Fare domande e meravigliarsi di tutto


Ve li ricordate i girotondi? Nel 2002 ero a Roma, in Piazza San Giovanni. Sergio Failla di Girodivite mi chiese un pezzo: vai e raccogli gli umori, mi disse...


di Vanessa Viscogliosi pubblicato il 16 febbraio 2019

Ve li ricordate i girotondi? Nel 2002 ero a Roma, in Piazza San Giovanni. Sergio Failla di Girodivite mi chiese un pezzo: vai e raccogli gli umori, mi disse.

Non lo delusi, presi il taccuino, raggiunsi il popolo nemico di Berlusconi e dell’editto bulgaro, ascoltai le parole di sinistra di Nanni Moretti, intervistai donne, uomini, bambini, poliziotti, preti. Pure i sampietrini.

Raccolsi umori, malumori, rumori e pure amori. Appuntai tutto, mi meravigliai di tutto.

Non credo di aver poi scritto uno dei miei migliori articoli, ma sono certa delle sensazioni che quel giorno provai: fare domande mi faceva sentire libera. Avevo 23 anni e una grande passione per il giornalismo.

Dopo diciassette anni non ho smesso di fare domande, di farmi domande. I girotondi invece sono morti, la sinistra pure. I nuovi nemici sono quelli senza passaporto italiano e gli umori sono diventati delle emoticon.


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