Fondi per le ex Province, per le Zes e novità per le imprese. Scerra: "con il Decreto crescita diamo nuovo slancio al Sud"


"Un provvedimento che guarda molto allo sviluppo del Mezzogiorno e che a breve diventerà legge". Queste le prime parole del deputato nazionale del M5S, Filippo Scerra dopo che venerdì scorso alla Camera è stato approvato il Decreto Crescita, norma che contiene una serie di misure importanti per il sostegno alle imprese, la tutela del Made in Italy, per la semplificazione e per dare impulso all’economia del Paese. Adesso la norma passerà al Senato che entro il 29 giugno dovrebbe trattarla per convertirla definitivamente in legge.


di Giuseppe Castiglia pubblicato il 25 giugno 2019

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scerra-Parlamento

Sono tanti i provvedimenti messi in campo per far ripartire le pubbliche amministrazioni e le imprese che lavorano al Sud. A partire dalla Norma Fraccaro, in cui sono previsti 500 milioni ai Comuni per i progetti nel campo dell’efficienza energetica e dello sviluppo territoriale sostenibile. Di questi, circa 2 milioni di euro da spendere subito per i Comuni della Provincia di Siracusa. Via libera anche a un ulteriore aiuto per le ex Province Regionali, cui verranno stanziati 100 milioni per far respirare le ex Province, soprattutto quella di Siracusa, che versa in una situazione drammatica, nell’attesa di un intervento strutturale nella prossima legge di bilancio.

"Ancora una volta – evidenzia Filippo Scerra - ci differenziamo dalla vecchia politica. Noi non ci siamo fermati ai proclami, ma siamo passati ai fatti risolvendo i danni fatti dal Partito Democratico e dalla riforma Crocetta. Con queste ulteriori somme daremo un’importante boccata d’ossigeno agli enti locali, oggi in ginocchio, e consentiremo agli stessi di poter riprendere a svolgere una prima programmazione di tutti gli importanti servizi a loro carico."

Un altro articolo importante nel Decreto Crescita riguarda il fondo da 300 milioni per il prossimo triennio stanziati per le Zes del Mezzogiorno, con l’obiettivo di rendere ancora più attrattive le Zone economiche speciali, incentivando così investimenti da parte di capitali italiani ed esteri. "Questo stanziamento sulle Zes - prosegue - viene dopo il precedente intervento normativo da parte del nostro Governo, nel Decreto Legge Semplificazioni, che aveva appunto semplificato e accelerato la possibilità di insediamento, realizzazione e lo svolgimento dell’attività economica nelle Zes, tramite alcuni criteri derogatori alla normativa previgente. Sappiamo bene quanto l’istituzione di Zone Economiche Speciali in Sicilia e nella nostra provincia, possa essere importante per creare quelle condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l’insediamento di nuove".

E adesso Scerra preme sul governo regionale affinché non si perda ancora tempo. "Non ci sono più scuse per Musumeci - incalza -, abbiamo aspettato troppo tempo il lavoro di una cabina di regia regionale che si era istituita neri primi mesi del 2018 e si era data tempi stringenti. Adesso è il momento di arrivare al sodo cosicché Augusta, con il suo porto Core, sia centrale nella Zes della Sicilia Orientale."

Altro intervento importante è il via libera alla riforma della Governance del Fondo Sviluppo e coesione che a causa dell’eccessivo numero di documenti programmatori, era stato "appesantito" dai precedenti governi, finendo con il rallentare la spesa e l’utilizzo di queste risorse fondamentali per il Sud. "Il nostro obiettivo - spiega Scerra -, attraverso questa riforma, è di snellire le procedure e di sbloccare investimenti che siano subito cantierabili. Relativamente alle imprese poi, tra gli ordini del giorno approvati con parere favorevole, c’è quello a mia firma che prevede l’abolizione del meccanismo dello split payment anche per le imprese, per sanare lo squilibrio finanziario sofferto dalle aziende fornitrici della Pubblica amministrazione."

Lo split payment Iva era stato introdotto dalla Legge di Stabilità nel 2015 ed esteso ai professionisti con ritenuta d’acconto nel 2017 e prevedeva l’applicazione della “scissione dei pagamenti o pagamenti divisi”: in pratica il soggetto privato incassa l’importo della fattura al netto dell’Iva, che viene versata dall’ente di Pubblica amministrazione. In questo modo lo Stato ottiene di fatto un anticipo dell’imposizione fiscale ai fini Iva, ma la scelta rappresentava una vera e propria limitazione della liquidità disponibile per una categoria già vessata dalla crisi. Con il Decreto Dignità a luglio 2018 era già stato ufficialmente abolito lo split payment per i liberi professionisti, adesso l’impegno del Governo per abolirlo per le aziende . “Un punto del nostro programma che sapevamo essere apprezzato dalle aziende – conclude soddisfatto Scerra - .Come promesso in campagna elettorale, cerchiamo in tutti modi aiutare le piccole e medie imprese, cuore pulsante del nostro paese”.

Siracusa, 24 giugno 2019

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