Gli acrilici di Gianni Allegra


L’arte e lo stile del vignettista palermitano sono riconosciute da tempo da pubblico e critica, ma a ogni sua mostra l’interesse per le novità si riaccende. Allestimento fino al 24 luglio allo Nzocchè di Palermo.


di Antonio Carollo pubblicato il 14 luglio 2010

Ho attraversato Palermo sfidando il caldo e l’umidità, oltre al temibile traffico. Ne valeva la pena. La mostra di acrilici su tela, “Femmine e scanazzati”, del pittore e vignettista satirico Gianni Allegra mi ha ampiamente ripagato.

L’artista mi accoglie con un affettuoso abbraccio. Il suo viso, incorniciato da una discreta barba, e i suoi occhi intelligenti mostrano gioia e gratitudine per la presenza di tanti invitati. Le due stanze e la terrazzina annessa dello spazio espositivo Nsocché sono gremite.

Gianni si divide tra i gruppi di visitatori; la sua verve e la sua naturale affettuosità rendono l’atmosfera rilassata e vivace. Gli ospiti si soffermano sulle tele con occhi esperti. L’arte, lo stile di Gianni sono noti, ma ad ogni sua mostra l’interesse per le novità si riaccende. Nei suoi lavori si ritrova l’anima profonda del popolo palermitano.

Non so se è nato ed ha vissuto in Borgo Vecchio o in un altro quartiere popolare, certamente i sedimenti di tutto un mondo di caratteri, di voci, di atteggiamenti, di vezzi, di relazioni popolareschi pulsano nel fondo della sua memoria, urgono per trovare espressione. L’artista non si sottrae, sa che non può opporsi, ne va di mezzo la sua stessa autenticità.

Via libera, quindi, al suo sguardo amorevolmente stupito e complice, alla sua vena fresca e scanzonata, alle immagini filtrate dal suo personalissimo segno, irriverente, ridanciano o assorto, paradossale, teatrale, visionario, dai colori sparati in cui il rosso prevale per l’impatto con una realtà che colpisce e incendia l’immaginazione.

La femmina, che mostra le sue tette come due fari che illuminano e attraggono, i ragazzi scanazzati, che ne sanno più del diavolo con i loro volti dall’espressione furbesca o risentita, sono portatori di una cultura per la quale la vita si svolge tutta sotto gli occhi di tutti, senza infingimenti, senza segreti, nell’evidenza e nella partecipazione corale del suo gioioso o doloroso snodarsi.

L’arte di Gianni Allegra sta nell’aver colto l’essenza di un mondo con una figurazione informale, d’immediato impatto, sfolgorante di colore, senza tentazioni bozzettistiche o calligrafiche, astraendosi (o portando alle estreme conseguenze) dal suo talento di disegnatore.
La mostra, inaugurata lo scorso 9 luglio, rimarrà aperta fino a sabato 24 luglio dalle 19 alle 24 in via Ettore Ximenes 95 a Palermo.

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