"La Voce Stratos".Un documentario di Luciano D’Onofrio e Monica Affatato



di Dario Adamo pubblicato il 15 ottobre 2009

Un uomo dalla voce inconfondibile o forse una voce che è riconducibile solo e soltanto ad una persona: Demetrio Stratos. Parte dalle sue indiscutibili e multiformi qualità canore il documentario “La Voce Stratos” arrivando a delineare accuratamente il profilo artistico di quello che è stato il cantante di uno dei gruppi più “off” del panorama musicale degli anni settanta, gli “Area”.

I registi indipendenti torinesi Luciano d’Onofrio e Monica Affatato dopo più di quattro anni spesi a trovare i fondi necessari per realizzare questo documentario, rendono così omaggio a un’icona della musica contemporanea, ricordata più all’estero che in Italia, percorrendo il doppio binario dell’analisi storico-culturale di un periodo che ha trovato nello sperimentalismo una nuova forma di comunicazione efficace e quello dell’approfondimento “scientifico”di un fenomeno, quale era la voce di Stratos, che ha incuriosito medici e specialisti.

Grazie alle interviste ad alcuni dei protagonisti della scena musicale a artistica di quegli anni (Tavolazi, Tofani, Fariselli,Rocchi, Guarnaccia per citarne solo alcuni) e alle immagini di repertorio relative sia alle interpretazioni degli Area e dei Ribelli (primo gruppo di Stratos) che alle manifestazioni più importanti del periodo, da Parco Lambro alla “presa” di Radio Alice, i due registi torinesi ricostruiscono con grande intensità visiva l’evoluzione artistica di Stratos che è corrisposta fin dall’inizio all’affacciarsi delle nuove avanguardie artistiche del tempo, dal progressive alla musica sperimentale di John Cage. Particolare attenzione è rivolta all’incredibile lavoro di ricerca che lo stesso Stratos ha affrontato negli anni per sviluppare tutte le possibilità che la sua voce gli ha offerto e con la quale ha potuto spaziare e innovarsi, senza sosta, fino alla sua scomparsa avvenuta prematuramente nel 1979.

Una ricerca costante che ha portato lo stesso Stratos a essere ricordato come colui che ha fatto della propria voce uno strumento musicale, spingendola fino all’estremo delle sue potenzialità, e che ha messo gli specialisti di otorinolaringoiatria difronte a un mistero scientificamente inspiegabile: nel riuscire a padroneggiare tranquillamente diplofonie, trifonie e quadrifonie (due, tre e quattro suoni contemporaneamente emessi con la voce) Stratos raggiungeva i 7000 Hz, quando il massimo “concesso” a un essere umano si fermerebbe attorno ai 1040 Hz.

“Raccontare la voce di Stratos per capire cos’è la voce umana” è stato uno degli obiettivi che ha spinto i due filmaker piemontesi a realizzare questo documentario unitamente alla voglia di ricordare un’intellettuale a 360 gradi che spaziava dalla musica, alla poesia alle performance vocali più estreme. Un grande aiuto in termini produttivi è arrivato dall’assessorato alla cultura della Regione Emilia Romagna che è già all’opera per l’organizzazione di una giornata interamente dedicata alla memoria di Demetrio Stratos, curata da Stefano Tassinari. La data è stata stabilita provvisoriamente per il 20 gennaio 2010 presso L’I.T.C di San Lazzaro e si avvarrà della partecipazione di molti amici e conoscenti del performer degli Area.

La distribuzione in sala del documentario per ora prevede la proiezione tutti i giovedì per un mese nella città di Torino, mentre negli altri grandi centri verrano organizzate proiezioni singole. I due autori sperano molto nella circolazione in dvd e nell’interessamento da parte dei mercati esteri. Il grande desiderio di Luciano d’Onofrio e Monica Affatato è anche quello di portare "La VOce Stratos" nelle scuole.

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