È stata la Raggi!


Fatevi un pungiball personale con la foto della sindaca di Roma. Serve a superare i momenti tristi


di Adriano Todaro pubblicato il 1 maggio 2019

Non andate d’accordo con vostra moglie? È colpa della sindaca di Roma Raggi.

L’inquilino dell’appartamento sopra il vostro, fa casino? È colpa della Raggi.

Vostra suocera rompe sempre di più i cabbasìsi? È colpa della Raggi.

I prezzi aumentano? È colpa della Raggi.

Il pianeta, per salvarsi, si deve affidare alla 13enne Greta Thunberg? È colpa della Raggi.

Vi hanno dato l’appuntamento per il controllo al cuore fra 18 mesi? È colpa della Raggi.

Le tasse aumentano, i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, l’idraulico e il dentista vi hanno chiesto una parcella stratosferica ma prima vi hanno domandato: “Vuole la fattura?”, la schiena vi fa male e avete scoperto una foto sexy di vostra figlia sui social? È sempre colpa della sindaca Raggi.

È confermato da 9 scienziati su 10 che avere, come parafulmine, un personaggio a cui dare la colpa di tutte le cose negative che vi capitano, fa bene al fisico e alla mente. Vi scarica e molte volte, addirittura, vi trasforma in persone ottimiste. Una specie di pungiball personale con il viso della Raggi. Tanto, ricordatelo, è sempre colpa della Raggi.

In queste settimane tiene banco, sui giornali e social, Armando Siri, un giovinotto della Lega che è diventato sottosegretario alle Infrastrutture nel governo giallo-verde. Nel 2014 patteggia una pena per bancarotta fraudolenta a un anno e 8 mesi per un crac di una sua società indebitata per un milione. Il patrimonio della società finì in un’altra impresa che aveva sede nel Delaware, negli Usa, famoso Stato che permette di aprire nuove società direttamente online e nel giro di 24 ore. La tassazione ed il fisco di questo stato sono estremamente amichevoli. Il nostro Siri proviene dal Psi di Bettino il socialistino e nel 2010 ha fondato, pensate un po’, un partito di cui era, ovviamente, il presidente, il Pin che non è quel numerino che usate per accedere al vostro telefonino o in banca ma nientepoipodimenoche il Partito Italia Nuova.

Era talmente nuovo quel partito che è trasmigrato nella Lega ed è diventato il responsabile economico soprattutto da quando si è inventato la flax tax al 15%, in pratica ricchi e poveri tutti nello stesso calderone. Uno così bisognava premiarlo ed ecco che il cervello di Salvini, pieno di neuroni alla Nutella, l’ha fatto diventare sottosegretario.

Si è aperto, però, un problema e il problema si chiama Paolo Arata, ex parlamentare di Berlusconi che Salvini lo interpella come esperto per le energie alternative. Arata e Siri vanno d’accordo e l’accusa è che Siri si è beccato una tangente di 30 mila euro per favorire la società di Arata il quale ha come socio occulto, sempre secondo la tesi della Procura, Vito Nicastri, imprenditore mafioso che avrebbe finanziato la latitanza di Matteo Messina Denaro. Naturalmente la giustizia, alla fine, trionferà. Intanto, però, il nostro Conducător ha qualche problemino. Ma la Nutella gli dà forza e idee nuove. E così ha chiesto le dimissioni della sindaca Raggi. È indagata? No. È sospettata di prendere tangenti? No. È in combutta con qualche traffichino per far passare questo o quel progetto? No. Quindi deve dimettersi. Ma perché? Perché non ha firmato il bilancio dell’Ama (trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). Bel colpo. Scusa, Salvini. Quel bilancio è stato bocciato anche dal collegio sindacale, dal ragioniere generale, dal direttore generale, dal segretario generale del Comune? Appunto, deve dimettersi. Non firmandolo ha impedito ai dirigenti dell’Ama di aumentarsi lo stipendio, quindi deve dimettersi. Una logica ferrea, una logica padana.

Intanto a Milano sono apparsi i primi mega manifesti elettorale, quelli 6x3 metri, inventati, a suo tempo, dal Malavitoso di Arcore. Il primo ad essere affisso è stato proprio il suo. Lo slogan recita: “Vota con la testa” (Un altro recita: “Apri gli occhi”). In realtà la sua testa, asfaltata, del colore del lucido da scarpe marrone, opportunamente è tagliata dal fine manifesto così che non si possa vedere la folta chioma e le palpebre sono un po’ appannate. Una foto che ha almeno 25 anni. Cravatta d’ordinanza Marinella e vestito Caraceni. Ma tant’è.

Un altro è quello del “nuovo” segretario del Pd, Nicolino Zingaretti. Lui è in maglioncino sbarazzino e se la ride tutta. Lo slogan recita. “Creiamo lavoro, non odio”. Boh! Una volta avrebbero scritto, chessò, “Creiamo lavoro, non disoccupazione” o cose simili. Che nesso c’è fra il lavoro e l’odio?

Ma a questi qua chi gliel’ha scritti gli slogan elettorali? Oggi solo noi di girodivite siamo in grado di darvi un’anticipazione di quello che scriveranno i giornali domani e cioè che a scrivere gli slogan elettorali di Berlusconi e Zingaretti è stata la sindaca di Roma Virginia Raggi, la patata bollente come l’ha definita, a suo tempo, il grande Vittorio Feltri.

P.S. ‒ Il Muto di Palermo ha firmato il decreto sulla legittima difesa e subito, il giorno dopo, uno ha sparato e ferito un ragazzo. D’altronde anche Re Giorgio di Savoia ha firmato tutte le schifezze di Berlusconi. Uno è di Palermo, l’altro di Napoli. Sandro Pertini, invece, era della provincia di Savona. E, allora, viva Il Nord e abbasso il Sud.

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