Lo sgombero della baraccopoli di San Ferdinando. E dopo?


EMERGENCY ha sottolineato l’urgenza di individuare soluzioni abitative stabili per garantire condizioni di vita decorose ai lavoratori stagionali


di Redazione pubblicato il 13 marzo 2019

Il 6 marzo mattina ha avuto inizio lo sgombero della baraccopoli di San Ferdinando, dove migliaia di lavoratori, ogni inverno, si spostano in cerca di una paradossale opportunità di sopravvivenza fra gli agrumeti. Paradossale, perché ad aspettarli ci sono turni di oltre 10 ore di lavoro in nero, compensi irrisori, sistemazioni di fortuna che possono rivelarsi trappole mortali, proprio come la baraccopoli.

È per questo motivo che, fin dall’apertura del progetto in Calabria, nel 2011, EMERGENCY ha sottolineato l’urgenza di individuare soluzioni abitative stabili per garantire condizioni di vita decorose ai lavoratori stagionali: i numerosi ruderi occupati, la baraccopoli e i campi tendopoli non possono infatti essere considerati in alcun modo luoghi dignitosi in cui vivere.

Le motivazioni dello sgombero, elencate nell’ordinanza, riguardano le scarse condizioni di vivibilità, il pericolo incendi e i possibili danni alla salute per gli occupanti della baraccopoli. Alla luce di tali rischi lo smantellamento della tendopoli è stata una prospettiva certamente auspicabile, tuttavia si esprime profonda preoccupazione per le circa 900 persone che la abitavano e che sono in attesa del destino con le borse e gli zaini preparati in fretta, perché il preavviso è stato scarso e perché non sapranno dove verranno ricollocate.

Alcuni di loro hanno provato a cercare delle case in affitto nella vicina località di Rosarno; decine sembrano essere i pullman che trasferiranno alcuni dei ragazzi nei centri Cas e Siproimi della Calabria, mentre gran parte di loro – nello specifico chi possiede il permesso umanitario – verrà trasferita nella ‘nuova tendopoli’, allestita nel 2017 dal Ministero dell’Interno e probabilmente in fase di espansione.

Abbiamo ragione di credere che il trasferimento di una parte dei migranti nella nuova tendopoli, che sorge nel terreno adiacente, possa inevitabilmente replicare lo scenario che ha condotto allo sgombero della baraccopoli, protagonista di una settimana fa. Inoltre, lo sgombero è avvenuto in un periodo in cui la presenza di migranti all’interno della baraccopoli era ancora elevata. Nonostante la raccolta degli agrumi si sia quasi conclusa, infatti, molti lavoratori stagionali continuano a trattenersi nel territorio in attesa di riscuotere le paghe per le giornate agricole effettuate. La presenza stagionale di migranti è determinata dalla possibilità di trovare impiego nella raccolta agricola. Se non verranno individuate reali soluzioni alle criticità alloggiative, il problema si ripresenterà ogni anno e i migranti troveranno nuovi luoghi da occupare, forse meno visibili ma non per questo meno critici da un punto di vista igienico-sanitario.

“Nessuno dei ragazzi ha mai voluto vivere in quella baraccopoli e in quelle condizioni, chiaramente. Loro però sono qui per lavorare e ricollocarli in zone lontane dal posto di lavoro vuol dire causare danni anche al territorio, non solo ai migranti. L’economia della Piana di Gioia Tauro gira intorno alle produzioni agricole e i migranti sono le braccia fondanti di un indotto economico fondamentale. In questi giorni, in vista del repentino trasferimento di molti migranti, nell’ambulatorio di Polistena abbiamo cercato di fornire ai pazienti con maggiori complessità cliniche tutte le indicazioni necessarie per non interrompere l’articolato percorso diagnostico-terapeutico intrapreso negli scorsi mesi. Tuttavia, lo scarso tempo a disposizione e il disorientamento dei pazienti ha reso molto complesso tale passaggio e rischia di compromettere in modo significativo la continuità assistenziale finora garantita e quindi la salute stessa dei pazienti” dichiara Giulia, Coordinatrice ambulatorio di Polistena.

“La terra senza terra. Racconti dalla Calabria”, illustrato da Mattia Surroz, è il terzo e ultimo capitolo del progetto editoriale di EMERGENCY “Dove l’erba trema. Vite invisibili nelle campagne d’’Italia”. Seguendo i moti stagionali dei lavoratori agricoli, EMERGENCY accompagna il lettore in quei luoghi tristemente noti per lo sfruttamento dei braccianti – Castel Volturno, la Capitanata, Gioa Tauro – compensando la drammaticità del racconto con i disegni di fumettisti famosi. In Calabria, protagonisti delle storie e dei fumetti sono quei tanti “invisibili” che incontriamo ogni inverno, quando si spostano nella Piana in cerca di una qualche opportunità tra gli agrumeti, e invece trovano turni estenuanti di lavoro in nero, compensi irrisori, ghetti in lamiera che si trasformano in trappole mortali.

Il PDF del capitolo, con le illustrazioni, è disponibile per il download su: dovelerbatrema.emergency.it

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