti in diversi campi artistici, che in questa occasione non menzioneremo per non rischiare di far torto a nessuno dimenticando qualche nome. Ne vogliamo nominare soltanto uno, tanto per enfatizzare nella giusta misura il nostro articolo: Guido Caprino, l’attore che ha conquistato un suo spazio di notorietà sia in televisione che sul grande schermo.

Ma Nizza ha saputo produrre altre attrici ed attori, scrittori, poeti ed anche cantastorie che sicuramente riescono con fatica a presentare i propri lavori. Nizza è anche un luogo da esplorare. Ci sono angoli pieni di bellezza e con dettagli affascinanti, per qualcuno ahimé sconosciuti. Mi impegnerò a presentarne uno in particolare, forse perché è vicino al mio concetto di cultura e "del stare insieme".

Mi riferisco al Castello D’Alcontres ed in particolare alla piccola realtà culturale nata all interno (citata già in un precedente articolo) il Giardino Sospeso. Il Giardino Sospeso è una nuova chiave di introduzione alla cultura anche per i più giovani. Devo ringraziare fortemente gli ideatori di questa iniziativa, che ha proposto al pubblico tre serate teatrali d’agosto, omaggiando Leonardo Sciascia, Giovanni Verga e Rosa Balistreri, perché ho assaporato linguaggi e dinamiche sconosciute. Una quarta serata ha proposto lo spettacolo comico di Elio Crifò.

Fondamentale è stata la cura con cui sono stati scelti gli interpreti degli eventi. Fabrizio Catalano, Antonella Nieri, Elio Grifó, Adele Tirante. Un viaggio intenso tra donne, politica e la Sicilia. La nostra Sicilia che amiamo ma non abbastanza per abbandonare quel suo, ormai caratteristico, "amaro in bocca". È giusto complimentarsi con gli artisti citati, ma è importante sottolineare la capacità di saper trasmettere l’arte e fare innamorare il pubblico.

Inutile negarlo, siamo imbarcati in una nave piena di attrazioni, la maggior parte futili. Artisti che scelgono di esporsi personalmente e di utilizzare la cultura come mezzo di aggregazione e di scambio comunicativo, è un ottimo inizio per cominciare a cambiare rotta.

Ritorna al formato normale

Stampa l'articolo