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Rubrica : {Città invisibili}

Cosa succede in Virginia

Il mercoledì 16 agosto 2017 di Redazione

La sera dell’11 agosto a Charlottesville, in Virginia, un gruppo di diverse centinaia di suprematisti bianchi ha marciato in un rally a sorpresa attraverso il campus dell’Università della Virginia. Erano muniti di armi, attrezzature paramilitari, simboli nazisti e di estremismo di destra; portavano delle fiaccole in puro stile KKK e scandivano “White Lives Matter” e “We will not be replaced” (non saremo rimpiazzati), “Blood and soil” (sangue e terra).

Stavano preparando il terreno per la manifestazione Unite the Right (unire la destra) che si sarebbe dovuta tenere il giorno successivo per protestare contro la rimozione pianificata dal comune della statua di Robert E. Lee – generale dell’esercito sudista durante la guerra civile statunitense – da un parco intitolato proprio al militare sino a poco tempo fa, e recentemente ribattezzato “Emancipation Park”. Secondo la testimonianza della studentessa ed attivista Lisa Frediksen Bolivar (ripresa dal suo profilo di Facebook), venerdì sera, in un momento in cui pochi studenti si trovavano nel campus, centinaia di simpatizzanti del KKK (compreso il capo nazionale David Duke), neo-nazisti e appartenenti al cosiddetto “alt-right movement (guidato dal fondatore Richard Spencer), tutti a viso scoperto, hanno circondato e quindi attaccato una decina di studenti che mostravano uno striscione con le parole “UVA Students Against White Supremacy. Il pestaggio da parte dei suprematisti è terminato solo dopo l’arrivo della polizia. Ma, mentre gli scontri riprendevano, Richard Spencer è salito nella parte alta del campus per tenere un discorso. Soltanto chi era lì vicino ha potuto sentire, a causa di un problema con il megafono, che Spencer li incitava, affermando che era un momento storico e che le strade erano ormai in mano loro. Per farsi un’idea della proporzione degli studenti che costituirebbero la minaccia di “rimpiazzamento”, basti pensare che all’università di Charlottesville solo 1500 studenti, sui 13mila iscritti, sono afroamericani o appartenenti ad altre minoranze etniche.

Alla notizia degli scontri, altri studenti ed attivisti anti-nazisti o anti-razzisti sono arrivati nel campus.

La mattina successiva, circa seimila suprematisti bianchi sono stati ammessi nel parco in cui doveva avere luogo la manifestazione, mentre qualche migliaio di contro-manifestanti sono rimasti fuori. Un neo-nazista ventenne, James Fields Jr., arrivato dallo stato dell’Ohio e appartenente al gruppo Vanguard America – che è contraddistinto dallo slogan nazionalista “blood and soil” – si è scagliato con la sua automobile sui contro-manifestanti: uccidendo l’attivista Heather Heyer e ferendo altre 19 persone, prima di essere catturato e arrestato circa mezz’ora dopo. Sempre all’interno della manifestazione, diversi afroamericani sono stati isolati e aggrediti nel corso della giornata. Infatti, oltre ai 19 feriti dall’attacco di James Fields Jr., altri 15 sono stati oggetti di pestaggi, compreso un dj afroamericano aggredito in un garage vicino al parco con pali di metallo divelti dal terreno.

Sia il sindaco di Charlottesville sia il governatore della Virginia Terry Mc Auliffe hanno denunciato la manifestazione. Il governatore, in un discorso piuttosto duro, ha accusato “i suprematisti bianchi e i nazisti che sono arrivati a Charlottesville oggi”, invitandoli ad andarsene. Il presidente Trump, invece, in un primo momento si è limitato a condannare le “diverse parti” coinvolte negli scontri e poi, senza molta convinzione, la manifestazione nello specifico: non pronunciando mai, però, le parole “suprematisti bianchi”. Nel corso della giornata, David Duke – leader nazionale del KKK – si è compiaciuto della posizione di Trump, affermando che il presidente sta facendo esattamente quello per cui lo avevano eletto.

Domenica 13 agosto sono pianificate molte manifestazioni a livello nazionale contro i suprematisti bianchi in varie città, mentre il 12 si è già svolta una manifestazione a Oakland contro la normalizzazione del suprematismo bianco. La città di Berkeley, in California, nota assieme a Oakland per la sua storia di contestazione e di leadership di vari movimenti progressisti, è stata in particolare individuata come bersaglio dalle varie organizzazioni suprematiste che nei mesi scorsi hanno organizzato manifestazioni provocatorie, sfociate poi in scontri.

Qualche settimana, dopo l’elezione di Trump, i giovani repubblicani avevano invitato a parlare al campus uno dei leader del cosiddetto “alt right movement”, ma sono stati costretti a desistere grazie a una vivace contromanifestazione organizzata da Antifa e da gruppi antirazzisti e anti xenofobi. In tutto il Paese sono in corso varie iniziative per impedire la normalizzazione del suprematismo bianco, dei movimenti misogini e omofobi e opposti ai migranti. All’interno degli stessi movimenti progressisti esistono posizioni molto divergenti sulla questione della ‘libertà di parola’, ma gli eventi di Charlottesville hanno destato grande preoccupazione sia tra liberal che tra radical e sono stati interpretati da molte delle organizzazioni progressiste, comprese quelle sorte dopo l’elezione di Trump, come segno dell’urgenza di contrastare tali visioni.


L’articolo di Pina Piccolo è stato pubblicato nel circuito Pressenza il 15 agosto 2017.


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Rubrica : {Flash}

Il PCI invita a votare Navarra

Il mercoledì 16 agosto 2017 di Redazione

Il Partito Comunista Italiano ribadisce un convinto sostegno alla candidatura di Ottavio Navarra per la presidenza della regione.

Il percorso unitario aperto e politicamente chiaro, che da mesi si sta sviluppando e che ha espresso con l’assemblea del 29 luglio la candidatura di Navarra, è l’unica strada percorribile dalla sinistra siciliana per assolvere i compiti che le sono propri: la lotta agli assetti di potere esistenti, la rappresentanza dei settori sociali più colpiti dalla crisi, un progetto di cambiamento radicale di lungo periodo.

Sono obiettivi che si possono perseguire solo chiamando i cittadini ed i lavoratori ad un impegno diretto e offrendo loro una prospettiva chiara che parta dal giudizio durissimo sugli attuali governi nazionale e regionale e sulle forze che li hanno sostenuti, a partire, ovviamente, dal PD.

Ogni proposta che tenda a coinvolgere, in qualunque forma, il PD o a costruire riedizioni del centrosinistra è nemica di una prospettiva di vero cambiamento.

A tutte le forze della sinistra di alternativa chiediamo, invece, di dare il loro contributo ad una prospettiva chiara ed unitaria.

IL PCI impegnerà tutte le proprie forze per rafforzare la proposta politica dell’assemblea del 29 luglio e per la costruzione partecipata di un programma avanzato che trovi i suoi cardini nella lotta contro la mafia, contro le basi USA e Nato in Sicilia, per il lavoro, per la difesa del diritto alla salute ed allo studio.

Segreteria regionale del PCI


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Rubrica : {Cinema d’autore}

Ferragosto, spunto per indimenticabili film

Il martedì 15 agosto 2017 di Orazio Leotta

Non sempre il Ferragosto ha coinciso con la giornata del 15 agosto. Un tempo, fin dall’epoca dell’Antica Roma il Ferragosto si festeggiava il 1° di agosto, per volere dell’Imperatore Augusto che la istituì nel 18 a.C. Il termine infatti deriva da Feriae Augusti, il riposo di Augusto, una festa che si andava ad aggiungere ad altre già previste nella stagione estiva quasi tutte attinenti con la fine dei lavori agricoli nelle campagne e dedicate alle divinità dei campi e della fertilità.

Nel corso degli anni la Chiesa la fece in un certo senso propria facendo coincidere la giornata del Ferragosto con il giorno della celebrazione della Madonna dell’Assunta ovverosia proprio il 15 agosto. Durante il Fascismo si sviluppò oltremodo l’usanza di dedicarsi a gite fuori porta, in particolare verso mari, fiumi e laghi ma anche verso località montane o luoghi d’arte grazie all’istituzione di treni a tariffe scontate proprio nella giornata del 15 agosto e nei giorni immediatamente precedenti. In tanti ebbero l’occasione, mai avuta prima, di vedere il mare per la prima volta o la montagna o importanti luoghi d’arte.

Ai giorni nostri, questa festività, vittima della massificazione, rappresenta, più che una festa religiosa, un altro dei risvolti del consumismo all’insegna di lauti pasti, divertimento a tutti i costi, nottate in spiaggia, strade super affollate e caccia al parcheggio. E il cinema? Non è stato a guardare. D’altronde la settima arte non è altro che lo specchio della società tradotta in pellicola prima e supporti tecnologici oggi.

Eccone una breve carrellata in ordine cronologico: - 1952, “La Famiglia Passaguai fa Fortuna”, commedia con protagonisti Aldo Fabrizi ed Erminio Macario e con un giovanissimo Carlo Delle Piane. Sceneggiatura classica della comicità italiana e colpo di fortuna finale a sollevare le sorti dei due spiantati protagonisti. - 1960, “Ferragosto in bikini”, cast importante nel quale spiccano Raimondo Vianello, Walter Chiari, Mario Carotenuto, Bice Valori, Lauretta Masiero e Tiberio Murgia per una commedia ambientata sulla spiaggia di Fregene e, figlia di un incipiente boom economico, attenta a passare in rassegna i vari tipici personaggi che frequentano quella spiaggia, dall’industrialotto, al reverendo, alla coppietta innamorata fino agli inevitabili malviventi.

Il_sorpasso

– 1962, “il Sorpasso”, film cult del boom economico con Vittorio Gassman (Nastro d’argento e David di Donatello quale miglior attore), Jean-Louis Trintignant e Catherine Spaak. Un film ove si respira quel senso di spensieratezza e quasi certezza che il futuro, dopo i terribili anni della guerra, sarebbe stato in ogni caso migliore. Certamente non la stessa sensazione di futuro che si vive ai giorni nostri, come dire “Non c’è più il futuro di una volta…”. – 1974, “Travolti da un tragico destino nell’azzurro mare di agosto” di Lina Wertmuller. Commedia ove Giancarlo Giannini (marinaio comunista) deve sottostare ai capricci della padrona (la compianta Mariangela Melato), la viziata moglie di un industriale milanese, etichettata come “bottana industriale”, ma quando lo yacht naufraga in un’isola deserta lui si prende la sua rivincita. Dopo il salvataggio tutto però tornerà come prima.

– 1976, “L’Ascensore”, terzo e ultimo episodio del film “Quelle strane occasioni” diretto da Luigi Comencini con Stefania Sandrelli ed Alberto Sordi. La vicenda è quella della giovane Donatella (Sandrelli) che resta chiusa in compagnia di un maturo monsignore (Sordi) nell’ascensore di un palazzo deserto per le feste di Ferragosto. Il prete approfitta della situazione, poi dimostra a parole di non aver fatto nulla di male. Quando si dice predicare bene e razzolare male… - 1977, “Casotto” di Sergio Citti, surreale commedia nel cui ricchissimo cast figura pure una giovanissima Jodie Foster. Ambientato prevalentemente in una cabina pubblica sul litorale di Ostia che fa da location a un variegato campionario di frequentatori la maggior parte con intenti non proprio edificanti.

Il Casotto

– 1977, “Il Giorno dell’Assunta” di Nino Russo, anch’esso ambientato a Roma, una capitale deserta ove un professore e un regista disquisiscono sui diversi modi di festeggiare il Ferragosto nel Nord e nel Sud. – 1980, “Un Sacco Bello” di e con Carlo Verdone (che interpreta ben cinque personaggi diversi) sullo sfondo di una Roma desolata e deserta. L’interpretazione del debuttante Verdone gli valse il Nastro d’Argento per il miglior attore esordiente ed anche il David di Donatello.

Caro diario

– 1993, “Caro Diario” di Nanni Moretti, aggiudicatosi al Festival di Cannes la Palma per la migliore regia. Il Ferragosto è protagonista del primo dei tre episodi in cui il protagonista, lo stesso Moretti, vaga in vespa per le strade di una Roma deserta, va al cinema, disquisisce con un critico e infine ripercorre i luoghi dell’assassinio di Pasolini. – 2008, “Pranzo di Ferragosto” di Gianni Di Gregorio, commedia vincitrice del premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” alla 65° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il film è una commedia sulla terza età, scanzonata e verace, che offre diversi spunti di riflessione.

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Rubrica : {Qualche parola / di Luigi Boggio}

La storia infinita del Piano Regolatore di Lentini

Il lunedì 14 agosto 2017 di Luigi Boggio

29 luglio 1988. E’ una data da ricordare per l’avvio della revisione del Piano regolatore generale ancora in itinere dopo 19 anni. Era una serata afosa di fine luglio, l’aula di via Galliano era strapiena, ma si respirava, anche se qualche consigliere si lamentava per la temperatura non gradevole,quando il consiglio comunale, dopo una lunga e interessante discussione, preceduta da diversi incontri pubblici, approvava la direttiva per la redazione dello schema di massima del piano. Che nell’ottobre del 2000 veniva approvata dal commissario ad acta in sostituzione del consiglio, cioè quello che doveva fare ma che non ha fatto.

Non è stata l’unica e sola volta che la Regione aveva inviato dei commissari ad acta per sostituirsi alle inadempienze della pubblica amministrazione. Ci sono state altre due volte in un continuo andata e ritorno faticoso e lento. Si fermava, si ripartiva, si fermava con il variando variando però che andava avanti senza sosta.

Nel 2006, due anni dopo l’insediamento, l’amministrazione Neri decideva la sostituzione del progettista incaricato architetto Lundari con il suo collega d’ufficio architetto Danna “ per nuove direttive sulla revisione del piano”. Il quale non ha fatto altro che riprendere alcune linee dello schema di massima, già approvato, arricchendolo con altre considerazioni storiche, demografiche ed economiche per cercare d’elaborare uno schema di revisione che guardasse ai piani regolatori espansivi del passato e l’attuale condizione urbana, territoriale e sociale della città, deturpata e in profonda crisi economica. Con l’aggravante attuale di un comune in dissesto finanziario e che ancora non riesce a trovare la strada del riequilibrio per mettere ordine ai propri conti. Ordine nei conti e nella pianificazione urbanistica perchè utile alla città. La quale non si può presentare disordinata e cadente, avvolta in ogni suo angolo da una vegetazione lussureggiante di canne o incenerite dal fuoco.

Quando si aprirà la discussione sulla revisione del piano per completare l’iter, spero presto, il nesso ricomposizione del tessuto urbano e rapporto con il territorio, il paesaggio e la questione delle cave, per evitare altre Armicci, dovrà essere l’anima del nuovo piano rispetto al passato.

Non credo che l’attuale amministrazione possa perdere altro tempo per continuare a percorrere la strada del variando variando. Conosciamo le illusioni che hanno creato le regine delle varianti del Golf e di Xirumi e , nello stesso tempo, dovrebbero fare riflettere, ogni tanto e non sempre per scanzarsi anche dalla fatica della ricerca.

In contrada Biviere si dovevano vedere volare e rotolare le palle sul manto erboso del campo da Golf con attorno le villette a schiera, mentre a Xirumi si aspettava che dal cielo scendessero i dollari dello zio Sam con i droni di guardia a Sigonella.


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Rubrica : {Eventi in giro}

Tarquinia Lido - Il Programma di ArgenPic Festa del Peperoncino 3ª Edizione dal 16 al 19 agosto

Il domenica 13 agosto 2017 di Redazione Zerobook

Tutto è pronto nell’Area Eventi Pineta AVAD di Tarquinia Lido (VT), sul Lungomare dei Tirreni, per ospitare la 3ª Edizione della Festa del Peperoncino ArgenPic, patrocinata dal Comune di Tarquinia (Assessorati Cultura - Spettacolo e Turismo) che dal 16 al 19 agostoanimerà i pomeriggi e le serate in una delle zone più caratteristiche del centro balneare laziale nelle vicinanze delle aree Archeologiche di Porto Clementino e del Santuario Greco ed Etrusco di Gravisca.

Numerosi gli eventi in programma organizzati dall’Associazione Borgo dell’Argento, Delegazione dell’Accademia Italiana del Peperoncino, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Oltrepensiero e l’A.V.A.D . La Festa ArgenPic oltre a Spazi Informativi specifici (caratteristiche, curiosità, photo gallery) sulle piante di Peperoncino e ad un’area giochi e di intrattenimento per bambini, accoglierà anche stand espositivi aperti fino a tarda sera organizzati in collaborazione con l’Associazione “Piccoli Mercanti”.Un Punto di Eccellenza Gastronomica sarà ospitato nella ricostruzione di un Castello Medioevale e Gruppi Folk provenienti dal reatino e la provincia romana, tra i quali Folklandia di Genzano (19 agosto) e il gruppo “Tre meno un quarto” (18 agosto), nel corso dei quattro giorni di festa, si esibiranno nell’area della manifestazione.

Tra gli ospiti d’onore oltre ad Anna Moroni della Prova del Cuoco (Rai1), madrina della manifestazione ed Osvaldo Bevilacqua della trasmissione Sereno Variabile (Rai2), Presidente Onorario del Premio Letterario Giornalistico ArgenPic, ci sarà il Campione Italiano dei Mangiatori di Peperoncino. L’uomo più piccante d’Italia, Giancarlo Gasparotto, maggiormente conosciuto come Jack Pepper, nativo di Isernia e residente in provincia di Monza, riserverà, come noto, proprio a Tarquinia Lido, nell’ambito di ArgenPic, una piacevole sorpresa che dedicherà a tutti gli amanti del peperoncino a livello mondiale. Il 19 agosto, infatti, tenterà di conquistare il Guinness World Recordsufficiale per la maggiore quantità di Bhut Jolokia mangiati in 2 minuti attualmente detenuto, negli USA, da Kevin "L.A. Beast" Strahle. L’evento ai fini della convalida legale registrerà la presenza dei cronometristi di Viterbo della Federazione Italiana, di noti ed esperti agronomi dell’Alto Lazio, testimoni di eccellenza.

Tra le novità di quest’anno la partecipazione dell’Istituto Comprensivo Statale Ettore Sacconi di Tarquinia con l’iniziativa ArgenPic Juniorche, sui temi legati al Peperoncino, ha visto gli studenti presentare oltre 50 disegni ed elaborati artistici che faranno parte di una mostra tematica ad essi dedicata. A tutti i giovani autori nel tardo pomeriggio del 18 agosto sarà consegnato l’Attestato di Partecipazione ‘Amico di ArgenPic Junior’ direttamente dal Campione Italiano dei Mangiatori di Peperoncino Giancarlo Gasparotto.

Tra le altre iniziative in programma la mostra/concorso relativa a la Pianta di Peperoncino più Bella con premiazione prevista il 19 agosto e quella molto attesa soprattutto da giovani ed appassionati che si svolgerà il 17 agosto con rievocazioni di combattimenti Medioevali. Da più di tre anni con 40 eventi alle spalle, A.S.D Scudo & Spada Gdr-Live, in particolare, presenterà alcune tecniche storiche di combattimento storici. La giovane associazione di Civitavecchia, composta da un gruppo di ragazzi dai 20 ai 30 anni si esibirà, infatti, in due duelli a contatto pieno seguendo lo stile di scherma in uso nel XIII secolo.

Non mancheranno, poi, ogni sera dal 16 al 19, le cosiddette “Cene Parlate” con i Cucinieri del Borgo dell’Argento, prossimi Maestri dell’Accademia Italiana del Peperoncino, con serate dedicate al Peperoncino Jalapeño, all’Habanero Chocolate e Rosso, alDiavolicchio Calabrese.

Sul piano culturale tre gli eventi in programma tutti interessanti ed attesi. Il 16 agosto, giorno dell’inaugurazione della Festa ArgenPic, si svolgerà la Cerimonia di Premiazione della 2ª edizione del Concorso Letterario Giornalistico ArgenPic Scrivere Piccante e presentazione della relativa Antologia edita da Bibliotheka Edizioni di Roma al quale hanno partecipato autori di molte regioni italiane ed anche stranieri, in particolar modo Argentini. All’appuntamento, grazie alla partnership con Aster Academy International, sarà presente anche una delegazione dell’Instituto Cultural Latino Americano di Buenos Aires che il 14 agosto sarà ricevuta nel Palazzo Municipale dall’Amministrazione Comunale di Tarquinia. Il 17 agosto nell’ambito di “Quando il Piccante brucia il Sociale”. Oltrepensiero Redazione proporrà le opere “Ali di piombo” (Armando Curcio Editore) di Gabriele Orsi e “Voglia di raccontarmi” (autoprodotto) diElisabetta Castellani. Due storie contrapposte nel tempo, ma reali. L’Italia come era e come è. Due spaccati sociali diversi: quello legato alle metropoli globalizzate di oggi e l’altro espressione della civiltà contadina di ieri. Un confronto senza giudizi e senza sentenze su due diversi modi di vivere i passaggi tra l’infanzia e l’età adulta nella Capitale e nella provincia della Maremma Laziale. Presenterà i libri insieme agli Autori la Giornalista Mariangiola Castrovilli. Particolare anche l’appuntamento del 18 agosto con la presentazione promozionale del libro illustrato “Underphyre - La magia del peperoncino” di Ugo Ardini. Un racconto fantastico dove l’interprete-eroe è la personificazione delle virtù magiche, apotropaiche, curative, energizzanti ed afrodisiache del peperoncino. Jack Pepper alias Giancarlo Gasparotto è il co-protagonista della storia nel ruolo del soldato-gladiatore del peperoncino.

Giulio Carra
 Ufficio Stampa “Festa del Peperoncino ArgenPic”
 informazioni@argenpic.info - Tel. (+39) 338.9028382

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Rubrica : {Comunicazione}

Un ebook gratuito per l’estate: Celluloide!

Il domenica 13 agosto 2017 di Redazione Zerobook

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Rubrica : {L’Uomo Malpensante}

La Sicilia in mano alla mafia

Il sabato 12 agosto 2017 di Emanuele G.

Finalmente la Sicilia si è tolta la maschera ipocrita che indossava da decenni.

Tutti a dire che la Sicilia non era sinonimo di mafia, mentre la realtà va nel senso opposto:

LA SICILIA E’ SINONIMO DI MAFIA.

Ecco cosa insegna l’indegna vicenda riguardante le dimissioni del Sindaco di Licata Cambiano.

Chi intende amministrare secondo la legge e farla applicare viene mandato a casa.

In sintesi, un Consiglio Comunale viene convocato per far dimissionare un Sindaco che è ligio al proprio dovere.

Mai e poi mai quel Consiglio Comunale si sarebbe riunito per mandare a casa un Sindaco che faceva del non rispetto della legge un vessillo di cui fregiarsi.

Tutto questo è già grave.

Ancora più grave è il messaggio che passa:

IN SICILIA PUOI COMMETTERE TUTTI GLI ILLECITI CHE VUOI E NESSUNO TI VERRA’ A DOMANDARE CONTEZZA.

Chi se ne frega se in Sicilia c’è un reato ambientale ogni 150 metri di litorale! Oppure di avere il litorale più cementificato d’Europa? La depurazione è ancora solo un’ipotesi di lavoro.

Sui reati ambientali si sono costruite innumerevoli carriere e fortune politiche. Tu mi voti e non ti succederà nulla. Hai libertà di costruirti la casa abusiva, l’eco-mostro, la distilleria che inquina, l’albergo in riva al mare fuori norma e tante quisquiglie simili.

Ha vinto, in soldoni, quel senso di mafiosità che costituisce la base temperamentale dell’essere siciliano.

SONO "SPACCHIUSU", ME NE VANTO E LA GENTE MI RISPETTA.

Decenni di presunta - ripeto "presunta" - antimafia buttati alle ortiche. Una stagione intera di appelli, ma solo appelli, persa nel vento di una torrida estate sicula.

Come se il sacrificio di tanti - degradati a questo punto al rango di "minchioni" - fosse un atto demenziale e semplicemente narcisistico.

La mafiosità e la mafia regnano ovunque perché noi siciliani preferiamo convivere con essi. In fondo siamo come gli "sciocchi" di Prezzolini che per quieto vivere diventano amici dei "furbi" perché quest’ultimi sono autentici maestri di vita.

Finché la lotta alla mafia non sarà un’azione corale di popolo, LA SICILIA SARA’ SEMPRE E COMUNQUE SINONIMO DI MAFIA.

- Photo credits:

La foto di copertina è presa dal sito http://www.blitzquotidiano.it

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Rubrica : {Guerre Globali}

"Un altro pezzo raggiunge gli altri"

Il sabato 12 agosto 2017 di Redazione

La processione di gente che entra in pronto soccorso per poi distribuirsi nei reparti sembra una catena di montaggio impazzita, a tratti frenetica, velocissima, che fai fatica a stargli dietro come Chaplin su Tempi Moderni, per poi rallentare di botto, come se il nastro di pezzi stesse finalmente per finire, e invece riprende di nuovo, più forte di prima, carica di altri pezzi. E per quanto sia brutale dirlo i pezzi sono sempre gli stessi, bullet, shell, mine, shell, bullet…

Dentro persone.

Eppure a me oggi m’ha colpito uno in particolare, niente di diverso, neanche uno di quelli messi peggio, come quando sul solito film passa una scena, non la più importante e neanche la migliore, e che pure se l’hai vista cento volte t’è passata sempre davanti senza lasciare traccia. C’è un uomo in piedi, davanti alla scrivania del pronto soccorso, parla con l’infermiere. È alto, grosso. Ha un vestito afgano, una casacca lunga fino alle ginocchia color carta da zucchero e un paio di pantaloni della stessa stoffa, larghi come vanno qua, che finiscono su un paio di piedi sporchi infilati in dei sandali di gomma. Ha un volto scavato, la barba lunga fino al petto, nera come la pece, gli occhi di ghiaccio, sembra uscito da un libro di storia antica. Un volto biblico sormontato da un turbante ampio, di un bianco lucente che contrasta col colore della sua pelle bruna. Parla con l’infermiere, in una lingua straniera e dura.

Rimango a guardarlo per un po’.

Come te lo hanno descritto il mostro, negli ultimi anni? Come te lo sei immaginato, come te lo ha raccontato la gente in tv, le persone al bar, le pagine dei settimanali? Così. Eccolo lì, il mostro. A pochi centimetri da me.

Solo che adesso il mostro piange, le lacrime gli rigano il volto e si perdono tra i peli della barba. Parla con l’infermiere, inghiottendo i singhiozzi, e si asciuga gli occhi con la coda del turbante. Si asciuga gli occhi per vedere il figlio di 8 anni, che è disteso qua vicino a me, su una barella del pronto soccorso, con la faccia bruciata e il braccio che gli pende fuori dal letto e che finisce improvvisamente prima del polso. Lui no, non piange, dagli occhi non escono lacrime perché non funzionano, non ancora almeno. Ma con la bocca ci dice che quella cosa luccicava.

Stava per terra, luccicava e lui l’ha presa. Semplice no?

Voglio dire, se hai otto anni, vivi in Helmand, sei lì che giri nei pressi di casa per le strade impolverate dalla sabbia del deserto, i tuoi giochi son quelli fatti in casa, quelli che forse ci han raccontato i nostri nonni, una palla rattoppata o qualche pezzo di legno intagliato che la mente trasforma in una pistola, in un leone, o in una macchinina. Sei lì per strada e vedi una roba per terra che luccica, non sai cosa sia ma la prendi. E siccome non sai cosa sia te la porti vicino agli occhi, per vedere meglio, per capire se possa essere interessante.

Un lampo.

L’infermiere ha finito di parlare, il mostro imprime il suo pollice nel tampone di inchiostro, poi lo schiaccia su una pagina della cartella clinica scritta in pashto. Dice che acconsente all’amputazione della mano sinistra e all’intervento per cercare di salvare la vista. Poi esce dal pronto soccorso, le regole sono uguali per tutti, i parenti aspettano fuori.

L’infermiere sgancia il freno alla barella, la spinge oltre la porta che dà verso i reparti.

Un altro pezzo raggiunge gli altri".

— Roberto, infermiere di EMERGENCY in Afghanistan

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Rubrica : {Eventi in giro}

ArgenPic 2017 - A Maria Delfina Tommasini Il Premio Speciale della Giuria “Scrivere Donna Daniela Marrozzi”

Il venerdì 11 agosto 2017 di Redazione Zerobook

Ormai si respira aria di vigilia per l’attesa Cerimonia di Premiazione della 2ª Edizione del Concorso Letterario Giornalistico ArgenPic Scrivere Piccante che si svolgerà Mercoledì 16 agosto (ore 18,30) presso l’Area Eventi Pineta AVAD di Tarquinia Lido (Lungomare dei Tirreni).

Nell’attesa di conoscere chi siano, tra i finalisti già resi noti, i vincitori delle quattro sezioni (Racconti, Poesia, Giornalismo, Libri) previste dal regolamento e le assegnazioni specifiche relative alle Segnalazioni Speciali (AVAD, Borgo dell’Argento, Centro Benedetti, Oltrepensiero), gli organizzatori, come ormai prassi, anticipano il nome della vincitrice del Premio Speciale Scrivere Donna, da quest’anno intitolato a Daniela Marrozzi.

Il prestigioso riconoscimento della Giuria di ArgenPic è stato attribuito per il 2017 alla scrittrice romana Maria Delfina Tommasini per il racconto “Busta a sorpresa” dove, viene affermato nella motivazione «Si respira aria di feuilleton in questa bellissima ricognizione sulla passione amorosa. L’autrice guarda, infatti, al passato. All’asfissiante etichetta del secolo scorso, a quel decoro borghese che, intrappolando sentimenti, slanci amorosi, passioni brucianti in favore di rigide convenzioni sociali, costringeva il fuoco divampante della sensualità a scorrere sottotraccia e ad erompere con maggiore impeto, a volte, con risultati inaspettati. Ricca di annotazioni psicologiche, di acute osservazioni antropologiche, di una vena erotica languida ed ironica al tempo stesso, di dialoghi sempre all’altezza e di una narrazione incalzante nel suo dipanarsi, “Busta a sorpresa” è un lungimirante esempio, perfettamente riuscito, di narrativa breve. Quella capace di condensare, nella stringatezza di poche battute, una visione del mondo a 360°».

Maria Delfina Tommasini

E’ nata a Roma, dove vive. Ha partecipato a laboratori di scrittura creativa e ottenuto riconoscimenti in svariati premi letterari. Una passione particolare per il genere giallo nata fin da piccola con le indagini di Poirot e Holmes; una dedizione alla lettura di ogni genere. Ha pubblicato racconti in svariate antologie: Q’anto t’amo (Damster Ed.), Chi ha ucciso Renzi? (Montegrappa Ed.), Micol-Racconti della memoria (Laboratorio Gutemberg), Va in scena la commedia umana (L’Erudita Ed.), Polvere sotto il divano (Perrone ed.). Ha pubblicato inoltre due romanzi scritti a più mani, Pazzo thriller (Ed. Centoautori) e Girotondo napoletano (Homo scrivens Ed.), primo premio al concorso letterario “Carver 2016”. Ha ricevuto una menzione d’onore per Quel certo cininin nel 2012 e una per Luna d’oriente nel 2016, partecipando al premio di narrativa gialla inedita “Delitto d’autore” organizzato da ACSI (Associazione Cultura, Sport e Tempo Libero) Comitato provinciale Lucca e Versilia. Ha pubblicato il romanzo Quel certo cicinin (Alter Ego editore) nel 2015 e Mascioli e i suoi cicinin (Robin Editore) nel 2017.

“Scrivere Donna” nel ricordo di Daniela Marrozzi

Tra le tante peculiarità del Premio Letterario-Giornalistico ArgenPic Scrivere Piccante vi è anche quella di essere un variegato contenitore di segnalazioni per dare visibilità ad opere di autori sia noti che sconosciuti ai più. Infatti oltre ai primi tre classificati di ogni sezione in concorso (Racconti, Poesie, Giornalismo, Libri), la Giuria, le Associazioni organizzatrici ed in alcuni casi anche gli sponsor concedono premi speciali a scrittori che ritengono meritevoli di segnalazione al di là dei verdetti di rito. Tra questi ve ne è uno molto prestigioso perché ricco di fascino e pieno di significati umani e sociali.

Infatti, dai finalisti delle tre sezioni (Racconti, Poesia, Giornalismo) viene selezionata dalla Giuria un’opera scritta da una donna o riguardante tematiche femminili relative agli argomenti del Premio “ArgenPic Scrivere Piccante” a cui viene assegnato l’ulteriore Premio Speciale “ArgenPic Scrivere Donna” che, da quest’anno, è intitolato a Daniela Marrozzi, figlia di Giorgio Marrozzi, Presidente storico e fondatore del Borgo dell’Argento, l’Associazione ideatrice del Concorso, attualmente presieduta da Silvana Passamonti, e in passato di tante altre manifestazioni sia con valenza storica che di impegno collettivo nel recupero di tradizioni gastronomiche tipiche della Maremma Laziale. Tra queste ricordiamo la “Giostra degli Sponsali”, una manifestazione in costumi d’epoca ricca di suggestioni dove Daniela, per 21 anni, ha impersonato Costanza dei Conti dell’Anguillara, sposa di Sante Vitelleschi. Il suo impegno e la sua presenza sono stati fondamentali anche in “Butteri sotto le Stelle”, “Una Bistecca sul Mare” e la “Sagra del Fungo Ferlengo”.

Daniela è venuta improvvisamente meno lo scorso anno proprio una settimana dopo la chiusura del Premio e della Festa del Peperoncino ArgenPic, lasciando, in tutti quelli che l’hanno conosciuta, un vuoto difficilmente colmabile. Impegnata come operatore sanitario e dirigente amministrativo presso l’Ospedale di Tarquinia, per alcuni anni ha ricoperto anche incarichi in seno al Consiglio Comunale della città tirrenica (due legislature) con particolare riferimento agli assessorati al Turismo, allo Spettacolo ed ai Servizi Sociali. Conosciuta ed apprezzata per il suo impegno profuso appunto nell’assistenza ai disabili, per le sue qualità di altruismo e per la spiccata sensibilità verso i problemi esistenziali e contingenti delle persone con le quali, per ragioni legate alla sua professione, entrava in contatto ogni giorno, le Associazioni organizzatrici, i main-sponsor ed i supporter di ArgenPic, hanno deciso di ricordarla, oggi e negli anni a venire, intitolandole il Premio Speciale della Giuria riservato proprio ad una Donna.

Consegna del Premio Il Premio Speciale della Giuria “ArgenPic Scrivere Donna Daniela Marrozzi” 2017 è stato assegnato a Maria Delfina Tommasini autrice del racconto “Busta a sorpresa”. Il riconoscimento sarà consegnato alla scrittrice romana nel corso della prevista cerimonia del 16 agosto, durante la quale sarà ricordata la figura di Daniela, dalla madre Silvana Passamonti, Presidente dell’Associazione ideatrice del Concorso, unitamente al fratello Amos ed al figlio Loris.

Giulio Carra

Ufficio Stampa - Premio Letterario-Giornalistico ArgenPic Scrivere Piccante

Tel (+39) 338.9028382

ufficiostampa@argenpic.info - ufficiostampa-scrivereargenpic@oltrepensieronews.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Jazz in Badia, dal 17 al 20 agosto 2017 a Mandanici (Me)

Il venerdì 11 agosto 2017 di Redazione

Dal 17 al 20 agosto 2017, a Mandanici (Me), si terrà il quinto Campus di musica e scienze organizzato dall’"AvantGarde Music School" di Rosalba Lazzarotto, in collaborazione con la Filarmonica Laudamo Onlus e Avis di S. Teresa di Riva, e con il patrocinio del Comune di Mandanici. Tutti i partecipanti avranno la possibilità di studiare con maestri di comprovata esperienza a livello nazionale ed internazionale. Il campus residenziale si svolgerà presso l’Abbazia di Santa Maria Annunziata a Badia (Mandanici). La storica Abbazia si trova immersa nel verde e vicina al mare di Taormina.

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locandina jazz a badia agosto 2017

Docenti e corsi:

Rosalba Lazzarotto - canto
 Carmelo Coglitore - sassofoni, clarinetti, sezione fiati
 Luciano Troja - pianoforte
 Gioacchino Papa - chitarra e basso
 Fabio Accardi - batteria

Laboratori Orchestrali con tutti i docenti

Per la sezione:
 "La musica incontra le neuroscienze"

Giuseppe Mento: Seminario di "Musica e Neuroscienze"
 Rosalba Lazzarotto: Laboratorio di tecniche di rilassamento

19 agosto:
 Workshop di percussioni "I linguaggi del ritmo" con Roberto Gerbino

Come ogni anno, sarà lasciato ampio spazio al laboratorio orchestrale che, unico nel suo genere, prevede il confronto con tutti i musicisti docenti.

Al termine del corso, gli allievi del laboratorio si esibiranno in un concerto che si replicherà il 31/08/2017 presso il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria (MUSTRUM).

Anche quest’anno, la sezione scientifica sarà arricchita dalla presenza di un esperto di neuroscienze. Inoltre saranno praticate le tecniche di rilassamento per imparare a gestire l’ansia da performance e lasciare libero spazio al linguaggio improvvisato, secondo la tecnica di Rosalba Lazzarotto: musicista e psicologa.

Si tratterà di una vera e propria full immersion nella musica jazz che, più di ogni altra, permette la libera espressione della propria personalità artistica. Particolare attenzione sarà data al vitto (colazione, pranzo e cena) con prodotti genuini a km 0. Agli allievi sarà rilasciato un attestato di frequenza.

Costo dei corsi completi di vitto e alloggio, per quattro giorni, Euro 290, divisibili in Euro 150 di acconto e 140 all’inizio del corso.
 Il costo del solo corso è di Euro 170.
 Costo del workshop di percussioni: Euro 30.

Si raccomanda la tempestività nella prenotazione, poiché i posti di permanenza nel suggestivo Monastero sono limitati.

Per ulteriori informazioni rivolgersi ai seguenti contatti:
 Segreteria didattica: 340.7853464
 Indirizzo email: info@rosalbalazzarotto.it

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Rubrica : {Zeronews}

Talkin bout a revolution / Tracy Chapman [video]

Il giovedì 10 agosto 2017 di Sergej


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Rubrica : {Zeronews}

Fast Car / Tracy Chapman [video]

Il giovedì 10 agosto 2017 di Sergej


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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma 15 - 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA - Faenza non verranno riassunte”

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Rubrica : {Eventi in giro}

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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