Leucemia a Lentini


Il Coordinamento per lo Sviluppo Sostenibile richiama al senso di responsabilità le pubbliche autorità preposte alla tutela della salute di tutti noi


di Emanuele G. pubblicato il 5 febbraio 2010

Ancora una dichiarazione buttata lì sui giornali senza che nessuno assuma un’iniziativa. La “Civetta di Minerva”, settimanale gratuito di sabato 30 gennaio, pag. 3.

Le affermazioni sono attribuite all’oncologo pediatra catanese Andrea Di Cataldo: le leucemie a Lentini presenterebbero un’incidenza dieci volte superiore a quella riscontrabile nel resto della provincia. Ancora più gravi i dati relativi alla mortalità infantile: il 13,2% a Lentini contro l’8,2% nel resto della Sicilia.

Non è possibile che si diffondano dati così allarmanti senza che nessuno si preoccupi di verificarne l’effettiva corrispondenza.

Non si tratta neanche di risalire alle possibili cause, cosa su cui pure bisognerebbe cominciare a lavorare, ma di controllare i dati che, di volta in volta, vengono pubblicati sui giornali. Su queste cose chiamiamo in causa gli uffici di igiene e sanità pubblica o il Registro Territoriale di Patologia dell’ASP e il sindaco di Lentini come primo responsabile della sanità.

Gli uffici, debitamente attivati, possono almeno fornirci le seguenti notizie: quanti sono attualmente di affetti da patologie tumorali, quanta parte di queste sono leucemie infantili, quanti di questi ammalati sono in cura presso i nostri nosocomi e quanti sono stati i decessi per tumori negli ultimi cinque anni.

Sono dati che si possono ricavare con un minimo d’impegno e la collaborazione dei medici di famiglia.

Un dato da incrociare sarebbe, ad esempio, il ricorso all’esenzione per gravi malattie invalidanti.

Restiamo fiduciosi che le autorità e gli uffici cui ci appelliamo possano e vogliano dare le risposte dovute a queste sollecitazioni.

Ritorna al formato normale

Stampa l'articolo