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A Milano le primarie le vince il Padre Pio dell’Expo


di Adriano Todaro pubblicato il 10 febbraio 2016

Che rabbia, ragazzi! Che rabbia non abitare a Milano e non aver partecipato alle cosiddette primarie del Pd. I milanesi hanno votato per le primarie e hanno votato, in maggioranza (42%), per Giuseppe detto Beppe Sala. Sono contento e rammaricato perché io non ho potuto votare non abitando a Milano ma nell’hinterland. Naturalmente avrei votato per Beppe perché fra i quattro candidati è la persona più posata, che m’ispira fiducia, che è di destra ma anche di sinistra, che gli piace il rock ma anche il pop, la cotoletta milanese ma anche il fegato alla veneziana, la montagna ma anche il mare di Zoagli, che tifa Inter ma anche Milan, il Genoa ma anche la Sampdoria. E’, insomma, un politico a tutto tondo, moderno e populista. Un vero esponente della Nazione del Partito.

Qualche anno fa era innamorato – politicamente, s’intende – di suor Letizia Moratti che l’aveva assunto. Ma la sorella non c’è più – politicamente, s’intende – è così il nostro Beppe ha scoperto Renzi ma anche Farinetti, l’Oscar della ristorazione. Con Renzi si sono guardati negli occhi ed è stato subito amore – politico, s’intende –. Con Farinetti si sono guardati nel piatto e, si sa, piatto ricco mi ci ficco e così Beppe, senza gara per l’appalto, ha dato a Oscar la gestione di 12 ristoranti all’Expo.

Con uno come Beppe in Comune, i milanesi possono dormire tranquilli. Amministrerà come ha amministrato l’Expo. I bilanci? Beh, il caldo ha bloccato i computer. Quanti milioni sono stati messi a bilancio per le periferie? Lo diremo alla fine. Quante piste ciclabili in città? Siete proprio curiosi, eh? Pedalate e via. E perché tutti quei soldi ai giornali? Per comunicare meglio con i cittadini.

Durante la campagna elettorale per le primarie è stato ostentato manco fosse Padre Pio da Pietrelcina. Per lui hanno votato gli ex leghisti, Comunione e fatturazione, forzaitalioti, l’Opus Dei, il dentifricio Denis (in pectore) e i cinesi. C’è stata qualche polemica su questi ultimi ma sono le solite diatribe degli invidiosi. In realtà Beppe ha fatto un buon lavoro perché questi cinesi erano in giro per Milano dal tempo dell’Expo. Milioni di cinesi che vagavano per la città non erano certo un bel vedere e, allora, Beppe li ha raccolti e, in cinese, gli ha spiegato che era necessario votare e votare per lui. Aveva scelto uno slogan breve ed efficace: "選你想要誰,但投票Beppe" che tradotto stava per “Votate per chi volete ma votate Beppe”.

Anche tante personalità si sono espresse a favore di Beppe come lo scienziato Umberto Veronesi e il grande manager Tronchetti Provera. E poi il sindaco di Bergamo, ex Mediaset, Giorgio Gori con la moglie Cristina Parodi al seguito. E i politici? C’erano anche loro. Vediamo un po’. Ad esempio Maurizio Martina che non si capisce bene cosa faccia, Ivan Scalfarotto (cosa fa, lo sappiamo), il globe trotter dei partiti Bruno Tabacci e, addirittura, Umberto Ambrosoli. Calciatori niente? Sì, Demetrio Albertini. Chef? Certo oggi gli chef si usano ed ecco Davide Oldani. Attori? Sì, Claudio Bisio. Bisio? Ma non era di sinistra? Appunto, si è espresso per Beppe Sala. Insomma, all’appello mancava solo la gallina Rosita perché considerata troppo di sinistra.

Quando Beppe era all’Expo, sotto i suoi occhi, gli hanno ammanettato parecchi suoi sodali ma lui ha dichiarato tranquillamente che non si era accorto di nulla. Uno così non è forse il sindaco giusto per Milano? E l’ampliamento della sua villa a Zoagli con gli stessi architetti dell’Expo? Con il vicesindaco di quel ridente centro che gli approva le varianti e gli costruisce la villa? Naturalmente un caso cui Beppe non ha dato importanza. Bisogna riconoscere che è un po’ disattento ma ha anche tanta buona volontà e può migliorare.

Una delle sue migliori doti è la coerenza. Qualche anno fa definì “illazioni” le voci che lo volevano vicino al Pd. Poi per dare più forza al suo ragionamento precisò meglio: “Io non ho mai avuto una tessera, non ho mai fatto politica né mai la farò”. Infatti, ha vinto le primarie, senza illazioni, per il Pd.

Beppe ha vinto ma anche no. Chi può dirlo? C’è solo una certezza in questa vicenda: gli unici che hanno perso sono stati i milanesi ma anche il Pd.

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