Un siciliano scaltru


Vittoria di Fronte Alta sulle unioni civili


di Adriano Todaro pubblicato il 2 marzo 2016

Hai visto il leguleio siciliano com’è stato scaltru? Hai visto l’avvocaticchio di Agrigento come si è giocato tutti? Un furbu furbu, uno stratega del pensiero. A lui i vari Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke o Carl Philipp Gottlieb von Clausewitz gli fanno un baffo. Zitto zitto quatto quatto cacchio cacchio, ha sconfitto le potenti armate del Pd.

Non solo. Ha sovvertito tutte le leggi, non solo quelle democratiche. Anche quelle numeriche. Sulle unioni civili e relativa adozione, erano a favore 199 senatori; 121 i contrari. A questo punto, in tutti i Paesi del mondo, anche in Calmucchia, quella legge sarebbe passata. In Italia, invece, grazie ad Ange ed anche a Lino, il governo ha posto la fiducia ed ha stralciato la possibilità di adottare i figli, per una coppia gay, avuti precedentemente.

Non è un capolavoro di bizantinismo italico? Mi devo ricredere perché io ero convinto che il buon dio avesse fornito a Fronte Alta la testa con una sola funzione: quella di tenere separate le orecchie. E invece no. Mi debbo ricredere perché i neuroni del siciliano furbu funzionano. Eccome, se funzionano! Pensate che rischio abbiamo passato se non ci fosse stato Fronte Alta. L’abbiamo scampata bella. Per fortuna, dice Ange&Lino, il governo ha sventato una “rivoluzione antropologica contro natura”. Ora, a guardare Fronte Alta da vicino viene da pensare che non c’è stata nessun rivoluzione. Lui è contro natura.

Quando il Mai Eletto Matteo I, ha deciso di porre la fiducia, Angelino ha cominciato a ridere. Lui, a capo di una piccola pattuglia, che assieme ai suoi alleati raggiunge, sì e no, il 2,5%, ha vinto contro la corazzata del Pd. E non doveva ridere? Certo che sì. Perché la sua tattica, aiutata però da uno Stato estero, è risultata vincente.

E siccome al peggio non c’è mai fine, ecco che il trust di cervelli di Ncd (che non significa Nuova camorra democratica), ha inventato la questione delle corna. Ora, io non so bene come funziona questa nuova regola all’italiana e, devo dire con franchezza, che ho un poco d’invidia dei gay. Sì perché togliere l’obbligo di fedeltà ai gay è discriminare gli etero. Insomma, io non posso mettere le corna a mia moglie ma se fossi un gay potrei avere non uno ma cento amanti. Boh, forse non ho capito bene ma mi sembra ingiusto e un po’ machiavellico. Facciamo il caso che a un certo punto uno dei gay decida di sposare una donna. Da quel momento il gay, che sino la sera prima, se la spassava con alcuni nerboruti scaricatori del porto di Genova, dovrà essere fedele nei secoli, come i carabinieri.

Per partorire questa furbata ci hanno lavorato in tanti, anche se la primogenitura, come detto, è di Angelino. Quando si doveva decidere sullo stralcio o meno delle adozioni, si sono riuniti i cervelli della maggioranza. I nomi? La Madonna dei Boschi Fioriti, quello che guarda i sigilli e dimentica altre cose, Andrea Orlando, gli esponenti Ncd Enrico Costa, ministro degli Affari regionali, pensate un po’, con delega alla famiglia e Nino D’Ascola che di mestiere fa il presidente della Commissione giustizia. Supportati dal capogruppo Pd Luigi Zanda, uno che quando passa davanti ad uno specchio fatica a riconoscersi.

Un vero Zelig questo Zanda, dalle idee chiare. Poche settimane or sono dettava la linea ai parlamentari del Pd: “Avanti senza nessun stralcio, passerà anche la stepchild”. E dopo pochi giorni. “Il gruppo Pd al senato punta a portare avanti il ddl Cirinnà senza stralcio della stepchild adoption”. Infatti, c’è stato lo stralcio.

La cosiddetta minoranza aveva fatto fuoco e fiamme. Poi, giù la testa e pedalare. Dall’uomo di Bettola sino ai turchi più o meno giovani tutti a dire che si sono rispettati gli impegni e, quindi, sono tutti d’accordo con lo stralcio e il voto di fiducia. Come possiamo non fidarci di persone di questo spessore?

Uno che si occupa soprattutto di soldi, ex dalemiano e poi bersaniano e poi boh non lo so più, certo Ugo Sposetti che è parcheggiato in Parlamento da ben cinque legislature ha detto che “in un solo colpo Renzi ha cambiato la natura del Pd e della maggioranza”. Poiché ha fatto questo, Sposetti vota contro? Ma va! Bisogna essere propositivi. Sposetti vota a favore ma, contemporaneamente, ricorda a tutti che “la società è almeno due passi avanti alla politica”. Renzi dopo aver letto questa frase, si è presa una di quelle paure…

Intanto, l’altro siciliano senza riportino, l’ex amico dell’Omino Flaccido, Schifani, ha subito organizzato un piccolo rinfresco per festeggiare la loro vittoria. Champagne? No perché, si sa, gli Ncd sono parchi. Solo mandorle e spremuta d’arancia. Clima festoso da fine anno scolastico, battute surreali ma profonde. Lo Schifani, a un certo punto, ha detto una cosa evidente ma che ha fatto pensare tutti: “Cioè, noi ne usciamo alla grandissima”. Ecco, dal punto di vista grammaticale magari lascia a desiderare ma il senso è chiarissimo. Infatti, l’onorevole Razzi l’ha capito subito.

Al rinfresco non c’era né Ange e neppure Lino. Tutti lo cercavano per congratularsi, per aver compiuto il miracolo. Ma lui non ha partecipato. Dove era andato? Beh, noi siamo gli unici che ve lo possono dire. Da fonte altamente confidenziale, abbiamo appreso che Fronte Alta si era appartato per telefonare. E ha telefonato al napoletano Gaetano Quagliarello che essendo stato nominato da Re Giorgio di Savoia saggio per le riforme costituzionali, ogni tanto deve assolvere anche alle rotture di qualche suo ex compagnuccio.

“Pronto, Gaetà sei tu?”

“Uehh Angelì tu sì ‘na bellezza. Hai vinto! Contento eh”.

“E proprio di questo che volevo parlarti. Tu che tené ’a capa fresca e che sei saggio mi dovresti togliere un dubbio”.

“Dimmi, dimmi Angelì”.

“Gaetà, ma che minchia significa stepchild adoption?”.

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