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Rubrica : {ParoleRubate}

Fascisti e socialisti a Lentini

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Ferdinando Leonzio

Fascisti e socialisti
giocavano a scopone:
e i fascisti vinsero
con l’asso di bastone.

L’amministrazione socialista di Lentini capeggiata da Filadelfo Castro, scaturita dalla strepitosa vittoria (24 seggi su 30) nelle elezioni dell’autunno 1920, che avevano portato per la prima volta il PSI al governo della Città, non ebbe vita lunga né facile.

Dopo l’entusiastico esordio, già dall’anno successivo essa si vide il gruppo consiliare falcidiato dalle dimissioni dalla carica di coloro che avrebbero poi costituito il partito comunista (allora non esisteva l’istituto della surroga), mentre la minoranza nazionalista disertava sistematicamente i lavori del consesso civico, chiusa nel suo livore e rimuginante la sua vendetta.

E intanto anche in Sicilia e in provincia di Siracusa si manifestava, con sempre maggior vigore, la reazione agraria, sostenuta da nazionalisti e fascisti, i quali sempre più rimpolpavano le loro file, grazie all’adesione delle varie consorterie che per anni avevano fatto il bello e il cattivo tempo nelle amministrazioni locali. La violenza degli squadristi esplose con virulenza in occasione delle elezioni politiche del 15 maggio 1921 e proseguí nei mesi successivi.

L’occasione più ghiotta per infliggere un colpo mortale al socialismo lentinese si presentò il 25 maggio 1922, quando uno scoppio, avvenuto in una fabbrica di fuochi d’artificio, provocò la morte del proprietario, un socialista.

Il successivo 7 luglio furono arrestati due esponenti del movimento socialista, per fabbricazione non autorizzata di esplosivi e il primo cittadino Castro, quale mandante.

Il 10 luglio fu perciò tenuto, dalla trascinante oratrice Maria Giudice, un affollato comizio di solidarietà nei confronti degli accusati.

Durante il comizio la forza pubblica, essendo stati lanciati dei sassi contro di essa, che aveva caricato la folla, sparò. Alla fine dei tafferugli che ne seguirono, durati tutta la notte e a cui pare non siano stati estranei anche gruppi reazionari, rimasero sul terreno quattro morti e una cinquantina di feriti. Vi furono poi tredici arresti, fra cui quello della stessa Giudice, accusata di istigazione a delinquere ed eccitamento all’odio di classe.

A gestire l’amministrazione comunale rimase l’assessore anziano, il calzolaio Rosario Mangano, il quale potrà resistere solo pochi mesi.

Quando Castro e la Giudice uscirono dal carcere, nel 1923, completamente scagionati, il fascismo era già al potere dal 28 ottobre 1922, il Consiglio Comunale di Lentini era stato sciolto il 12 novembre 1922 „per impossibilità di funzionamento e per motivi di ordine pubblico“ e il Comune era stato commissariato.

Il Regio Commissario cav. rag. Angelo Polizzy impiegò gran parte del suo tempo a ricucire fra loro le varie anime della reazione locale (agrari, combattenti, nazionalisti, fascisti, liberalconservatori) per indurle a formare tutte assieme un’unica lista; la quale poi vinse le elezioni comunali del 2 dicembre 1923, anche perché era la sola in campo, essendo ormai state sbaragliate e disperse le organizzazioni del socialismo locale. Avevano votato 2260 elettori sui 6460 aventi diritto. I baroni e i borghesi medio-alti che ne facevano parte non mancarono di ringraziare il cav. Polizzy per la sua opera di ricucitura della variegata destra.

Nella seduta inaugurale del nuovo Consiglio Comunale, il Commissario, fra gli incessanti applausi dell’immenso pubblico che gremisce l’aula (così recita il verbale), espresse l’augurio commosso di chi, per più di un anno divise con animo trepido i vostri affetti, seguì i vostri sforzi e cercò, come poteva, di incorare sentimenti e ordinare volontà ed energie, perché ad un’elevata finalità di concordia e di proponimenti Voi, cittadini consapevoli di doveri e responsabilità... possiate dedicarvi alla nobile missione, alla nuova rielaborazione di valori.

Il Consiglio Comunale, per dimostrargli quanto particolarmente le persone dell’ordine gli siano grate per il fervore da lui speso per la composizione del partito vittorioso che oggi assume il potere e per il carattere eminentemente nazionale che egli ha saputo imporre al partito medesimo, all’unanimità gli conferì la cittadinanza onoraria di Lentini.

Sindaco venne eletto il farmacista Giuseppe Consiglio: egli allora non poteva sapere che sarebbe stato il primo e l’ultimo sindaco di Lentini dell’era fascista, poiché il regime, qualche anno dopo, abolirà quella carica, per sostituirla con quella, nominata dall’alto, di podestà., cui saranno attribuiti, tutti assieme, i poteri del sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale. Un nuovo e ben più importante motivo per esultare il Consiglio Comunale di Lentini, lo trovò nella seduta del 25 maggio 1924, tenutasi quindi dopo circa un mese dalle famigerate elezioni politiche del 1924. Il civico consesso constatò come in quest’ora fulgente di luce e di entusiasmo, di gloria e di promesse è doveroso dimostrare, con segni tangibili, la gratitudine al nobile condottiero dei fascisti, al Presidente del Consiglio dei Ministri, che è riuscito a sollevare l’Italia dalla rivoluzione. Anima salda, cuore fervido, intelligenza prodigiosa, attività fenomenale: ecco i valori morali di Benito Mussolini, di questo gigante del pensiero e dell’azione.

Per cui, dopo avere espresso... salda fiducia nel Governo stesso e nel Suo nobilissimo capo, volontà decisa di amarlo, di seguirlo e di ubbidirgli oggi, domani e sempre per la grandezza della Patria, ad unanimità di voti, e per acclamazione, conferì a Sua Eccellenza Benito Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri, la Cittadinanza onoraria di Lentini.

Un mese dopo fu rapito e ucciso a Roma, da una squadra fascista, il leader socialista Giacomo Matteoti, il quale ebbe il tempo di mormorare ai suoi assassini: Voi potete uccidere me, ma l’idea che è in me non morirà!

Il concittadino Mussolini avrà occasione di venire a Lentini solo molti anni dopo, precisamente il 12 agosto1937. Dovendosi recare da Catania a Siracusa, per presenziare all’inaugurazione delle rappresentazioni classiche, doveva, infatti, necessariamente passare da Lentini, che era allora appunto un passaggio obbligato per quell’itinerario.

Per l’occasione furono adottate misure severissime, per la sicurezza del Duce: strade transennate, controllo degli alberghi, dei forestieri che arrivavano in città e mille altre cautele. Per l’occasione – scrive il noto antifascista Natale Vella in un suo memoriale – Dieci giorni prima fummo arrestate circa quindici persone. Io, Marino, Castro, Santocono, Silvestro Motta, Martinez Francesco, Di Giorgio, Vinci, Pupillo ed altri di cui non ricordo i nomi.

Girava la voce che i „sovversivi“ stessero preparando un attentato al Capo del Governo. Imputazioni di quel tipo avrebbero potuto comportare la pena di morte. Si può immaginare l’angoscia delle famiglie degli arrestati! Ma non accadde nulla.

Provenendo da Catania, l’auto presidenziale percorse, senza fermarsi, Via Vittorio Emanuele III, Via Garibaldi, piazza Duomo, Via Arrigo Testa, Via Giuseppe Verdi, piazza Nazionale e quindi imboccò Via Siracusa.

Una breve sosta fu fatta presso l’abbeveratoio situato all’ingresso di Carlentini. Il Duce scese, si rinfrescò e guardò la vallata sottostante in cui era distesa Lentini. Secondo Vella, guardandola, disse: Lentini, in un verso o nell’altro, è sempre Lentini.

Cosa avrà voluto dire? Forse che il socialismo, pur vinto e perseguitato, in quella città non era mai morto?

Nel 1943, in occasione dello sbarco degli Alleati in Sicilia, molti di quelli che avevano giurato fedeltà al fascismo e al suo Capo si tolsero le „cimici“ dall’occhiello della giacca e nascosero le camicie nere. Un manifesto dell’epoca mostra un soldato britannico che punta il fucile contro un sospetto e gli chiede, in inglese. You fascist? (Sei tu un fascista?) e l’altro risponde, con finto stupore, in dialetto siculo: Iù fascista? (Io fascista?), come per dire: „ma quando mai, neanche per sogno“. La comicità della scena nasceva dall’assonanza delle due espressioni, l’inglese e la siciliana.

Gli inglesi entrarono a Lentini il 15 luglio 1943, i fascisti si eclissarono o mimetizzarono, e Via Siracusa divenne Via Giacomo Matteotti.

E con una commemorazione del martire, tenutasi nei locali del cinema „La Ferla“, in Via Garibaldi, riprese la marcia dei socialisti di Lentini, che li condurrà alla riconquista del Comune con la splendita vittoria del 17 marzo 1946, con a capo lo stesso leader del 1920: Filadelfo Castro.

Come se il ventennio fascista fosse stato un semplice intervallo fra due vittorie socialiste.


Per un approfondimento dell’argomento si può vedere, dello stesso autore di queste note: „Lentini 1892-1956 – vicende politiche“, Edizioni Ddisa 2002, di prossima ristampa per le edizioni ZeroBook.


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Rubrica : {Flash}

Rosario Villari RIP

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Sergej

È morto a 92 anni lo storico Rosario Villari, autore di un manuale di storia per le scuole superiori molto diffuso, e sul quale hanno studiato diverse generazioni di studenti italiani.

Villari era originario di Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria ed era anche stato deputato: era stato eletto nel 1976 con il Partito Comunista Italiano. Insegnò storia moderna a Roma, Messina e Firenze e oltre ai testi scolastici scrisse vari saggi di storia, tra cui Mille anni di storia. Dalla città medievale all’unità dell’Europa, Elogio della dissimulazione. La lotta politica nel Seicento e Per il re o per la patria. La fedeltà nel Seicento, pubblicati da Laterza.

Era un divulgatore chiaro, cristallino, intellettuale illuminista e meridionalista come ormai non esistono più. Lo seguivamo sempre nelle sue brevi apparizioni televisive sui programmi di storia di Rai3 e RaiStoria. Dopo Giuseppe Giarrizzo è una ulteriore perdita per tutti noi.


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Rubrica : {Girodivite 2017}

n. 766 - "Se sai e taci, allura sì complici" (18 ottobre 2017)

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Redazione

Il numero 766 di Girodivite del 18 ottobre 2017: "Se sai e taci, allura sì complici" (Se sei a conoscenza di un’ingiustizia e non la denunci, allora sei complice).

In questo numero:


** La truffa: si vive meno ma aumenta l’età per andare in pensione ** , di Redazione - 18 ottobre 2017

Non dobbiamo accettare un’organizzazione della società in cui il futuro per la maggior parte degli individui costituisce inesorabilmente una minaccia. Un articolo di Paolo Massucci (La Città Futura).

 > https://www.girodivite.it/La-truffa-si-vive-meno-ma-aumenta.html


** Due riconoscimenti importanti per tutta Emergency ** , di Redazione - 18 ottobre 2017

Il lavoro instancabile dello staff di Emergency da 10 anni presenti sul territorio martoriato del Sudan.

 > https://www.girodivite.it/Due-riconoscimenti-importanti-per.html


** Abbaiano alla luna ** , di Redazione Lavoro - 18 ottobre 2017

I segretari di cgilcisluil sono stati ricevuti da esponenti del governo un paio di ore prima della riunione del consiglio dei ministri che dovrà varare la manovra economica 2018.

 > https://www.girodivite.it/Abbaiano-alla-luna.html


** Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali 2017 ** , di Redazione - 18 ottobre 2017

Dal 2012 aderiamo alla campagna internazionale promossa dalle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio dei disastri naturali.

 > https://www.girodivite.it/Giornata-Internazionale-per-la.html


** Intervista a Gianluca Rando ** , di Piero Buscemi - 18 ottobre 2017

Abbiamo incontrato l’artista messinese, reduce dal tour "A piedi nudi", portato in giro in estate alle Isole Eolie, alla vigilia dell’uscita del suo ultimo album "Eoliana".

 > https://www.girodivite.it/Intervista-a-Gianluca-Rando.html


** Il Porto di Catania ** , di Adriano Todaro - 18 ottobre 2017

Grandi manovre per la Regione siciliana ma anche in Lombardia non scherzano

 > https://www.girodivite.it/Il-Porto-di-Catania.html


** Il “pizzino” di ottobre 2017 de Le Galline Felici ** , di Redazione - 18 ottobre 2017

Notiziario tendenzialmente mensile rivolto a tutto il mondo delle Alternative Possibili

 > https://www.girodivite.it/Il-pizzino-di-ottobre-2017-de-Le.html


** Assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia ** , di Emanuele G. - 17 ottobre 2017

Spira decisamente un’aria molto pesante in Europa. Lo vogliamo capire?

 > https://www.girodivite.it/Assassinio-della-giornalista.html


** Lo Streaming video - Lentini - venerdì 13 ottobre 2017 - Evento pubblico - "In periodo di Bilanci... Sbilanciamoci"­ - I Parlamentari M5S incontrano i Cittadini ** , di Giuseppe Castiglia - 14 ottobre 2017

Incontro Pubblico con i Parlamentari del MoVimento 5 stelle, presso l’Ex Pescheria di Lentini. L’informazione e la trasparenza nei bilanci finanziari degli enti pubblici e dei comuni, ed in particolare del comune di Lentini, uno dei punti cardini della serata. Ma alla fine i conti non tornano ed è guerra dei numeri tra l’amministrazione e il settore contabile del Comune e a pagare sono sempre i cittadini.

 > https://www.girodivite.it/Lentini-venerdi-13-ottobre-2017.html


** Sciopero Generale Usb Pubblico Impiego ** , di Piero Buscemi - 13 ottobre 2017

L’Usb-PI ha manifestato ieri 12 ottobre, presso l’Aran a Roma per chiedere il rinnovo del contratto, fermo al 2009.

 > https://www.girodivite.it/Sciopero-Generale-Usb-Pubblico.html


** Siamo rimasti senza Crocetta (ce ne faremo una ragione?) ** , di Redazione - 13 ottobre 2017

La lista in cui era candidato Rosario Crocetta è stata esclusa dalle elezioni regionali in Sicilia. La vicenda tipica di una politica stracciona.

 > https://www.girodivite.it/Siamo-rimasti-senza-Crocetta-ce-ne.html


** No all’alternanza scuola-lavoro ** , di Redazione - 13 ottobre 2017

L’Unione degli studenti, ha organizzato manifestazioni in 70 città italiane il 13 ottobre 2017. Si tratta del primo sciopero dell’anno, contro l’alternanza scuola-lavoro.

 > https://www.girodivite.it/No-all-alternanza-scuola-lavoro.html


** Venerdì 13 ** , di Riccardo Orioles - 12 ottobre 2017

Della serie “anche i migliori – qualche volta – sbagliano”.

Si dice di Benedetto Croce che, per quanto filosofo, non rinunciasse a un prudente cornetto rosso nel fondo del taschino. Perciò anch’io, che filosofo non sono, credo di potermi permettere qualche innocua superstizione. Così temo i gatti neri, i pipistrelli, i frati incappucciati e i dalemi, L’ultimo, soprattutto: poiché se i primi, tutto sommato, possono ricondursi a miti popolari, dell’ultimo qualche storico non manca di produrre presunte (...)

 > https://www.girodivite.it/Venerdi-13.html


** Lentini - Riunione del Consiglio Comunale 18 ottobre 2017, alle ore 19.30, per la trattazione del seguente: ** , di Giuseppe Castiglia - 12 ottobre 2017

Lentini - Riunione del Consiglio Comunale che avrà luogo mercoledì 18 ottobre 2017, alle ore 19.30, nei locali della sala consiliare di Via Galliano, per la trattazione del seguente:

 > https://www.girodivite.it/Lentini-Riunione-del-Consiglio.html


** Siate costituzionali, siate liberi: l’appello di Pippo Civati alla Camera ** , di Redazione - 12 ottobre 2017

L’intervento del vostro affezionatissimo, oggi, alla Camera dei deputati, sulla terza fiducia posta dal governo sulla legge elettorale:

È la seconda volta che si ripropone la stessa discussione. La prima volta me la ricordo bene: era il 2015 e uscii dalla maggioranza, non potendo più accettare certe scelte e non volendo conformarmi a comportamenti contrari al mandato elettorale.

Se quella era la volta dell’arroganza, questa è la volta della disperazione. Una mossa della disperazione dopo tanti (...)

 > https://www.girodivite.it/Siate-costituzionali-siate-liberi.html


** Appello dalla Sicilia con i comuni e le città per la ratifica del bando delle armi nucleari ** , di Redazione - 12 ottobre 2017

Nella giornata internazionale della Pace, all’indomani della sottoscrizione e ratifica da parte di 50 nazioni del bando delle armi nucleari votato a New York il 7 luglio 2017 dall’ONU, sosteniamo, con le nostre associazioni, la proposta dei comuni siciliani affinché l’Italia ratifichi e sostenga il bando delle atomiche, nella prospettiva di un Mediterraneo di Pace, libero da ordigni nucleari e da armi di distruzione di massa.Chiediamo che l’Italia sia libera dalle attuali 90 testate nucleari. (...)

 > https://www.girodivite.it/Appello-dalla-Sicilia-con-i-comuni.html


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Rubrica : {Lavoro}

La truffa: si vive meno ma aumenta l’età per andare in pensione

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Redazione

Non dobbiamo accettare un’organizzazione della società in cui il futuro per la maggior parte degli individui costituisce inesorabilmente una minaccia Come riportato nell’articolo sul Corriere della Sera del 22 agosto 2017, che riprende L’Avvenire, ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale: è iniziata, già rilevata dall’ISTAT, una brusca inversione di tendenza della prospettiva di sopravvivenza della popolazione italiana. Ciò è drammatico non solo in sé, ma anche in quanto è il risultato, come ipotizzato dallo stesso Avvenire, giornale cattolico, della riduzione delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e dell’assistenza agli anziani.

E’ da rilevare che una riduzione della prospettiva di vita di una popolazione è un evento doloroso che storicamente ricorre in coincidenza di guerre o crisi sociali, politiche ed economiche di proporzioni e durata gigantesca. Un esempio per tutti, in tempi recenti: il crollo di quasi venti anni della prospettiva di vita della popolazione russa maschile nel periodo compreso, all’incirca, tra il 1980 e il 2000 -in seguito parzialmente recuperato- conseguente ai processi di disfacimento dell’URSS.

La cosa più paradossale è che, pur di fronte a questa drammatica ed avvilente riduzione della prospettiva di vita della nostra popolazione (ma dove è il progresso?), prosegue sfacciatamente l’aumento dell’età pensionabile. A tal proposito è opportuno evidenziare che la legge di “riforma” delle pensioni Monti-Fornero ha previsto che l’età pensionabile segua sempre l’andamento della prospettiva di vita solo se questo è positivo, ma non lo segua nel caso divenisse negativo: l’età pensionabile può solo aumentare e in nessun caso ridursi (ciò è stato sottaciuto). Si può pertanto facilmente intuire che i legislatori -su mandato della BCE e dei creditori europei, banchieri e capitalisti internazionali- sin da allora preconizzassero che la curva di incremento della prospettiva di vita della popolazione italiana avrebbe subito un’inversione negli anni successivi. Come chiamare tutto ciò se non una truffa premeditata? La questione più grave dell’aumento dell’età pensionabile -oltre al fatto di togliere il diritto al meritato riposo agli anziani, sottraendo anche alle famiglie il loro aiuto, ad esempio, nella cura dei nipoti- è il rischio catastrofico di essere espulsi dal lavoro ancor prima del raggiungimento dell’età della pensione. Molti posti di lavoro infatti oggi sono in bilico e le aziende fanno e faranno di tutto per liberarsi proprio dei lavoratori anziani, in quanto meno in salute e meno forti fisicamente, tecnicamente obsolescenti e in genere meglio pagati.

Per apparire comprensivo nei confronti dei lavoratori il governo ha predisposto l’anticipo pensionistico (APE) volontario, con il quale, a determinate condizioni e sopra i 63 anni, è possibile ricevere un assegno mensile pensionistico. In realtà con l’APE nulla viene regalato al lavoratore: detto anticipo infatti consiste propriamente in un prestito che dovrà essere rimborsato in venti anni a partire dal momento del raggiungimento della “effettiva” età pensionabile, prelevandolo automaticamente ogni mese dalla pensione. Questi lo pagherà molto caro: oltre al capitale ricevuto da rimborsare, le spese gestionali ed il profitto, il lavoratore dovrà infatti pagare anche gli interessi sul prestito, nonché un’assicurazione sulla vita che copre il creditore dal rischio di premorienza negli anni che intercorrono dall’inizio dell’erogazione fino al completamento del rimborso.

Si parla sempre della piaga europea, ma soprattutto italiana, della disoccupazione giovanile: ma come si pensa di risolverla se viene continuamente aumentata la permanenza al lavoro? A meno che si vorranno attuare licenziamenti di massa dei lavoratori anziani, i quali, non potendo ancora accedere alla pensione, finirebbero sul lastrico. A questo proposito ci si può aspettare che a breve torneranno a tuonare i proclami dell’ideologia neoliberista contro quei residui dell’articolo 18 che ancora tutelano parzialmente i lavoratori assunti prima del 2015, al motto astioso “basta lavoratori troppo garantiti sulle spalle delle giovani generazioni!” e “il job act va esteso a tutti, anche per equità!”. Insomma, anziché ridurre in modo generalizzato l’orario di lavoro per assorbire l’occupazione giovanile, si opta per un elevato tasso di disoccupazione finalizzato ad abbassare i salari e peggiorare le condizioni di lavoro, con incremento dei profitti del capitale (le oligarchie capitalistiche praticano la lotta di classe, mentre molti, a sinistra, credono che le classi siano ormai scomparse).

Così, oltre alla impressionante disoccupazione giovanile, intorno al 40%, si stima che un quarto circa dei giovani tra 14 e 25 anni non lavorano né studiano -i cosiddetti NEET-. Di fronte a tali drammatici numeri si deve parlare di patologia sociale piuttosto che individuale. Infatti avviene che al giovane è richiesto di partecipare ad una angosciante impegnativa competizione con i propri coetanei per conquistare e poi mantenere o riconquistare un posto di lavoro (ma anche solo per accedere ad un corso di laurea, ormai quasi tutti a numero chiuso) e poter sopravvivere o comunque rendersi indipendente, accedere ai consumi, inserirsi nella società e farsi una famiglia. Ma l’esito di una tale estenuante competizione, che impone di superare ostacoli, delusioni ed umiliazioni, non è affatto scontato: sono in troppi a competere per pochi posti di lavoro, senza contare che la maggior parte di questi sono lavoretti precari, sfruttati e mal pagati. Paradossale ed imbarazzante, ma significativo, che moltissimi centri di formazione istituiscano corsi anziché per ampliare o affinare conoscenze e competenze, per addestrarsi a questa stessa competizione: come redigere un curriculum vitae o cercare lavoro o prepararsi ad affrontare un colloquio o un test di lavoro. E’ del tutto naturale che in tale contesto di esasperata competizione individuale, in cui le probabilità di fallimento sono tanto elevate, molti giovani rinuncino a parteciparvi. Molti di essi preferiscono sottrarsi al giudizio della società isolandosi dal mondo ed entrando, semmai, nella realtà virtuale delle attuali tecnologie informatiche, nella quale l’io virtuale ed il mondo virtuale possono essere ancora manipolati dal soggetto.

Gli attacchi ai lavoratori sembrano ormai non avere più argini. E’ di questi giorni, ad esempio, la richiesta, che sarà a breve attuata, di ampliare da quattro a sette l’orario in cui il lavoratore in malattia del settore privato dovrà essere reperibile all’indirizzo comunicato, per l’accertamento dello stato di salute da parte del medico fiscale. In sostanza dette fasce di controllo, in teoria concepite per accertare lo stato effettivo di salute, vanno assumendo lo scopo di rendere la vita difficile al lavoratore in malattia, per dissuaderlo dall’assentarsi dal lavoro. Così, per il lavoratore agli arresti domiciliari, cioè in malattia, se non ha in casa un maggiordomo o dei famigliari a disposizione (magari disoccupati: forse a questo servono!) sarà un problema persino recarsi in farmacia (“ma ci son le farmacie notturne!”) o procurarsi delle fette biscottate o dei limoni. Provocatoriamente, non si potrebbe proporre che il lavoratore in malattia venga recluso in un’istituzione, magari senza televisione, ma dove gli sarebbe fornito un pasto caldo ed eventuali farmaci qualora necessari (o costerebbe troppo?).

Insomma, questa politica economica neoliberista, con l’arretramento impetuoso dei diritti dei lavoratori, costituisce il naturale corso nel sistema capitalistico attuale, in cui le lotte dei lavoratori, ormai disuniti, segnano il passo, non vi sono più partiti comunisti e l’Unione Sovietica è un ricordo del passato. Bisogna tuttavia che i lavoratori e le organizzazioni sindacali e politiche riprendano a rivendicare istanze di interesse comune e non solo particolare, di breve prospettiva o opportunistico. Occorre lottare per la riduzione -anziché l’aumento- dell’età della pensione per dare lavoro ai giovani, i quali hanno massima capacità e voglia di lavorare, e che invece si abbrutiscono e si demoralizzano senza far nulla, persino alla fine disabituandosi alla vita attiva ed al lavoro; è necessaria una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro al fine di ridurre la disoccupazione; è necessario aumentare, anziché ridurre, la spesa sociale per la sanità, l’istruzione ed il trasporto pubblico. Non ci sono i soldi? Si vada a vedere quanti yacht smisurati ci sono a porto Cervo, a Portofino e Santa Margherita Ligure, a Punta Ala, in Costa Smeralda o a Montecarlo (ove neppure si pagano le tasse), o quante Ferrari o Lamborghini si vendono, per non parlare delle spese militari (acquisto di caccia bombardieri F35, ecc.).

Dobbiamo allora riflettere ed opporci ad una organizzazione dei rapporti sociali di produzione (il sistema capitalistico) che crea miseria e sofferenza, polarizzazione smisurata della ricchezza (indice di caduta della civiltà), arretramento dei diritti e del benessere dei cittadini, e in cui i giovani sono esclusi dall’attività, i talenti sprecati e le risorse umane umiliate. Per non parlare di come viene trattato l’ecosistema del nostro pianeta e la salute umana, sottomessi alle logiche del mercato, cioè del profitto. E’ inaccettabile dunque un sistema in cui il futuro per la maggior parte degli individui costituisca inesorabilmente un’angosciante minaccia: dal rischio della perdita del posto di lavoro alla pensione che si allontana, dalla riduzione dell’accesso alle cure mediche ed assistenziali alla mancanza di lavoro per i nostri figli, dal timore degli effetti sempre più impattanti della devastazione ecologica alla minaccia di guerre nucleari.

Dobbiamo invece riappropriarci del nostro futuro, consapevoli che la storia non è finita, ma dipende da noi, dalla nostra volontà e capacità di organizzarci e cambiare il mondo (il concetto marxista di prassi): l’essenza della ragione umana è invero proprio nel pensiero e nell’azione rivolta al futuro. Dobbiamo respingere la scala di valori del qui ed ora, dell’uomo pratico, astorico e acritico, a suo agio all’interno del sistema dato (quella gestione del’immediato che, per quanto irrinunciabile, ci accomuna agli animali), valori inculcati dall’ideologia del mercato, funzionali al consumismo e alla valorizzazione del capitale, ma deleteri per lo sviluppo umano.

Occorre dunque rimettere al centro l’uomo, con la sua la ragione hegeliana storico-dialettica, respingendo sia le filosofie irrazionaliste della rassegnazione (da Schopenhauer fino al postmodernismo) sia le filosofie che negano al soggetto pensante la possibilità e il compito di trasformare il mondo sociale (posizioni positivistico-empiriste alla Popper). Nello specifico, secondo queste ultime alla filosofia non spetta valutare e tanto meno interferire con la struttura del sistema economico, considerato parte del mondo naturale, studiabile al più da tecnici economisti ed amministratori.


Questo articolo di Paolo Massucci è stato pubblicato da La Città Futura e ripreso da Sinistra in rete.


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Rubrica : {Comunicazione}

Due riconoscimenti importanti per tutta Emergency

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Redazione

Qualche giorno fa Emergency è stata invitata a partecipare a uno degli appuntamenti più importanti del continente africano per il mondo della cardiologia: il Convegno annuale della Pan-african Society of Cardiology, a Khartoum, in Sudan.

EMERGENCY-salam

Alessandro, il nostro Coordinatore medico, ha riportato i risultati conseguiti in questi primi 10 anni di attività al Centro Salam di cardiochirurgia: oltre 7.000 gli interventi effettuati e più di 60.000 le visite cardiologiche. Inoltre, grazie ad accordi con i ministeri della Salute, il nostro staff organizza missioni di screening in tutta l’Africa. Oggi, i pazienti operati al Salam vengono da 28 Paesi.

Sono rimasti tutti senza parole quando gli abbiamo detto che da noi le cure sono completamente gratuite. “Come riuscite a fare tutto questo?” la domanda di tanti dei medici che abbiamo incontrato. Per farglielo vedere li abbiamo invitati nel nostro Ospedale dove Luca, Coordinatore del Programma Regionale del Salam, li ha accompagnati a vedere il nostro lavoro.

“Dopo 10 anni di formazione di studenti senza alcuna certificazione ufficiale siamo stati accreditati come Centro di specializzazione in anestesia, cardiochirurgia, cardiologia e abbiamo attivato un Master infermieristico di terapia intensiva. Questo risultato ci riempie di soddisfazione ” spiega Luca ai cardiochirurghi africani in visita al Centro Salam “E ci auguriamo che il primo gruppo di specializzandi inizi presto il percorso di formazione”.

Come in tanti Paesi africani, negli ultimi anni il Sudan ha sofferto molto per l’emigrazione all’estero di molte figure sanitarie “Come in tutti gli ospedali di Emergency la formazione ricopre un ruolo molto importante. Il nostro auspicio è di poter lasciare un giorno l’ospedale in gestione alla popolazione locale, per questo è essenziale formare figure sanitarie tra i giovani sudanesi” continua Luca.

SOSTIENI IL CENTRO SALAM DI CARDIOCHIRURGIA

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Rubrica : {Lavoro}

Abbaiano alla luna

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Redazione Lavoro

Li hanno cioè chiamati per far finta che esistano nel paese delle relazioni industriali e che il Governo ci tiene a mantenerle sui giusti binari. Non stupisce che un governo a guida Gentiloni/Renzi, che della fine dell’intermediazione sociale ha fatto uno dei suoi obbiettivi, tratti così i segretari generali di cgilcisluil, ma potrebbe invece sembrar strano il fatto che questi lo accettino. In verità nessuna novità, solo la riconferma della fine di una qualsiasi funzione progressiva di questi soggetti.

Anni e anni di adesione ai diktat dell’Unione Europea, e alle scelte dei governi ad essa sottomessi, li hanno ridotti a poco più che ectoplasmi politici. La loro esistenza in vita non è certificata dalle posizioni che assumono o dalle iniziative, davvero scarse, che ogni tanto mettono in campo raggranellando qualche funzionario e qualche pensionato, ma dal volume di affari di cui sono protagonisti, reso possibile proprio dai buoni rapporti con l’establishment che gli consente di avere una propria presenza, e un proprio tornaconto, in tutti gli “affari” sociali del Paese, fondi pensione, sanità integrativa, assicurazioni, welfare aziendale, enti bilaterali ecc.

E così il governo, che evita accuratamente ogni confronto con le forze sindacali di classe e antagoniste al proprio progetto politico, può tranquillamente procedere nella confezione dell’ennesima Legge di Stabilità con cui favorire le imprese facendo finta di voler invece favorire l’occupazione giovanile, smantellare lo stato sociale, distruggere la sanità, la scuola, la previdenza pubblica. La gran parte della manovra economica sarà ancora una volta tesa a pagare il debito. Quando si afferma che ben 14,7 miliardi di manovra serviranno ad impedire che scatti l’ennesimo aumento dell’IVA, si afferma che il debito del Paese (leggi delle banche e delle imprese) viene di nuovo pagato dai cittadini italiani per stare dentro i parametri imposti dall’Unione Europea, dalla banca Centrale Europea e dal Fondo monetario Internazionale. E questo è il pezzo più consistente della manovra 2018, poi ci sono gli sgravi contributivi per tre anni alle imprese che assumeranno giovani, sotto forma di bonus sui contributi previdenziali che, passati i tre anni produrranno un’ondata di licenziamenti e nel frattempo contribuiranno ad aggravare lo stato delle casse dell’INPS ragion per cui ad ogni piè sospinto si chiedono nuove riforme peggiorative delle pensioni.

Si prevedono quattro spiccioli per i contratti del pubblico impiego, non si abbassano i ticket sugli esami specialistici e non si danno soldi agli enti locali che così continueranno ad aumentare le tasse locali per sbarcare il lunario. Intanto ci sono 196 tavoli di confronto - ché chiamarli di trattativa è uno schiaffo all’intelligenza di ciascuno - al Ministero dello “sviluppo” (sic!) economico con la prospettiva di circa 200.000 nuovi licenziamenti, a vanificare ogni vaniloquio sul fatto che saremmo definitivamente fuori dalla crisi! Di fronte a questo scenario, suscettibile di ulteriore peggioramento se l’Unione Europea come probabile farà rilievi alla manovra e chiederà maggiori rigidità, e in cui dai tavoli di confronto i lavoratori e le lavoratrici usciranno prevedibilmente con le ossa rotte,i sindacati gialli abbaiano alla luna e non indicano neanche stavolta la via della lotta. Ancora di più assumono grande significato lo sciopero generale proclamato da USB , Confederazione Cobas e Unicobas per il 10 novembre e la manifestazione nazionale dell’11 a Roma

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Rubrica : {Comunicazione}

Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali 2017

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Redazione

Perche’ investire in prevenzione e sistemi di allerta per proteggere l’ambiente e le persone che lo abitano, resta ancora il solo modo per evitare che i disastri naturali si trasformino in catastrofi e crisi umanitarie, causando migliaia di vittime e ingenti perdite economiche.

Quest’anno il tema della campagna ONU e’ “Home, safe Home” per ridurre gli effetti più drammatici delle catastrofi.

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Nel 2016, 411 milioni di persone sono state colpite da disastri provocati da catastrofi naturali. Un numero 4 volte superiore al 2015, quando le persone colpite erano 98 milioni. In calo, al contrario, il numero di vittime, passate da 22.000 a 7600. A livello globale sono stati 301 i disastri naturali che hanno interessato 102 paesi, provocando 97 miliardi di dollari di danni economici. Sono i dati del CRED (Centre for the Epidemiology of Disaster) a dare una fotografia dell’impatto devastante dei disastri che hanno segnato il 2016.

L’ Italia tra i dieci paesi più colpiti. L’India è il paese in cui nel 2016 è stato colpito da catastrofi naturali il maggior numero di persone: circa 311 milioni di persone hanno visto i propri raccolti distrutti dall’alternanza di siccità, ondate di calore e inondazioni. Le stime globali sono però solo indicative perché a causa delle difficoltà di raccolta dei dati nelle regioni più povere o con maggiori limitazioni politiche non sono stati registrate milioni di persone colpite dagli stessi fenomeni in Etiopia, Somalia e Malawi. La Cina è invece il paese dove le catastrofi naturali hanno provocato più morti, 1.151. Seguono l’India ( 884 morti), e l’Ecuador (676 vittime causate dal terremoto). L’Italia si piazza al settimo posto di questa triste classifica per mortalità, con 299 vittime causate dal terremoto del 24 agosto. Il Consiglio Nazionale italiano Ingegneri (CNI) dal 1968 al 2014 stima che l’italia abbia speso circa 120 miliardi di euro per la ricostruzione post terremoti. Una cifra che equivale a 2,4 miliardi di euro all’anno. Il costo della prevenzione per rendere gli edifici pubblici e privati più sicuri e risparmiare vite umane sarebbe stato poco meno di 94 miliardi di euro. Solo le perdite dal terremoto in Centro Italia del 2016 sono state valutate dal Governo pari a 23,5 miliardi di euro.

Povertà, quando i disastri naturali diventano emergenze umanitarie. L’87% delle persone in stato di estrema povertà vive in paesi a forte fragilità ambientale o politico-economica. Quando un disastro naturale di forte entità si abbatte su paesi che non hanno capacità di risposta e soccorso si trasforma in una crisi umanitaria. È il caso, ad esempio, del Sud Sudan e di Haiti, due paesi colpiti rispettivamente da siccità estrema e uragani, che hanno assoluto bisogno di aiuto internazionale per far fronte alle emergenze. Ad Haiti, colpita in meno di un anno da due uragani di forte entità, Matthew nel 2016 e poi da Irma nel 2017, le ONG del network di AGIRE impegnate con progetti di lunga durata sul fronte della prevenzione dei disastri hanno attivato sistemi di early warning per proteggere la popolazione e interventi di prima necessità per dare soccorso alle vittime. Solo per fare un esempio, grazie alla piattaforma web di mappatura delle risorse per la preparazione e la risposta alle crisi creata per Haiti, la ONG COOPI si è classificata tra i primi 10 al Risk Award 2017, premio che seleziona i piani innovativi per la riduzione del rischio e il rafforzamento delle capacità di gestione disastri. E anche in Sud Sudan le ONG di AGIRE stanno lavorando per alleviare gli effetti combinati di siccità e conflitti che hanno portato quasi 6 milioni di persone ad una gravissima insicurezza alimentare e in alcuni stati alla fame.

Cambiamenti climatici acceleratori di disastri. Nel 2016 inondazioni e tempeste sono state responsabili del 71% delle morti correlate a catastrofi naturali, seguite dai terremoti (17%). La siccità però ha rappresentano il tipo di disastro naturale a più ampio spettro: ha coinvolto nel 2016 il 94% della popolazione dei paesi colpiti.In Europa il numero delle inondazioni devastanti è più che raddoppiato dal 1980 a oggi, secondo la compagnia di assicurazione Munich Re. Sono stati 30 gli eventi nel 2016 contro i 12 del 1980, dati che rivelano una crescita continua che non accenna a fermarsi. E secondo le stime dell’UNHCR i migranti climatici, che già oggi toccano un picco mai registrato prima, potrebbero arrivare ad oltre 250 milioni nel 2050, con una media di crescita di 6 milioni ogni anno.

Investire in prevenzione e sistemi di allerta per proteggere l’ambiente e le persone che lo abitano, resta ancora il solo modo per evitare che i disastri naturali si trasformino in catastrofi e crisi umanitarie, causando migliaia di vittime e ingenti perdite economiche.

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Rubrica : {Musica }

Intervista a Gianluca Rando

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Piero Buscemi

Gianluca Rando la musica ce l’ha nel DNA. Circola nel suo corpo come una linfa vitale che sostiene tutto il suo essere artista ed intorno alla quale, sogna, crea, vive. Look un po’ anni ’70, capelli lunghi alla Van Halen, sguardo soddisfatto di chi è cosciente di avere ottenuto il risultato che si era prefissato ad inizio stagione, quando ha deciso di portare in giro la sua musica. La location, forse di meglio non poteva scegliere. Le Isole Eolie, magiche per natura, sentivano il bisogno di farsi catturare dalle melodiose sirene che per l’intera estate Gianluca Rando ha seminato nell’anima del suo pubblico.

Ci appare più disteso, rientrato a Messina, la sua città. Stanco, ma appagato dal suo lavoro. Pronto a ripartire da un accordo in maggiore, un arpeggio strappa anima o un riff di sano e robusto rock d’altri tempi. Quello che scuoteva le coscienze e ci faceva sentire controcorrente, in un mondo di convenzionali sfigati, che ci apparivano così distanti dalla nostra incompresa ribellione.

La sua ultima fatica riprende le sue esibizioni dal vivo ed il titolo Eoliiana è più che un omaggio a queste terre mistiche che lo hanno ospitato per oltre cinque mesi. L’artista, come è sua consuetudine in queste occasioni, si è concesso volentieri alle nostre domande, rilasciandoci l’intervista che segue.

Copertina_disco_Rando

Un musicista è in perenne fase creativa, forse anche mentre sta suonando in un tour. E’ qualcosa che va oltre ogni controllo, che ne pensi?

(Sorride) Beh, non sbagli. Sono un uomo che ama confrontarsi condividendo le grandi emozioni. Questo inevitabilmente si riflette anche sul mio modo di scrivere. Molti brani sono nati dal vivo, anche alcuni in questo mio ultimo lavoro, ad esempio.

Un’altra fatica è uscita dalle tue dita e dalla tua fervente ispirazione. Parlaci del tuo ultimo lavoro.

Erano anni che con il mio produttore Gianni Gandi , valutavamo l’idea di registrare un disco dal vivo. Un ’album che raccogliesse buona parte della mia discografia più alcuni brani che non avevamo mai pubblicato. Così dal 25 aprile fino al 2 ottobre, abbiamo registrato tutte le 83 date di questo mio tour A Piedi Nudi. Tornati in studio abbiamo riascoltato le tracce e devo dire che siamo rimasti davvero scioccati non tanto dalla musica ma dal forte calore del mio pubblico, così è nato Eoliana. La grafica che accompagna il cd è arricchita dalla fotografia curata da Miriam Ziino e dalla riproduzione di alcune opere della pittrice Federica Masin. Il videoclip di Sciaranira, brano che anticipa l’uscita del disco, è stato diretto dalla regista spagnola Cristina López Justribó e girato sull’isola di Stromboli. Prodotto insieme a Gianni Gandi della Mediterraneos Production (Roma), Eoliana sarà disponibile dal 30 ottobre è verrà distribuito in 250 paesi del mondo, nonché sulle principali piattaforme streaming.

La musica ha da sempre un’importanza influenzante nella vita di tutti i giorni. Che genere di messaggio pensi di trasmettere ai chi ti ascolta?

Ti ringrazio per questa domanda! Sostanzialmente credo il compito della Musica, come quello di ogni altra forma d’Arte, sia quello di emozionare ed il messaggio più gratificante è decisamente quello di essere arrivato al cuore di chi mi ascolta.

Quest’estate hai girato le Isole Eolie in un lunghissimo tour. Cos’è per te suonare dal vivo e cosa, se ti è capitato durante le esibizioni, ti lascia insoddisfatto?

Non c’è stata alcuna nota dolente, stare con la gente e suonare per loro mi fa bene al cuore. A Piedi Nudi è stato un tour davvero molto fortunato, ricco di nuovi incontri e piacevoli collaborazioni.

Il mondo della musica, come per altre forme d’arte, trova sempre molte difficoltà ad emergere se non si è disposti ad uniformarsi alle esigenze di mercato dettate dai produttori e spacciate per gusti del pubblico. Cosa puoi dirci in merito?

Ho esposto più volte il mio umile pensiero in merito a tale problematica. Io credo che l’Arte debba essere alla portata di tutti, per questo mi sento un "musicista popolare" e non di nicchia. Nei miei lavori cerco sempre di conformarmi all’idee di mercato accettando i giusti compromessi.

C’è, nella tua carriera, un pezzo di un altro collega, che avresti voluto comporre tu?

Si! (sorride) Europa di Carlos Santana.

Negli ultimi anni siamo stati sommersi di molti talenti dotati di ottime voci ed emersi dalle inflazionate gare canore, ma raramente si ascoltano testi degni di essere ascoltati. Troppo canzoni banali con un linguaggio molto elementare. Qual è il tuo giudizio in merito?

Posso dirti che vedo una crescita positiva dal punto di vista musicale anche se alcuni testi sono inadeguati.

Cosa dobbiamo aspettarci per questo inverno? Tornerai a suonare dal vivo o hai altri progetti?

Stiamo programmando il nuovo tour Eoliana, continuo la mia collaborazione come autore delle sigle di Programmone accanto a Nino Frassica in onda su RAI Radiodue e tante altre news che vi svelerò in seguito.

Chiudiamo con un accostamento nostalgico. Se te ne avessero dato, o se te ne offriranno la possibilità, con chi avresti o con chi vorresti suonare, tra gli artisti di ieri e di oggi del panorama musicale italiano ed internazionale?

Adoro Al Di Meola ma sarebbe davvero riduttivo dirti che mi piacerebbe suonare solo con lui! (sorride) gianluca_rando

GIANLUCA RANDO

Profilo: Messinese classe ’76, ha scoperto la propria passione per la musica a 12 anni, passione che lo porterà nel tempo a far emergere un talento innato, prima per il basso tuba poi per la chitarra; successivamente studia anche pianoforte per perfezionare la tecnica compositiva. Il suo stile spazia dalla fusione al jazz, al rock, flamenco alla musica latina. Gianluca ha suonato con musicisti del calibro di Sagi Rei ed ha supportato spettacoli di artisti come Enrico Montesano, Massimo Lopez, Nino Frassica, Gianfranco D’Angelo, Barbara Cola, Serena Autieri, Maria Grazia Cucinotta, per citarne qualcuno. 2004 - 2017 :

  Incisione in acustico l’album etnico "Scenary"; pubblicazione di "Mediterraneo" supportato dal bassista Nanni Civitenga (Orchestra Rai, Ennio Moricone);
  Pubblicazione del cd di latin jazz, "Alba Occidentale” che viene inserito nella pubblicazione del libro "Numinoso Ensemble: tour siciliano" di Eleonora Vicario;
  Pubblicazione “Fragole”, cd di poesia e musica e presentazione di "Flamenco Jam" disco composto, registrato e pubblicato insieme al bassista Pippo Mafali;
  Pubblicazione del cd "Nessuno doveva sapere nessuno doveva sentire", opera rock sinfonica ispirata ed allegata al libro della scrittrice Giovanna Mulas con prefazione del critico letterario, traduttore e scrittore spagnolo Prof. Xavier Frias Conde, pubblicazione nazionale curata da “Il Ciliegio Edizioni” (CO) /Acco Editore (VB). 2010;
  Il 26 dicembre suona in acustico con il cantante israeliano Sagi Rei;
  A febbraio pubblica il cd "Sicilia terra di focu di canti e d’amuri";
  A maggio riceve al Blu Hotels di Portorosa (Me) il "Premio alla Carriera" accompagnando l’attrice Caterina Vertova ed il cantante jazz Franco Bolignari;
  Accompagnato dall’attrice Maria Grazia Cucinotta, partecipa come chitarrista al programma "Punto su di te" presentato da Claudio Lippi e Elisa Isoardi in onda in prima serata su Rai Uno;
  Completamento della stesura della colonna sonora del film "Annamaura" per la Regia di Salvo Grasso, prodotto dalla Essecineproduction;
  Pubblicazione cd live “InCanto”: 37 tracce registrate dal vivo spaziando dal jazz alla bossanova, dalle ballad dei grandi gruppi rock alla musica dei cartoni di Walt Disney fino ad arrivare ai classici ever green italiani;
  Composizione di "Area Zero (Edizioni MtmMetamorfosi), colonna sonora del documentario televisivo "Italiani, così..." in onda su Rai Premium;
  Scrittura della colonna sonora il cortometraggio "Feedback" per la regia di Antonello Irrera;
  Pubblica il cd dal sapore etnico "Buddha Mediterraneo", in collaborazione con altri artisti provenienti dalla tradizione mediterranea;
  Nel 2008 crea con Pippo Mafali la colonna sonora per il film di Enrico Guarneri dal titolo “L’infernale Litterio” diretto da Nicola Calì. E poi registra con la cantante californiana Nicole Lvoff il brano “Love sorrow”, tratto dal cd Scenary e riarrangiato in chiave jazz insieme a Giovanni Renzo al piano, Nat Minutoli al sax, Pippo Mafali al contrabbasso e Dino Chisari alla batteria.
  Composizione delle sigle per il programma trasmesso su Rai Radio 1 "La mia audiobiografia 70% vera 80% falsa " di e con Nino Frassica;
  Teatro Politeama di Catanzaro, Teatro Vittorio Emanuele di Messina con Enrico Montesano accompagnato dalla grande orchestra del teatro Vittorio Emanuele di Messina, per lo spettacolo "Montesano canta Trovajoli"; Genova: spettacolo "Genova Per Noi", live che lo vede duettare anche con Nico Di Palo dei New Trolls;
  Collaborazione al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo Di Gotto, con Gianfranco D’Angelo per "Il Varietá”;
  Presentazione al Palacultura Antonello Da Messina (ME) delle musiche scritte per il cortometraggio "Quanto vale una vita". Regia G. Romeo Pisano, produzione Bioika production;
  Pubblicazione del suo ultimo lavoro discografico dal titolo "Stagioni Diverse" co-prodotto dalla Gianni Gandi Music e distribuito in più di 280 paesi del mondo (2016).
  Luglio 2016: Isola di Salina, acustico dal vivo, con Serena Autieri e Barbara Cola;
  Agosto 2016: Isola di Panarea, con Massimo Lopez per lo spettacolo "Omaggio a Frank Sinatra";
  Collaborazione con RAI COM per le sigle del programma "Programmone" con Nino Frassica (Rai Radiodue) e in concomitanza è in tour in teatro con Gianfranco D’Angelo e con Barbara Cola.

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Rubrica : {Neuroni in fuga / di Adriano Todaro}

Il Porto di Catania

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Adriano Todaro

Cari picciotti, fra poco dovrete andare a votare per la vostra bedda Sicilia e, anch’io dovrei andare nella mia Lombardia a votare. Certo non per le regionali ma per, nientepopodimenoche, l’autonomia della mia amata regione retta da quel grande suonatore di piffero detto Bobo. Noi, però siamo “più avanti”, siamo oltre. Voi ancora a votare con la matita e i foglietti, noi con i tablet. Mica cazzi! Bobo ha deciso di acquistare 24 mila tablet, che poi finita la consultazione dovrebbero restare nelle scuole, probabilmente nelle cantine. Noi già immaginiamo i leghisti delle valli bergamasche votare con i tablet e il presidente del seggio che toglie le memorie Usb dalle macchine, le inserisce nell’apposita busta, e le invia all’ufficio elettorale comunale che poi le manderà alla Corte d’appello. Sempre che questi avranno a disposizione i Pc per leggere le chiavette Usb. In tutto, per i tablet, si sono spesi 23 milioni di euro per una consultazione che, alla fine, costerà una cifra vicina ai 60 milioni di euro.

La democrazia, costa. Per risparmiare, si poteva fare una telefonata al governo e chiedere di negoziare maggiori poteri, cosa del resto già fatta dall’Emilia. Troppo facile! Maroni ha scelto il tablet, tanto pagano i lombardi. Non servirà a nulla perché la materia fiscale non può essere messa a referendum. Ma in questo momento va bene tutto e i leghisti, duri e puri, sono convinti che poi, vinto il referendum, la Regione terrà nella propria cassa i soldi dei lombardi. Questi cervelli precari della Regione, qualche volta sono dei pirla come dicono a Milano. Questa volta, però, sono pirla tecnologici, diciamo una sorta di pirla 2.0. Dalle vostre parti, invece, state sempre a "babbiàri” e così vi prendete due bei candidati: da una parte Micari e dalla stessa parte Musumeci.

In realtà sono sotto bandiere diverse ma esprimono un solo grande pensiero: per essere candidati è necessario dimorare nella categoria degli impresentabili. Sia da una parte o dell’altra, troviamo cervelli fini, ex cuffariani, alfanoidi, lombardiani (l’onesto Riccardo non c’entra nulla), crocettiani, ex sindacalisti, barbagalliani persi nelle sagre di Ragusa e della ricotta di Marianopoli. C’è anche Alice che invece di stare nel Paese delle meraviglie sta nella Regione delle meraviglie: questa Anselmo ha cambiato 6 gruppi politici prima di approdare alla camicia bianca del Democristiano con i Nei.

Devo riconoscere che voi siete più frizzanti ed anche, come dire, cuscinziusu, coscienziosi. Perché, è vero, non votate con il tablet ma in compenso date a tutti la possibilità di emergere, di andare a sedersi sulle poltroncine di Palazzo d’Orleans. Voi non fate differenze, destra e sinistra sono termini superati, obsoleti. E così ci sono candidati che stavano nella destra e oggi rappresentano la sinistra e viceversa. Non è meraviglioso?

Prendete il Porto di Catania, ad esempio. No, non quello delle navi vicino alla mitica Playa ma Alessandro Porto che, sino a poche settimane fa faceva, pensate un po’ i casi della vita, il capogruppo della lista civica “Bianco per Catania” dal nome di Enzo Bianco, poi diventato sindaco. Il Porto non è uno statico, si muove in continuazione: prima stava con Raffaele Lombardo, poi nell’Udc per sostenere Bianco, poi, ancora, candidato in sostegno del Pd Fabrizio Micari. Dovete però sapere, che il Porto soffre di sdoppiamento della personalità, si macera nel dubbio, la notte resta sveglio per ore e ore a fissare il soffitto che non vede perché è tutto buio. Squassato dalla doppia-tripla personalità. Qualcosa doveva fare, doveva porre rimedio a questa sofferenza. E così una mattina ha detto basta. Si è fatto una doccia, la barba, ha inforcato gli occhiali da sole di ordinanza, ha chiamato qualche giornalista e ha lanciato il verbo del Porto: “Cerco una soluzione che abbia affinità con la mia storia politica”.

Come potete notare è dichiarazione profonda. I giornalisti presenti l’hanno aiutato a cercare un po’ dappertutto, sotto il letto, sotto il divano, in cucina. Niente. Profondamente amareggiato, il Porto, rimasto solo, si è di nuovo guardato allo specchio e si è domandato: qual è la mia storia politica? La prima, la seconda, la terza? Boh! E ora? Ora, dopo profonda riflessione, il Porto ha deciso di uscire e di farsi una lunga camminata in via Plebiscito. La brezza marina lo aiuta a pensare, a riflettere, come dice lui. E, voi capite, che un Porto che riflette non è mica usuale. Poi, all’improvviso, arrivato all’angolo con via Garibaldi, ha un’intuizione. Finalmente ha compreso la soluzione affine alla sua storia politica: sosterrà Musumeci candidato di Forza Italia.

I grandi pensatori, a forza di meditare, si sono formati un carattere ombroso e triste, tipo Leopardi o Schopenhauer. Al Porto di Catania questo non accadrà. Lui ha un carattere ilare, direi gioioso, un carattere, se ci capite, trasformista.

Anche perché lui più che un Porto ci sembra un porticciolo.

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Rubrica : {Flash}

Il “pizzino” di ottobre 2017 de Le Galline Felici

Il mercoledì 18 ottobre 2017 di Redazione

io, noi, NOI o NOI? …..o tutti?

Cari amici,

si sono da poco conclusi due importanti eventi, purtroppo in contemporanea e ad 800 km di distanza:

proviamo a stilare un piccolo bilancio comune, e PROPOSITIVO

pur con differenti declinazioni, in entrambi i casi la parola chiave è stata “comunità”

e sgombriamo subito il campo da un equivoco che l’accezione francese della parola “communautè” potrebbe produrre: QUELLO DI CUI SI PARLA, QUELLO CHE VOGLIAMO REALIZZARE NON SONO COMUNITA’ CHIUSE, RIPIEGATE IN SE STESSE

ESATTAMENTE IL CONTRARIO, come vedremo più avanti •All’Incontro Nazionale di Economia Solidale (INES) a Mira (VE) il risultato più foriero di buone speranze, a nostro avviso, è la sigla di un accordo per la costituzione della Rete delle Reti, che riunisce in una comunione di intenti molte reti nazionali (RES, Italia che Cambia, RIVE, Movimento Decrescita Felice, Associazione per la Decrescita, Panta Rei, Transition Italia, Economia del Bene Comune – EBC, Società dei territorialisti), per aprire a possibili collaborazioni. •Alla bellissima e molto emozionante Festa des Courts Circuits a Varces (Grenoble), a cui hanno partecipato numerosi soci del Pollaio con le loro famiglie (peccato per chi non c’era…), abbiamo consolidato e approfondito la relazione che amorevolmente lega il Consorzio Siciliano LeGallineFelici con numerose associazioni francesi tra le quali le 14 che hanno siglato con noi il patto delle co-produzioni di avogados. Con l’obiettivo di arrivare molto a breve alla costituzione di un’associazione internazionale che possa farsi carico dei numerosi progetti sociali che sin qui il Consorzio ha condotto e di metterne in cantiere altri che definiremo assieme via via, in Sicilia, in Francia, in Olanda, in……Guinea?

Se il motivo che giustifica questi viaggi attraverso l’Europa e queste fatiche è cercare di essere più incisivi nella nostra azione per il cambiamento necessario e possibile, anche se è già tanto, TUTTO QUESTO NON BASTA, a nostro avviso

Perché da questi buoni propositi (a Mira come a Varces) nascano davvero delle nuove realtà capaci di incidere davvero in quest’Europa che si richiude sempre più nella difesa dei particolarismi, OCCORRE FARE, ognuno di noi, NUMEROSI PASSI DI LATO E RINUNCIARE AI NOSTRI PERSONALISMI

Mettere assieme, in Italia come in Francia, (tra Italia e Francia e…?) tante realtà con storie diverse e con personalità forti alla loro guida è destinato a sicuro fallimento se non si accantona un pezzo del proprio bagaglio e non si mette al centro il COMUNE DENOMINATORE

E, soprattutto, se non ci sforziamo ed impariamo a RIDIMENSIONARE ED ACCANTONARE I NOSTRI STRARIPANTI ED IPERTROFICI EGO

Personalmente, faccio qua un pubblico “mea culpa” in merito all’affossamento di RESSUD….

e d’altronde nella pratica tenere a bada il proprio ego è decisamente difficile, nonostante le buone intenzioni

Noi del pollaio stiamo faticosamente cercando di farlo, “sciogliendo” la nostra azione sociale nel noi più grande che sta muovendo i primi passi allontanandosi dal nostro desiderio egocentrico di controllo.

E’ faticoso.

....ma ABBIAMO UN’ALTRA STRADA?

robertolicalzi

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Rubrica : {L’Uomo Malpensante}

Assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia

Il martedì 17 ottobre 2017 di Emanuele G.

Lunedì 16 ottobre è stata uccisa a Malta la giornalista del Times of Malta e blogger Daphne Caruana Galizia. E’ saltata assieme alla sua auto - una Peugeot 108 - nei pressi di Bidnija, nella parte centro-settentrionale di Malta dove abitava. La macchina, visto la dinamica del fatto criminoso, era stata in precendenza oggetto di infrazione da parte degli assassini che vi avevano collocato una forte carica esplosiva.

Il terribile fatto di sangue ha precipitato l’arcipelago maltese in un’atmosfera piuttosto tesa e drammatica. Non per nulla il Presidente maltese Marie-Louise Coleiro Preca ha invitato alla calma con un comunicato stampa rilasciato nel corso del pomeriggio. Anzi, si precisa che bisogna misurare le proprie parole ed esprimere un forte senso di solidarietà nazionale.

Perché la collega Daphne Caruana Galizia è stata uccisa? Lei è stata una degli ingranaggi giornalistici di un’inchiesta svolta a livello mondiale a seguito della scoperta a Panama dei c.d. "Panama Papers". Ossia di estesi elenchi dove venivano rivelati i nomi di importanti figure del panorama internazionale che avevano scelto Panama in quanto paradiso fiscale.

Ricordo che la società che si occupava di tali operazioni riguardanti l’evasione fiscale era la Mossack Fonseca. Operazioni rivelate da una gola profonda che è rimasta sconosciuta. Si faceva chiamare "John Doe". Nel 2015 aveva consegnato al giornalista tedesco Bastian Obermayer del quotidiano Süddeutsche Zeitung tutta una serie di documenti da cui emergeva la vastità delle succitate operazioni di evasione fiscale.

Il giornale tedesco allora coordinò un numero considerevole di giornalisti sparsi in tutto il mondo. Fra cui la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Lei investigò il lato maltese dell’ "affair". Rivelò, ad esempio, che la moglie dell’attuale Premier maltese Joseph Muscat era implicata nei "Panama Papers". Di recente la coraggiosa giornalista maltese aveva espresso dei dubbi persino sulla figura stessa del Premier. Ancora. Grazie alle sue qualità di investigatrice attenta e precisa rivelò i nomi degli italiani che avevano scelto la favorevole legislazione maltese per occultare i propri guadagni. Qualche giorno fa aveva pubblicato un post in cui affermava senza peli sulla lingua che a Malta i corrotti erano ovunque. E molto altro ancora aveva scoperto.

Dal quadro, sinteticamente riportato sopra, emerge in maniera chiara e inquietante il perché la collega maltese è stata uccisa in una maniera così proditoria e violenta. Aveva essenzialmente scoperto alcuni fili sensibili dell’establishment maltese e i suoi collegamenti internazionali.

Particolare che deve indurci alla più viva inquietudine. Quindici giorni fa aveva presentato un esposto-denuncia ufficiale in quanto aveva ricevuto delle minacce di morte. Come mai nessuna fra le autorità di sicurezza maltesi ha predisposto un servizio di tutela nei confronti della blogger Daphne Caruana Galizia? Tutti noi vorremmo sapere il perchè.

Quanti altri giornalisti dovranno morire uccisi solo perché hanno testimoniato con il sacrificio supremo della loro vita il senso di profonda abnegazione e impegno costante per adempiere alla difficilissima missione di essere un buon giornalista?

L’efferato delitto avvenuto a Malta - mi si permetta di aprire una brevissima riflessione finale - è l’ennesimo tassello di una "via crucis" che sta affligendo il vecchio continente da tempo. Non passa, infatti, giorno che assistiamo a inquietanti scricchiolii che mettono in serio pericolo il disegno di un’Europa unita ed esempio positivo per tutto il resto del mondo.

Stiamo dando, al contrario, un pessimo spettacolo di noi stessi e gridiamolo a piena voce che c’è UN’ARIA DECISAMENTE PESANTE CHE ALEGGIA SULL’EUROPA. Spinte secessioniste, elezioni che spostano l’asse verso una destra impresentabile, nazionalismi esasperati, razzismo, povertà, esclusione, abbattimento dei diritti... C’è da essere preoccupati e non poco. Vogliamo finalmente riprendere in mano noi tutti europei le redini del nostro presente e del nostro futuro?

Se no i demoni di un passato terribile che avevamo creduto sepolti per sempre nel passato rischiano sul serio di riapparire. Quanto successo in Austria e Catalogna/Spagna costituisce un maleodorante rigurgito del passato. La seconda guerra mondiale fu anticipata proprio in quei due paesi. O lo abbiamo dimenticato?

- Photo credits:

La foto di copertina è presa dal sito http://cdn.maltatoday.com.mt

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Rubrica : {MoVimento 5 Stelle Lentini}

Lo Streaming video - Lentini - venerdì 13 ottobre 2017 - Evento pubblico - "In periodo di Bilanci... Sbilanciamoci"­ - I Parlamentari M5S incontrano i Cittadini

Il sabato 14 ottobre 2017 di Giuseppe Castiglia

L’informazione e la trasparenza nei bilanci finanziari degli enti pubblici e dei comuni, ed in particolare del comune di Lentini, uno dei punti cardini della serata. Ma alla fine i conti non tornano ed è guerra dei numeri tra l’amministrazione e il settore contabile del Comune e a pagare sono sempre i cittadini.

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Incontro, In periodo di bilanci sbilanciamoci a cura del M5S
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Maria Cunsolo Portavoce al C.C. M5S
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In periodo di bilanci sbilanciamoci a cura del M5S
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I portavoce del M5S
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Alcuni Candidati alla Regione Sicilia M5S

"in periodo di Bilanci. Sbilanciamoci"­ i Parlamentari del MoVimento 5 Stelle incontrano i Cittadini

Moderatore:

Maria Cunsolo. Cittadina eletta al Consiglio Comunale per il Movimento 5 Stelle

Presenti i Portavoce per il MoVimento 5 Stelle:

Maria Marzana, Parlamentare Nazionale. Componente degli organi parlamentari: SEGRETARIO della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE. Uffici parlamentari: SEGRETARIO della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)

Laura Castelli, Parlamentare Nazionale. VICEPRESIDENTE della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE CONDIZIONI DI SICUREZZA E SULLO STATO DI DEGRADO DELLE CITTÀ E DELLE LORO PERIFERIE. Componente degli organi parlamentari: V COMMISSIONE (BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE), COMMISSIONE PER L’ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI, COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE CONDIZIONI DI SICUREZZA E SULLO STATO DI DEGRADO DELLE CITTÀ E DELLE LORO PERIFERIE

Ignazio Corrao. Europarlamentare. Commissione per lo sviluppo. Sottocommissione per i diritti dell’uomo. Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Delegazione alla commissione parlamentare Cariforum-UE. Delegazione per le relazioni con l’Iraq . Delegazione per le relazioni con i paesi della Comunità andina. Delegazione per le relazioni con la penisola coreana. Delegazione per le relazioni con il Parlamento panafricano. Delegazione all’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UEUE. Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana . Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.

Angelo Tofalo. Parlamentare Nazionale. Componente degli organi parlamentari: IV COMMISSIONE (DIFESA). COMITATO PARLAMENTARE PER LA SICUREZZA DELLA REPUBBLICA

Oltre ai Portavoce intervenuti anche alcuni candidati alla Regione Sicilia per il MoVimento 5 Stelle. .

Foto by Michele Pantano

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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma 15 - 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA - Faenza non verranno riassunte”

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Rubrica : {Eventi in giro}

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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