La poesia della settimana: Julio Cortazàr



di Piero Buscemi pubblicato il 19 marzo 2013

El Futuro

Y sé muy bien que no estarás.
 No estarás en la calle,
 en el murmullo que brota de noche
 de los postes de alumbrado,
 ni en el gesto de elegir el menú,
 ni en la sonrisa que alivia
 los completos de los subtes,
 ni en los libros prestados
 ni en el hasta mañana.

No estarás en mis sueños,
 en el destino original
 de mis palabras,
 ni en una cifra telefónica estarás
 o en el color de un par de guantes
 o una blusa.
 Me enojaré amor mío,
 sin que sea por ti,
 y compraré bombones
 pero no para ti,
 me pararé en la esquina
 a la que no vendrás,
 y diré las palabras que se dicen
 y comeré las cosas que se comen
 y soñaré las cosas que se sueñan
 y sé muy bien que no estarás,
 ni aquí adentro, la cárcel
 donde aún te retengo,
 ni allí fuera, este río de calles
 y de puentes.

No estarás para nada,
 no serás ni recuerdo,
 y cuando piense en ti
 pensaré un pensamiento
 que oscuramente
 trata de acordarse de ti.

Julio Cortázar nasce il 26 agosto 1914 a Bruxelles, da genitori argentini (il padre, diplomatico, si trova lì in missione in quel periodo). Stimato da Borges, spesso paragonato a Cechov o Edgar Allan Poe, Cortázar è stato un grande scrittore argentino nei generi del fantastico, del mistero e della metafisica. I suoi racconti hanno la particolare caratteristica di non seguire sempre una linearità temporale; i suoi personaggi inoltre esprimono spesso un’analisi psicologica profonda.

Scrive il suo primo romanzo alla tenera età di nove anni. Il giovane Cortázar legge di nascosto le opere di Edgar Allan Poe e inizia a suonare il piano; aggiungerà più tardi lo studio della tromba e del sax, appassionandosi col tempo alla musica jazz.

Nel 1932 consegue la Licenza magistrale presso la "Escuela Normal Mariano Acosta", poi si iscrive alla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Buenos Aires. Quando gli viene offerto di insegnare in una cittadina della provincia, considerate le precarie condizioni economiche della famiglia, accetta abbandonando gli studi.

Nel 1938 pubblica "Presencia", la sua prima raccolta di poesie, con lo pseudonimo di Julio Denis. Nei primi anni ’40 pubblica articoli critici e saggi su vari autori come Rimbaud o Keats.

Dopo qualche esperienza come traduttore, dal 1952 inizia a lavorare come traduttore indipendente per l’Unesco. Sposa Aurora Bernandez nel 1953; inizia poi a tradurre tutti i racconti e gran parte dei saggi di Edgar Allan Poe.

La sua vita passata tra Francia e Argentina trova frutti maturi nel suo capolavoro "Rayuela, il gioco del mondo", antiromanzo (il titolo avrebbe originariamente dovuto essere "Mandala") in cui l’esperienza parigina e argentina si affiancano in un puzzle in cui appaiono l’una l’esatto complementare dell’altra. Il libro è composto da oltre 300 paragrafi che devono essere letti nell’ordine specificato dall’autore all’inizio del romanzo, oppure in ordine di comparizione.

Questa scelta soggettiva laciata al lettore segna il punto di maggior originalità del romanzo. Al di là di questa caratteristica l’opera narra di momenti di vita quotidiana intrecciati e caratterizzati da un’analisi filosofica della vita.

Julio Cortázar si spegne a Parigi il 12 febbraio 1984.

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