La via crucis dei rifiuti in Sicilia - intervista al Dr. Salvo Cocina


Da tempo immemore per noi siciliani i rifiuti sono una dolorosa via crucis. Una via crucis sintomo delle difficoltà gravissime in cui si dibatte la nostra martoriata terra.


di Emanuele G. pubblicato il 1 marzo 2017

Mentre altrove il rifiuto è una risorsa economica non indifferente che crea sviluppo e la gestione dei rifiuti è un’ottima modalità di tutela del territorio, qui in Sicilia il rifiuto è sinonimo di tragica emergenza oramai da anni.

Cosa ci ricorda la parola rifiuto nella nostra Sicilia? Cumuli di rifiuti abbandonati un pò ovunque, discariche a cielo aperto, una differenziata balbettante, gli interessi delle c.d. "ecomafie", termovalorizzatori si/no, comunità che si ribellano allorquando si intende aprire una nuova discarica, pesanti conseguenze dal punto di vista della salute di noi tutti, eternit disperso nell’ambiente, bombe ecologiche diffuse a più non posso e tanto altro ancora.

In breve, un’autentica via crucis che preclude possibilità di sviluppo alla nostra terra.

Su questo abbiamo effettuato una breve intervista con il Dr. Salvo Cocina responsabile dell’Ufficio Speciale per la Raccolta Differenziata presso la Regione Siciliana. Insomma, la persona a cui tutti i siciliani hanno demandato l’arduo compito di mettere ordine in un comparto che ha rappresentato l’esempio più eclatante del fallimento della Sicilia. Il fallimento di noi tutti inteso come comunità.

Come mai in Sicilia – a parte rarissime eccezioni – la differenziata non è mai partita veramente? Eppure il famoso “Decreto Ronchi” è del 1997!

"In Sicilia la situazione sconta un grosso ritardo a causa di due fattori principali. Innanzi tutto la confusione circa le modalità degli affidamenti nella gestione della raccolta differenziata. Ogni comune ha organizzato un "suo" sistema di raccolta differenziata diverso rispetto agli altri e molti di questi comuni hanno approntato degli affidamenti ad aziende senza prevedere, nel tempo, l’obbligo del raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. Il mancato sviluppo della Raccolta differenziata è stato aggravato dal fatto che si continuavano a reiterare tali affidamenti tramite l’abuso di proroghe, e pertanto tutt’oggi si riscontrano delle situazioni critiche in cui ci sono dei comuni che hanno mantenuto una gestione di raccolta differenziata prorogando per molti anni 5, 6, 7 anni sistemi di raccolta dei rifiuti che non contribuiscono al raggiungimento delle quote di raccolta differenziata previste dalla legge. Il secondo motivo È relativo agli impianti, in particolare gli impianti di compostaggio. Qui è innegabile che c’è una carenza a livello regionale che sconta il fatto che non c’è stata una programmazione dei Comuni e delle SRR in questi anni."

Lei sta svolgendo delle riunioni di coordinamento a livello provinciale… Quali dati emergono?

"L’ufficio Speciale per la Raccolta Differenziata sta organizzando delle riunioni provinciali tecniche per andare a scardinare le criticità e gli alibi che molti amministratori si sono creati in questi anni e nello stesso tempo queste riunioni servono da monitoraggio dei dati. Il nostro intento è conoscere i responsabili e i funzionari addetti in ogni comune, chiamati a gestire il sistema. Contemporaneamente intendiamo conoscere e valorizzare i comuni virtuosi che invece sono riusciti a organizzarsi per tempo e che oggi superano la soglia del 50% di raccolta differenziata."

Mi pare che le grandi città siciliane non siano un esempio in riferimento alla differenziata.

"Nessuna grande città siciliana e in regola con le normative vigenti dell’obbligo del 65% per la raccolta differenziata in particolare il vero dramma si vive a Catania Palermo, Messina e Siracusa perché la somma degli abitanti di queste quattro grandi città abbassa totalmente tutta la media regionale e pertanto anche se ci sono dei Comuni virtuosi come Marsala, Belpasso, Zafferana, Isola delle Femmine, Santa Teresa di Riva, Gela purtroppo la percentuale media viene abbassata dal capoluogo di regione e dalle altre grandi città."

Non crede che ci sia una profonda inadeguatezza da parte dei funzionari comunali in riferimento alla differenziata? Nel senso che la logica era impostata sulla discarica, mentre ora la logica è un’altra…e cioè il recupero.

"Ci sono molti funzionari comunali che sono persone di buon senso attive e sensibili per quanto riguarda i temi ambientali i temi del riuso e dell’ecologia eppure ci sono alcuni funzionari comunali che invece sono negligenti o che a causa di criticità interne in alcuni comuni, quali numero limitato di personale che non consente l’aggiornamento dei dati della differenziata, la trasmissione di questi dati e soprattutto la corretta gestione ed implementazione di un sistema di raccolta differenziata efficace."

Il comparto rifiuti è da sempre stato attraversato da forti intromissioni della mafia. Cosa sta facendo la Regione per “blindare” il comparto?

"Non c’è nulla da blindare gli affidamenti vengono aggiudicati sulla base di gare pubbliche e se ci sono problematiche di mafia o di reati connessi è la magistratura che deve fare il suo lavoro. La Regione sta segnalando alla magistratura contabile e agli organi competenti i casi di cattiva gestione, l’abuso di proroghe e la mancata organizzazione del sistema di raccolta differenziata che danneggia il cittadino in quanto crea danno erariale, e condanna la gente a dover far fronte a maggiori oneri per mantenere il servizio di gestione dei rifiuti. Il nostro Ufficio sta inoltre cercando di supportare i comuni volenterosi ad adottare un unico protocollo di gestione della raccolta differenziata che è quello del porta a porta, con l’eliminazione graduale dei cassonetti dalle strade."

In quali termini si sta lavorando con i vari consorzi di filiera?

"Con i consorzi di filiera stiamo anche organizzando dei progetti nelle scuole in modo da mettere sotto i riflettori il loro apporto e educare gli studenti a saper fare la differenziata, grazie al progetto "DIfferenziamoci, , per imparare a differenziare divertendosi” . SI tratta di un progetto innovativo di educazione ambientale in quanto annovera tra i suoi partner sia le organizzazioni di volontariato ambientaliste quali Legambiente, Rifuti Zero e Zero Waste Sicilia e sia i Consorzi Nazionali del Riciclo: COREPLA per la plastica; COREVE per il vetro; COMIECO per la carta. Tali organizzazioni infatti svolgono un ruolo cardine nel settore del recupero e del riciclo dei rifiuti e grazie al loro contributo sarà possibile e più efficace spiegare agli alunni e alle famiglie siciliane che tutto ciò che viene consumato e scartato quotidianamente può essere facilmente riutilizzato e tornare ad avere un valore economico."

Sito dell’Ufficio Speciale per la raccolta differenziata presso la Regione Siciliana:

Ufficio Speciale per la raccolta differenziata presso la Regione Siciliana

Photo credits:

La foto di copertina e la foto allegata ci sono state fornite dall’intervistato.

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