Manifestazione No Ponte: è morto Franco Nisticò


Una manifestazione, organizzata in un clima di festa, è stata funestata dalla morte improvvisa di Franco Nisticò, rappresentante per il Coordinamento SS 106.


di Piero Buscemi pubblicato il 20 dicembre 2009

La Rete No Ponte era riuscita a convogliare circa 20.000 manifestanti, nonostante il tentativo delle forze dell’ordine dispiegate in ingiustificata misura eccessiva di macchiare la manifestazione con un’impronta da clima terroristico.

Un fastidioso elicottero e un dipiegamento di uomini della sicurezza non erano bastati a far desistere i partecipanti delle due sponde dello Stretto, a ritrovarsi il 19 dicembre, ancora insieme ad esternare il loro messaggio pacifico, ma determinato, contro la realizzazione del Ponte che, il 23 dicembre sul versante calabrese, con una propagandistica cerimonia di "posa della prima pietra" vuole dare avvio ad un’interminabile fila di congetture su sprechi, collisioni mafiose e ignoranze sulla realtà locale delle due regioni separate dalla volontà della Natura e da un mare profondissimo.

Un dispiegamento di forze dell’ordine che non ha saputo soccorrere Franco Nisticò, accasciatosi pochi minuti dopo il suo intervento sul palco, quale rappresentante del Coordinamento S.S. 106, a causa di un infarto.

Una festa di cultura e di democrazia si è trasformata in un’occasione di lutto e rabbia. Rabbia per un’ennesima esternazione di inefficienza, contro la quale l’ex sindaco di Badolato nel catanzarese si batteva da anni.

Il suo vano tentativo di mettere in sicurezza la S.S. 106 che collega Taranto a Reggio Calabria è diventata metafora di miopia politica, che si ostina a progettare e finanziare progetti inutili e dispendiosi, quali il Ponte sullo Stretto, mentre strade dissestate, costruite con il sangue delle vittime di mafia e con l’incuria di società appaltatrici che utilizzando materiale scadente e fatiscente, hanno trasformato un altro angolo d’Italia in una strada della morte.

Il decesso di Franco Nisticò, avvenuto dopo una ripetuta richiesta di soccorso, urlata inutilmente anche attraverso annunci dal palco, è la prova di quanti problemi più prioritari debbano essere risolti in questo assurdo sud del mondo.

Non sono bastati gli interventi di soccorso dei medici presenti tra i manifestanti. Un camioncino sanitario della Polizia di Stato, tra l’altro sfornito di adeguati strumenti, giunto sul posto con notevole ritardo, ha messo in luce la contraddittorietà di dispiego "televisivo" di agenti di polizia, a salvaguardare una sicurezza, che il destino beffardo ha voluto evidenziare, senza alcuna effettiva protezione.

E’ passata circa mezz’ora prima che Franco Nisticò fosse accompagnato dalla Polizia di Stato agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Un tempo interminabile che forse, ha sentenziato la sua condanna.

Gli organizzatori, a fronte del panico e della disperazione dei presenti, hanno deciso di sospendere la manifestazione. Qualche ora dopo è arrivata la notizia drammatica del decesso di Franco Nisticò.

La Rete No Ponte, che ha organizzato la giornata, esprime dolore e rabbia per quanto accaduto. La famiglia di Franco Nisticò si è riservata la decisione di chiedere l’apertura di un’inchiesta sulle probabili inadempienze, per porre chiarezza su quanto accaduto in quella che, a prescindere, essendo una manifestazione pubblica, per sua stessa natura meritava un presidio sanitario più efficiente, considerando il numero massiccio di partecipanti.

Rete No Ponte

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