Il buon vino di zia Concettina



di enza pubblicato il 1 dicembre 2009

Era diventato ormai un rito. Ogni anno zia Concettina, non appena in Sicilia finiva la vendemmia, si preparava per andare a Pachino, paese del siracusano, un tempo famoso per i suoi vigneti. Infatti, nella zona di Pachino si estendevano ettari ed ettari di vigneti, un gran tappeto di pampini in una terra arsa dal sole. Era grazie a questo sole che quei terreni producevano uve che davano un vino forte e robusto.

Zia Concettina si preparava a questo viaggio con la gioia di una ragazzina, assaporandone le varie tappe, pregustando l’odore del mare e del mosto che già bolliva nei tini. Prima, però, aveva preparato a dovere le varie botti che teneva in una stalla, dismessa da tempo ed adattata a cantina, attigua alla sua casa.

C’era la botte piccola per Lina, la figlia che da anni abitava a Catania,la botticella per il genero Ciccio che spesso litigava con lei per carpire il segreto di quel vino così buono, quella più grande per "il comodo di casa", il vino da bere nelle grandi occasioni e quello da offrire a parenti ed amici. L’interno delle botti, rigorosamente di legno, era stato conciato per mesi con un lavaggio di vino vecchio, rami di pesco, chiodi di garofano ed altre misture lasciate a macerare, finché il legno non ne assorbiva l’aroma.

Nessuno rivelava, neanche ai parenti più intimi, la conciatura delle botti per paura che questo segreto appunto, una volta divulgato, venisse carpito dal vicino che poi l’avrebbe spacciato come di sua invenzione, per fare del suo il migliore vino del paese. Quando arrivava il gran giorno zia Concettina, senza avvisare nessuno, partiva all’alba, quatta quatta, insieme alla sua amica, comare Sofia, alla volta di Pachino, per andare a comprare il mosto col quale riempire poi le botti e fare il migliore vino del paese, a detta di lei.

Alla faccia di suo fratello Peppino che diceva di avere il migliore vino vecchio, che dispensava con un sorriso ed un’ammiccatina furbesca agli ospiti d’onore, come fosse un segreto elisir di lunga vita !! Le due dame, donna Sofia e donna Concettina, ormai più che settantenni, ma arzille e con lo spirito d’avventura di due ventenni, arrivavano a Pachino che il sole era appena sorto e furtivamente, scese dall’autobus, si guardavano guardinghe intorno , affinché nessuno dei loro paesani le vedesse.

Poi, di nascosto fra strade traverse,vicoli,viuzze e giri tortuosi, per fare volutamente perdere le loro tracce, si avviavano verso la cantina di loro fiducia dove compravano un mosto speciale, ma proprio eccezionale, quello dal quale sarebbe scaturito quel vino tanto particolare di cui nessuno aveva indovinato il segreto.

Alcune persone del paese avevano provato a pedinare le due arzille vecchiette, per sapere dove comprassero questo mosto così speciale,ma senza alcun risultato ahimè, perché ogni volta, zia Concettina e donna Sofia, erano riuscite a seminarle attraverso i vicoli di Pachino, facendo perdere le loro tracce.


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