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Rubrica : {LAltraCittà Siracusa}

L’AltraCitta Siracusa, n. 41/45 gennaio/dicembre 2012

Il domenica 17 novembre 2019 di L’Altra Città (Siracusa)

Tutti i numeri de L’AltraCittà Siracusa usciti nel corso del 2012.

I sommari numero per numero (i pdf in allegato):


[Gennaio 2012, n. 41]

L’approfondimento BENI CULTURALI E NATURALI DI SIRACUSA: UNA MINIERA D’ORO DIMENTICATA

Secondo uno studio realizzato dal RES, il Centro studi creato da Unicredit e della Fondazione Banco di Sicilia, Siracusa è la prima città della Sicilia per dotazione di beni culturali e naturali, la quinta a livello nazionale dopo Roma, Firenze, Venezia e Ravenna. La ricerca ha anche dimostrato che questo prezioso patrimonio viene valorizzato solo in parte, in minima parte. John Nixon, direttore generale di ISAB, insieme a Edoardo Garrone, presidente del Gruppo ERG e socio di minoranza nella raffineria di Priolo, hanno preso spunto da alcuni contenuti di questo ricerca per strigliare gli amministratori locali.

Fare impresa in Sicilia IL CASO DEI MARCHESI DI SAN GIULIANO

I Marchesi Paternò di San Giuliano sono proprietari da ottocento anni di una masseria fortificata a Villasmundo. Le imprese agricole di famiglia si dedicano alla coltivazione della terra e alla trasformazione artigianale di prodotti agricoli. Gli agrumi, le marmellate, i biscotti, l’olio d’oliva e i vini, tutti prodotti biologici e di alta qualità, sono esportati in tutti i continenti. Un modo per diffondere l’immagine dei Marchesi di San Giuliano nel mondo; un’occasione per fare conoscere i luoghi e i profumi della Sicilia.

Diritti negati IL DIRITTO DI NON SUBIRE I LAVORI PUBBLICI: IL RIFACIMENTO DELLE FOGNE ALLA BORGATA

Alla Borgata, nel 2009, sono iniziati i lavori della nuova rete fognaria, lavori che dureranno fino al 2013. Vie chiuse per mesi per consentire lo studio dei reperti archeologici ritrovati durante gli scavi, strade sbancate più volte, cantieri non segnalati. Non c’è in discussione la necessità dei lavori o delle indagini archeologiche, ma il diritto dei cittadini ad essere informati.

Eppur si muove COLLABORAZIONI TRASPARENTI

Negli ultimi mesi, nel sito del Comune di Siracusa è iniziata la pubblicazione delle informazioni sui contratti di collaborazione firmati con professionisti esterni. E’ il risultato di un’iniziativa de Laltracittà, che un anno fa aveva denunciato le inadempienze del Comune e della Provincia sul tema della trasparenza. Ma si tratta solo dell’inizio. Tante altre informazioni infatti mancano all’appello. Nel sito della Provincia, poi, siamo all’anno zero.

I tagli alla cultura I TAGLI ALL’ASAM E LUCI A SIRACUSA

All’Associazione Siracusana Amici della Musica (ASAM) la Regione ha tagliato del 50% i fondi della prossima stagione musicale, malgrado il successo delle attività proposte. Mentre si riducono drasticamente le risorse ad una associazione che promuove la musica classica di alto livello da cinquant’anni, per la sesta edizione della rassegna “Luci a Siracusa” sono arrivati circa 800 mila euro da spendere in tre mesi. C’è qualcosa di incomprensibile in tutto questo.

Grazie per la Vostra attenzione. Il direttore e la redazione


[Febbraio 2012, n. 42]

L’approfondimento BENI CULTURALI E NATURALI DI SIRACUSA: UNA MINIERA D’ORO

Secondo uno studio realizzato dal RES, il Centro studi creato da Unicredit e della Fondazione Banco di Sicilia, Siracusa è la prima città della Sicilia per dotazione di beni culturali e naturali, la quinta a livello nazionale dopo Roma, Firenze, Venezia e Ravenna. La ricerca ha anche dimostrato che questo prezioso patrimonio viene valorizzato solo in parte, in minima parte. John Nixon, direttore generale di ISAB, insieme a Edoardo Garrone, presidente del Gruppo ERG e socio di minoranza nella raffineria di Priolo, durante la presentazione dell’Almanacco Isab 2011, hanno preso spunto dai risultati della ricerca per sollecitare chi governa la città a fare meglio.

L’approfondimento BENI CULTURALI E NATURALI DI SIRACUSA: UNA MINIERA D’ORO

Secondo uno studio realizzato dal RES, il Centro studi creato da Unicredit e della Fondazione Banco di Sicilia, Siracusa è la prima città della Sicilia per dotazione di beni culturali e naturali, la quinta a livello nazionale dopo Roma, Firenze, Venezia e Ravenna. La ricerca ha anche dimostrato che questo prezioso patrimonio viene valorizzato solo in parte, in minima parte. John Nixon, direttore generale di ISAB, insieme a Edoardo Garrone, presidente del Gruppo ERG e socio di minoranza nella raffineria di Priolo, durante la presentazione dell’Almanacco Isab 2011, hanno preso spunto dai risultati della ricerca per sollecitare chi governa la città a fare meglio.

L’opinione EPPUR LA DISCARICA CI VUOLE

Pippo Ansaldi è geologo e ambientalista. Professore di matematica e scienze nelle scuole medie. Per anni è stato responsabile provinciale di Legambiente. In questo numero interviene sul problema rifiuti di cui abbiamo parlato nell’approfondimento del numero di gennaio. Le sue idee sul tema dello smaltimento non sono né scontate, né accademiche. Sono il frutto della sua esperienza e della sua professionalità e ci aiutano a riflettere fuori dagli schemi.

Eppur si muove “SIRACUSA D’INVERNO”. INOLTRATO!

L’iniziativa promossa dalla Camera di commercio e dalle Associazioni di categoria è partita il 28 gennaio scorso. Un po’ tardi, se l’intenzione era quella di promuovere il turismo invernale a Siracusa e provincia. Malgrado questo particolare di non poco conto, la proposta, accolta con un certo scetticismo iniziale, sta riscuotendo successo tra gli operatori del settore e tra i turisti. In effetti, “Siracusa d’inverno” rappresenta una novità molto interessante. Vediamo insieme perché.

I love Ortigia RITORNARE ALLA ZTL DEL 2007

E’ quello che chiedono otto associazioni di Siracusa (Siracusani per Ortigia, Ortigia ZTL e non solo, Siracusa città aperta, Energie nuove, Comitato parchi, WWF Siracusa, Comitato quartieri fuori dal comune, Archeoclub Siracusa,) che un mese fa avevano presentato al Comune la richiesta di revoca della delibera che consente a tutti di parcheggiare in Ortigia negli spazi riservati ai residenti. Per raggiungere questo obiettivo hanno deciso di promuovere una petizione pubblica per condividere con i cittadini le loro richieste.

La qualità della vita LA MAPPA DELLE BUCHE KILLER

Mariagrazia Cavarra è consigliere della Circoscrizione di Ortigia. Ama spostarsi per Siracusa in bicicletta. Da qualche mese ha iniziato a fare il censimento delle buche che si sono formate nel-l’asfalto delle strade cittadine. Si tratta spesso di buche pericolose per chi viaggia in motorino e bicicletta, ma anche in auto. Laltracittà propone una selezione di fotografie di buche cittadine, tra le quali potrete riconoscere proprio quelle sotto casa vostra. Mariagrazia intende realizzare una mappa delle buche killer da presentare a Comune e Provincia perché provvedano a risanare le parti di asfalto rovinate.

Buona lettura! Il direttore e la redazione


[Aprile-Giugno 2012, n. 43]

L’approfondimento ZTL: UNA STORIA INFINITA

Anche quest’anno, con l’inizio dell’estate, la Giunta Municipale ha sfornato la sua ennesima idea sulla ZTL. Un’idea che nella sostanza non cambia nulla rispetto al passato: la ZTL continua ad essere attiva alcune ore solo il fine settimana. D’estate, perché nei mesi invernali sarà ridotta ulteriormente. Il nuovo piano del traffico e della sosta nel centro storico di Ortigia è un insieme di soluzioni complicate, talvolta in contrasto tra loro. E’ poi ancora incerto il destino di via Roma: sarà percorribile durante il giorno, diventerà isola pedonale, a metà o tutta? Una petizione promossa dai cittadini, e consegnata al Sindaco a maggio, puntava a ben altri obiettivi.

L’approfondimento ZTL: UNA STORIA INFINITA

Anche quest’anno, con l’inizio dell’estate, la Giunta Municipale ha sfornato la sua ennesima idea sulla ZTL. Un’idea che nella sostanza non cambia nulla rispetto al passato: la ZTL continua ad essere attiva alcune ore solo il fine settimana. D’estate, perché nei mesi invernali sarà ridotta ulteriormente. Il nuovo piano del traffico e della sosta nel centro storico di Ortigia è un insieme di soluzioni complicate, talvolta in contrasto tra loro. E’ poi ancora incerto il destino di via Roma: sarà percorribile durante il giorno, diventerà isola pedonale, a metà o tutta? Una petizione promossa dai cittadini, e consegnata al Sindaco a maggio, puntava a ben altri obiettivi.

Il futuro della città UN LABORATORIO DI IDEE PER SIRACUSA

Nato nel 2011, il Dipartimento di Architettura potrebbe diventare un importante punto di riferimento scientifico per orientare i progetti futuri della città, sia sul piano urbanistico che su quello architettonico. Vittorio Fiore, docente di Tecnologie del Recupero edilizio e Scenografia, illustra le novità della nuova Struttura Didattica Speciale, descrive l’impegno degli studenti su temi di grande attualità ed auspica un rapporto nuovo tra Università e città.

L’opinione IL DESTINO DEI RIFIUTI NON E’ LA DISCARICA

Fabio Morreale è agronomo, ambientalista e naturalista. Interviene con un suo contributo nel dibattito sul futuro dei rifiuti a Siracusa, aperto da Laltracittà nel numero di gennaio. Le sue idee sul tema dello smaltimento dei rifiuti sono tassative. Sostiene che il rifiuto sia un’invenzione dell’uomo moderno e che la soluzione più sostenibile al problema dello smaltimento sia condensata in tre R.

Buona lettura e a presto. Il direttore e la redazione


[Settembre-Ottobre 2012, n. 44]

L’approfondimento COME “COMPRO ORO” COMANDA

L’attività dei “compro oro” a Siracusa è in continua espansione. Oggi, infatti, tante persone sono costrette a vendere oro per racimolare le risorse economiche per far fronte alla crisi. Chi vende oro per necessità, però, non sempre è attento a non farsi raggirare. Tra i “compro oro” ci sono pochissime persone che lavorano correttamente, tante altre invece hanno comportamenti scorretti o promettono facili guadagni che non potranno mai garantire. Nell’inchiesta di questo numero vi raccontiamo cosa può accadere ad una persona che si rivolge ad un “compro oro” per vendere i propri gioielli.

Storie di ordinaria impresa GLI IMPRENDITORI INVISIBILI

Chi sono gli imprenditori invisibili? Sono coloro che faticosamente sono riusciti ad avviare un’attività economica in proprio, e che giorno dopo giorno si guadagnano il pane per vivere lavorando sodo. E invece di essere presi ad esempio per il loro impegno e per il loro coraggio, sono continuamente vessati: dalla pubblica amministrazione che pone ogni genere di ostacolo alla loro attività, e dalla gente comune che verso chi ha successo, il più delle volte, riesce a provare solo invidia.

Costume ed arretratezza VADE RETRO BERMUDA

L’articolo parte da un episodio accaduto l’estate scorsa al Comando dei Vigili urbani di Siracusa. Alcuni cittadini che si sono recati al Comando per sbrigare pratiche amministrative indossando un banale paio di bermuda sono stati invitati ad uscire dalla sede dei vigili e a tornare con un abbigliamento più adeguato al luogo. Il Comandante dei vigili urbani ne fa una questione di rispetto. In realtà, dietro la sua ordinanza si nasconde un’idea bizzarra e discriminatoria nei confronti degli uomini, ma anche delle donne.

C’è Cultura e cultura FESTIVAL A GOGO’

Sempre quest’estate a Siracusa è accaduta una cosa sulla quale Vi proponiamo di riflettere. Il Festival Internazionale del cinema di Frontiera, arrivato alla sua XII edizione, previsto per la fine di luglio a Marzamemi, è saltato per mancanza di risorse. A Siracusa, invece, nel giro di quindici giorni, sempre a luglio, vengono programmati ben due festival del cinema. L’altracittà propone alcuni spunti di riflessione su alcune abitudini difficili da comprendere e...da cambiare.

Grazie della Vostra attenzione. Il direttore e la redazione


[Novembre-Dicembre 2012, n. 45]

Il nostro futuro PROVARE AD ESSERE FELICI ALTROVE

Serena Ansaldi ha 34 anni. Come tanti giovani, ha lasciato la sua città, che non le offriva alcuna prospettiva di lavoro, per cercare la propria strada a Londra. L’Inghilterra non è l’Eldorado, ma è un luogo dove la meritocrazia è premiata, dove puoi trovare un lavoro anche se non conosci nessuno, dove i tuoi diritti sono rispettati. Quello di Serena è un atto di accusa verso la società siracusana generosa di promesse che puntualmente vengono deluse; incapace di valorizzare le sue energie migliori e di offrire un futuro ai propri giovani.

Il nostro futuro PROVARE AD ESSERE FELICI ALTROVE

Serena Ansaldi ha 34 anni. Come tanti giovani, ha lasciato la sua città, che non le offriva alcuna prospettiva di lavoro, per cercare la propria strada a Londra. L’Inghilterra non è l’Eldorado, ma è un luogo dove la meritocrazia è premiata, dove puoi trovare un lavoro anche se non conosci nessuno, dove i tuoi diritti sono rispettati. Quello di Serena è un atto di accusa verso la società siracusana generosa di promesse che puntualmente vengono deluse; incapace di valorizzare le sue energie migliori e di offrire un futuro ai propri giovani.

Sempre distratti VOGLIO UNA CITTA’ COME CASA MIA

Tanti cittadini ritengono che non spetti loro tenere puliti i marciapiedi delle case dove abitano, gettare la spazzatura nei cassonetti, raccogliere carte per terra, conferire i rifiuti ingombranti in discarica. Tutti si lamentano che Siracusa è una città troppo sporca, ma in pochi sono disponibili a prendersi cura dei luoghi collettivi della città. Non si tratta di sostituirsi all’impresa che si occupa dell’igiene urbana, ma di cominciare a prendersi cura degli spazi comuni con lo stesso amore e attenzione che dedichiamo ai nostri spazi privati. E gli effetti non sarebbero solo esteriori.

I diritti dei cittadini WIND JET: OLTRE IL DANNO LA BEFFA

Wind Jet, la compagnia catanese di voli low cost, da agosto è sparita nel nulla. I proprietari della società, che ancora non è stata dichiarata fallita dal Tribunale, stanno però cercando di mettere insieme un gruppo di imprenditori che consenta la ripresa dell’operatività. E mentre sul nuovo sito, che porta il nome della vecchia compagnia, si informa che presto Wind Jet tornerà a volare, i passeggeri danneggiati aspettano ancora di essere risarciti. Ma è bene non dare la partita per persa. Il perché lo spiega lo sportello SOS turista.

A presto su queste pagine. Il direttore e la redazione


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Rubrica : {Punto G - Quando la satira si fa rete}

L’Infanta che vuol essere imperatrice

Il domenica 17 novembre 2019 di Deborah A. Simoncini

Nessuno dei due Mattei è apparso alla Madonna statene certi, sono stata io la fortunata. Quella che sono non dipende dall’ennesimo sondaggio che c’è su di me.

Ho chiesto di andare a Pietralcina e vorrei andare a fare il cammino di Santiago di Campostela. Posti incredibili. Dovrebbero andarci tutti. Ringrazio la Madonna perché sono fortunata. Ho quarantadue anni una figlia che adoro e un compagno con cui mi trovo benissimo. Sono orgogliosa, perché dovrei pentirmi, di essermi inginocchiata a suo tempo davanti a Matteo (che prima bestemmiava come un carrettiere) e avergli baciato le mani? Lui non è un santino, ma un punto di riferimento per tutti noi.

I due Mattei si sono messi sulla stessa mia strada, hanno molto potere e ricevono grandi consensi. Ma dovreste venire in giro con me a vedere come mi acclamano. Altro che la politica di Cicciolina. Io sono meglio. Vogliamo scherzare? Tutti hanno una fiducia incondizionata, sembrano impazziti per me. Sono popolare. Se vado in strada mi guardano, mi fermano e poi mi voteranno. Una passione travolgente, da politica vera, anche le grandi centrali del potere: Mediobanca, Eni, Enel, Posta, eccetera, eccetera mi acclamano, mi coccolano e fanno a gara per starmi attorno. Voglio essere vista da tutti, per raccogliere molti consensi, anche da quel mondo un po’ aristocratico e con la puzza sotto il naso che fino a qualche anno fa mi guardava come una bestia da non frequentare. Sono una forza travolgente. Il mondo degli apparati non mi spaventa, anche perché quando si è spaventati si è insicuri.

Il consenso devi saperlo coltivare. Bisogna essere una star e lavorare. Confrontarsi e riuscire a trovare una sintesi. Io so ascoltare gli altri e desidero imparare ciò che ancora non si sa. Da protagonista sono capace di deliziare la stampa e tutti filistei perditempo che vado incontrando. Non voglio sapere più di ciò che so.

Da un lato il toscanaccio dall’altro il lumbard. Anche se il pifferaio non ha fatto niente per non sembrare antipatico.

Gli occhi biavi, vani e smarriti, la bocca larga, le labbra molle e violacee dichiarò: “Si sta affacciando una nuova Destra, sovranista, identitaria e protezionista e sta entrando nel senso comune.” Ogni tanto protendeva il mento e tirava in giù gli angoli della bocca. “Ampliate la vostra visione e interagite costruttivamente, nel riconoscere il disvalore della copresenza e dell’integrazione, due processi irrilevanti per il progresso che chiamiamo vita.

La chiave di lettura che vi offro è una chiave di lettura nuova, per far emergere un atteggiamento più energico e risoluto. L’Occidente oggi si trova in un periodo di crisi: stranieri, immigrati e clandestini sono una sfida crescente e un pericolo per la civiltà cristiana. Gli antichi principi barcollano.

Le antiche certezze non soddisfano più. C’è un senso generale di insufficienza e disagio. Il popolo è sovrano e tutti devono partecipare al potere. Le questioni vanno gestite direttamente. Fece vagare il suo sguardo sul Tevere.

Chi ha detto che in una democrazia le leggi devono essere le stesse per tutti, si sia o no ricchi, celebri e potenti? E che la pluralità assicura l’autonomia dell’individuo? Le democrazie reali sono imperfette da questo punto di vista.”

Da lontano le giungevano le voci dei due Mattei che si stavano accalorando e disputavano se era opportuno o meno aprire i canali per andarsene con armi e bagagli dalla capitale. Il tono alto del fiorentino esprimeva una fiducia baldanzosa in sé. Assolutamente come sempre convinto del suo punto di vista. La voce del Capitano, pur robusto e flemmatico, invece si era fatta bassa ed esitante, piena di dubbi e ansietà. Prudente nelle decisioni si presentava lento, arrancando con un valigione pieno di rubli e trovava mille difficoltà anche dove non c’erano, zigzagando con prudenza.

“Io sono allegra e non datemi della sfrontata se fumo la pipa e mi trovate con i calzoni abbassati o le gonne sollevate. Devo pur accovacciarmi per espletare i miei bisogni corporali. L’educazione giusta la si tramanda e nel contegno ognuno mostra la propria immagine. Non azzardatevi a dire che assomiglio a Myra Hindley.

Non potete continuare a considerarmi a vostra disposizione, se continuate a farlo siete dei miserabili e punirò le vostre azioni peccaminose e metterò freno ai vostri impulsi primordiali. Anche se non ci pensate e alterate i miei discorsi ripetendoli, senza capirli, mi dovete riconoscenza e rispetto. L’argomento è chiuso. So che gli stupidi si fanno belli dei meriti degli uomini superiori.

Io, in un supremo sereno rispetto reciproco, parlo fuori dai denti: non si diventa delinquenti per circostanze avverse, ma lo si è dalla nascita. Lo so e l’ho capito bene nel lavorare per tanti anni nella lotta al crimine. Lì ho conosciuto, in piacevole compagnia, ed è stato il caso a metterci insieme, il consigliere di corte noto come “il giudice sanguinario” del Tribunale del Popolo. Esempio di giustizia arbitraria, mezzo matto e mezzo savio, veramente pericoloso.

Con la cortesia nel cuore oggi mi occupo del difficile e del buono e sono parente dell’amore. L’unico mezzo di salvezza superiore che intuisce l’impossibile. Non risparmio niente e nessuno perché la vita può mutare da un momento all’altro e senza sconti. Vi ricordo che l’inautentico, il meccanico, l’inconsapevole si frantuma. Per costruire ci vuole l’intuizione consapevole.

Per anni hanno nascosta la polvere sotto il tappeto, finché il tappeto immerso di polvere è diventato invisibile. Potete continuare a fare finta di niente e dare la colpa a nessuno per la condizione che viviamo? Bisogna trovare la porta verso il futuro e per questo chiudere i porti. E’ questo l’unico modo: abbandonare ciò che sta crollando. Il mio disegno è chiaro in tutta la sua totalità. Devono rimanere dove sono: non possono scegliere di raggiungere lo spazio aperto. La responsabilità è di tutti, perché non c’è più distanza e distinzione tra chi ha studiato e chi non l’ha fatto. Lo sa ognuno di voi che ha un profilo e può interagire con chiunque, in una comunicazione immediata.

Avere tre lauree o la licenza elementare non fa differenza e non conta. E’ importante solo la visione che si ha della realtà. Per i colti che ci chiamano ignoranti non dovremmo avere voce in capitolo. Saremmo noi i nuovi barbari perché vogliamo accogliere solo i maschi, bianchi, etero e provenienti dai paesi più ricchi e per questo siamo schizzinosi perché vogliamo proteggere le nostre mura? Sappiano che anche se di poche parole abbiamo la grammatica della mente: siamo forti. Non dobbiamo sentire la nostra ignoranza come un limite. Non abbiamo niente da perdere e il nostro progetto è antico, patriarcale e capitalista. Un modello mentale, una cultura di base che ci fa correre verso il guadagno. Non vogliamo accettare passivamente la realtà.

Al di là dell’età incarniamo i vecchi e i giovani, capaci di influenzare i comportamenti con i social, che non sono aggeggi inutili ma nuovi mezzi di controllo. Se si è legati al passato ci si rifiuta di progettare il futuro. Serve più studiare l’oggi che aver studiato ieri. L’importante è prevedere, riflettere su ciò che sta accadendo e che accadrà. Essere capaci di vedere ed inventare.

Senza patrimonio alcuno, disposti ad abbandonare istituzioni e certezze, si resta a bocca asciutta. Usiamo lo smartphone per coltivare il desiderio. Chi non si accontenta mantiene il desiderio. Ha più senso difendere il proprio titolo di studio? Lo spazio del futuro va riempito, perché tutto sia a portata di mano.

Il mio patrimonio è un patrimonio liquido, gassoso, attivo, autentico e proprio per questo è inattaccabile e indistruttibile, anche se ho problemi finanziari cronici. Ho in mente di allestire un programma elettorale e chiamarlo Sensation, riunendo tutta la destra che avanza, per votarmi non dovrete più tapparvi il naso, ma quale cacca di elefante, odoro di giovinezza, profumo di bellezza.


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Rubrica : {Centro Studi Est Europa}

CZECH REPUBLIC: Czech anti-government protesters mark anniversary of revolution

Il domenica 17 novembre 2019 di Emanuele G.

At least 200,000 people have protested against the Czech government in the capital, Prague.

Demonstrators are calling for Prime Minister Andrej Babis to resign over allegations of fraud.

It is alleged Mr Babis used European Union subsidies for his private business - something he denies.

The protest was held on the eve of the 30th anniversary of the Velvet Revolution, which ended communist rule in what was then Czechoslovakia.

* Prague’s ghosts of communism

Saturday’s demonstration was held in Letna Park, which was also the site of the biggest rallies of November 1989.

Many people have been chanting "we are here" - an echo of the revolution’s protest slogan three decades ago.

And some of the speakers were former dissidents who also addressed the 1989 rallies.

Why are they protesting?

As well as being prime minister, Mr Babis is the billionaire founder of a business called Agrofert - a Czech conglomerate holding company based in Prague.

The group that organised the protest, called the Million Moments for Democracy Association, is demanding that Mr Babis either resign by the end of the year or sever ties with the business.

Speakers at the rally also called for Czech President Milos Zeman to stand down.

"Some of our politicians do not understand why we are here, others do not want to spoil the holidays," Benjamin Roll, vice chairman of Million Moments, told Reuters news agency.

"The struggle for freedom and democracy never ends."

While Czech police estimated that about 200,000 people attended the protest, organisers put this figure closer to 300,000.


A symbolic time and symbolic place

By Rob Cameron, BBC News, in Prague

Demonstrators have gathered here in Prague at a symbolic time in a symbolic place.

They’re angry at their prime minister. Prosecutors have recently dropped a criminal case against him but his opponents still want him to resign.

Thirty years ago, of course, the student-led protests were against a brutal totalitarian system. Thirty years on, people are demonstrating against a democratically elected government.

But they say it’s not enough to go to the polls every four years. They see themselves as part of the checks and balances that prevent that democracy from being eroded.


In an interview with local media before the rally, President Zeman denounced the protests as undemocratic.

"I would like to note that Andrej Babis had 1.5 million votes in an election and I had 2.85 million votes," he said. "Against that the participation at Letna is a small fraction."

* From June: Demonstrators rally against Babis in Prague

Mr Babis, whose ANO party continues to lead the polls, also said he "can’t understand" the point of the protests against him.

But Million Moments’ leaders have now issued Mr Babis with an ultimatum - either he fulfils their demands or they will continue to stage protests.

Mikulas Minar, one of the group’s organisers, told Czech broadcaster CT24 that any future protests would be "more creative".


Related Topics

Prague Czech Republic

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Rubrica : {L’ombra d’Argo, di Alberto G. Biuso}

Il caso Catania e i concorsi universitari

Il domenica 17 novembre 2019 di Alberto Giovanni Biuso

Sul numero 20 di Vita pensata (settembre 2019) è stata pubblicata un’ampia, circostanziata, non conformista analisi di Francesco Coniglione sulla questione dei concorsi universitari, a partire dalle inchieste che hanno coinvolto l’Ateneo di Catania. La lettura di questo saggio fa emergere la complessità dell’argomento, del tutto oscurata -ovviamente- dalla cosiddetta informazione giornalistica:

Lo si pensa ma non lo si dice: le verità scomode sull’università

Coniglione descrive con grande chiarezza i meccanismi imposti dalla riforma Gelmini per la chiamata dei docenti universitari, a partire dall’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), e in particolare (perché questo è il punto) per il passaggio da ricercatori a professori associati e da associati a ordinari; evidenzia la loro complessità, per lo più ignota a chi si occupa di Università, soprattutto se lo fa in sede soltanto giudiziaria e in modalità scandalistiche; fa emergere la natura potenzialmente criminogena di alcune di queste norme; illustra i modi nei quali vari Atenei cercano di affrontare la questione con i loro regolamenti interni; accenna alla particolare severità del regolamento vigente nell’Università di Catania; affronta la questione dei baroni e della cooptazione; indica alcune possibili soluzioni rispetto alle procedure previste dalla legge in vigore.

Il testo richiede dunque attenzione e tempo, due beni non molto diffusi tra i lettori della Rete. In cambio, però, permette di comprendere la radice e le forme di ciò che è accaduto a Catania e che avviene allo stesso modo in tutti gli Atenei d’Italia, i quali sarebbero dunque tutti nella medesima situazione di Catania se la magistratura delle loro sedi se ne volesse occupare.

Consiglio quindi la lettura di questo testo a chi è davvero interessato a capire; esso fornisce gli strumenti giuridici e concettuali a partire dai quali ciascuno potrà poi liberamente elaborare un giudizio comunque più informato rispetto non soltanto alle notizie propagandate dai pessimi siti catanesi ma anche rispetto alla media della stampa italiana.

È possibile scaricare il pdf del testo anche dal mio sito: Il caso Catania e i concorsi universitari

www.biuso.eu

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Rubrica : {Comunicazione}

Lo Streaming Video - Concorso fotografico "Un luogo per Zerobook 2019" - I vincitori

Il domenica 17 novembre 2019 di Redazione

Una cerimonia molto partecipata è stato l’atto conclusivo alla proclamazione della classifica finale del Concorso fotografico "Un luogo per Zerobook", che si è tenuta presso il Magic Lime Cafè di Santa Teresa di Riva (Me) sabato 16 novembre.

La serata che è stata anche l’occasione per festeggiare i 25 anni di attività di Girodivite, ha visto celebrare anche il 25° Anniversario dalla fondazione di Emergency di Gino Strada. Dopo i saluti di benvenuto del nostro redattore Piero Buscemi, che ha riassunto l’attività giornalistica di Girodivite in questo quarto di secolo, la parola è passata al Capo redattore Sergio Failla che ha rivisitato la nascita del giornale, evidenziando il periodo storico che ha indotto un gruppo di giovani cronisti a ritagliarsi uno spazio all’interno dell’informazione locale e nazionale che provenisse in special modo dalle "città invisibili".

È toccato poi al referente del Gruppo Emergency di Messina, Orazio Grimaldi, il compito di riassumere i venticinque anni dell’associazione umanitaria fondata da Gino Strada.

La serata si è conclusa con la proclamazione dei vincitori che hanno avuto l’occasione per spiegare e raccontare i retroscena delle immagini proposte al concorso. Saranno pubblicate le immagini e i video della cerimonia, dopo le dovute elaborazioni tecniche, nei prossimi giorni.

Intanto, di seguito la classifica finale:

1° classificata Roberta Giuffrida (Catania)

2° classificato Pasquale Riga (Cortale - CZ)

3° classificato Carlo Palermo (Trento)

4° classificato Pasquale Maiorino (Brugherio - MB)

5° classificata Giuseppa Carrolo (Nizza di Sicilia - ME).

Le foto allegate all’articolo sono di esclusiva proprietà di Girodivite.it. Qualsiasi riproduzione anche parziale è vietata senza il consenso della redazione ed è punibile secondo le leggi del copyright

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La Vincitrice del concorso Roberta Giuffrida
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Roberta Giuffrida spiega al pubblico la foto premiata Poggioreale Antica Piazza Elimo
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La premiazione dell prima classificata Roberta Giuffrida
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Il secondo classificato Pasquale Riga con la foto Chiesa di San Michele - Cortale
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La poetessa Alice Molino consegna il terzo premio a Carlo Palermo per la foto LA SPELONCA DI ELIA (labirinto e pitto gramma nella grotta di Polifemo a Pizzolungo)
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Il redattore Piero Buscemi spiega la foto di Pasquale Maiorino Craco il paese fantasma
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La quinta classificata Pina Carollo con la foto Tra la macchia mediterranea
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Il referente Emergency Messina Orazio Grimaldi riceve i ringraziamenti di Girodivite
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I volontari di Emergency Messina e il banchetto informativo
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Il titolare del Magic Lime Cafè Tino Giuffrida ringrazia il pubblico intervenuto
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L’attestato di partecipazione per il redattore Piero Buscemi
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La poetessa Alice Molino e Carlo Palermo
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Pasquale Riga e Carlo Palermo (secondo e terzo classificati)
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Conclusione serata
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Foto finale di gruppo

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Rubrica : {ParoleRubate}

La mafia dei pascoli

Il venerdì 15 novembre 2019 di Piero Buscemi

Il nome di Giuseppe Antoci è diventato di dominio pubblico dopo l’attentato fallito del 18 maggio 2016, di probabile impronta mafiosa, dal quale uscì illeso, secondo le cronache, grazie all’auto blindata e la scorta. Antoci, però, era stato l’artefice qualche anno prima, esattamente nel 2014, un anno dopo la sua nomina a Presidente del Parco dei Nebrodi, di un Protocollo di legalità, che prenderà il suo nome, e che prevede il certificato antimafia per le assegnazioni degli affitti dei terreni da destinare a varie attività agricole, anche per quelli di valore inferiore ai 150.000 euro.

L’attentato subito sembrerebbe proprio accostabile all’introduzione di questo protocollo e, quindi, dalla reazione delle cosche mafiose operanti sul luogo, tra le quali anche una drina comandata dal fratello Gaetano di Toto Riina. La stretta operata da Antoci sull’obbligatorietà alla presentazione del certificato antimafia per qualsiasi terreno di qualsiasi valore, provocò un controllo serrato sul territorio interessato attorno ai Nebrodi, dal quale la mafia è riuscita a realizzare un volume di affari di svariati miliardi di euro.

La vicenda è stata ricostruita in un libro, scritto a quattro mani dallo stesso Antoci e dal giornalista Nuccio Anselmo della Gazzetta del Sud. Il libro, La mafia dei pascoli, è stato presentato presso la Biblioteca comunale Corrado Cagli di Nizza di Sicilia (Me). Alla presenza del sindaco Pietro Briguglio e con la mediazione della giornalista Lucia Gaberscek, i due autori hanno svelato al pubblico presente in sala i retroscena di questa altra pagina oscura del nostro Paese.

Come recentemente riportato dalle pagine dei giornali, la stessa vicenda dell’attentato è stata oggetto di polemiche e di diatribe mediatiche tra Giuseppe Antoci e il presidente dell’Antimafia regionale Claudio Fava. Una querelle che non sembra possa trovare in breve tempo una definitiva versione dei fatti, dopo l’avanzato dubbio della commissione presieduta da Fava che avrebbe evidenziato una pochezza di indizi da collocare lo scampato attentato nei confronti dellì’ex presidente del Parco dei Nebrodi in una chiara matrice mafiosa.

Le parole di Antoci, in ogni caso, durante il suo intervento sono state molto incidenti sulla sensibilità degli astanti in sala. Il richiamo ad una necessità imprescindibile a svolgere semplicemente il proprio dovere, è stato il messaggio ricorrente della serata, con un chiaro auspicio di trasmettere la responsabilità oggettiva del fenomeno mafioso in tutta la cittadinanza. Settemila affiliati delle cosche - come ha sottolineato Antoci - non dovrebbero condizionare e gestire il destino del popolo siciliano che conta oltre sei milioni di abitanti. Antoci ha invitato i presenti, palesando un messaggio cosmopolita al resto della nazione, ad una maggiore consapevolezza del coinvolgimento sociale che la piaga mafia tende a narcotizzare o a zittire con la violenza delle minacce e degli omicidi.

Antoci l’ha chiamata "una maggiore incazzatura" che sarebbe auspicabile fosse manifestata dai sei milioni di siciliani onesti, senza la pretesa di facili deleghe a "eroi del nostro tempo", come ebbe definire il compianto Andrea Camilleri, parlando dello stesso Antoci. Prendere coscienza di appartenere ad uno stesso destino, con le sue contraddizioni, le problematiche che le interferenze mafiose originano nel quotidiano dei cittadini onesti. Rifiutare qualsiasi logica clientelare, anche all’interno dei nostri piccoli bisogni, frutto dei nostri rapporti con la società e le istituzioni. Comprendere che noi tutti siamo Stato. Lo Stato a cui chiediamo le soluzioni dei nostri problemi e al quale deleghiamo le nostre pretese di onestà. Onestà che diventa ipocrisia ogni qualvolta siamo costretti a metterla in pratica nelle nostre relazioni sociali.

Le foto presenti in questo articolo sono di esclusiva proprietà di Girodivite e dell’autore Piero Buscemi, che ne detengono il copyright. E’ vietata ogni forma di utilizzo senza il consenso.

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Antoci autografa una copia
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Antoci e il sindaco di Nizza
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Antoci
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Nuccio Anselmo
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Il pubblico in sala
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La giornalista Gaberscek
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L’intervento di Antoci
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L’intervento introduttivo del sindaco
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Un momento della serata

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Rubrica : {Città invisibili}

La vita in un pallone

Il giovedì 14 novembre 2019 di Pasquale Riga

A cosa stai pensando mi chiede Facebook? Stasera sono triste, nonostante la bella giornata di allenamento trascorsa insieme ai bambini ed ai ragazzi un po’ più grandi. Già, proprio tra i bambini ed i ragazzi ne mancavano tre e quando ho saputo perché non erano presenti al campo sportivo, ho avuto una morsa al cuore.

Sono tre bambini siriani che si erano integrati perfettamente nella nostra comunità insieme alla loro famiglia, ma che usciti dallo scudo dello SPRAR e non avendo trovato un lavoro i loro genitori sono partiti per una paese straniero. Rami, Aboudi, Hamza sono dei bambini veramente fantastici.

Avreste dovuto vedere i loro occhioni sorridenti. Appena arrivati qui a Cortale, in questo paesino calabrese nel Lametino, quando sentivano qualche ambulanza passare si andavano a nascondere sotto il tavolo o sotto il letto perché per loro quel suono era collegato alle bombe ed al coprifuoco. Mi mancherete tanto, non come piccoli calciatori ma come bambini e come ragazzi.

Mi mancheranno i vostri occhioni che avevano trovato un po’ di serenità dopo tanta angoscia e tanta sofferenza nella vostra terra. Mi mancheranno i vostri sorrisi semplici e genuini, i sorrisi di chi pur avendo avuto poco dalla vita era felice di quel poco e questa felicità e gioia di vivere me l’avete trasmessa e l’avete trasmessa a tutti gli altri bambini.

Siete sempre stati i primi ad arrivare al campo sportivo, felici di poter correre dietro un pallone, e sempre gli ultimi ad andarvene dopo avermi aiutato a sistemare il campo e portare tutta l’attrezzatura negli spogliatoi.

Auguro a voi ed alla vostra famiglia ogni bene, io vi porterò sempre nel mio cuore e spero davvero tanto di poter incrociare ancora nella vita i vostri sorrisi. Ciao. Vi voglio bene

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Rubrica : {Eventi in giro}

Lentini, 16 novembre 2019: Il ritorno delle risaie in Sicilia, cent’anni dopo

Il giovedì 14 novembre 2019 di Redazione

Il ritorno delle risaie in Sicilia, cent’anni dopo

Sabato 16 novembre 2019, Palazzo Beneventano, Lentini

Si svolgerà sabato 16 dicembre 2019 con inizio alle ore 10, un importante convegno sul ritorno della coltivazione del riso in Sicilia. L’iniziativa, promossa congiuntamente da Slow Food Lentini e Slow Food Sicilia, avrà luogo nel restaurato Palazzo Beneventano a Lentini (SR) e registrerà autorevoli presenze fra i relatori, alcuni dei quali con competenze di livello europeo. L’occasione del convegno è scaturita dalla constatazione che, dopo alcuni anni di sperimentazioni, il riso comincia ad alimentare fondate aspettative produttive, rivelandosi una possibile rinnovata opportunità nel panorama di crisi dell’agricoltura siciliana e cercando di riconquistare il ruolo che aveva ricoperto nell’economia dell’Isola fino ai primi anni del ’900. A sostegno della bontà organolettica del riso siciliano, a conclusione dei lavori saranno offerte in degustazione alcune preparazioni gastronomiche curate dal personale dell’Istituto A. Moncada di Lentini.

In aggiunta ai lavori della mattinata, con inizio alle ore 16, sarà tenuto un incontro inconsueto ma stimolante nel quale due "sommelier del riso" illustreranno tutti gli aspetti legati a questo cereale e proporranno ai partecipanti un metodo di analisi sensoriale messo a punto da Acquaverderiso.


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Locandina convegno sul riso - Lentini 16 novembre 2019 - Palazzo Beneventano

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Rubrica : {Eventi in giro}

Lentini vola in alto. Un viaggio verso soluzioni concrete

Il giovedì 14 novembre 2019 di Giuseppe Castiglia

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Lentini Vola in Alto

INTERVERRANNO:

- Saverio Bosco (Sindaco del Comune di Lentini)
- Melinda Cantarella (Presidente di LeontiNOI
- On. M5S Angela Foti (Prima firmataria della legge sulle coop. di comunità)
- Pino Occhipinti (Presidente di Legacoop Sud Sicilia)
- Paolo Scaramuccia (Resp. Nazionale cooperative di comunità Legacoop)

OPEN DISCUSSION CON:

- Dott. Enzo Incontro
- Ing. Carmelo Culore
- Ing. Claudia Saguto
- Dott. Daniel Wilson

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Rubrica : {Flash}

Nota Stampa Coordinamento No Triv Val di Noto

Il mercoledì 13 novembre 2019 di Redazione

Noto, 13 novembre 2019

La protesta non si arresta: in attesa del TAR sulle trivellazioni in Val di Noto C’è ancora attesa sui ricorsi al TAR presentati in questi giorni dalle maggiori Associazioni ambientaliste italiane contro le trivellazioni in Val di Noto. Infatti, non è ancora stato discusso il ricorso presentato congiuntamente da Italia Nostra, Legambiente, WWF e Zero Waste. In questi giorni il Tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Noto, però non per i suoi contenuti, come lo stesso Tribunale ha chiarito, ma per ragioni territoriali, in quanto il territorio di quel Comune non risulta interessato delle prospezioni. Il rischio di respingimento era ben noto al Sindaco Bonfanti, al quale va pertanto ascritto il merito di aver voluto agire ugualmente, al fine di dare un segnale vigoroso di come la politica e i territori del Val di Noto siano del tutto contrari alle ricerche petrolifere. È doveroso precisare, tuttavia, che il TAR di Catania ha emesso l’ordinanza di rigetto della domanda cautelare, ma non ha deciso nel merito del ricorso che sarà trattato in seguito.

Si è, invece, ancora in attesa di risposta per l’interpello votato all’unanimità dai sedici Comuni del Distretto Turistico del Sud est, presieduto dallo stesso Bonfanti, ed inviato Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), affinché intervenga sospendendo le ricerche petrolifere in territorio siciliano. Così come sono tuttora in discussione ricorsi presentati da altri Sindaci del sud est dell’Isola. «Nessuna royalties potrebbe mai ripagare i prestigiosi territori del sud-est siciliano, dove ricade il sito UNESCO più a sud d’Europa, dai presunti danni di sversamento sulle spiagge o da inquinamento delle falde idriche, dai rischi insomma giornalmente connessi con le ricerche o con le estrazioni di petrolio e gas, segno di una politica energetica ormai vetusta e che non può e non deve essere applicata in territori così sensibili». Così dichiara in una nota il Coordinamento No Triv del Val di Noto. Fra ricorsi tuttora pendenti al TAR, interpello al MISE e mobilitazione popolare, la difesa dei territori del Sud est siciliano contro azioni che pongono a rischio l’integrità dei territori e delle risorse naturali è appena iniziata e, come dodici anni fa, si fermerà soltanto a risultato raggiunto.

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Rubrica : {Comunicazione}

Cerimonia di Premiazione del Concorso fotografico "Un luogo per Zerobook"

Il mercoledì 13 novembre 2019 di Piero Buscemi

Fase conclusiva del Concorso fotografico "Un Luogo per Zerobook", indetto dalla testata giornalistica online Girodivite.it in collaborazione con la Casa Editrice Zerobook. Dopo la selezione delle opere pervenute e la scelta delle 5 foto finaliste, sabato 16 novembre sarà stilata la classifica finale che assegnerà i primi tre posti di questa prima edizione del concorso.

Il buon riscontro dei partecipanti, che hanno saputo interpretare la giusta chiave del tema del premio, ci ha dato un forte segnale di sensibilità proveniente da tutto il territorio nazionale, confermando la volontà diffusa di recuperare quei luoghi, quei monumenti, quelle costruzioni che fanno parte del nostro passato e che, troppo spesso, vengono bistrattati in cambio di un’ingiustificata corsa al modernismo, adulante nelle sue stravaganti manifestazioni, ma facilmente obliata in breve tempo. Situazione non riscontrabile con moltissimi ruderi e resti, alcuni appunto segnalati dalle foto dei concorrenti, che mantengono il fascino e il legame con la Storia al quale, fortunatamente, ancora molti estimatori non riescono a rinunciare.

Riepiloghiamo di seguito il tema del concorso e i relativi premi che saranno assegnati durante la cerimonia di premiazione:

IL PREMIO

Le foto scelte riproducono luoghi riscoperti, sia di natura culturale, quali siti archeologici, che di natura prettamente architettonica, come ruderi di antiche case rurali, antichi opifici ecc. Luoghi di interesse abbandonati all’incuria e all’oblio, che meriterebbero di essere rivalutati e posti all’attenzione del pubblico. Lo scopo del premio è quello di raccogliere immagini di questi luoghi dimenticati e di segnalarli alle amministrazioni locali, invitandole al loro recupero.

PREMI

1° Classificato: Pubblicazione libro fotografico, in formato cartaceo, a cura della casa editrice Zerobook, con contratto di edizione e numero di ISBN, promozione e diffusione;

2° Classificato: Pubblicazione libro fotografico, in formato ebook, a cura della casa editrice Zerobook, con contratto di edizione, promozione e diffusione;

3° Classificato: un Libro fotografico, pubblicato dalla casa editrice Zerobook, selezionato tra le pubblicazioni del catalogo della casa editrice.

La serata sarà anche l’occasione per festeggiare il 25° anno di storia del nostro giornale che potremmo condividere con i 25 anni dalla nascita dell’associazione umanitaria Emergency fondata il 15 maggio 1994 da Gino Strada, grazie anche alla presenza tra gli ospiti del responsabile del Gruppo Messina, Orazio Grimaldi.

Il concorso si è fregiato del privilegio della presidenza onoraria del fotografo Armando Rotoletti, che ha partecipato alle fasi di votazione delle foto presentate al premio.

Girodivite e Zerobook invitano i lettori a partecipare numerosi alla serata di premiazione. Un’occasione per incontrare personalmente alcuni componenti della redazione che, da 25 anni, diffondono gratuitamente un’informazione libera ed indipendente dalle città invisibili.

Un luogo per Zerobook

Evento Facebook e altre informazioni —>> https://www.facebook.com/events/544488242786581/

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Rubrica : {MoVimento 5 Stelle Lentini}

Lo Streaming Video - LENTINI SR - Consiglio Comunale, martedì 12 novembre 2019

Il mercoledì 13 novembre 2019 di Giuseppe Castiglia

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Maria Cunsolo M5S al Consiglio Comunale Lentini 12 11 2019

ORDINE DEL GIORNO

1. COMUNICAZIONI ART.69 DEL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL C.C.

2. LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI.

3. RATIFICA DELLA DELIBERA Dl GIUNTA N.122 DEL 24/07/2019 ADOTTATA Al SENSI DEL COMMA 2, ART.250, DEL D.LGS 267/2000.

4. INTERROGAZIONE PROT. N. 19572 DEL 3.10.2019, A RISPOSTA SCRITTA, PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GIUSEPPE SANTOCONO E MARIA CUNSOLO (M5S), SUI MOTIVI ED I CRITERI IN BASE Al QUALI E’ STATA ADOTTATA LA D.G.M. 112/2019 "ASSEGNAZIONE PERSONALE ALL’UFFICIO DEL G.D.P. Dl LENTINI.

5. INTERROGAZIONE PROT.N.21588 DEL 28/10/2019, A RISPOSTA SCRITTA, PRESENTATA DAL CONS. SANTOCONO, IN MERITO ALLA DELIBERA Dl G.M.N.141 DEL 10/0912019 E AL DECRETO SINDACALE N.26 DEL 10/09/2019.

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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma 15 - 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA - Faenza non verranno riassunte”

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Rubrica : {Eventi in giro}

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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