Esposizione ad amianto del lavoratore e diritto alla riparametrazione della pensione



di giovanni d’agata pubblicato il 11 agosto 2009

La sentenza della Corte d’Appello di Lecce - sezione lavoro, statuisce che per conseguire il beneficio di cui all’art. 13, co. 8 della Legge 27 marzo 1992, n. 257, ovvero i periodi di lavoro soggetti all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5, ossia ogni anno di servizio vale ai fini previdenziali 1,5 anni. Secondo l’importante decisione il lavoratore che avesse i due requisiti di seguito indicati:

1) esposizione all’inquinamento da emissione di amianto ultradecennale;

2) esposizione ad una quantità di amianto vicino al limite di 0,1 ff/cmq.

avrebbe diritto a richiedere la rivalutazione dei periodi contributivi all’INPS. Secondo il sottoscritto Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, la statuizione della Corte di Appello di Lecce fà per quanto di competenza giustizia nei confronti di tutti quei lavoratori che hanno lavorato anche per decenni a contatto con l’amianto, a tutti noto come elemento cancerogeno e assai dannoso per la salute.

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