Contare su Librino: Quello che c’è e non c’è nella IX municipalità


La facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania ha realizzato lo scorso aprile un’indagine sulle caratteristiche socio-demografiche della IX municipalità cittadina, comprendente i quartieri di Librino e San Giorgio, ecco cosa ne è risultato...


di Antonio Cavallaro pubblicato il 14 ottobre 2004

CATANIA. La facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania ha realizzato lo scorso aprile un’indagine sulle caratteristiche socio-demografiche della IX municipalità cittadina, comprendente i quartieri di Librino e San Giorgio. I due quartieri si svilupparono a seguito della crescita industriale della metà degli sessanta che interessava la limitrofa area di Pantano d’Arci, con l’esigenza di riequilibrare la densità abitativa cittadina creando al tempo stesso nuovi insediamenti abitativi che potessero ospitare i lavoratori di quella che era destinata a diventare la zona industriale della città (Ci piace ricordare per un nostro gusto sadomasochistico, che l’amministrazione comunale dell’epoca affidò il progetto per la strutturazione urbanistica e residenziale di Librino al noto architetto giapponese Kenzo Tange, che a progetto realizzato vedendone i modi di realizzazione, si preoccupò di ripudiarne la paternità).

Dai dati elaborati dai ricercatori della facoltà di Scienze Politiche si evince che a oggi la popolazione della IX municipalità rappresenta il 12,65% (con una sostanziale omogeneità per quanto riguarda il genere) dell’intera popolazione di Catania, dislocata su un’area comprendente più del 38% dell’intero territorio. Ma il dato che risulta essere predominante per quanto riguarda il contesto demografico, è quello indicante come in realtà la popolazione dei due quartieri sia molto giovane. Il 54,7% ha al massimo 33 anni contro una media cittadina di 40 anni. Considerevole è anche il numero degli adolescenti con una percentuale di 17,29% che pone la IX come la municipalità con la maggior presenza di adolescenti.

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Inevitabilmente questo elevato numero di giovani incide anche su fattori sociodemografi come "la sostituzione dei ritirati dal lavoro" : per ogni 100 persone che si ritirano dal mercato del lavoro, più di 252 aspirano (o aspirerebbero) ad entrarvi. Probabilmente la maggior parte prosegue gli studi, ma la differenza con il valore calcolato sull’intera città risulta essere notevole. A sottolineare ancor più il contributo in termini quantitativi apportato dalla IX municipalità rispetto all’intero territorio cittadino, concorre anche l’indice riguardante le famiglie. Il censimento del 2001 ha evidenziato rispetto al 1999 per Catania una crescita del numero di famiglie di 2738 unità, e il contributo a questo incremento offerto da Librino e San Giorgio risulta essere del 51,6%. E se si guarda nello specifico si evince come ampia sia nell’area in questione la presenza di nuclei familiari ad elevata composizione con il 27,5% delle famiglie composte da 4 persone contro il 18,4% di Catania, e il 30% delle famiglie con più di sei persone.

Dall’indagine emerge con forza anche il dato relativo alla disoccupazione. Se la percentuale di disoccupazione a Catania è del 22%, nella IX municipalità la percentuale sale a 29, superata in questa triste classifica solo dall’ottava municipalità. In crescita anche il dato relativo alla criminalità minorile. Nel 1999 poco più di 20 ragazzi su 100 di quelli che entravano nei centri di prima accoglienza proveniva da Librino e San Giorgio, nel 2002 la percentuale è scesa al 13,6. Ma per il 2003 si è registrata una crescita dello 0,2% di ingressi nei centri di prima accoglienza da parte di minorenni provenienti dalla zona in esame, che lascia presagire una inversione di tendenza.

Gli altri indicatori presi in considerazione dall’inchiesta riguardano le attività economiche, con il particolare di solo nove tra ristoranti e alberghi presenti nella zona, evidenziando quella mancanza di strutture ricettive (bar, trattorie ecc.) che marca ancor di più la distanza col resto della città, riducendo ad esempio, le occasioni per raggiungere il territorio della IX municipalità da parte dei non residenti. Aspetto non poco secondario se si vuole evitare l’emarginazione (chiamiamola anche "ghettizzazione"), e su cui in definitiva urge un intervento concreto, a tutela di una parte del territorio comunale che i risultati di questa indagine identificano come il più importante serbatoio della città di Catania.

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