Perchè il Ponte sullo Stretto non è una priorità


Il sistema viario e i trasporti, però, in Sicilia, e da e per la Sicilia, restano un problema.


di Giuseppe Artino Innaria pubblicato il 28 ottobre 2009

Il Governo Berlusconi ha tutta l’intenzione di andare avanti con la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, al punto che il Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha annunciato la data di inizio dei lavori, fissata per il 23 dicembre di quest’anno, con termine nel 2016.

Personalmente, non condivido le crociate ideologiche sul Ponte. A mio sommesso avviso, credo che, in questo momento storico, il Ponte sullo Stretto non sia affatto una priorità e che per migliorare i collegamenti della Sicilia con il resto del Paese sia forse opportuno orientarsi verso un differente piano dei trasporti che per ora, forse, potrebbe anche fare a meno di un’opera faraonica e costosa, sulla cui fattibilità e sicurezza permangono perplessità.

Non credo che i siciliani abbiano bisogno del Ponte per essere o sentirsi più italiani. Culturalmente, sono integrati col resto della nazione da epoca immemore e alla tradizione italiana hanno offerto il meglio della letteratura degli ultimi cento anni, da Pirandello a Sciascia.

Il sistema viario e i trasporti, però, in Sicilia, e da e per la Sicilia, restano un problema.

Le Ferrovie dello Stato investono sempre meno nel Sud, e la Sicilia non fa eccezione. I treni a lunga percorrenza che partono dall’isola sono ormai pochissimi. La tratta Messina – Palermo continua a essere sprovvista del doppio binario. Spostarsi in treno all’interno della Sicilia è davvero poco conveniente, con tempi di arrivo assolutamente non competitivi.

Una buona parte dell’isola non è ancora servita da autostrade efficienti. Qualcosa è migliorato di recente (completamento della Messina – Palermo, prossimo completamento della Siracusa – Catania), ma il gap con altre regioni, soprattutto con il Nord, è notevole.

Insomma, se non si ha la fortuna di abitare vicino all’aeroporto di Palermo o Catania, si impiegano ancora molte ore per arrivare a Milano o a Roma.

Mi chiedo allora se non sarebbe più utile per i siciliani, nell’immediato, avere qualche altro aeroporto e più vicino alla propria città, nonché migliorare gli allacci ferroviari e stradali con gli aeroporti esistenti sì da renderli raggiungibili più agevolmente e in più breve tempo, piuttosto che bearsi di un’infrastruttura che oggettivamente non sposta molto in termini di rapidità dei collegamenti con le altre parti del Paese.

Il Ponte non consentirà ad un siciliano di trovarsi nel giro di quattro ore da casa propria a Milano, specie con treni ad alta velocità che si fermano a Salerno. Un aeroporto a portata di mano sì.

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