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Rubrica : {Eventi in giro}

Lentini - Comunicato Conferenza Stampa "COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL TERRITORIO"

Il venerdì 19 aprile 2024 di Giuseppe Castiglia

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Lentini - Comitato Civico in difesa del territorio

Con l’emanazione dei Decreti n. 243‐244 del 22 febbraio 2024 e n.329 del 27 febbraio 2024 da parte dell’Assessorato all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità ‐ Dipartimento Acque e Rifiuti della Regione Siciliana, si autorizzano oltre 50 Comuni delle province di Trapani, Palermo e Messina, a scaricare i loro rifiuti indifferenziati presso l’impianto TMB (trattamento meccanico‐biologico) della Sicula Trasporti situato al confine con il territorio di Lentini e Carlentini.

Si tratta di migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati, generati da una popolazione superiore ai 600.000 abitanti, che, ormai da settimane, vengono trasportati, ammassati e lavorati a meno di 2 km, in linea d’area, dal centro urbano di Lentini.

Tutto questo non è tollerabile!

Le cittadine e cittadini di Lentini, Carlentini e Francofonte sono stanchi di subire continue aggressioni al proprio territorio e alla propria salute, stanchi di perdere gli affetti più cari colpiti da malattie di origine tumorale, stanchi di sentirsi la pattumiera della Sicilia.

È per questo motivo che lo scorso 11 marzo 2024, presso il Cine‐Teatro Odeon "Carlo Lo Presti" di Lentini, si è costituito il “Comitato Civico per la Difesa del Territorio”, rappresentativo dell’intera comunità, formato dalle tante Associazioni, da liber* cittadin* e dai rappresentanti di gruppi consiliari, a cui hanno aderito anche le Amministrazioni locali.

Obiettivo primario è quello di contrastare la scelta dell’Assessore Regionale ai Rifiuti Roberto Di Mauro, chiedendo un’unica soluzione possibile, la revoca di tali decreti e di individuare per l’emergenza rifiuti delle soluzioni più razionali per la nostra comunità e di monitorare immediatamente e frequentemente l’indice respirometrico dell’impianto di TMB della Sicula Trasporti, per verificare se rispetta i nuovi parametri fissati dal Decreto Legislativo n. 121 del 2020.

I giorni passano, i rifiuti aumentano e l’Assessore Regionale non ha dato, ad oggi, alcuna rassicurazione; ha semplicemente minimizzato il fatto dichiarando che l’emergenza potrebbe durare solo qualche mese, cosa che non si evince assolutamente dai tre decreti emanati.

La situazione è ogni giorno più preoccupante. La protesta del “Comitato Civico per la Difesa del Territorio” prosegue a pieno ritmo con un’intensa attività di raccolta firme e petizione online, e per questi motivi, lo stesso renderà pubbliche, durante la

conferenza stampa di mercoledì 24 aprile alle ore 16:00, presso la sede dell’ Archeoclub di Lentini –“A. Sgalambro”, sita in piazza Umberto n.2 a Lentini

, le prossime iniziative ed azioni da intraprender, perché non si può rimanere indifferenti davanti a tutto ciò.

Saremo una voce unica per fermare questo nuovo atto di violenza al nostro territorio!

Per firmare la 𝙥𝙚𝙩𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙤𝙣𝙡𝙞𝙣𝙚. 👇🏻👇🏻👇🏻

https://www.change.org/p/no-ad-altri-rifiuti-a-lentini-e-carlentini-difendiamo-il-nostro-territorio

PS: per eventuali informazioni rivolgersi ai referenti:

- Delfo Inserra, Presidente Archeoclub Lentini, cell. 3339169835

- Cristina Stuto, Presidente SiciliAntica Lentini‐Carlentini, cell. 3397771697

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Rubrica : {Centro Studi Est Europa}

CROATIA: Memorials Installed for Holocaust Victims in Croatian City of Karlovac

Il venerdì 19 aprile 2024 di Emanuele G.

The first three ‘stumbling stones’ in Karlovac were installed on Friday in memory of three Jewish victims of the Holocaust who lived in the city.

The Association of Jews in Karlovac and the Centre for the Promotion of Tolerance and the Preservation of the Memory of the Holocaust laid the stumbling blocks for Filip Reiner, Iva Goldstein and David Meisel.

Reiner, Goldstein and Meisel were the first Jews to be arrested in Karlovac on April 13, 1941, just three days after the establishment of the Independent State of Croatia, NDH, a Nazi puppet state that implemented racial laws. Under the NDH, hundreds of thousands of Jews, Roma and Serbs were killed.

The memorial stones were placed in locations in Karlovac where the three victims were born, grew up, worked and spent their lives.

The Stolpersteine (Stumbling Stones) project was initiated in 1992 by German artist Gunter Demnig, who has installed tens of thousands of small concrete cubes with brass plaques remembering the victims of the Nazis all across Europe. They are placed by the building in which the victim last lived or worked of their own free will.

“I am happy that we have gathered for this special, historic moment when, with this action, Karlovac is joining many European cities where more than 100,000 Stolperstein has been installed,” said Tena Korkut, head of the Association of Jews in Karlovac.

Eighty-six stumbling stones have already been installed in the capital Zagreb.

Natasa Popovic, director of the Centre for the Promotion of Tolerance and the Preservation of Holocaust Remembrance, said that stumbling stones had also been installed in Croatia for Roma, Serb and Croatian victims of the NDH regime.

Popovic said the stones should “help citizens remind themselves of what evil hate and intolerance can cause”.

The installation of the stones was supported by the Croatian Ministry of Culture and Media and the City of Karlovac. Karlovac’s mayor Damir Mandic, who attended Friday’s ceremony, said that even today, people need to “respect the dignity of other people”.

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania, programma cinema King dal 18 al 23 aprile 2024

Il giovedì 18 aprile 2024 di redazione cinema

PROGRAMMA KING DAL 18 AL 23 APRILE

Giovedì 18
AFRIN – NEL MONDO SOMMERSO: ore 19:00 – 21:00 sala 1 (presente il regista)
GLORIA!: ore 18:45 sala 2
E LA FESTA CONTINUA!: ore 20:45 sala 2

Venerdì 19
I MISTERI DEL BAR ETOILE: ore 18:30 sala 1
FOOD FOR PROFIT: ore 20:45 sala 1
GLORIA!: ore 18:45 sala 2
E LA FESTA CONTINUA!: ore 20:45 sala 2

Sabato 20
E LA FESTA CONTINUA!: ore 20:45 sala 1
GLORIA!: ore 18:45 sala 2
I MISTERI DEL BAR ETOILE: ore 20:30 sala 2

Domenica 21
GLORIA!: ore 18:45 sala 1
E LA FESTA CONTINUA!: ore 20:45 sala 1
I MISTERI DEL BAR ETOILE: ore 18:30 -20:30 sala 2

Lunedì 22
PERFECT BLUE: ore 20:00 sala 1 – 22:00 sala 2
SCARFACE v.o.s.: ore 21:30 sala 1
I MISTERI DEL BAR ETOILE: ore 19:45 sala 2

Martedì 23
PERFECT BLUE: ore 20:00 sala 1 – 22:00 sala 2
LA CANZONE DELLA TERRA ore 18:15 – 21:30 sala 1
GLORIA!: ore 18:00 sala 2
E LA FESTA CONTINUA!: ore 20:00 sala 2

Acquisto online: https://www.2tickets.it/titoliese.aspx?ide=957&set=c

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Rubrica : {Libri e idee}

Marx: quel grido che giunge fino a noi

Il giovedì 18 aprile 2024 di Salvatore A. Bravo

Produrre e lobomotizzare

Il ciclo del capitale con i suoi processi di valorizzazione è trattato da Marx nel II Libro de Il Capitale. Nell’esposizione marxiana vi è la condanna etica ai processi di monetarizzazione del lavoro umano. La condanna assiologica è il fondamento della critica marxiana. Il capitale è ciclo improntato all’accrescimento illimitato del plusvalore nel quale gli esseri umani (i sussunti) sono cannibalizzati da tale processo e incorporati nel sistema produttivo. Il capitalismo è, quindi, una visione del mondo in cui si converte la vita in morte, è “antiumanesimo militante”.

Il lavoro vivo è trasformato in lavoro morto, ovvero in accrescimento del profitto e in allargamento delle spire del mercato. Su tutto campeggia la sola categoria di quantità: il totalitarismo della quantità condanna ogni essere umano a vendersi al capitalista; è il rapporto di forza a determinare le relazioni di dominio legalizzate dai diritti astratti che li “definiscono” eguali.

La logica di dominio è inoculata nel sistema sociale fino alla naturalizzazione della stessa mediante l’addestramento all’astratto. Si educa a pensare senza valutare le condizioni materiali in cui il soggetto opera. La quantità è il fine che muove il capitalismo, esso deve spogliare ogni esperienza del suo contenuto soggettivo, creativo e assiologico per immetterla nel mercato e per convertirla in strumento-azione che sostiene il capitalismo. Le macchine con cui i capitalisti si pongono in competizione incorporano il lavoro muscolare e intellettuale, esse “non sono solo macchine”, perché sono l’effetto dell’incorporamento nell’acciaio dei subalterni. Sono vampiri animati dal sacrificio dei popoli. La schiavitù salariata dell’operaio come dei tecnici non è solo nel prodotto finale ma in tutto il sistema produttivo. Il capitalismo è divenuto “il sistema”, l’unico pensabile, ha lobomotizzato gli aggiogati alla macchina-sistema. “Produrre e lobomotizzare” sono gli attributi della sostanza (quantità) del capitalismo. Ad esso popoli e vite sono sacrificati con un olocausto quotidiano.

La guerra, a cui stiamo assistendo, è un’estensione dei processi di valorizzazione a livello reale e simbolico. La produzione delle armi incorpora il lavoro vivo e lo traduce in morte, da tale processo le oligarchie traggono le eccedenze finanziarie per la competizione globale e per investire i proventi in scalate finanziarie e in nuovi prodotti da vendere sul mercato. Tutto è morte. La natura è l’immagine più vera e immediata della verità del ciclo di valorizzazione, essa è solo res extensa da riconvertire in denaro. Un intero pianeta è minacciato dalla monetarizzazione di ogni vita e di ogni elemento naturale.

Marx descrive l’incapsulamento della forza lavoro nel ciclo produttivo. Il lavoro, espressione della creatività umana e della produzione finalizzata alla soddisfazione dei bisogni primari, è reso esperienza di annullamento e di cosalizzazione del lavoratore. Il lavoratore è incastrato in automatismi che determinano la morte dell’uomo e la nascita di un ibrido: l’uomo-macchina. Il trasumanesimo non è che il punto finale di tale processo di disumanizazione, il salariato è valutato in rapporto alle macchine, è una macchina tra le macchine, in disperata competizione con esse:

“Dalla parte dell’operaio: la messa in opera produttiva della sua forza lavorativa non è possibile se non quando , dopo essere stata venduta, essa viene posta in rapporto con i mezzi di produzione. Essa esiste prima d’essere venduta distinta dai mezzi di produzione, dalle condizioni oggettive della sua messa in opera. Così isolata non può essere utilizzata direttamente nella produzione di valori d’uso per il suo proprietario, né nella produzione di merci, che gli darebbero di che campare con la loro vendita. Ma allorchè tramite la sua vendita essa è posta in rapporto con i mezzi di produzione, diviene, al pari dei mezzi di produzione, una parte costitutiva del capitale produttivo del suo acquirente” [1].

Il fuco del capitale

Il capitalista è anch’egli una funzione del sistema, che con le sue leggi e con il suo gigantismo globale diviene “assoluto”, ovvero si autonomizza con la smisurata espansione. In tale sistema, in cui tutto dev’essere convertito in produzione, il capitalista è improduttivo, è il fuco del sistema, egli prospera senza produrre, si è installato all’interno dell’alveare-industria. Egli è l’addetto-funzione alla compra-vendita delle anime vive per farne anime morte. Il capitalista è il Cerbero-fuco del modo di produzione capitalista, traghetta le vite dei lavoratori verso “la loro mortale usura”. Il capitalista è sterile, non produce e non crea concetti, è la tragica e pericolosa funzione che muove masse umane verso l’inferno della negazione di sé; gli aggiogati sono solo forza muscolare-intellettuale da vendere-comprare o da licenziare-distruggere:

“Per il capitalista il quale faccia lavorare altri al suo posto, la compra-vendita diviene una funzione fondamentale. Dato che egli si appropria il prodotto di molti in una misura sociale più grande, deve anche venderlo in tale misura e convertirlo poi di nuovo da denaro in elementi di produzione. In ogni caso il tempo di compra-vendita non dà luogo a valore alcuno. (…). Tuttavia, senza approfondire, oltre, sin dall’inizio è evidente: qualora per mezzo della divisione del lavoro una funzione che è in se stessa improduttiva, ma è un momento necessario della riproduzione, viene trasformata da compito secondario di molti in compito esclusivo di pochi, viene trasformata nel loro affare particolare, non muta tuttavia il carattere della funzione stessa” [2].

I fuchi-padroni del capitale gestiscono il sistema produttivo e la politica. Gli improduttivi sono idrovore di plusvalore che come re Mida convertono ciò che toccano in oro, ma l’immensa ricchezza prodotta uccide la vita e affama corpi e spirito, perché il capitale nega la relazione comunitaria dell’economia, l’unica in grado di umanizzare la vota di ogni componente dell’umanità. I fuchi-padroni sono i vampiri dell’umanità. Gli esseri umani sono solo numeri; si estraggono da essi numeri da vendere alle aziende per organizzare il consumo. Si è ad un un passo dalla riproduzione delle medesime logiche di funzionamento già sperimentate nei campi concentrazionari nel Novecento. Per i fuchi-padroni tutto è numero, niente è vivo.

Svelare il “feticcio capitale”

Il lavoratore è così cosalizzato, è solo quantità muscolare attraverso cui il processo di valorizzazione si decuplica. Similmente al processo di trasustanzazione, dalla sostanza uomo attraverso un processo apparentemente oscuro e velato da parole e pubbliche liturgie si ottiene per “merito miracoloso” il prodigio (il profitto). Il processo va riportato alla sua verità storica e reale.

Il capitalismo è un “feticcio”, non è la verità ultima, esso è esperienza storica posta dalle oligarchie, che i subalterni caduti nella rete della propaganda e della violenza organizzata hanno divinizzato. Marx, invece, dimostra che il dio capitale è umano troppo umano, e dunque, il divelamento dei meccanismi non può che liberare le vite intrappolate nell’ingannevole ordito. Il capitalismo con il salario schiavile paga al lavoratore il sufficiente per riprodurre la forza lavoro, ciò che non è pagato è il bottino del capitalista, è il “merito del Cerbero/fuco” che ha condotto le anime dei lavoratori nell’inferno del capitalismo. Il lavoratore è disumanizzato, è soltanto energia da usare secondo le leggi del mercato. L’essere umano è solo corpo, a cui si concede di usare le facoltà intellettuali che consentono al sistema di funzionare fatalmente. La morte è in questa negazione della natura sociale, creativa ed etica di ogni essere umano:

“Come abbiamo già osservato, il denaro che il capitalista paga all’operaio per l’uso della forza lavorativa non è in realtà che la forma generale di equivalente per i mezzi di sostentamento indispensabili all’operaio” [3].

Obbedienza

Il processo di valorizzazione non è controllato dai capitalisti, essi sono gli obbedienti esecutori delle leggi che hanno innescato e che si sono rese autonome. Il capitalismo con suo accrescersi smisurato imprigiona nelle sue maglie e nella sua gabbia d’acciaio gli stessi capitalisti. La rete del capitalismo per sopravvivere produce la guerra globale. Per il capitalismo e i capitalisti la guerra è un prodotto utile ad attrarre investimenti e a liberare energie monetarie accumulate. il capitale non può che volere nuove guerre di conquista dei popoli da sacrificare ai processi di accumulo. La globalizzazione del profitto è il fine aspansivo del capitalismo. Come il dio spinoziano il capitalismo non può non obbedire alle sue leggi. La libertà è solo un orpello giuridico per consentire al sistema di proliferare senza impedimenti.

Nulla deve sopravvivere, ogni sistema di produzione dev’essere annichilito, solo il capitalismo deve sopravvivere. A tale logica il capitalista deve attenersi, ecco che il Cerbero/fuco diventa il manager della vita e della morte, deve vendere il “progresso” che il capitalismo apporta con la menzogna, deve illudere per conquistare fette di mercato da cannibalizzare. Il processo non ha katechon, perché non ha fondamento metafisico e assiologico, deve mettere in atto solo la hybris:

“Quanto più acute e continue si fanno le rivoluzioni di valore, tanto più il movimento del valore resosi autonomo, automatico, agente con l’irruenza d’un processo elementare della natura, si fa valere contro la previsione e il calcolo del singolo capitalista, tanto più l’andamento della produzione normale viene sottomesso alla speculazione anormale, tanto più grande si fa il rischio per i singoli capitali. Queste rivoluzioni di valore periodiche danno la riprova proprio di quello che, come si vorrebbe, dovrebbero confutare: il rendersi autonomo del valore in quanto capitale, condizione che esso conserva e rafferma attraverso il suo movimento” [4].

Qual è dunque l’essenza del capitale?

Marx è chiaro e inequivocabile nella risposta: il capitalismo è nel segno della morte. La mercificazione e la quantificazione sono gli unici processi pensabili e possibili, esse sono la morte in Terra.

Con il vivo lavoro scambiato con la morte il processo risorge, esso procede per salti quantitativi ed estensivi, ad ogni salto l’esperienza della morte diviene sempre più incombente fino al punto, lo viviamo nel nostro tempo, da minacciare la vita nella sua interezza. La morte è parte del paradigma ideologico del capitalismo, per cui “l’uccidere” non reca scandalo, è la normalità della vita negata al tempo del capitale. L’automatismo non arretra neanche dinanzi al pericolo dell’ autodistruzione del sistema-capitale. Il collasso di un pianeta non turba il capitalismo con i suoi fedeli sicari, anzi il pericolo diviene un affare potenziale da manovrare attentamente per estrarne plusvalore. Il tempo del capitalismo è inchiodato alla sola produzione di profitto:

“La materia reale del capitale investito in forza lavorativa è proprio il lavoro, la forza produttiva che si pone in movimento, che crea valore, il vivo lavoro che il capitalista ha scambiato con il lavoro morto, oggettivato, incorporandolo al proprio capitale, al quale soltanto è dovuta la trasformazione in valore autovalorizzantesi del valore che si trova nelle sue mani” [5].

La perversione del “senso” è il sostrato che dà il movimento al capitalismo. L’economia, come la sua etimologia indica, οἶκος "casa" e νόμος “legge”, è attività che consente la vita, è prassi che deve soddisfare i bisogni della comunità, in primis la famiglia. Il capitalismo muta la qualità dell’economia in crematistica (quantità senza misura) della morte. Sull’altare del profitto si sacrificano uomini e popoli. I subalterni sono sfruttati sul lavoro e nel tempo libero. La catena del capitale è invisibile, non molla mai le sue vittime, non dà loro mai pace, deve incutere inquietudine per dominare. I lavoratori sono chiamati al sacrificio perenne. A prescindere dalla classe sociale di origine tutti devono restituire al mercato ciò che “hanno guadagnato” nella forma del consumo per sopravvvire o per soddisfare desideri e voglie che il mercato ha indotto. Tutto ritorno al capitale; il saccheggio non conosce pause. I lavoratori nel tempo libero sono erosi dai desideri infiniti e dall’infelicità indotta. Essi sono macchine desideranti che con la loro abissale insoddisfazione nutrono la crematistica. Ancora una volta per poter riprendere le fila della storia è necessario smascherare il capitale nelle sue metamorfosi. La prassi non può che “passare” per la definizione del senso dell’economia e, quindi, del bene.

La politica di opposizione senza la chiarezza del fine dell’economia, non può inaugurare una “nuova stagione di lotta”. Senza il giudizio etico e la chiarezza del “senso” nulla può iniziare, si è condannati a subire il giogo del capitale. L’economia capitalistica uccide “rubando” la gioia di vivere e il tempo di ogni singola vita, le divora mai sazio.

Nel tempo di Marx uomini, donne e bambini erano negati con lo sfruttamento lavorativo, oggi nell’Occidente prevalgono l’adattamento coercitivo ai desideri del mercato e l’addestramento al narcisismo che preparano ad un’esistenza di solitudine e di impotenza politica compensate dal consumo vorace. Il capitalismo somministra il consumismo alle sue vittime per “curare” il dolore, le avvelena con il male (consumismo) per destrutturarle e renderle schiavi obbidienti. La strumentalizzazione dell’essere umano assume nuove forme, ma in modo sempre eguale si scambia la vita con la morte:

“Le macchine, dando la possibilità di fare a meno della forza dei muscoli, divengono il mezzo per impiegare operai senza forza muscolare o dal fisico non ancora sviluppato, ma di membra maggiormente flessibili. Lavoro di donne e bambini, questo è stato il primo grido del capitale quando iniziò ad usare le macchine!” [6].

Il grido del capitale ha attraversato i secoli ed è giunto fino a noi.

Quel grido attende una risposta che possa donare giustizia ai vivi e ai morti. Al linguaggio dell’impero grondante di fango e sudore bisogna opporre un nuovo linguaggio, che possa aprire scenari e prospettive che riportino “l’anticapitalismo e la lotta agli sfruttamenti” nella progettualità politica, solo in tal modo le grida di coloro che invocano giustizia saranno ascoltate.

L’antiumanesimo dev’essere ribaltato in un nuovo Umanesimo, nel quale l’essere umano deve riportare la cura dove vige la violenza organizzata dell’incuria pianificata dal mercato.

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Rubrica : {Centro Studi Est Europa}

ROMANIA: Il report della missione in Romania condotta lo scorso gennaio dal consorzio MFRR esamina l’influenza politica, le liti temerarie e le molestie cui sono soggetti i media romeni

Il giovedì 18 aprile 2024 di Emanuele G.

Il 2024 rappresenta per la Romania un anno di cambiamenti politici: alle elezioni europee che coincideranno con le amministrative, seguiranno le parlamentari e le presidenziali. I giornalisti sono public watchdogs, cani da guardia della democrazia, e la loro capacità di svolgere il proprio lavoro nell’interesse pubblico in un clima in cui la libertà di stampa viene rispettata, è fondamentale per l’esercizio della partecipazione democratica, incluso lo svolgimento di elezioni democratiche.

Al fine di esaminare lo stato di salute dell’ecosistema mediatico romeno e gli ostacoli affrontati dal giornalismo indipendente, lo scorso gennaio il consorzio Media Freedom Rapid Response ha condotto una missione online di carattere conoscitivo in Romania alla quale seguirà una missione di advocacy a Bucarest programmata per il prossimo giugno. La prima fase di queste attività ha visto coinvolto il consorzio in un esercizio di raccolta dati in cui sono stati intervistati 22 portatori di interesse locali, tra i quali: giornalisti indipendenti, investigativi e impiegati da testate nazionali; giornalisti di media locali e di media della minoranza ungherese; avvocati esperti in libertà di espressione; ricercatori accademici; rappresentanti della società civile che si occupano di libertà di stampa; rappresentanti del sindacato. L’esito di questo ciclo di incontri virtuali è esaminato nel report Media Freedom in Romania Ahead of Super Election Year: Mission Report on Media Capture, Legal Obstacles and Journalists’ Safety.

Quattro i temi che sono emersi come cruciali per comprendere le sfide che i professionisti dei media romeni si trovano ad affrontare quotidianamente: media capture, o cattura dei media da parte dei partiti politici; minacce legali; minacce alla sicurezza fisica ed online dei giornalisti; ed infine le criticità affrontate dal giornalismo locale. Temi analizzati che sia individualmente ma soprattutto aggregati, hanno un impatto sulla copertura giornalistica delle elezioni locali, nazionali e dell’UE.

Nonostante la Romania possa vantare uno dei settori mediatici più dinamici dell’Europa sud-orientale, un panorama variegato e in rapida evoluzione, il mercato riflette un’immagine ingannevole, falsata da finanziamenti illeciti dei partiti politici. La proliferazione di testate mediatiche è esito di un’allocazione poco trasparente di soldi pubblici da parte dei partiti. Una situazione che ha generato un ambiente mediatico in cui impera una cultura clientelare, con un giro d’affari annuale che si attesta intorno ai 20 milioni di euro, dei quali circa 18 a disposizione dei due partiti della coalizione di governo (i liberali del Partidul Național Liberal - PNL ed i socialisti del Partidul Social Democrat - PSD). È solo tra il 2021 e 2022 che il fenomeno dei finanziamenti illeciti ai media è venuto alla luce grazie ad una serie di inchieste giornalistiche. Circa il 80% dell’informazione che giunge agli utenti è soggetta ad interferenza politica. Una situazione ulteriormente esacerbata quando si analizza la libertà di stampa delle testate locali. Il numero di redazioni locali indipendenti in tutto il paese si contano sulle dita di una mano, e, rifiutando di ricevere finanziamenti politici, faticano a sopravvivere. Questo contesto mediatico viziato dall’influenza partitica, unito ad un panorama in cui predomina la sfiducia dei cittadini nei confronti dell’élite politica, ha generato negli anni una diffusa diffidenza della società nei confronti della comunità giornalistica.

Il consorzio MFRR raccomanda quindi ai decisori politici di riformare il sistema al fine di garantire piena trasparenza sull’impiego dei fondi politici, in linea con la regolamentazione dell’UE sulla pubblicità politica ed in particolare con lo European Media Freedom Act. Il consorzio invita inoltre le singole testate a contrassegnare in modo chiaro qualunque contenuto pubblicato che sia supportato da fondi politici.

Le liti temerarie, o SLAPP, rischiano di contrarre ulteriormente lo spazio della libertà di stampa. Il fenomeno delle intimidazioni legali, previe azioni vessatorie di natura civilistica, si è cominciato a diffondere in Romania nel 2018. Le azioni vessatorie sono a volte intentate con il fine di rivelare le fonti giornalistiche. Sebbene manchino dati certi, i giornalisti intervistati durante la missione hanno confermato che la propria testata è bersaglio di azioni legali una o due volte l’anno, un andamento che suggerisce un fenomeno in via di diffusione. Ad avviare liti temerarie sono principalmente uomini d’affari e politici. Le richieste di risarcimento danni che accompagnano le SLAPP possono essere simboliche o esorbitanti. Indicativa la richiesta di risarcimento danni pari a 3,4 milioni di euro avviata poco più di una settimana fa nei confronti della testata indipendente Context.ro, presa di mira da un imprenditore romeno, il quale sostiene di aver perso un lucroso contratto di aviazione a causa di una loro inchiesta giornalistica. Tuttavia anche richieste minori, che ammontano a poche migliaia di euro, minacciano la sopravvivenza delle piccole redazioni locali. Le cause di cui sono bersaglio si concludono positivamente per i giornalisti, tuttavia le richieste di risarcimento danni ed il protrarsi dei processi costituiscono un serio chilling effect, effetto deterrente per le testate.

Il consorzio MFRR invita i giornalisti, gli avvocati e tutti i segmenti della società civile romena che hanno a cuore la libertà di espressione, a lavorare insieme per garantire una trasposizione della direttiva UE anti-SLAPP da parte dei decisori politici romeni in linea con gli standard più elevati formulati nelle raccomandazioni anti-SLAPP dell’UE nel 2022 e delle raccomandazioni anti-SLAPP del Consiglio d’Europa, che saranno adottate nelle prossime settimane.

Sebbene le minacce fisiche non siano diffuse, i casi come quello della giornalista investigativa Emilia Șercan, bersaglio prima di una serie di minacce di morte e successivamente di una massiccia campagna di diffamazione politica, dimostrano l’insofferenza del potere e delle figure pubbliche di alto livello all’indagine giornalistica. Minacce online e trolling rimangono diffusi e sotto il radar degli addetti ai lavori, che percepiscono questi attacchi come parte integrante della professione. Una dinamica che non solo pesa sulla salute mentale degli addetti ai lavori, ma rischia di allontanare giovani aspiranti giornalisti dalla professione.

Il MFRR invita quindi il governo romeno a rispettare le raccomandazioni dell’UE e del Consiglio d’Europa sulla sicurezza dei giornalisti. Si chiede inoltre al governo di promuovere training sulla sicurezza dei giornalisti, accompagnati dall’azione governativa concertata con i rappresentanti dei media e volta a riformare le pratiche della polizia e degli organi giudiziari.

Il giornalismo locale affronta le sfide più grandi, soffrendo dell’esacerbazione di ciascuno degli ostacoli appena menzionati. Il consorzio invita quindi i governi locali a rispettare le regole dell’EMFA sulla distribuzione e la trasparenza, indipendentemente dalle dimensioni della propria popolazione.

Nonostante gli ostacoli posti all’esercizio della professione, sopravvive in Romania una comunità di giornalisti indipendenti che rifiuta il denaro illecito dei partiti e produce giornalismo investigativo di pubblico interesse, assicurando l’indipendenza del proprio lavoro attraverso finanziamenti indipendenti, fondi UE ed attraverso le donazioni dei propri lettori. Ne sono un esempio Átlátszó Erdély ; Dela0 ; G4Media ; Info Sud-Est ; PressOne ; Recorder ; Rise Project ; Transtelex ; Viaţa Liberă .

I temi affrontati durante la missione MFRR riflettono gli obiettivi dello European Democracy Plan formulato dalla Commissione europea nel 2020, che mirano al rafforzamento della libertà dei media e della libertà di espressione: "Consentire a tutti di esprimere le proprie opinioni, indipendentemente da quanto siano critiche nei confronti dei governi e di coloro che detengono il potere" è essenziale. Consentire tali opinioni è particolarmente rilevante durante periodi di cambiamento politico, come durante i periodi elettorali. In quanto cani da guardia della democrazia, i giornalisti svolgono un ruolo essenziale nel facilitare il dibattito pubblico e nel fornire informazioni, per garantire che i cittadini abbiano accesso a una pluralità di punti di vista. Il giornalismo di qualità contribuisce alla consapevolezza del pubblico e alla resilienza delle nostre democrazie.

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Rubrica : {Politiche }

La Destra “Stregata”

Il giovedì 18 aprile 2024 di Massimo Stefano Russo

Il premio Strega tra luci, ombre e ossequi reverenziali rappresenta il più conosciuto, importante, influente e prestigioso dei premi letterari d’Italia. La vittoria aumenta la visibilità e le vendite. Credo sia difficile vincere per Valentina Mira con Dalla stessa parte mi troverai, su queste pagine recensito con sapienza da Alessandra Calanchi che ne ha colto in anteprima il valore e l’importanza: le polemiche suscitate dalla destra che si dichiara afascista e rimane fascista, se probabilmente ne aumentano le vendite, sicuramente pongono un altolà pregiudiziale alla sua vittoria finale. E poi il precedente M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati, vincitore nel 2019, imporrebbe per par condicio che a vincere sia un testo meno schierato politicamente e meglio ancora se possibile punto di riferimento per l’area governativa. Difficile trovarlo data la natura di concorrenti e votanti. Storia dei miei soldi di Melissa Panariello, presentato da Nadia Terranova, potrebbe forse mettere d’accordo in tanti.

La cultura di destra in Italia, per quanto identificabile, si presenta più che elitaria istrionesca e nel diventare di per sé spudoratamente goliardica, si manifesta bell’e meglio “alla Bagaglino”. Alla destra di oggi, assenti scrittori come Giuseppe Berto, Carlo Mazzantini, Giorgio Scerbanenco, manca un quid; ne hanno consapevolezza gli stessi “migliori presentabili”: Pietrangelo Buttafuoco, Francesco Giubilei, Alessandro Giuli, Giordano Bruno Guerri, Flavia Perina, Annalisa Terranova, Marcello Veneziani. Un discorso a parte i presenzialisti affratellati dalla politica spicciola dei talk show: Bocchino, Bolloli, Capezzoni, Mazza, Sechi, Sinaldi, puntualmente puntuti, schierati nel presentarsi alfieri della causa governativa e sempre pronti a degradare gli oppositori, con una forte avversione di parte.

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Candidati al Premio Strega 2024

La lettura di Dalla stessa parte mi troverai lascia una traccia profonda, si entra in una sfera di emozioni e sentimenti che in una pluralità di voci fanno effetto: colpiscono nell’introdurre in un mondo che sprigiona cattiveria e odio violento, ma che alla fine si ritrova pur sempre compensato dall’amore. Un libro coraggioso e prezioso che nel voler preservare la memoria, sa raccontare la vita vissuta, in un percorso di scrittura che esprime e realizza valori espressivi ed emozioni intense.

La memoria pubblica, nel ripensare gli anni del terrorismo, deve fare i conti con avvenimenti decisivi ed esperienze significative di inaudita violenza, pur difficili da comunicare. Prestare debita attenzione alla violenza politica, richiede di passare oltre a molte difficoltà, in primo luogo a quelle rimaste oscure, segrete. Per superare il peso del passato bisogna saper guardare ai percorsi interiori, rivolti al futuro, evitando di voltare le spalle a quanto accaduto e sparuti di ritrarsi in sé, perplessi e rammaricati.

Le formazioni estremistiche di destra e di sinistra, potenzialmente eversive, hanno sempre contato molto sulla partecipazione attiva della componente giovanile, in un sentimento di partecipazione volto a trasformare, la rabbia sordida in rifiuto delle istituzioni, nel sostituire al confronto lo scontro. Anno dopo anno, assente la decantata mitigazione del passare del tempo, le commemorazioni, tradotte in forma di ricorrenze pretenziose, affliggono soprattutto se nella volontà di contrapporsi all’oblio, mantengono un piglio imperioso e rischiano così di riprodursi perniciose.

A presentarsi simbolicamente spesso sono pallidi fantasmi, resi sgraziati, dal risentimento: esprimono soltanto il lutto covato e cresciuto dentro negli anni, tra speranze, entusiasmi e delusioni. La violenza, presenza ciclica tenace, resa indimenticabile nell’aver attraversato i difficili anni Settanta tutt’ora atterrisce con tutto il suo carico di prepotenza.

Negli ultimi anni assistiamo sul piano internazionale al ridimensionamento delle aspettative di sinistra e all’avanzare dei consensi della destra, mentre il ruolo della cultura, sempre più impoverita, rimesso in discussione, viene marginalizzato. La Destra, nel rivendicare giustamente un proprio ruolo culturale, vuole affermare apriori pretese di non si sa nemmeno bene quale egemonia. Destra e Sinistra sono culturalmente differenti. A Destra, vocati alla potenza del potere, spesso si confonde la cultura e ancor più l’egemonia con la propaganda che si concretizza in un “amichettismo” di parte, senza alcunché di originale, geniale, né tantomeno meritocratico, basta la parola improvvisazione e saper piacere. Si tiene conto più della presa emotiva alla luce del tono nazionalpatriottico e meno dell’atteggiamento critico. Prevale l’appellarsi al nazionalismo di stampo classico, nel culto dello Stato-Nazione, dell’ordine gerarchico, per rafforzare teoricamente e nella prassi la strategia politica che segue e legittima, con una forte personalizzazione, il consenso. Il richiamo alla tradizione recupera alcuni valori del passato e li incardina in una nuova articolazione, ma senza metterli in discussione. Si vuol proporre così un primato culturale adeguato al contesto governativo creatosi, per delegittimare sostanzialmente il pensiero e l’essere di sinistra.

A cosa si collega la cultura di destra? Quale la prospettiva dell’intellettuale di destra la cui visione si propone in primo luogo di arginare il conflitto sociale e contenere gli antagonismi di classe? Coltivano ambizioni aleatorie e senza avere capacità di realizzarle, tentano in tutti i modi di imporli strumentalmente. Nell’esibirsi tra luoghi comuni e situazioni paradossali, travolti dall’esaltazione, rovesciano sistematicamente i termini, ispirati da suggestioni che risultano grottesche nei procedimenti e negli effetti. Nella cultura di destra, che nel collocarsi in una cornice alternativa dimostra tutta la sua diffidenza e avversione problematica, ci si ritrova smarriti e sradicati.

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Rubrica : {Girodivite 2024}

n. 1054 - "Cunzula come voj, sempi cucuzza è" (17 aprile 2024)

Il mercoledì 17 aprile 2024 di Redazione

Il numero 1054 di Girodivite, di mercoledì 17 aprile 2024: "Cunzula come voj, sempi cucuzza è" (Cucinala come vuoi, sempre zucchina rimane).

In questo numero:


** Corteo del 25 Aprile a Milano: La Resistenza di Gaza è al centro, non ai margini! ** , di Redazione Lavoro - 17 aprile 2024

Conferenza stampa congiunta sindacati e comunità palestinesi il 17 aprile

 > https://www.girodivite.it/Corteo-del-25-Aprile-a-Milano-La.html


** I mobili IKEA potrebbero contenere legno di alcune delle ultime foreste vetuste d’Europa ** , di GREENPEACE - 17 aprile 2024

Un articolo di Martina Borghi

 > https://www.girodivite.it/I-mobili-IKEA-potrebbero-contenere.html


** L’importanza della libertà d’informazione, il caso Assange a casa Cervi ** , di Redazione - 17 aprile 2024

La collaboratrice di Wikileaks, Stefania Maurizi, racconta la sua esperienza, descritta nel libro Il Potere Segreto

 > https://www.girodivite.it/L-importanza-della-liberta-d.html


** Sudan, un anno di conflitto ** , di Amnesty - 17 aprile 2024

Trascorso un anno dall’inizio del conflitto in Sudan tra le Forze armate sudanesi (Fas) e le Forze di supporto rapido (Fsr), un gruppo paramilitare, la risposta della comunità internazionale continua a essere tristemente inadeguata nonostante il numero delle vittime civili sia in aumento in tutto il paese. È quanto hanno dichiarato Amnesty International, Sudan Democracy First Group e International Film Festival.

 > https://www.girodivite.it/Sudan-un-anno-di-conflitto.html


** Affrontare la crisi climatica per eradicare la malaria ** , di Amref Italia - 17 aprile 2024

In vista della Giornata mondiale contro la malaria – 25 aprile – gli esperti di Amref evidenziano il legame stretto tra la crisi climatica e la diffusione della malaria, sottolineando l’urgente necessità di affrontare simultaneamente la duplice sfida.

 > https://www.girodivite.it/Affrontare-la-crisi-climatica-per.html


** Un mondo a parte ** , di Piero Buscemi - 17 aprile 2024

Regia di Riccardo Milani, un film con Antonio Albanese, Virginia Raffaele, Sergio Saltarelli, Alessandra Barbonetti. (Italia, 2024, durata 113 minuti).

 > https://www.girodivite.it/Un-mondo-a-parte.html


** La mostra di Corrado Veneziano sulle opere di Puccini ** , di Redazione Risonanze - 17 aprile 2024

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali - 19-23 giugno 2024

 > https://www.girodivite.it/La-mostra-di-Corrado-Veneziano.html


** Poesia è politica (9): Visitate anche i musei ** , di Alessandra Calanchi - 17 aprile 2024

Strada Statale 92 : La terra in cielo / di Pietro Pascarelli ; introduzione di Giovanni De Renzis. - Potenza : Grenelle, 2022. - 192 p. - ISBN 978-88-99370-41-1.

 > https://www.girodivite.it/Poesia-e-politica-9-Visitate-anche.html


** Giornalisti? Meglio fare gli idraulici ** , di Adriano Todaro - 17 aprile 2024

Anpi e libertà di stampa – Gedi: perdite di 103 milioni di euro – Tagli estivi per Report – Cronista bloccato in questura a Padova e altri a Venezia fuori dal Comune – Claudio Velardi ritorna a Il Riformista

 > https://www.girodivite.it/Giornalisti-Meglio-fare-gli.html


** S&G n. 263 - Ci vuole un arbitro ** , di Franco Novembrini - 17 aprile 2024

Fra le novità della scorsa settimana c’è la dichiarazione di un arbitro emerito della serie A che ha dichiarato di voler partecipare alla corsa di sindaco di VLS1929. L’aspirante non è nuovo nella politica del nostro Comune e se non dovesse risultare vincitore potrebbe comunque avere un posto come dirigente del Var per dirimere le questioni e per validare o meno i goal o gli autogoal della nuova Junta.

 > https://www.girodivite.it/S-G-n-263-Ci-vuole-un-arbitro.html


** Ma tu te la ricordi Parigi? ** , di Sergej - 17 aprile 2024

La città si chiamava Parigi, era la capitale di uno Stato - la Francia, in Europa - e per un certo periodo divenne punto di riferimento culturale per molti, per poi progressivamente perdere d’importanza pur rimanendo una delle capitali europee...

 > https://www.girodivite.it/Ma-tu-te-la-ricordi-Parigi.html


** Il respiro sullo specchio ** , di Sergej - 17 aprile 2024

Kimsooja alla Bourse de Commerce di Parigi

 > https://www.girodivite.it/Il-respiro-sullo-specchio.html


** BELARUS: Why Did Putin Urgently Summon Lukashenka? ** , di Emanuele G. - 16 aprile 2024

VOLODYMYR TSYBULKO * 10.04.2024, 15:22 * 84,260

Courtesy of Chater 97 [website: https://charter97.org]

 > https://www.girodivite.it/BELARUS-Why-Did-Putin-Urgently.html


** HUNGARY: Democracy Digest: Magyar Holds Huge Anti-Orban Rally, Reveals Party for EU Elections ** , di Emanuele G. - 15 aprile 2024

Edit Inotai, Peter Dlhopolec, Jules Eisenchteter and Claudia Ciobanu

Bratislava, Budapest, Prague, Warsaw

BIRN

April 12, 2024 07:47

Courtesy opf Balkan Insight [website: https://balkaninsight.com]

 > https://www.girodivite.it/HUNGARY-Democracy-Digest-Magyar.html


** Maurizio Pollini. Una vita per la musica e non solo ** , di Silvia Zambrini - 14 aprile 2024

Musicisti che hanno segnato un’epoca attraversandone diverse. È il caso di Maurizio Pollini, pianista recentemente scomparso...

 > https://www.girodivite.it/La-sensibilita-per-la-musica-di.html


** Educazione e dissoluzione ** , di Alberto Giovanni Biuso - 14 aprile 2024

Su "La sala professori" di Ilker Çatak

 > https://www.girodivite.it/Educazione-e-dissoluzione.html


** Francesco Saverio Merlino contro la democrazia mancina ** , di Salvatore A. Bravo - 14 aprile 2024

Francesco Saverio Merlino (Napoli, 15 settembre 1856 – Roma, 30 giugno 1930) è stato un avvocato, anarchico e politico italiano, teorico socialista.

 > https://www.girodivite.it/Francesco-Saverio-Merlino.html


** 40° Anniversario Diploma ITC Furci Siculo ** , di Piero Buscemi - 13 aprile 2024

Ritrovarsi a quattro decenni dall’agognato "pezzo di carta" e accorgersi in un istante di avere ancora tanta voglia di stare insieme e condividere la vita

 > https://www.girodivite.it/Anniversario-Diploma-ITC-Furci.html


** La nuova guerra Iran - Israele ** , di cirignotta - 13 aprile 2024

Molti dei grandi attori del Medio Oriente avrebbero voluto che il conflitto con i Palestinesi non si allargasse ma tutto questo non è avvenuto. La guerra con l’Iran è stata già firmata l’1 di aprile 2024 da Israele con l’attacco all’ambasciata Iran in Siria che ha distrutto il consolato e la residenza dell’ambasciatore iraniano oltre a provocare la morte nell’attacco di Israele del generale Pasdaran ed un altro generale collaboratore assieme ad un membro delle Guardie della Rivoluzione Islamica (...)

 > https://www.girodivite.it/La-nuova-guerra-Iran-Israele.html


** Il IV congresso di Possibile, dedicato a Marco Tiberi ** , di Redazione - 13 aprile 2024

Si è aperto il quarto Congresso di Possibile, e vogliamo dedicarlo a un amico che non c’è più e sulla cui voce e sulla cui intelligenza abbiamo fatto così tanto affidamento le scorse volte. Marco Tiberi ci avrebbe messo a posto con poche parole, andando al cuore delle cose, anche quelle che ancora non avevamo pensato.

 > https://www.girodivite.it/Il-IV-congresso-di-Possibile.html


** Persone: O.J. Simpson, giocatore di football ** , di Redazione - 12 aprile 2024

10 aprile 2024, è morto O.J. Simpson: Ex giocatore di football americano, poi personaggio televisivo e attore in film di successo: nel 1994 fu al centro di un enorme caso giudiziario

 > https://www.girodivite.it/Persone-O-J-Simpson-giocatore-di.html


** Treni d’amore ** , di Alessandro Castellari - 12 aprile 2024

Treni d’amore / di Maurizio Garuti. - Bologna : Minerva, 2024. - 280 p. - (Egida). - ISBN 978-88-3324-693-2.

 > https://www.girodivite.it/Treni-d-amore.html


** La Bibbia non è solo un libro religioso ** , di Salvatore A. Bravo - 12 aprile 2024

Si bombarda in nome dei diritti umani, il male si maschera con le forme del bene, avanza mascherato, solo la filosofia può riportare la verità dove regna “la malvagità del bene”.

 > https://www.girodivite.it/La-Bibbia-non-e-solo-un-libro.html


** Roberta Gatani al liceo Cottini di Torino: l’eredità di Paolo Borsellino ** , di francoplat - 12 aprile 2024

Morto Falcone, racconta Roberta, lo zio Paolo inizia a salutarci. Intende dire che comincia ad allontanare le persone care per proteggerle, è meno affettuoso, va meno frequentemente a trovare la mamma.

 > https://www.girodivite.it/Roberta-Gatani-al-liceo-Cottini-di.html


** Catania, programma cinema King dall’11 al 17 aprile 2024 ** , di redazione cinema - 11 aprile 2024

Cinema King: Via Antonio de Curtis, 14, 95131 Catania CT - Telefono: 095 530218. - Piccolo cinema tradizionale costruito nel 1928 con due sale da 280 e 66 posti che proiettano film indipendenti.

 > https://www.girodivite.it/Catania-programma-cinema-King-dall.html


** Poesia è politica (8): E pensano di vivere in paradiso ** , di Alessandra Calanchi - 11 aprile 2024

Rumore / di Bruce Weigl : traduzione Giulio Segato ; introduzione Raffaella Baritono. - Senigallia : Ventura Edizioni 2021. - (Palestra di poesia). - ISBN 978-88-3136-157-6.

 > https://www.girodivite.it/Poesia-e-politica-8-E-pensano-di.html


** Catania, 15 aprile 2024: Basta morti sul lavoro! assemblea pubblica ** , di Associazione Olga Benario - 11 aprile 2024

BASTA MORTI SUL LAVORO!

Si muore nelle centrali elettriche, nei cantieri edili, sui binari delle ferrovie. Si muore di subappalto, di esternalizzazione, di privatizzazione. Si muore perché manca di fatto ogni controllo, si muore per i superprofitti di pochi padroni, che trovano complici in ogni livello istituzionale, a partire dal governo. È ora di avviare una campagna costante di denuncia di questa situazione.

Lunedì 15 Aprile alle ore 19 in via Battiato n.6, Catania

ASSEMBLEA PUBBLICA (...)

 > https://www.girodivite.it/Catania-15-aprile-2024-Basta-morti.html


** Solidarietà a Luigi e ai compagni di Antudo ** , di Natale Salvo - 11 aprile 2024

Il caso di Luigi Spera, del gruppo di Antudo di Palermo, accusato di terrorismo e di azioni vandaliche contro la sede di Leonardo Sps diaplermo.

 > https://www.girodivite.it/Solidarieta-a-Luigi-e-ai-compagni.html


** Persone: Antonio La Penna, latinista ** , di Redazione - 10 aprile 2024

Aveva 99 anni. Era professore emerito di letteratura latina dell’Università di Firenze, da dove oggi è stato diramato l’annuncio della scomparsa

 > https://www.girodivite.it/Persone-Antonio-La-Penna-latinista.html


** Lo scontro all’interno della chiesa cattolica di Bergoglio ** , di cirignotta - 10 aprile 2024

Un convegno di presentazione del libro "Codice Ratzinger" di Andrea Cionci, a Mazzarino (Caltanissetta)

 > https://www.girodivite.it/Lo-scontro-all-interno-della.html


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Rubrica : {Lavoro}

Corteo del 25 Aprile a Milano: La Resistenza di Gaza è al centro, non ai margini!

Il mercoledì 17 aprile 2024 di Redazione Lavoro

Nella discussione preparatoria alla manifestazione, gli organizzatori del Tradizionale Corteo del 25 aprile – ANPI in testa- hanno deciso che la parte di corteo composta dalle comunità palestinesi e dai sindacati di base e dalle realtà sociali che ne supportano la causa non debba avere visibilità, né nel corso del corteo, né dal palco, né, a quanto sembra, nello striscione di apertura.

In testa al corteo nessuno striscione che richiami il dramma di Gaza (proposto dagli organizzatori uno che recita “cessate il fuoco ovunque” che suona ipocrita quando l’ONU ha da poco approvato una risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza), nessuna bandiera palestinese; negata persino la lettura di una poesia dal palco.

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Corteo 25 aprile

Condizioni inaccettabili, soprattutto in occasione di una ricorrenza come quella del 25 aprile che richiama i valori di Resistenza e Libertà, gli stessi che il popolo palestinese sta mettendo in campo contro il genocidio sistematico operato dall’esercito israeliano, quasi sempre contro civili inermi, tra i quali circa 10.000 bambini. Noi invece riteniamo che a Milano, Città Medaglia d’Oro della Resistenza, la comunità e la questione palestinese non dovrebbero essere relegate ai margini.

Non accettiamo una politica prona alla volontà di Israele, tanto più il giorno della Festa della Liberazione dal nazifascismo. e rivendichiamo un corteo che dia centralità alla questione palestinese e non chiuda gli occhi sul genocidio del popolo palestinese e sull’operazione di sostituzione etnica in atto a Gaza da parte di Israele, culmine di 80 anni soprusi. Un’operazione sostenuta da tutti i governi occidentali, Italia compresa.

Conferenza Stampa unitaria: Comunità Palestinesi, USB, CUB mercoledì17 aprile ore 11 a piazza Mercanti a Milano

USB Lombardia

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Rubrica : {Greenpeace}

I mobili IKEA potrebbero contenere legno di alcune delle ultime foreste vetuste d’Europa

Il mercoledì 17 aprile 2024 di GREENPEACE

Analizzando la catena di approvvigionamento di alcuni prodotti IKEA, abbiamo scoperto che sette aziende romene che lavorano e producono mobili per la multinazionale svedese si approvvigionano di legno proveniente da alcune delle ultime foreste vetuste d’Europa, nei Carpazi romeni. Le foreste vetuste sono sistemi forestali non intaccati dall’essere umano da tempi remoti, con caratteristiche simili alle antiche foreste primarie, che secondo la strategia UE per la biodiversità dovrebbero essere rigorosamente protette.

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Azione dimostrativa di Greenpeace nei Carpazi romeni

Nel corso dell’indagine, Greenpeace Europa centro-orientale (CEE) ha visitato le foreste vetuste in Romania, dove crescono alberi di età compresa tra 120 e 180 anni. Alcune di queste foreste sono aree protette “Natura 2000”, cioè parte di una rete europea di siti ecologici designati per la conservazione della biodiversità e degli habitat. Dopo aver individuato alcuni siti di deforestazione, abbiamo identificato i depositi dove il legname viene trasportato e lavorato, e i mobilifici che riforniscono. In base a informazioni pubbliche, Ikea il principale cliente della maggior parte dei mobilifici indicati nell’indagine di Greenpeace. C’è quindi un’alta probabilità che il legno proveniente da foreste vetuste e aree ad alto valore di conservazione finisca nei mobili IKEA venduti in vari Paesi dell’UE, inclusa l’Italia. Almeno 30 diversi prodotti provenienti da questi fornitori sono stati individuati nei negozi Ikea di 13 paesi, tra cui l’Italia.

Prima della pubblicazione, i risultati dell’indagine sono stati condivisi con IKEA, che non ha contestato le informazioni. Dopo la pubblicazione, invece, IKEA ha replicato sui media, provando a mettere in dubbio il concetto di “foresta vetusta” utilizzato nel report e la gravità della denuncia. Secondo la multinazionale “le pratiche di approvvigionamento descritte nel report sono legali e conformi sia alle leggi locali, sia a quelle dell’Unione europea, oltre a essere certificate dal Forest Stewardship Council“. Se è vero che ciò che IKEA sta facendo è legale, non vuol dire che sia sostenibile.

I boschi che abbiamo visitato, da cui proviene il legno utilizzato da alcuni dei suoi fornitori, sono identificabili come foreste vetuste non solo per la loro età media, ma anche per le loro caratteristiche ecologiche uniche e il loro valore di biodiversità. Nascondersi dietro uno schema di certificazione, come quello FCS, che non riesce a proteggere queste foreste secolari non è la soluzione per un’azienda che si dice attenta all’ambiente. Leggi la replica integrale di Greenpeace CEE.

In Romania, circa il 7% delle foreste ha più di 120 anni e i Carpazi sono tra i rifugi più importanti per la flora e la fauna sul continente europeo: ospitano orsi bruni, linci, lupi e il raro bisonte europeo. Queste foreste sono vitali per il clima del pianeta e dovrebbero essere efficacemente protette. Nei Carpazi, invece, ogni ora viene distrutta un’area di foresta pari a cinque campi da calcio e si stima che negli ultimi vent’ anni la Romania abbia perso più del 50% delle sue foreste vetuste a causa della deforestazione.

È necessario che IKEA prenda provvedimenti immediati per garantire la totale esclusione, dalla propria filiera, di legno proveniente dalle foreste vetuste e da altre aree naturali ad alto valore di conservazione. Alla multinazionale svedese chiediamo anche di sostenere pubblicamente l’attuazione delle strategie europee per la biodiversità, in particolare il raggiungimento dell’obiettivo di rigorosa protezione di almeno il 10% del territorio dell’Unione Europea.

Allo stesso tempo, l’Unione Europea non può continuare a tollerare sul suo territorio crimini contro la natura. Le istituzioni dell’Unione Europea devono garantire la protezione effettiva delle foreste comunitarie e tradurre in azioni concrete gli impegni assunti con l’adozione del Quadro globale per la biodiversità Kunming-Montreal e della Strategia UE per la Biodiversità al 2030.

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Rubrica : {Comunicazione}

L’importanza della libertà d’informazione, il caso Assange a casa Cervi

Il mercoledì 17 aprile 2024 di Redazione

Il museo Cervi di Gattatico dimostra, ancora una volta, di essere simbolo di resistenza. Durante la mattinata di sabato 13 si è tenuto un incontro dal titolo “il caso Julian Assange, ovvero la libertà di stampa” con la giornalista d’inchiesta del fatto quotidiano Stefania Maurizi, organizzato dal Consiglio Comunale di Gattatico. La giornalista Maurizi è stata collaboratrice di Wikileaks e di Assange a partire dal 2009. All’epoca, racconta durante l’incontro a casa Cervi, collaborò per tradurre e verificare un file audio dell’allora assessore regionale all’Ambiente della Campania, Walter Ganapini.

L’inchiesta finì sul settimanale L’Espresso perché fino al 2020 Stefania Maurizi collaborò con Repubblica e L’Espresso . La corrispondente d’inchiesta ha incentrato il suo discorso su tre punti fondamentali: quello che i documenti di Wikileaks hanno portato alla luce, cioè la verità; l’importanza di alcuni documenti pubblicati e, infine, il rapporto personale della Maurizi con Assange e con l’organizzazione di Wikileaks.

È stata anche citata la principale fonte di Assange e una delle più grandi fonti giornalistiche in assoluto, Chelsea Elizabeth Manning. Lei, analista d’intelligence, ha scaricato e condiviso con l’organizzazione più di 700mila documenti riguardanti le operazioni militari in Iraq degli Stati Uniti. Tra le verità più importanti che sono emerse dalle rilevazioni di Chelsea Manning si segnalano il video “collateral murders” dove due elicotteri americani uccisero una ventina di civili senza motivazioni, tra cui un fotografo e il suo assistente, dell’agenzia di stampa internazionale Reuters e le false motivazioni che portarono allo scoppio della guerra in Iraq; cioè che il regime di Saddam Hussein avesse le armi di distruzione di massa. Non le aveva.

Verso la fine della conferenza, c’è stato spazio, ancora, per sottolineare l’importanza del lavoro fatto da Wikileaks per garantire l’anonimato della fonte, attraverso un sistema di crittografia molto sofisticato. Inoltre, l’ospite ha raccontato ai presenti gli incontri che ha svolto con Assange. Due volte come uomo libero, nel 2010 e, successivamente, non da uomo libero. Infine, il pubblico presente ha fatto domande a Stefania Maurizi, interagendo e dicendo la propria su questi temi, sull’importanza della libertà di stampa e d’informazione.

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Rubrica : {Amnesty International Italia}

Sudan, un anno di conflitto

Il mercoledì 17 aprile 2024 di Amnesty

“Da un anno, la popolazione sudanese sta subendo le conseguenze degli scontri tra Fas e Fsr ma è abbandonata e ignorata. L’azione diplomatica non ha posto fine alle violazioni, non ha protetto i civili, non è riuscita a far arrivare sufficienti aiuti umanitari e non ha chiamato i responsabili di crimini di guerra a rispondere delle loro azioni”, ha dichiarato Tigere Chagutah, direttore di Amnesty International per l’Africa orientale e meridionale.

“La comunità internazionale non sta esercitando sufficienti pressioni sulle parti in conflitto affinché cessino di violare i diritti umani delle persone finite in mezzo a questa guerra. In particolare, l’Unione africana non ha mostrato il livello di leadership richiesto e non ha preso iniziative concrete per rispondere alla dimensione e alla gravità del conflitto”, ha aggiunto Chagutah.

“Durante il suo vertice annuale di febbraio, il primo dallo scoppio del conflitto, l’Assemblea dei capi di stato e di governo dell’Unione africana non ha neanche messo in agenda, come punto a sé stante, la crisi in Sudan”, ha sottolineato Chagutah.

“C’è voluto quasi un anno perché il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottasse una risoluzione per chiedere l’immediata cessazione delle ostilità e l’ingresso privo di ostacoli degli aiuti umanitari. Ma persino dopo quella risoluzione, i combattimenti sono proseguiti in tutto il Sudan e non è stata presa alcuna iniziativa per proteggere i civili”, ha proseguito Chagutah.

Nell’ottobre 2023 il Consiglio Onu dei diritti umani ha istituito una Missione di accertamento dei fatti, col mandato di indagare e accertare fatti e cause di fondo delle violazioni dei diritti umani commesse durante il conflitto.

“Nonostante il ruolo potenzialmente decisivo nel progredire verso l’individuazione delle responsabilità per le atrocità in corso in Sudan, la Missione non è in grado di adempiere in modo significativo al suo mandato, in quanto dev’essere ancora dotata di personale e fondi adeguati. Il mondo non può continuare a guardare dall’altra parte. Gli stati membri del Consiglio Onu dei diritti umani devono assicurare le risorse necessarie e dare pieno sostegno politico alla Missione e tenere i diritti umani in Sudan ai primi posti della loro agenda e di quelle di altri organi delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Omayma Gutabi, direttore di Sudan Democracy First Group.

UNA CATASTROFICA CRISI UMANITARIA

Nonostante molteplici dichiarazioni di cessate il fuoco, i combattimenti si stanno intensificando in tutto il Sudan. Sono stati uccisi oltre 14.700 civili, tanto in attacchi mirati quanto in bombardamenti indiscriminati. Le persone sfollate all’interno del paese sono circa 10,7 milioni, il più alto numero al mondo. Il 50 per cento dei bambini e delle bambine, almeno 14 milioni, ha bisogno di assistenza umanitaria.

Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha dato l’allarme: la risposta umanitaria internazionale alla crisi in Sudan rimane tristemente inadeguata, nonostante le organizzazioni umanitarie denuncino una carestia in vista. Alla fine di febbraio, l’appello lanciato dalle Nazioni Unite era stato finanziato solo per il cinque per cento, il che pregiudica gravemente l’invio di aiuti e servizi di emergenza assolutamente necessari.

“I partner regionali e internazionali del Sudan devono premere sulle parti in conflitto affinché proteggano i civili e facciano entrare, senza ostacolarli, gli aiuti umanitari. Sollecitiamo l’immediato incremento degli aiuti in favore di coloro che hanno cercato riparo negli stati confinanti così come per gli sfollati interni, soprattutto per le donne e le bambine che sono a rischio di violenza sessuale”, ha proseguito Gutabi.

I musei, i centri culturali e quelli di ricerca sono stati saccheggiati e distrutti. Il 15 aprile Amnesty International, Sudan Democracy First Group e International Film Festival organizzeranno un evento solidale a Nairobi, la capitale del Kenya, coinvolgendo artisti e artiste sudanesi.

“L’arte è portatrice di speranza, una fonte di forza e di protezione dei siti culturali. A causa del conflitto in corso, la storia antica del Sudan rischia di andare distrutta, anche perché i suoi custodi sono fuggiti in cerca di protezione. Ora ci troviamo a un bivio per cercare di salvare vite umane e conservare un’eredità culturale che sta rapidamente scomparendo. È fondamentale che le artiste e gli artisti si incontrino dopo un anno, per costruire solidarietà, raccogliere fondi per le organizzazioni locali e riflettere sul futuro del Sudan”, ha dichiarato Taye Balogun, fondatore di International Film Festival.

È IL MOMENTO DI PORRE FINE ALL’IMPUNITÀ

Dal 2003 Amnesty International e altre organizzazioni hanno ripetutamente denunciato prove di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e altre gravi violazioni del diritto internazionale umanitario da parte delle forze governative: uccisioni illegali di civili, distruzioni illegali di proprietà civili, stupri di donne e ragazze, uso di armi chimiche.

“L’impunità dominante in Sudan ha dato ulteriore forza alle parti in conflitto e alle milizie loro alleate per continuare a prendere di mira i civili in violazione del diritto internazionale. I responsabili di tali crimini pensano di essere immuni dalle conseguenze delle loro azioni e la mancata azione della comunità internazionale sta rafforzando questa loro protezione”, ha commentato Chagutah.

“Chiediamo alle parti in conflitto in Sudan di cooperare pienamente con la Missione di accertamento dei fatti istituita dal Consiglio Onu dei diritti umani, e, agli stati confinanti, di sostenere e facilitare il lavoro di questo importante organismo”, ha concluso Chagulah.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Il conflitto armato in corso in Sudan tra le Fas e le Fsr è iniziato il 15 aprile 2023, dopo mesi di tensione tra i due gruppi a causa della possibile riforma delle forze di sicurezza, proposta tra i punti oggetto di negoziati per un nuovo governo di transizione.

Il conflitto ha causato sofferenze di massa nella popolazione civile e distruzioni su vasta scala. Gli scontri sono iniziati nella capitale Khartoum e si sono rapidamente estesi in altre aree del Sudan, tra le quali Darfur, Nord Kordofan e Gezira.

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Rubrica : {Amref Italia}

Affrontare la crisi climatica per eradicare la malaria

Il mercoledì 17 aprile 2024 di Amref Italia

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riportato (2022) che attualmente il 94% dei casi di malaria si verificano nel continente africano. Una situazione che rischia di peggiorare a causa dei cambiamenti climatici che stanno colpendo in maniera sproporzionata le popolazioni più fragili del continente: si stima che entro il 2050 le morti causate dalla malaria aumenteranno di 60.000 unità proprio a causa della crisi climatica.

In Kenya, dove circa il 70% della popolazione è a rischio, con aree endemiche come la contea di Homa Bay in prima linea, la lotta contro la malattia non è solo una questione sanitaria, ma un ostacolo allo sviluppo.

Nonostante i significativi progressi, con la prevalenza della malaria scesa dall’11,2% al 6% tra il 2010 e il 2020, la lotta è tutt’altro che vinta. L’ambizioso obiettivo di rendere il Kenya libero dalla malaria entro il 2030 è a portata di mano, ma richiede un approccio innovativo, soprattutto di fronte all’intensificarsi della crisi climatica. Il cambiamento climatico aggrava la minaccia della malaria e l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un allarmante aumento dei casi e della mortalità.

Il cambiamento climatico estende la stagione riproduttiva e il raggio d’azione delle zanzare, mettendo a rischio altri milioni di persone. Tuttavia, questa crisi presenta anche un’opportunità d’azione senza precedenti. La recente dichiarazione di Capo Verde come Paese libero dalla malaria è un faro di speranza, che sottolinea il potenziale di successo di una pianificazione strategica, di collaborazione e di impegno costante. Questa vittoria, ottenuta grazie a una diagnosi più diffusa, a un trattamento precoce e a un’attenta segnalazione dei casi, dimostra che l’eradicazione della malaria è possibile.

I passi avanti compiuti in Kenya nella lotta alla malaria, in particolare in contee come Homa Bay, sono encomiabili. Le iniziative di organizzazioni come Amref hanno potenziato gli operatori sanitari di comunità, portando a miglioramenti significativi nel trattamento e nella prevenzione a livello di base. Questi sforzi, tuttavia, devono essere incrementati e arricchiti con l’urgenza e l’innovazione richieste dalla crisi climatica.

Proponiamo un approccio multilaterale per trasformare la crisi climatica in un’occasione per l’eradicazione della malaria. In primo luogo, la volontà politica e la leadership sono fondamentali. Invitiamo il Presidente e i Governatori a sostenere la causa, a fornire risorse e supporto per combattere la malaria nel quadro più ampio delle strategie di adattamento e mitigazione per il clima.

In secondo luogo, il settore della sanità pubblica deve sfruttare l’aumento dei finanziamenti per le iniziative sul cambiamento climatico per sostenere gli sforzi di controllo della malaria. Questi fondi dovrebbero essere allocati in modo efficiente, sostenendo l’aumento progressivo di interventi efficaci come le zanzariere trattate con insetticidi e la disinfestazione degli ambienti interni e investendo nella ricerca di nuove tecnologie per il controllo dei vettori.

Inoltre, l’integrazione della prevenzione della malaria nei progetti infrastrutturali di resilienza al cambiamento climatico offre un vantaggio strategico. Il miglioramento dei sistemi di sorveglianza e di allarme precoce può aiutare a prevenire i focolai, consentendo interventi tempestivi e una più efficiente allocazione delle risorse.

Infine, è essenziale un approccio basato sui dati. L’utilizzo di modelli epidemiologici e dati climatici può migliorare la nostra comprensione di come il cambiamento climatico influenzino la trasmissione della malaria, consentendo interventi mirati che siano al tempo stesso efficaci e sostenibili.

Mentre il Kenya e il mondo intero sono alle prese con le sfide poste dal cambiamento climatico, è fondamentale riconoscere l’interconnessione tra clima e condizioni di salute. Per quanto scoraggiante, la crisi climatica offre un’occasione per ripensare e rinvigorire il nostro approccio all’eradicazione della malaria.

Allineare i nostri sforzi contro la malaria con le strategie di adattamento al clima può salvaguardare la salute e il benessere di milioni di persone, aprendo la strada a un futuro più sano e libero dalla malaria. Di fronte al cambiamento climatico, la nostra risposta alla malaria deve essere dinamica, innovativa e inclusiva, facendo leva sulla forza delle comunità, sulla dedizione degli operatori sanitari e sulla determinazione dei leader.

Cerchiamo di avere un impatto duraturo e di invertire la rotta contro la malaria nell’era del cambiamento climatico.

Autori:
 Dr. Meshack Ndirangu, Direttore Amref Health Africa Kenya
 Dr. Martin Muchangi, Direttore del dipartimento di Population Health and Environment di Amref
 Dr. Denis Wanyama a capo del dipartimento di Gestione del controllo e della prevenzione delle malattie (DCPM) di Amref

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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma 15 - 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA - Faenza non verranno riassunte”

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Rubrica : {Eventi in giro}

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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NOTE :

[1] Karl Marx, Il Capitale, Libro II, Newton Compton Editori, Roma 2015, pag. 583

[2] Ibidem, pp. 647-648

[3] Ibidem, pag.671

[4] Ibidem, pag. 631

[5] Ibidem, pag. 709

[6] Ibidem, Libro I, pag. 293


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