Un po’ Battiato


Il concerto di Franco Battiato in Piazza Duomo a Siena. Dal nostro inviato ;-)


di Francesco Chiantese pubblicato il 6 agosto 2005

In principio non era Battiato, almeno così ci piacerebbe scoprire, quando lo abbiamo sentito stonare ed andare fuori tempo. La musica da una parte, lui dall’altra: imbarazzato lui, imbarazzati noi. Ha addirittura chiuso bruscamente le sue Strade dell’Est perchè, suonate così, erano impraticabili come la Salerno-Reggio Calabria.

Poi, dopo aver lasciato il palco a Sgalambro per qualche minuto, segno di un amicizia e non di altro, e dopo aver spiegato bene (così dicono) le sue ragioni al tecnico audio, ed ancora dopo aver sostituito al volo una spia di ritorno eccolo salire sul palco.

Finalmente Franco.

Una scaletta completa ed imprevista, in cui molto spazio era dato a Ferro Battutto, che ci ha fatto dimenticare a tratti la mancanza sul palco degli archi a cui il siciliano ci ha abituati, e di almeno una corista.

Anomalo concerto di Battiato in cui ci è sembrato molto solo e poco divertito.

Un concerto memorabile, comunque, per i toscani che non lo hanno visto tempo fa nello splendido scenario della Cava dell’oliviera (a Serre di Rapolano vicino Siena) e di Piazzale Michelangelo (a Firenze); per gli altri un pò meno, ma è colpa sua, ha viziato i suoi fan con esibizioni degne di nota troppe volte.

Degne di nota solo alcune interpretazioni, quando abbandonata la formazione rockeggiante (tutti giovani ed ottimi musicisti), si lasciava accompagnare dal solo organo elettrico.

Splendido ovviamente lo scenario, nello scegliere i quali è sempre un maestro, perchè fare un disco è fare un disco e fare un concerto è fare un concerto; e per i secondi non si può prescnidere dalle note del contesto.

Meno splendido buona parte pubblico, disabituato ad eventi del genere, venuti quasi ad ascoltare musica lirica, con un rigore ed una compostezza che non si addice al percorso musicale intrapreso da Battiato da Gommalacca in poi; meno male che ci han pensato, verso la fine, quelli delle ultime file a riappropriarsi dei primi posti e di quel clima vivace che sinceramente si sentiva mancare.

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