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Rubrica : {Eventi in giro}

𝗟𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 "Appuntamenti culturali d’Autunno"

Il martedì 27 settembre 2022 di Giuseppe Castiglia

Mercoledì 28 settembre, ore 18:30

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Lentini - Appuntamenti Culturali d’Autunno

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Rubrica : {Emendamenti - Mozioni - Interpellanze - Interrogazioni - Informative}

Lentini - Il vice Sindaco di Lentini Maria Cunsolo "M5S il primo partito di Lentini"

Il martedì 27 settembre 2022 di Giuseppe Castiglia

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Comizio finale M5S Lentini - Regionali Sicilia 2022

Il grande lavoro di tutti ha dato i propri risultati.

Non possiamo che essere soddisfatti del risultato elettorale ottenuto dal MoVimento 5 Stelle .

Ci confermiamo il primo partito di Lentini, consolidando la nostra leadership rispetto alle altre compagini e sugli altri partiti, e questo anche dopo l’esperienza governativa nazionale e oggi al governo della città.

Le percentuali ottenute sono infatti ben più ampie di quelle nazionali e regionali, 33% Senato e 37% camera e oltre il 20% a livello regionale.

Più del doppio della percentuale nazionale e 10 punti in più della media regionale.

Non meno importante il risultato alle elezioni regionali, anche qui primo partito, e con un’eccellente performance della candidata del territorio Nuccia Prumeri. . Questo il risultato del grande lavoro fatto da tutto il movimento, dalla sua dirigenza, da Nuccia Prumeri, dalla Consigliera Agata Magnano e da tutti gli attivisti, a cui rivolgo il mio ringraziamento per l’impegno profuso.

Oggi i cittadini lentinesi confermandoci la loro fiducia ci ri-affidano così un compito importante, quello di continuare a portare avanti i valori e gli obbiettivi per cui il movimento si è sempre speso: l’attenzione particolare per gli ultimi, la riduzione delle diseguaglianze, la giustizia sociale, l’impegno per le politiche attive del lavoro, per la lotta alle mafie e per la salvaguardia ambientale.

Una grande responsabilità questa a cui non ci siamo mai sottratti e a cui non ci sottrarremo nemmeno oggi, mettendo in campo sempre il nostro lavoro.

A chi ci diceva che il movimento oramai fosse morto si dovrà ricredere!

Per i cittadini e gli elettori lentinesi il MoVimento è vivo e vegeto e le sue stelle brillano più che mai!!!

Maria Cunsolo

Portavoce M5S Lentini

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Rubrica : {Tanto per abbaiare, di Riccardo Orioles}

Sicilia, Italia

Il martedì 27 settembre 2022 di Riccardo Orioles

L’Italia ha dato al mondo il fascismo e la mafia, ma anche l’antimafia e la resistenza: Mussolini e Andreotti, ma anche Pertini e Borsellino. Non rimuoviamo la vergogna e non dimentichiamo l’onore.

Noi non abbiamo sogni, non lamentele, non critiche da fare - ora - ai politici che ci hanno portato qui: ci sarà tempo per parlarne. Ora bisogna semplicemente guardarci in faccia, decidere – ciascuno - cosa vogliamo fare e agire di conseguenza.

Qua ai “Siciliani” la cosa è semplice: noi lotteremo contro il potere mafioso che ha, riammazzando Falcone, riconquistato Palermo.

Ai nostri amici antichi, ai vecchi compagni di strada, diciamo che noi siamo sempre qui, e saremmo più forti se ci fossero anche loro. Ai nostri giovani amici, che amano le belle idee ma non hanno tempo per lavorarci, diciamo che oggi è il momento in cui, col rischio e la fatica, possono diventare davvero uomini e donne.

* * *

Il popolo siciliano, coi suoi acclamati mafiosi e i suoi buffoni, attraversa oggi uno dei momenti più bassi della sua storia. L’Italia, cent’anni dopo, ritrova la sua povera tana nella paura degli altri e nell’egoismo. “Eppure - diranno gli storici - non eravate soli. Fascisti voi, ma fascisti pure paesi civilissimi come gli svedesi. I russi e i fratelli ucraini, che morirono in massa per fermare il nazismo, hanno svastiche e rune nelle loro file. L’America che combattè per liberare i neri e stroncare Hitler ha molti che rimpiangono la schiavitù e il razzismo. L’ignoranza del povero e l’egoismo del ricco si sposano, a nord a sud, per infelicitare la vita.

A questo buio che si allarga per coprire il cielo, opponiamo i nostri semplici corpi e la nostra vita. Vogliamo vivere, studiare, crescere, lavorare, viaggiare, amare, essere amati, fidarci dei nostri padri, sorridere ai nostri figli: tutto qua. E siamo decisi a muoverci per non dover rinunciare a tutto questo.

* * *

Sicilia buco del mondo, Sicilia dei morti di mafia, Sicilia dei ragazzi di Fava e di Borsellino. Sicilia feroce e povera, Sicilia di dignità e di bandiere. Sicilia con la valigia di cartone, Sicilia con la lupara e le bombe. In questo piccolo mondo, nella disgrazia di oggi e nell’amore di ieri, si concentra tutto. E non servono più parole.


Riccardo Orioles, 26 settembre 2022

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Rubrica : {Politiche }

Un Paese ristretto

Il lunedì 26 settembre 2022 di Sergej

Partiamo dal dato dell’astensione:

"L’affluenza alle elezioni politiche del 25 settembre è stata del 63,9 per cento, inferiore di 9 punti percentuali rispetto al 2018, quando fu del 72,9 per cento: è la più bassa nella storia repubblicana e il calo è stato il più ampio di sempre tra un’elezione e la successiva. Rispetto a quattro anni e mezzo fa hanno votato quasi 4,5 milioni di persone in meno: 29,5 milioni di elettori ed elettrici contro i 33,9 milioni del 2018 [...]. Finora, lo scarto più significativo tra una elezione e la precedente in termini di affluenza era stato di 5 punti percentuali tra il 2013 e il 2008. Questa volta è quasi il doppio, pari a 9 punti percentuali." [1]

Negli ultimi trent’anni, un trend che parte dal 1989 ad oggi e che non è mutato: la riduzione progressiva del numero degli elettori nei Paesi a democrazia imposta o scelta all’indomani della vittoria rooseveltiana nella parte occidentale dell’Europa. Nell’immediato seguito alla morte di Roosevelt, come sappiamo, tutto l’Occidente ebbe una netta svolta a destra e l’Italia si ritrovò ad essere terra di confine occidentale con il nemico stalinista. L’Italia riuscì a godere dei privilegi di tale posizione: e partecipò così agli anni del boom economico e poi alla ristrutturazione economica seguita alla "crisi petrolifera". Proprio dopo il 1975 l’Italia ebbe il primo blocco sociale: l’uccisione di Moro significava che non era concessa autonomia politica, nei vent’anni successivi l’impossibilità di rinnovare le classi dirigenti (gli intramontabili Andreotti, Forlani, il mediocrissimo De Mita ecc_) ha portato alla consunzione e al degrado di un intero Paese. Nel 1992 approda anche in Italia l’onda neolercia proveniente dall’Inghilterra di Margareth Thatcher e passata per Ronald Reagan: sul panfilo Britannia si decidono le svendite dell’industria di Stato, le "privatizzazioni" dei servizi pubblici. Il fatto è che dopo il 1989 (come abbiamo subito percepito all’epoca) non c’era più bisogno della middle-class, la classe cuscinetto che sosteneva il sistema democratico e impediva alle classi subalterne di trovare altre soluzioni. La finzione "democratica" poteva finire, si tornava all’oligarchia. È in quel momento che viene bloccata la redistribuzione dei redditi verso il basso, e i ricchi diventano sempre più ricchi. Viene bloccato l’ascensore sociale. L’evasione fiscale e la corruzione rimangono i mezzi che permettono al sistema di tenere. La politica cambia sostanza: da centro decisionale e costruttivo, capace di progetto (come era fino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso) diventa saracinesca che regola i flussi dei finanziamenti a cui si rivolgono i rappresentanti delle lobby - industriali, commercianti, banchieri - tutti sostanzialmente subordinati e parassitari rispetto allo Stato.

Nel nuovo blocco sociale dell’Italia post-1992, per i giovani l’unica alternativa è espatriare (perdiamo 100 mila laureati e diplomati l’anno). Per chi rimane la prostituzione di lavori malpagati e senza prospettive. La demografia incide: si allungano enormemente i tempi di permanenza nei "ponti di comando" a causa dell’allungamento della durata della vita; ciò significa meno ricambio generazionale, e anticamere più lunghe per i "figli" (altro che Charles III e Elizabeth II!). I lavori di prestigio passano di padre in figlio rafforzando il ruolo delle famiglie borghesi. L’ascensore sociale è bloccato: puoi diventare ricco solo se fai la velina o il calciatore.

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Elezioni 2022 - Risultati - fonte Il Post

"Come fa notare Lorenzo Pregliasco dell’agenzia di sondaggi YouTrend, il numero di voti che ha consentito oggi di vincere alla destra è lo stesso che nel 2008 aveva decretato la sconfitta del Partito Democratico, guidato allora da Walter Veltroni." [2]

C’è un blocco sociale, che fa sì che l’Italia non riesca a evolversi, fa rimanere tutto statico (e progressivamente porta al degrado). Ceti e classi sono statici, afflitti da una lenta sperequazione sociale e dagli effetti dell’allungamento della vita. In questo quadro, non conta tanto le capacità o i denari di uno o di un altro "uomo politico", che sia Berlusconi o un altro. Il blocco sociale che stava nel 1994 dietro a Berlusconi è rimasto identico, sia che a guidarlo ci fosse Berlusconi o meno. E così "a sinistra".

L’Italia è un Paese in declino da lungo tempo, la fase che è iniziata nel 1992 è sostanzialmente congelata dal punto di vista demografico e sociale: in queste condizioni non è possibile pensare che dalle urne possano emergere numeri diversi da quelli "tradizionali". Né che politicamente questa società bloccata e accasciata su se stessa possa esprimere qualcosa di nuovo. Difatti le "ricette" dei diversi partiti rimangono sostanzialmente e mediocremente ferme, attestate su idee e "parole d’ordine" vecchie.

Il problema vero è che nessuna forza politica attuale ha alcuna idea di come affrontare la crisi economica e quale ruolo debba avere un Paese come l’Italia nel mondo o - anche solo più banalmente - nel proprio spazio mediterraneo. La guerra in Ucraina, fortemente voluta da Gran Bretagna e Stati Uniti per destabilizzare l’Europa e se possibile la ribelle Russia, ci ha posto in acque agitate. Da diversi decenni l’unica soluzione che ci era stata concessa era di aggregarci alla "locomotiva" Germania - visto che tutti gli altri mercati ci erano interdetti o sono altamente competitivi. Lo squilibrio sociale ed economico che questo ha provocato lo stiamo pagando con le tentazioni secessioniste del Nord Italia. Privi di uno scopo collettivo, anche la scuola ne ha risentito: su cosa dovremmo formare i nostri ragazzi, se non ci è chiaro a cosa debbano servirci questi ragazzi e queste ragazze? Tutto il Sud Italia è rimasto senza uno scopo, lo Stato non sa letteralmente cosa farsene - da quarant’anni il Sud è in coma, in progressivo degrado (con pochi radi distretti in Puglia) perché non sappiamo cosa far produrre al Sud e verso quale mercato vendere quello che si produce [3].

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Manifesto - prima pagina del 26 settembre 2022

In questo contesto, la società italiana le ha provate tutte. Aggregazioni, contro-aggregazioni; utilizzo di "rinforzi" provenienti da ceti emergenti: si pensi alle "vecchie classi" che si sono aggregate attorno a Berlusconi e alle "nuove classi" attorno alla Lega di Bossi. La cooptazione di queste classi all’interno del sistema di potere ha aiutato a conservare il potere ed evitato alcuni pericoli pure esistenti (la disgregazione "al modo Jugoslavia", soffiando sempre dall’estero finanziamenti tesi a destabilizzare il concorrente italiano), ma l’assimilazione è avvenuta utilizzando ancora una volta il sistema tradizionale della corruzione e del patto tra famiglie. Dopo il 1992 anche i ceti e le aziende create nei decenni precedenti dall’ "alternativa" sociale ex Pci sono state cooptate all’interno del sistema neo-liberista, l’illusione da parte della borghesia "di sinistra" di essere accettata e di poter fare parte dei salotti buoni del conservatorismo mondiale. L’evoluzione politica e individuale di un Chicco Testa è altamente significativo, in questo senso - da ambientalista a messaggero dei petrolisti -. All’interno del sistema capitalistico, la cordata dominante neo-liberista ha mostrato una enorme capacità distruttiva all’esterno - le guerre che sono servite per il dominio finanziario da parte degli Stati Uniti - e all’interno una enorme capacità a divorare e nutrirsi di tutto quello che si muoveva dentro il sistema oligarchico. Il partito del Movimento 5 Stelle era riuscito a portare alla realtà politica ceti esclusi dalla lotta borghese per il potere, il mondo del precariato: il disprezzo verso questi ceti da parte delle altre classi è stato netto ed evidente nel modo in cui i giornali, espressione della borghesia, hanno sempre trattato il M5S: esattamente allo stesso modo con cui i giornali negli anni Cinquanta riservavano e deridevano gli esponenti rozzi e ignorantissimi che il PCI e parte del PSI valorizzava. La lotta di classe in Italia esiste, ed è ben evidente ogni giorno.

Parallelamente alla sperimentazione di coalizioni e nuovi partiti, il tentativo italiano di sopravvivere (come Paese e come popolo) lo ha provato anche a livello istituzionale, con le diverse "riforme" elettorali. Tutte sostanzialmente restrittive rispetto al progetto inclusivo e espansivo della Costituzione del 1948. In questo nulla di nuovo. Tra il XIII e il XV secolo la Repubblica di Venezia affrontò fasi di espansione e restrizioni istituzionali (il Maggior Consiglio, la Serrata del Maggior Consiglio ecc_ [4]) in base non solo alle lotte interne ma anche a quel che succedeva all’esterno della Repubblica, le esigenze militari che il mondo in cambiamento comportava. In genere la risposta restrittiva non è solo il segno di una vittoria dei ceti più potenti, ma un ripiegamento "economico" su se stessi che può rallentare la decadenza ma in genere non la impedisce. La Repubblica di Venezia ebbe una lunga decadenza, dopo essere stata terra di "libertà" per esuli e mercanti di tutta Europa, fino a raggrinzire e essere fagocitata dall’Austria cattolica. L’Italia ha intrapreso questo percorso a partire dai referendum di Segni che hanno fatto diventare egemone il "maggioritario".

È ora la volta di sperimentare, da parte dell’omeostatica e degradante società italica - anche di questa Destra, i nati nel 1977 e affini. Ci salveranno le vecchie zie? era il titolo di un libro di Leo Longanesi. In mancanza di uno scopo geopolitico, e di una politica economica che determini cosa vogliamo produrre e per chi, non sembra che l’attuale politica italiana (ed europea del resto) abbia il fiato lungo. Sottostiamo ai piani di lunga durata di un "alleato" come gli Stati Uniti - che già con la "dottrina Brezinski" pensava a costruire una nuova cordata di alleati fedeli che dalla Polonia giungeva alla Turchia, in funzione anti Russia, e dunque scavalcavano l’Italia relegandolo a Paese di nessuno interesse -, alle azioni di Gran Bretagna e Francia volte a destabilizzare qualsiasi concorrenza italiana (per la Francia lo si è visto con la vicenda libica, ma non solo). Nel mentre cresce la capacità di manovra della Turchia (ormai presente di fronte a noi, in Libia), dell’Egitto (finanziato dall’Arabia saudita). Non abbiamo più la protezione che speravamo di trovare nell’Europa (questo era il piano congiunto di Prodi e alleati ex Pci). Insomma, per noi sono cavoli amari.

Ps: un Paese che pensa di trovare la libertà e comodità di poter andare al bar e ordinare caffé macchiato, caffé con anice, caffé in tazzina di vetro, caffé all’americana, caffé proveniente da coltivazioni equo-solidali, caffé in mille modi diversi. Il "miglior caffé al mondo" mmmmm! "quello italiano". Beh, spiacente dirlo, non è vero. Il nostro è solo un caffé ristretto, bruciato, una sbobba "di quel che ci passa il convento". Solo che la pubblicità ce lo spaccia come caffé. L’Italia è un Paese non solo culturalmente e politicamente, ma culinariamente ristretto.

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Rubrica : {Eventi in giro}

XXVI Edizione Premio Nazionale di Poesia “COLAPESCE 2022”

Il lunedì 26 settembre 2022 di Redazione Zerobook

Via S. Sebastiano, 18 - 98122 MESSINA - Tel. e Fax 0039-090-771398 -
 Dr. Lillo Alessandro infoline: 0039-348-6044374
 E-mail: lillo.alessandro@pec.it
 lilloalessandro@gmail.com canterinipeloritani@gmail.com
 C.F. e P.I. 02813330830
 Rif. Cstpcp2022-REGOLAMENTO.COLAPESCE.2022-1-
 Riconosciuto dall’ Università degli Studi di Messina

Messina 21 Settembre 2022

XXVI EDIZIONE PREMIO NAZIONALE DI POESIA “COLAPESCE 2022”

7 dicembre 2022

Palacultura Antonello da Messina

REGOLAMENTO

1. Nel quadro del Premio Internazionale Colapesce il “CENTRO STUDI TRADIZIONI POPOLARI CANTERINI PELORITANI” indice ed organizza la XXVI° Edizione del Premio Nazionale di Poesia, “COLAPESCE 2022” con la collaborazione dell’Associazione “AMICI DELLA NATURA T.A.R.C.”.

2. Il Premio si articola in due sezioni:
 I SEZIONE IN LINGUA I° Classificato “Trofeo e diploma”
 II - III°- Classificato “Targhe e Diplomi”
 II SEZIONE IN VERNACOLO SICILIANO I° Classificato “Trofeo e diploma” II° e III° Classificato “Targhe e Diplomi”

3. La giuria sarà composta da personalità del mondo accademico e della cultura.

4. La partecipazione è aperta a tutti con non più di tre poesie da inviare in 6 copie dattiloscritte una delle quali dovrà essere firmata con tutti i riferimenti dall’autore e dovrà riportare la seguente dichiarazione “dichiaro l’opera presente frutto originale ed esclusivo del mio ingegno” .

5. Le liriche dattiloscritte non dovranno superare i 32 versi ciascuna e non devono essere state premiate o segnalate in altri concorsi.

6. Le poesie potranno essere edite o inedite.

7. Le tre prime classificate per ogni sezione verranno lette dagli stessi autori in occasione della cerimonia di premiazione.

8. La cerimonia di premiazione avverrà in Messina al Palacultura Antonello Da Messina il 7 DICEMBRE 2022 ore 19.15 in occasione della consegna del Premio Internazionale “COLAPESCE”.

9. Il contributo di partecipazione per spese di segreteria per ogni artista e per ogni sezione è di € 15,00.

10. Gli elaborati, per tutte le sezioni, dovranno essere spediti in busta chiusa contenente la quota d’iscrizione o presentati personalmente presso il “Centro Studi Tradizioni Popolari Canterini Peloritani” sito in Via S. Sebastiano, 18 - 98123 Messina entro e non oltre il 19 NOVEMBRE 2022 dalle ore 11.30 alle ore 13.30 e dalle ore 17.30 alle ore 20.00.

11. Il giudizio della Giuria è inappellabile ed insindacabile.

12. Gli organizzatori si riservano di modificare, in qualsiasi momento, il presente regolamento.

L’ORGANIZZAZIONE

150° Anniversario Unità d’Italia
 Ministero per i Beni
 e le Attività Culturali

Riconoscimento
 Gruppo di Musica Popolare
 di Interesse Nazionale

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Rubrica : {Flash}

È morto Gianfranco Spadaccia, ex segretario del Partito Radicale

Il domenica 25 settembre 2022 di Redazione

È morto a 87 anni Gianfranco Spadaccia, giornalista, ex parlamentare e segretario del Partito Radicale tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta. Nato a Roma il 28 febbraio del 1935, si laureò in Giurisprudenza e cominciò a lavorare all’Agenzia Giornalistica Italiana, collaborando con diverse riviste. Dopo aver militato nel Partito Socialista Democratico Italiano, partecipò alla fondazione del Partito Radicale, di cui fu segretario nel 1967, nel 1968 e dal 1974 al 1976. In quegli anni fu tra gli esponenti del partito arrestati nell’ambito della campagna politica che, unita alle lotte dei movimenti femministi, portò successivamente alla depenalizzazione dell’aborto.

Deputato e poi senatore dalla seconda metà degli anni Ottanta al 1990, Spadaccia si impegnò in moltissime lotte legate ai diritti civili, da quella per la riforma carceraria a quella contro la pena di morte; sostenne anche l’istituzione di una corte di giustizia internazionale che si occupasse di crimini contro l’umanità. Spadaccia è stato anche membro della direzione dell’associazione Luca Coscioni, che si occupa da molti anni di libertà civili e diritti umani. Dal 2019 aveva aderito al partito +Europa.

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Spadaccia e Pannella

Fonte: Il Post.


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Rubrica : {Eventi in giro}

Cous Cous Fest, Italia vince gara internazionale di cous cous con chef da 8 Paesi

Il domenica 25 settembre 2022 di Redazione

E’ l’Italia con Pierpaolo Ferracuti, il marchigiano chef e patron del ristorante stellato “Il Retroscena” di Porto San Giorgio (Fermo) ad aggiudicarsi il Bia cous cous world championship, il Campionato del mondo di cous cous che ha visto confrontarsi a San Vito Lo Capo chef di 8 Paesi (Argentina, Brasile, Costa d’Avorio, Francia, Italia, Marocco, Palestina e Tunisia) in occasione della 25\esima edizione del Cous Cous Fest, che si chiude oggi (domenica) nella cittadina. La sua ricetta dal titolo “Panzarella mediorientale: cous cous con gambero e gazpacho” ha conquistato il palato della giuria tecnica - presieduta da Paolo Marchi e composta da Enzo Vizzari, Fiammetta Fadda e Chiara Maci - e della giuria popolare, battendo quella preparata dal palestinese Shady Hasbun, un "cous cous che vuole essere un falafel", ricetta che ha conquistato il premio Conad per “impatto zero e sostenibilità” consegnato da Vittorio Troia, Direttore Area Sicilia Pac2000A Conad.

Pierpaolo Ferracuti è stato premiato sul palco in piazza Santuario dal sindaco di San Vito Lo Capo Giuseppe Peraino e da Luciano Pollini, Ad di Bia cous cous, main sponsor del festival. “Questa vittoria – ha detto Ferracuti – è un’emozione grandissima che non mi aspettavo ma la cosa più bella è stata la collaborazione che si è creata in cucina tra noi chef, un’armonia bellissima e poi l’aria di festa e l’allegria che si respira a San Vito Lo Capo”.

Secondo Paolo Marchi “vince l’Italia un’edizione del Cous Cous Fest tirata come raramente è successo in precedenza, quasi una parità tra una ottima interpretazione della tradizione araba e l’eleganza della creatività tricolore. A Pierpaolo Ferracuti il merito di avere portato un piatto popolare nel novero dell’alta cucina”. La ricetta di Ferracuti ha stupito anche per l’innovazione tecnologica nella cottura, conquistando il riconoscimento promosso da Electrolux Professional, consegnato da Giuseppe Pappalardo, cook and chill specialist chef Electrolux Professional.

E’ andato invece alla chef argentina Lola Macaroff il premio speciale Amadori per il miglior utilizzo del prodotto “carne”, consegnato da Ersilia Soccio, corporate communication specialist dell’azienda, mentre la chef tunisina Aissi Hajer, che gestisce la trattoria “Cantina siciliana” a Trapani ha conquistato il premio Don’t Touch per l’autenticità del piatto e il rispetto della cultura di provenienza consegnato dal project manager del progetto, Nicola Sequenzia.

E’ infine dell’ivoriano Issouf Sanogo la ricetta più originale che ha ricevuto il premio speciale UniCredit consegnato da Jlenia Pasta, Responsabile area Retail Trapani di UniCredit Italia. Con oltre 50 mila biglietti staccati e 200 mila presenze complessive si chiude stasera, domenica 25 settembre, la venticinquesima edizione del Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale di San Vito Lo Capo, organizzato dall’agenzia Feedback, in partnership con il Comune di San Vito lo Capo, il sostegno della Regione Siciliana, dei main sponsor Bia CousCous, Conad ed Electrolux e degli official sponsor UniCredit, Tenute Orestiadi e Amadori. Soddisfatto il sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino: “un’edizione speciale che ha visto il ritorno della musica live e ha avuto un grande riscontro di presenze con San Vito Lo Capo ha registrato praticamente il tutto esaurito nelle sue strutture turistiche alberghiere ed extra alberghiere che corrispondono a circa 8.400 posti letto”.

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Pierpaolo Ferracuti - Italia Campione del mondo di cous cous

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Rubrica : {Libri e idee}

Da quale Francesco ricominciare

Il sabato 24 settembre 2022 di Fabio Gaudioso

Venerdì 23 Settembre, ultimo giorno di campagna elettorale, si è svolto presso l’Arena Argentina di Catania un interessante e assai partecipato incontro, in occasione della pubblicazione di Francesco Coniglione su "L’uomo venuto da un altro mondo : Francesco d’Assisi". Ne hanno parlato, con l’autore, Antonio Di Grado e, in rappresentanza dell’arcivescovo di Catania, Salvatore Genchi vicario generale della Diocesi. Ha introdotto e moderato Giulio Toscano dell’associazione Volerelaluna (la politica puntoacapo) di Catania che ha così dato inizio alle sue attività.

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Cinestudio Catania: presentazione libro su Francesco d’Assisi - Antonio Di Grado, Giulio Toscano, Salvatore Genchi

La coincidenza ha fatto sì che proprio nella stessa mattinata di venerdì 23 si siano svolti, a Catania come in altre decine e decine di piazze italiane, i cortei dei giovani studenti di Friday For Future, in difesa degli equilibri naturali del nostro pianeta, e in lotta - da ormai tre anni - contro le drammatiche conseguenze del sempre più clamoroso mutamento climatico.

Le coincidenze, come si sa, non sono mai casuali: se c’è, infatti, una chiara e netta eredità dell’insegnamento e della testimonianza del più laico tra i santi - questo è il nostro patrono d’Italia - sta proprio nella diffusa cultura ecologica e ambientalista che, nonostante incredibili negazionismi e spietati egoismi a difesa di un sempre più distorto modello di sviluppo, sembra ormai affermarsi, almeno a livello, appunto, di giovani generazioni.

Se, insomma, vogliamo incontrare le tracce profonde lasciate - nonostante i molti secoli di distanza - da Francesco d’Assisi nel mondo di oggi credo che dobbiamo metterci sul cammino di due altri grandi "Maestri" italiani, di cui proprio quest’anno ricorreva l’anniversario del Centenario della nascita: mi riferisco, come qualcuno potrebbe avere già intuito, a Pierpaolo Pasolini - evocato in un momento del dibattito, a proposito di uno splendido episodio di "Uccellacci e uccellini" (recentemente proiettato nella stessa Arena catanese) - e al segretario comunista Enrico Berlinguer. Come non vedere, per esempio, nel memorabile articolo pasoliniano sulla scomparsa dalle campagne e dalle strade italiane delle bellissime e magiche lucciole, chiara testimonianza dell’avvenuta trasformazione del Paese da agricolo a industriale, corrotto - già mezzo secolo fa - dalla società opulenta dei consumi, basata sulla TV e sulla sua pubblicità (il berlusconismo prima di Berlusconi)... come non vedere in tutto questo un francescanesimo perenne?

E, ancora, come non vedere in quel profetico e visionario discorso tenuto all’Assemblea degli intellettuali nel gennaio del 1977, al Teatro Eliseo di Roma, da parte dell’amatissimo e rimpianto dirigente comunista, in cui si evocava la necessità di un nuovo - e profondamente alternativo - modello di sviluppo, fondato su un concetto alto e nobile di "austerità", un lontano riflesso di quella sobria e pauperistica concezione che caratterizzava alcuni tra gli aspetti principali della testimonianza e pratica francescana?

Pasolini, come si sa, fu tragicamente e barbaramente ucciso - a lui poche settimane fa, in collaborazione con l’Associazione Catania Jazz, l’Arena Argentina ha dedicato una interessantissima rassegna con i cinque film girati in Sicilia dal grande regista - il segretario comunista fu frainteso e contrastato non solo dai cosiddetti poteri forti - economici, sociali, politici - fuori ma anche dentro il suo stesso partito e movimento operaio.

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Cinestudio Catania - presentazione libro su Francesco d’Assisi - l’autore Francesco Coniglione

Eppure, tornando al mondo di oggi, pensando alle drammatiche urgenze a cui siamo davanti, tra tutte la difesa della pace ☮️ e la lotta per il disarmo, resto più che mai convinto della lungimiranza e della bontà di quella coraggiosa strategia politica chiamata del "compromesso storico": non a caso, poco prima di morire - strenuamente impegnato nella ricerca della costruzione di un vasto e largo Movimento per la pace ☮️- Enrico Berlinguer si recò in visita e venne calorosamente accolto dai frati francescani del Convento di Assisi. Non è stato, quindi, formale anche l’incontro di venerdì pomeriggio tra il vicario della Diocesi con due dei principali esponenti della cultura politica progressista e di sinistra della nostra città. In questo senso crediamo che sia utile e necessario ricominciare da Francesco d’Assisi e da chi, come quei due grandi italiani nati nel fatidico (e famigerato) 1922, può ancora adesso costituire valido punto di riferimento e motivo di utile riflessione.

Nel corso della serata è stato poi proiettato il film "Francesco" di Liliana Cavani.

Un sentito ringraziamento va, a tale proposito, rivolto al Cinestudio che ha fortemente voluto organizzare, assieme agli amici di Volerelaluna, un pomeriggio e una serata di confronto e approfondimento culturale, così interpretando - come fa, ormai, da 40 anni presso l’Arena Argentina - un ruolo che travalica quello del mero esercizio cinematografico. Al prossimo libro, al prossimo film.

L’ uomo venuto da un altro mondo : Francesco d’Assisi / Francesco Coniglione. - Bonanno editore, 2022. - 412 p. : ril. - (Cultura e formazione. Filosofia). - ISBN 978-88-6318-296-5


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Rubrica : {MoVimento 5 Stelle Lentini}

Lo Streaming Video - Lentini Sr, comizio di chiusura campagna elettorale del M5S

Il venerdì 23 settembre 2022 di Giuseppe Castiglia

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Comizio Lentini 23 settembre 2022

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Saluti finali comizio Lentini M5S

#dallapartegiusta

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Rubrica : {MoVimento 5 Stelle Lentini}

Lo streaming Video - Buscemi, comizio M5S, campagna elettorale 2022

Il giovedì 22 settembre 2022 di Giuseppe Castiglia

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Comizio Buscemi
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Comizio M5S a Buscemi 22 settembre 2022

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Rubrica : {MoVimento 5 Stelle Lentini}

Lentini Sr - Brunch con il Candidato M5S

Il giovedì 22 settembre 2022 di Giuseppe Castiglia

Saranno presenti

Nuccio Di Paola candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, i candidati alla Regione Siciliana, alla Camera e al Senato del M5S.

I cittadini che vorranno incontrarci saranno i benvenuti.

Invitata a partecipare anche la stampa.

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Brunch con il candidato M5S

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Rubrica : {Politiche }

Elezioni politiche 2022. Veri e finti profughi, è solo propaganda

Il giovedì 22 settembre 2022 di Redazione

Da quando è iniziata, la guerra in Ucraina è diventata il pretesto per la diffusione di una propaganda razzista che distingue tra “veri” e “falsi” profughi. Gli argomenti dati in pasto all’opinione pubblica sono infondati, eppure la campagna elettorale permanente continua a utilizzarli senza vergogna. La scorsa primavera i tweet di Matteo Salvini hanno orientato la strategia social della Lega in tema migranti, tarandola sull’idea che sia "assurdo e in malafede mettere sullo stesso piano i profughi VERI che scappano da guerre VERE… con i clandestini che arrivano in Italia illegalmente".

Non è dato sapere che cosa sia una guerra falsa, ma l’argomento raccoglie consenso tanto che pure Fratelli d’Italia lo propone, accompagnato da esempi concreti (sic). Così Giorgia Meloni dal palco della scuola di formazione politica del suo partito, lo scorso aprile a Bari: "Rischiamo di non poter aiutare chi scappa dalla guerra in Ucraina perché abbiamo migliaia di nigeriani in età da lavoro che stiamo mantenendo". L’odiosa distinzione è da tempo cara a un certo discorso politico, in auge in Italia e in buona parte d’Europa. Detto questo, il tema merita comunque una riflessione articolata e trasversale, perciò lo approfondiamo su questo numero.

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Che cosa insegna sui profughi davvero la guerra in Ucraina? Anzitutto che un’altra accoglienza è possibile. L’Europa e il nostro paese hanno dato asilo senza traumi ai quasi sette milioni di profughi in arrivo da quel conflitto. Per l’occasione è stata attivata una protezione temporanea speciale, prevista dal 2001 e mai usata prima: gli ucraini hanno goduto di libertà di movimento e il sistema di accoglienza non ha registrato incidenti.

In secondo luogo, ci insegna che non è vero che “da noi” non c’è più posto. Dopo l’attacco russo sono arrivate in Italia oltre 150mila persone, un numero cinque volte maggiore rispetto agli ingressi registrati dal 2017, eppure chi è arrivato ha ricevuto aiuto senza destabilizzare il Paese.

Terzo, quanto le politiche e le pratiche di accoglienza in Europa siano imbevute di razzismo. Di fronte alla marea di profughi ucraini nessuno ha gridato all’invasione, per fortuna, mentre ancora si ricorre allo spauracchio dell’orda di stranieri alle nostre porte per tutti gli altri popoli, sebbene le cifre siano inferiori. I cittadini stranieri, non bianchi, presenti in Ucraina e sfollati per la stessa guerra, sono stati sottoposti a respingimenti e deportazioni.

Quarto, che le etichette con cui classifichiamo i migranti sono vecchie e spesso pretestuose: ci stanno a cuore solo alcune guerre, alcune tragedie, alcuni stranieri. Le maglie dell’accoglienza si allargano e stringono a seconda degli umori e delle convenienze dei governi, non da oggi, senza tenere conto né dei nuovi scenari globali né dei drammi legati alla devastazione ambientale e al clima.

Quinto, che il problema della sostenibilità economica è falso. Stando agli ultimi dati disponibili (2019) la nostra economia ha guadagnato 29 miliardi dal lavoro degli stranieri, spendendone 25 per la loro gestione. Per di più, respingere i cosiddetti “migranti economici”, che non fuggono da guerre ma da altri bisogni, è del tutto irrazionale oltre che inumano, dato che abbiamo bisogno di loro per motivi demografici e di mercato. Lo ha detto bene Maurizio Ambrosini, sociologo esperto di migrazioni: "Non è l’immigrazione reale quella che spaventa, ma quella immaginata e ingigantita dalla propaganda"

Da lavialibera n°16 (Editoriale di Elena Ciccarello, Direttrice responsabile lavialibera)

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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma 15 - 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA - Faenza non verranno riassunte”

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Rubrica : {Eventi in giro}

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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NOTE :

[1] Fonte: Il Post.

[2] Fonte: Il Post.

[3] La vicenda agrumicola è esemplare, tra le tante, di questa vicenda. Quando gli accordi internazionali cambiano, non ci sono santi che tengano.

[4] Vedi: Governo della Repubblica di Venezia.


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