Francesco Saverio Borrelli


Il suo nome è stato da sempre collegato a quel periodo socio-politico passato alla storia con l’attributo di Mani Pulite


di Piero Buscemi pubblicato il 20 luglio 2019

Francesco Saverio Borrelli, giudice napoletano, nato il 12 aprile 1930, è morto oggi, 20 luglio, a seguito di un lungo periodo di malattia. Inevitabile accostare il suo nome a quel periodo storico-politico del nostro Paese che diede la svolta del passaggio di consegne tra un cinquantennio di monopolio nelle mani della DC e quello che sarebbe stato definito "il nuovo che avanza" e che consegnò agli italiani un ventennio di Forza Italia, Berlusconi e tutte le vicende di dominio pubblico.

Erano gli anni delle inchieste sulla corruzione politica, sulle tangenti e sullo smantellamento di un potere politico occulto i cui retroscena non sono ancora del tutto stati svelati. Chi non ricorda Antonio Di Pietro, il magistrato che interpretò il paladino della giustizia sotto la direzione proprio di Borelli, a capo di quel pool che ci illuse di poter ripulire le stanze del potere dalle vecchie abitudini dello scambio di favori, di mazzette ad oliare pratiche di appalti e tutto quanto fa girare in Italia quel denaro che ha nutrito e nutre l’ambizione degli italiani da sempre.

Ex presidente della Corte d’Appello di Milano, si laureò a Firenze in giurisprudenza con una tesi intitolata Sentimento e sentenza. Entrò in magistratura nel luglio del 1955 come pubblico ministero. Nel dicembre del 1983 divenne Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano, e tenne tale incarico fino al maggio del 1988, data in cui divenne capo dello stesso ufficio. Dal marzo 1999 alla pensione nell’aprile 2002 è stato procuratore generale della Corte d’appello milanese.

Nel febbraio 1992 iniziò proprio l’era di tangentopoli, con l’invio dell’avviso di garanzia a Mario Chiesa che scoperchiò i segreti del Pio Albergo Trivulzio. Un periodo che fece conoscere ai cittadini italiani i nomi più illustri delle inchieste giudiziarie che furono condotte dai vari Colombo, Bocassini, Davigo. Nominato nel 1999 Procuratore Generare presso la Corte d’Appello di Milano, carica che lascerà nel 2002, si schierò apertamente contro il governo Berlusconi che, dai processi di Mani Pulite, raccolse lo scettro del potere per proporre delle riforme drastiche sulla gestione della giustizia italiana.

Dopo l’ennesimo scandalo sul calcio scommesse, scoppiato nel 2006 e che ci fece vincere i Mondiali di calcio come era accaduto anche quando scoppiò quello del 1982, fu incaricato dalla FGCI in veste di capo dell’ufficio indagini. Dopo aver lasciato anche questo incarico nel 2007, tornò ad occuparsi della sua grande passione, la musica, diventando Presidente del Conservatorio di Milano, onorando il suo diploma in pianoforte conseguito nel 1952 presso il Conservatorio di Firenze.

Francesco Saverio Borrelli ci lascia all’età di 89 anni, il 20 luglio 2019.

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