12 marzo 2005: manifestazioni in Calabria e Sicilia contro il Ponte


In Calabria, da Roccella Jonica a Villa San Giovanni, da Crotone a Cosenza fino a Gioia Tauro, tutta la regione è scesa in strada per chiedere lo stop al ponte...


di Redazione pubblicato il 13 marzo 2005

Dalla Calabria alla Sicilia proteste contro il ponte di Messina

di VINCENZO FOTI, La Repubblica (12 marzo 2005)

MOBILITAZIONE nazionale contro il Ponte sullo Stretto. In Calabria, da Roccella Jonica a Villa San Giovanni, da Crotone a Cosenza fino a Gioia Tauro, tutta la regione è scesa in strada per chiedere lo stop al ponte e destinare allo sviluppo del Mezzogiorno investimenti più concreti. Ma le organizzazioni ambientaliste (Wwf, Italia Nostra e Legambiente) hanno organizzato volantinaggi e sit-in un po’ in tutta Italia. La manifestazione si è conclusa a Messina con un happening nei giardini "Quasimodo", a cui hanno partecipato i lavoratori marittimi.

"Sono qui - ha detto il direttore nazionale di Legambiente Francesco Ferrante - per rimarcare la necessità avvertita da tutto il movimento ambientalista che la linea ferrata della ionica diventi una battaglia di carattere nazionale. Non è possibile che intere fasce di popolazione vengano tagliate fuori dal sistema dei trasporti e che per costruire il ponte le Ferrovie paghino una tassa talmente alta che finirà per incidere sul futuro del Sud".

Cento milioni di euro da pagare per trent’anni, più i fondi per tutte le opere di collegamento e il trasferimento di risorse ministeriali - circa 38 milioni di euro l’anno - dalle Fs alla società Stretto di Messina sono davvero troppi, denuncia Legambiente. In base alla convenzione stipulata tra il governo italiano e la società, le Ferrovie dovrebbero pagare un canone annuo di 100 milioni di euro per far passare i treni sul ponte. Senza considerare le spese per rifare la linea ferrata e renderla compatibile all’altezza della struttura.

Insomma, Trenitalia dovrebbe finanziare un’opera da più parti giudicata inutile e dannosa, con un’emorragia di somme ingenti che potrebbero invece essere destinate all’ammodernamento e al potenziamento del sistema ferroviario in Calabria, in Sicilia e in tutto il Sud.

"Con il Ponte sullo Stretto di Messina - rileva il segretario aggiunto del Wwf, Gaetano Benedetto - l’Italia diverrà più povera. Più povera dal punto di vista economico, considerato che i circa 6 miliardi di euro di finanziamenti destinati alla realizzazione dell’opera vengono da società pubbliche (Fintecna) o comunque saranno raccolti dai privati grazie all’emissione di obbligazioni garantite dallo Stato".

Il Ponte sullo Stretto verrebbe realizzato per intero con denaro pubblico; per di più lo Stato, oltre a investire 2,5 miliardi a fondo perduto attraverso società controllate come Fintecna, Anas e le stesse Fs, e a girare un canone annuo di 150 milioni di euro alla società Stretto di Messina, si impegna a coprire l’eventuale deficit conseguente alla scarsità di traffico sull’attraversamento. La convenzione stabilisce che entro il 31 dicembre 2011 Rfi - società del Gruppo Fs adibita alle infrastrutture - dovrà realizzare tre opere di contorno al Ponte: il collegamento con la nuova stazione di Messina, lo spostamento della linea tirrenica in corrispondenza di Cannitello e una "bretella" che congiungerà il ponte a Villa San Giovanni, costruita in galleria per recuperare il dislivello con i binari attuali.

L’esasperazione di ieri ha prodotto momenti di nervosismo, scaturito nell’improvvisa decisione di occupare i binari in prossimità della stazione di Roccella. Soltanto l’intervento degli organizzatori e dei politici locali ha impedito che la situazione degenerasse. La replica davanti alla stazione centrale di Reggio Calabria, dove ad attendere i manifestanti c’era un carro allegorico animato da una simbolica gallina dalle uova d’oro, emblema del vorticoso giro d’affari che alimenta la speculazione sulla grande opera.

A Reggio erano in migliaia. Presenti anche i candidati alla presidenza delle Regioni Calabria e Puglia, Agazio Loiero e Nichi Vendola, europarlamentari, Tano Grasso e Antonio Cederna, alcuni sindaci dei paesi siciliani e calabresi coinvolti dal progetto. E ancora, associazioni, sindacati, partiti politici accanto a sigle internazionali come Friends of the Earth Germany ad associazioni ungheresi, bulgare.

Nel pomeriggio, tutti a Messina. Meno gente che a Reggio, raccolte centinaia di firme contro il Ponte.

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