#SgomberareCasapound


Gli inquirenti e la Corte dei Conti hanno rilevato che l’occupazione abusiva di Casa Pound a Roma ha prodotto un danno alle casse dello Stato di 4,2 milioni di euro


di Redazione pubblicato il 5 luglio 2019

La procura ha inoltre rilevato che dentro lo stabile occupato al centro di Roma non si trovano famiglie in stato di emarginazione economica e sociale. Un partito politico non può occupare illegalmente un immobile che appartiene alla collettività. Unisciti a questo appello per chiedere lo sgombero di Casa Pound.

I militanti di Casapound si autodefiniscono “fascisti del terzo millennio”. Dunque si pongono fuori dai principi e dai valori della Costituzione italiana. Nel periodo dal 2011 al 2016, si contano tra le loro fila 20 arresti e 359 denunce. Sono finiti in carcere per banda armata, detenzione illegale di armi, attentati incendiari e lesioni a pubblico ufficiale.

Ciononostante, dal 2003, Casapound occupa abusivamente un palazzo di proprietà del demanio, a pochi passi dalla Stazione Termini, in pieno centro di Roma.E lo occupa per i propri capi e per amici e parenti dei propri capi. Un’ingiustizia per le tante famiglie che aspettano l’assegnazione regolare di un appartamento. Come rilevato infatti dalla Procura contabile:"Dal semplice incrocio dei dati anagrafici dei residenti nell’immobile in questione con le banche dati finanziarie è emerso che le condizioni reddituali che caratterizzano gli occupanti abusivi dell’edificio di proprietà pubblica, lungi dal presentare le connotazioni tipiche dell’emarginazione economica o sociale, non consentono di annoverare gli occupanti tra le famiglie in stato di emergenza abitativa".

Secondo la Corte dei Conti, con la mancata riscossione dei canoni d’affitto e con l’omessa disponibilità dell’immobile, Casapound ha prodotto un danno erariale che si attesta attorno ai 4,6 milioni di euro.

Chi rimborserà di questa somma i cittadini?

Soldi pubblici che potevano essere utilizzati dalle Istituzioni per realizzare opere o servizi alle persone. Per questo chiediamo alle autorità competenti lo sgombero dello stabile di Via Napoleone III per restituire quanto prima l’immobile alla collettività.

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