Un popolo di rane



di Francesco Paolo Caracausi pubblicato il 6 marzo 2017

La rana in pentola potrebbe spiccare un salto a dispetto degli alti bordi e salvarsi, ma non può, perché non ha la visione d’insieme, e finisce presto bollita.

Questa è la metafora dei tempi moderni, non si ha tempo né voglia di guardarsi intorno, di informarsi, sebbene sia gratis. Leggere però può essere pericoloso, mina alle fondamenta le proprie granitiche e malriposte certezze.

I pigri si contentano dell’imbonitore, dei suoi slogan, spesso interessati, sicché abdicano alla propria intelligenza e diventano collaborazionisti (inconsapevoli?) di chi toglie loro diritti inalienabili.

I pigri non percepiscono che chi toglie loro diritti inalienabili spesso è inquisito o condannato.

La stampa e la tv di stato collaborano affinché il "popolo delle rane" rimanga tale; un popolo di rane si governa meglio.

Ritorna al formato normale

Stampa l'articolo