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Rubrica : {Eventi in giro}

I donatori di sangue: Supereroi 2.0

Il lunedì 1 marzo 2021 di Mariapia L. Crisafulli

I donatori di sangue saranno protagonisti di un webinar promosso dall’’associazione universitaria "Atreju - La compagnia degli Studenti". Tra gli ideatori, insieme al presidente Atreju Massimiliano Marchese, due giovani volontari dell’AVIS comunale di Santa Teresa di Riva: Davide Allegra e Riccardo Voccio. L’evento online, moderato da Davide Allegra, si terrà il 2 marzo alle ore 14.30 in Diretta Facebook sulla pagina di Atreju Messina. Sebbene pensato per gli studenti dell’ateneo messinese, è aperto a tutti.

Interverranno: • Prof. Andrea Alonci, Ematologo - Già responsabile U.O.C. Medicina Trasfusionale; • Avv. Agatino Di Blasi, Presidente AVIS Provinciale di Messina; • Tony Saccà, Presidente FASTED Messina; • Salvatore Parrino, Presidente ADMO Messina.

>> Link della pagina: Atreju - La Compagnia degli Studenti

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Rubrica : {Mondolibro}

Bellezza senza vanità. Poesie d’amore per gli animali

Il lunedì 1 marzo 2021 di Mariapia L. Crisafulli

Se qualcuno ama la poesia e ama gli animali vuol dire una cosa soltanto: è una persona sensibile alla Vita costantemente al volante di quella macchina umana che è il solo mezzo per cui l’anima e la mente si connettono con il mondo.

Macabor Editore ha accolto con entusiasmo l’idea di un libro di poesie d’amore per gli animali che oltre al piacere di una buona lettura potesse poi contribuire a una nobile causa. È nata così “Bellezza senza vanità. Poesie d’amore per gli animali” (a cura di Claudia Manuela Turco), un’antologia di molte voci poetiche (Dacia Maraini, Milo De Angelis, Alessandro Fo, Elio Pecora, Paolo Ruffilli e tante altre). Con i proventi del libro, infatti, sarà possibile aiutare molti animali in difficoltà, sostenendo il “Parco Rifugio” di Udine.

Appoggiare questa nobile causa è facile: basta acquistare il libro, richiedendolo all’indirizzo email di Macabor Editore: macaboreditore@libero.it (una copia costa 15 euro. Naturalmente, sarà possibile che venga convogliato in direzione del Parco Rifugio solo il ricavato delle copie acquistate direttamente presso l’editore).

PARCO RIFUGIO UDINE https://www.enpaudine.it/notizie.php

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Rubrica : {Flash}

Addio a Sonia Alvarez

Il lunedì 1 marzo 2021 di Redazione

Sonia Alvarez era nata a Marsiglia nel 1932. In giovane età frequentò l’atelier di Marguerite Allard dedicandosi al disegno, alla pittura e alla scultura. Nel 1953 si trasferì in Marocco dove visse per 3 anni. Dal Marocco si spostò a Parigi dal 1957 al 1959 e in Olanda per altri 6 anni, dove si dedicò ai ritratti.

Nel 1977 la svolta della sua vita, non solo artistica. Conosce Piero Guccione e dopo alcuni periodi alternati tra Parigi e la Sicilia, nel 1979 si trasferisce definitivamente a Scicli, una delle perle del barocco ragusano e insieme a Guccione darà vita a quello che verrà denominato Il Gruppo di Scicli. La sua prima personale alla Galleria Il Gabbiano di Roma nel 1985 e tra le altre alla FIAC Grand Palais di Parigi nel 1988 e nel ’97 Marco Goldin le dedica una mostra antologica alla Galleria d’Arte Moderna di Conegliano Veneto.

Un sodalizio artistico che sfocerà in un dualismo che metterà a confronto da una parte gli spazi aperti, i cieli e i paesaggi delle campagne del ragusano che Piero Guccione ha saputo donarci attraverso le sue tele, dall’altra la particolarità dei dettagli degli interni che ha raffigurato Sonia Alvarez con quella sorta di perfezionismo, riscontrabile nella raffigurazione del mondo, spesso visto attraverso una finestra, la luce filtrante tra gli interstizi delle persiane, gli oggetti dipinti con tale dovizia di particolari da apparire così realistici e quella componente cromatica che solo l’utlizzo del pastello riesce ad esternare.

Le sue opere sono presenti nella Collezione Permanente d’Arte Contemporanea del Senato della Repubblica, a cui sono state dedicate diverse mostre tra cui: alla Galleria d’Arte Moderna di Conegliano Veneto nel 2001, ai Musei di San Salvatore in Lauro di Roma e alla Galleria d’Arte Moderna di Catania nel 2004, presso la Sala dei Beni Culturali Cappuccini di Assisi nel 2006.

Un’altra grave perdita di una delle più grandi interpreti dell’arte e della cultura in generale che, dopo la scomparsa di Piero Guccione nel 2018, lascia un ulteriore vuoto espressivo e artistico di un angolo naturale e suggestivo siciliano che sarà difficile dimenticare, al di là delle opere che rimarranno per sempre patrimonio dell’umanità.

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Rubrica : {Eventi in giro}

Mercoledì 3 marzo 2021 - I dimenticati di Lipa. Una tragedia umanitaria europea

Il lunedì 1 marzo 2021 di Redazione

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I dimenticati di Lipa

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Rubrica : {Post/teca}

Post/teca Febbraio 2021

Il lunedì 1 marzo 2021 di Sergej

Nun ce n’è post/teca! nun ce n’è post/teca!

Vi siete preoccupati, eh? Ma come farete con l’antologia più incredibile che sia mai stata pensata o osata del Web italiano? Le cose peggiori, gli articoli più deprimenti e oltraggiosi che siano mai stati letti, raggruppati in questo prodigioso numero di febbraio 2021 (02.2021). In questo numero oltre alla copertina, abbiamo persino una contro-copertina! Assolutamente da non perdere!

Il file in pdf è da scaricare per non appesantire la Rete dati italiana che già fatica così tanto a reggere... Il file è assolutamente gratuito e non richiede registrazione di sorta. Insomma, è davvero free!


Non dire mai " A me non accadrà", "Io non lo farei mai", perché la vita sa essere imprevedibile e nessuno è immune da certe cose. Tutto capita, anche quello che mai avresti immaginato… (Robin Williams)


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Rubrica : {Centro Studi Est Europa}

ARMENIA: On the brink of civil war? Armenian political crisis continues

Il sabato 27 febbraio 2021 di Emanuele G.

The Armenian political crisis continues following yesterday’s demand by the Armenian Armed Forces General Staff that PM Pashinyan resign.

Pashinyan’s supporters and opponents poured out onto the streets following the release of the announcement.

PM Pashinyan denounced what he described as an ‘attempted coup’, and said that he had already prepared documents for the dismissal of the head of the General Staff Onik Gasparyan.

The president, Armen Sargsyan, has three days to deliberate on the matter and decide whether or not to dismiss Gasparyan.

Shortly after the statement of the military was released, two large rallies were held simultaneously in Yerevan.

One was organized by the united opposition bloc, which has been demanding Pashinyan’s resignation since November 2020. The other rally consisted of Pashinyan’s supporters who gathered upon his request.

Nikol Pashinyan called for all political forces to leave the streets and join the negotiations, and for the leadership of the General Staff to return to their duties. Nevertheless, the opposition does not intend to leave and decided to remain on the streets until Nikol Pashinyan resigns.

Russia has already commented on the events that took place in Armenia today. Moscow refers to the ongoing crisis as an internal affair of the country, but, at the same time, Russian Foreign Minister Sergei Lavrov said that Moscow expects a peaceful resolution to it.

“Ankara expresses its strong condemnation of the attempted coup”, said Foreign Minister of Turkey, Mevlut Cavusoglu.

The US Embassy in Armenia released a statement in which it encouraged “all parties to exercise calm and restraint and to de-escalate tensions peacefully, without violence”.


Armenian armed forces demand PM’s resignation

Moscow bites back after Armenian PM claims Russia’s Iskander missiles ‘don’t explode’

‘Armenia without Nikol’: opposition resumes protests in Yerevan


Pashinyan calls on opposition to end civil disobedience demonstrations

Nikol Pashinyan opened his speech at the Republic Square with a moment of silence commemorating the soldiers who died during the second Karabakh war.

He then ordered the army to return to its duties and defend the Armenian borders:

“This is my order as a representative of the power of the people. Nobody has the right to violate this order”. The crisis in Armenia continues Armenian Prime Minister Nikol Pashinyan speaking at a rally

Pashinyan added he is confident that the people of Armenia will never let a military coup happen. PM Pashinyan also said that many generals and officers signed statements by the orders of their immediate superiors.

In order to resolve the crisis, Pashinyan invited the head of the General Staff to write a letter of resignation himself:

“There is no need to subject the people to constant shocks … I will not allow the army to go against the people”.

He also addressed the opposition:

“I call on all political forces to stop the actions of disobedience. Let’s start a dialogue!”

At the same time, Pashinyan said that if the protests continue, the authorities that came to power as a result of the 2018 Velvet Revolution will abandon their soft “velvet” approach:

“If you go beyond political statements, then we will begin to detain those breaking the law”.

“Our position has not changed” – second statement of the military

Before Pashinyan’s supporters gathered at the square, the General Staff of the Armenian Armed Forces issued a second statement, which stressed that the original statement had been written, signed and sent under no external pressure:

“This is the real position of generals and officers, who serve only one cause – protection of the Motherland. Once again we confirm our clear position”.

“Armenian Armed Force is performing its duties” – statement of the Ministry of Defense

The Armenian Armed Force is fulfilling its obligations of protecting the borders and ensuring the security of the state, reads the statement of the Armenian Defense Ministry:

“The army is an apolitical institution, and any attempts to involve the armed forces in certain political processes are unacceptable, as well as threatening to the stability and security of Armenia.”

Reaction of political parties

Leader of the opposition parliamentary faction Bright Armenia Edmon Marukyan urged the President not to sign the document on the dismissal of the Chief of the General Staff of the Armed Forces Onik Gasparyan.

“In recent days, the actions of Armenian Prime Minister Nikol Pashinyan were aimed at decapitating the army and dismissing the generals of the General Staff of the Armed Forces, all of which deserves condemnation”, the MP posted on Facebook.

Ex-President of Armenia Robert Kocharian called on the public to support the demand of the General Staff of the Armed Forces of Armenia on the resignation of the Prime Minister:

“At this fateful moment, be the masters of our state, stand next to the Armed Forces and the Armenian army. The authorities who lost the war and surrendered [our] land must leave. Only this will ensure the revival of our nation”.

First President of Armenia Levon Ter-Petrosyan called on the authorities and the opposition to show restraint. Ter-Petrosyan believes that the civil war will make Turkish and Azerbaijani dreams come true:

“The civil war will be the beginning of the end for the Armenian people”.

PM Pashinyan was supported by the ruling My Step bloc, which considers the “political statement of individual military personnel” to be unacceptable: “This unconstitutional step is aimed at seizing the power of the people during in this fragile post-war period full of external threats. Unfortunately, those in charge of the country’s security are behaving irresponsibly. The faction is united by the efforts in maintaining the stability of the state and protecting the power of the people”.

- Link to the original article: On the brink of civil war? Armenian political crisis continues

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Rubrica : {CostituzionalMente}

L’Antifascismo è mitologia o storia?

Il venerdì 26 febbraio 2021 di Gaetano Sgalambro

"L’antifascismo è assurto, oggi giorno, per tanti qualificati uomini di cultura del paese, a ineludibile valore fondante dell’identità democratica di ogni cittadino e addirittura (come visto in tanti altri esempi non citati) anche della Costituzione Italiana, perché da esso discenderebbe. Allora, che dire dei paesi che sono arrivati alla democrazia vera senza essere passati come noi dal fascismo? Potranno mai dichiararsi democratici?"

"Dal punto di vista teoretico l’antifascismo rappresenta solo una pre-categoria democratica: non preserva da altre forme di totalitarismo. Se lo fu specifico e discriminante ancora a caldo, nel corso delle passate vicende storiche, non può più esserlo ad oltre mezzo secolo abbondante di distanza."

Da Facebook -26 febbraio 2018

Riconosco che sia temerario porsi un quesito del genere, proprio oggi. Il rischio di tirarsi addosso gli strali politici, culturali e financo morali degli amici (e non) sarà inevitabile. Tuttavia, siccome io il dubbio lo nutro, voglio prospettarlo. Premetto che il quesito nasce dal fatto che la mia singola convinzione -che si tratti in buona parte di mitologia- cozza contro quella nettamente imperante nell’opinione pubblica. Entro nel tema citando i moltissimi esempi che si vedono nei dibattiti alla tv, ove allorché un soggetto antifascista deve interrogare l’interlocutore sulla sua identità democratica gli chiede in maniera secca: sei un antifascista o no? E pretende una risposta monosillabica, per considerarla chiara e inequivocabile. Laddove una risposta articolata rappresenterebbe un modo di evaderla.

Ebbene, questo tipo di domanda l’ho sentita profferire (ad 8 ½) anche a un illustre uomo d’indubbia cultura ed ex magistrato, il dott. Carofiglio, il quale considerando vasiva la risposta «sono contro ogni totalitarismo!»del suo interlocutore, la suggellava, nientepopodimeno che: con il giudizio di un passo del Vangelo. “Incredibile visu”! L’antifascismo è assurto, oggi giorno, per tanti qualificati uomini di cultura del paese, a ineludibile valore fondante dell’identità democratica di ogni cittadino e addirittura (come visto in tanti altri esempi non citati) anche della Costituzione Italiana, perché da esso discenderebbe. Allora, che dire dei paesi che sono arrivati alla democrazia vera senza essere passati come noi dal fascismo? Potranno mai dichiararsi democratici?

Perché disconoscere che storicamente la nostra Costituzione non è stata portata dall’antifascismo? Sono stati tre i fattori che l’hanno determinata:
 la sconfitta militare del regime fascista ad opera delle forze armate alleate;
 l’amministrazione militare degli angloamericani che voleva una repubblica liberale e costituzionale;
 la mirabile capacità visionaria dei nostri pochi (ne avessimo almeno uno oggi!) ma validissimi uomini di cultura che la progettarono, facendone una nuova ideologia (rimasta pressoché disconosciuta!). E’ la Costituzione Italiana che rappresenta la primaria misura della democrazia e dell’anti-totalitarismo! I molti antifascisti impegnati contro il regime non riuscirono a formare un corpo organico, capace di dare una prospettiva politica unitaria ai destini postfascisti del paese. Dal punto di vista teoretico l’antifascismo rappresenta solo una pre-categoria democratica: non preserva da altre forme di totalitarismo. Se lo fu specifico e discriminante ancora a caldo, nel corso delle passate vicende storiche, non può più esserlo ad oltre mezzo secolo abbondante di distanza.

Quanto detto, però, nulla toglie alla nobiltà del sacrificio della vita di tantissimi uomini della resistenza armata e di quella civile, i quali, pur trovandosi entro la tagliola del nazifascismo, inneggiarono alla libertà e osarono sfidare i tedeschi, i quali, in rotta sugli altri terreni militari, erano nettamente soverchianti in Italia. Ciò posto, che si attribuisca al significato etimologico dell’antifascismo un portato politico e storico che non è mai stato, mi pare un saggio della narrazione mitologica della nostra realtà storica fatta dalla classe politica, la quale, di contro, ha dimostrato scarsa aderenza ai valori costituzionali democratici. Pertanto, affermare oggi con orgoglio di essere antifascisti è un modo insufficiente di ritenersi democratici nell’ottica costituzionale. Mi pare, piuttosto, un metodo a costo nullo e subdolo di esorcizzare sia le gravi responsabilità storiche del nostro passato fascista, sia quelle delle violenze politiche anche oggi perpetrate.

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Rubrica : {MoVimento 5 Stelle Lentini}

#NOVANTAGIORNI…

Il venerdì 26 febbraio 2021 di Giuseppe Castiglia

#NOVANTAGIORNI…

Ieri ho partecipato come auditore delegata alla conferenza dei servizi tramite piattaforma Skype, per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale “Discarica per rifiuti non pericolosi autorizzata con D.D.G. 649/2012 e ss.mm.ii. Contrada Grotte San Giorgio Lentini (SR) Progetto di ampliamento tramite realizzazione dei bacini D, E ed F (modifica sostanziale)” – Ditta: Sicula Trasporti s.r.l.

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Maria Cunsolo M5S conferenza servizi Ampliamento discarica Grotte San. Giorgio 25 02 2021

Premesso che…

Le conferenze dei servizi hanno lo scopo di facilitare l’acquisizione da parte della Pubblica Amministrazione di autorizzazioni o permessi.

Sono riunioni collegiali (cosiddette conferenze) finalizzate all’emissione di un provvedimento amministrativo, strumento di coordinamento tra enti e interessi coinvolti.

Le conferenze dei servizi sono delle riunioni tecniche, dove gli enti coinvolti devono produrre pareri tecnico/scientifico su una questione.

Per tale motivo sarebbe stato meglio che a suffragare il nostro diniego alla discarica e a spiegare la relazione fatta dal nostro ufficio tecnico e depositata, ci fossero stati anche i nostri tecnici, quei dirigenti che parlano l’unica lingua che si recepisce ed ha un peso in una conferenza dei servizi, quella delle argomentazioni tecniche.

E come dire che per fare un esame di matematica vieni valutato solo se parli di funzioni e di equazioni e non di Dante e di Leopardi. Infatti in questo ambito le dichiarazioni politiche e quelle ad effetto di tipo giudiziario rilasciate ieri dal Sindaco di Lentini Saverio Bosco in conferenza dei servizi, lasciano il tempo che trovano.

Da oggi abbiamo 90 giorni di tempo per far pesare le argomentazioni politiche dove effettivamente possono avere un valore, a Palazzo d’Orleans a Palermo, prima che venga convocata l’ulteriore conferenza dei servizi.

Per cui il Sindaco di Lentini insieme ai sindaci del comprensorio richiedano subito un incontro con Musumeci, prima che venga convocata la prossima conferenza dei servizi.

"Buon lavoro a tutti…"

Maria Cunsolo M5S Lentini

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Rubrica : {EMERGENCY}

OXFAM – EMERGENCY: Lettera-appello al Governo italiano per superare disuguaglianza nell’accesso ai vaccini

Il venerdì 26 febbraio 2021 di Redazione

Lettera-appello inviata oggi al Governo affinché l’Italia si impegni in sede europea e alla prossima riunione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio del 1° marzo, per la liberalizzazione dei brevetti, ponendo fine al monopolio delle case farmaceutiche

Senza un vaccino per tutti in ogni parte del mondo andranno persi 9.300 miliardi di dollari a livello globale e innumerevoli vite

Mentre Pfizer, Moderna e AstraZeneca hanno la capacità produttiva per vaccinare solo 1/3 della popolazione mondiale, i paesi in via di sviluppo sono costretti a pagare fino a tre volte di più le dosi di AstraZeneca

Se le cose non cambieranno, nei paesi poveri solo 1 persona su 10

potrà essere vaccinata nel 2021

Roma, 26 marzo 2021 – Il sistema di monopoli imposto dalle grandi case farmaceutiche, che detengono i brevetti dei vaccini anti-Covid approvati, rischia di avere un costo insostenibile per l’economia e la salute a livello mondiale.

Secondo le stime (1), la mancata vaccinazione della maggioranza della popolazione mondiale, quella dei paesi a basso reddito, potrebbe significare perdite per 9.300 miliardi di dollari, metà delle quali riguarderebbe anche i paesi ricchi, che pure sono in grado di raggiungere l’immunizzazione delle proprie popolazioni. Allo stesso tempo, una diffusione incontrollata del virus, aggravata dai ritardi nelle consegne delle dosi in molti paesi, rende probabile – come del resto sta già avvenendo - il rapido sviluppo di mutazioni, che potrebbe rendere obsoleti i vaccini esistenti e vanificare tutti gli sforzi messi in campo dai governi per fermare la pandemia: oltre 83 mila miliardi di dollari di denaro dei contribuenti, stanziato a livello globale per lo sviluppo dei vaccini (2).

Per scongiurare questi rischi, Oxfam ed EMERGENCY, membri della coalizione internazionale People’s Vaccine Alliance, inviano oggi una lettera-appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri degli Esteri, della Salute e dello Sviluppo economico.

La Presidenza italiana del G20 consente al Governo italiano di avere un ruolo chiave in sede europea e internazionale - a partire dalla prossima riunione del Consiglio dell’Organizzazione Mondiale del Commercio del 1° marzo - nel sostenere con decisione la sospensione delle regole che tutelano la proprietà intellettuale sui brevetti dei vaccini anti-Covid e la condivisione della tecnologia necessaria alla produzione in altri paesi, rendendo così possibile la definizione di un piano vaccinale realmente efficace e capace di raggiungere tutti, sia nei paesi più poveri che in Italia e in Europa.

“Solo consentendo produzione e vendita dei vaccini da parte di molti attori in un mercato competitivo, oltre che la loro disponibilità al pubblico al minor costo possibile, potremo scongiurare il peggio, prima che sia troppo tardi. – ha detto Sara Albiani, policy advisor sulla salute globale di Oxfam Italia – A questo scopo chiediamo al Governo di intervenire fin da subito affinché Reithera rinunci al brevetto del vaccino che ha sviluppato con l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, grazie a finanziamenti del Governo e della Regione Lazio. Solo condividendo brevetti, know-how e tecnologie, si potrà infatti aumentare la produzione e rendere così il vaccino disponibile per il numero più ampio possibile di persone in Italia e nel mondo.”

I paesi in via di sviluppo come l’Uganda, costretti a pagare fino a 3 volte, per assicurarsi le dosi del vaccino AstraZeneca

Attualmente, al massimo della loro capacità produttiva, Pfizer, Moderna e AstraZeneca potrebbero garantire dosi sufficienti per appena 1/3 della popolazione mondiale e secondo analisi condotte dalla People’s Vaccine Alliance, nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, solo 1 cittadino su 10 può sperare di essere vaccinato nel 2021 attraverso lo strumento COVAX, destinato a rendere accessibili i vaccini nel sud del mondo. Meccanismo di cui le due organizzazioni firmatarie della lettera riconoscono l’importante valore solidale e di tutela della salute pubblica, ma che sembra essere del tutto inadeguato per coprire il reale fabbisogno di vaccini nei paesi poveri nei tempi brevi necessari.

“Lunedì 1 marzo, l’Organizzazione mondiale del commercio si riunirà per valutare la proposta avanzata da India e Sud Africa di sospendere temporaneamente i diritti sulla proprietà intellettuale dei vaccini contro il Covid-19. Tutti i paesi in via di sviluppo aspettano con il fiato sospeso una decisione fondamentale, l’unica che può garantire la speranza di contenere l’epidemia. - ha dichiarato Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY - Per questo, chiediamo che l’Italia e l’Unione Europea sostengano questa richiesta. Se vogliamo lasciarci alle spalle la pandemia, tutti i paesi - anche quelli a basso reddito - devono essere messi in grado di ricevere i vaccini necessari a immunizzare la propria popolazione e per farlo si deve incrementare la produzione in tempi rapidi. Non è una questione di filantropia ma di tutela della salute pubblica e di giustizia.”

Nei fatti COVAX non potrà che garantire un numero limitato di dosi, a meno che non si aumenti la fornitura attraverso una più ampia capacità produttiva a livello globale, con una conseguente riduzione dei prezzi. Proprio il costo dei vaccini rappresenta un esempio dell’odiosa disuguaglianza di accesso ai vaccini che si registra oggi nel mondo, consentito anche dalle clausole di segretezza contenute nei contratti di acquisto, oltre che dalla facoltà lasciata a uno sparuto numero di grandi aziende farmaceutiche di decidere quali paesi potranno avere a disposizione il vaccino. Emblematico sul punto il caso dell’Uganda, che si è trovata a pagare 3 volte il prezzo di AstraZeneca, prodotto in India dal Serum Istitute, rispetto ai paesi europei. Secondo i dati a disposizione, l’Ue ha pagato il vaccino AstraZeneca meno di 2 euro per dose, mentre in Uganda lo stesso vaccino costerà circa 6 euro a dose: ciò significa che, includendo il trasporto, vaccinare una persona costerà all’Uganda 16 euro. I vaccini di Pfizer e Moderna sono invece molto più cari, al punto che l’Ue li ha pagati rispettivamente oltre 12 e 18 euro, e i paesi a basso reddito difficilmente potranno permetterseli.

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Lettera appello Emergency
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Rubrica : {CostituzionalMente}

Effetto Mattarella o dei presidenti della repubblica decisori

Il venerdì 26 febbraio 2021 di Gaetano Sgalambro

Nel 2017 su facebook così scrivevo (’autocitazione è un sintomo inequivocabile di senilità) nel laconico post “Le ragioni di crisi”: La crisi del PD è dovuta al distacco degli interessi degli iscritti da quelli legittimi dei suoi numerosi elettori. La crisi del paese è dovuta al distacco degli interessi dei partiti da quelli generali della collettività. Oggi quale terza delle ragioni fondamentali della crisi cronica del nostro paese, aggiungo l’effetto Mattarella, così inteso: la suprema garanzia dei presidenti della repubblica quale (presunto) dovere costituzionale, e pertanto avulsa dall’esercizio della volontà degli elettori, esercitata a impedimento di ogni tentativo di sostanziale turbamento dello status quo dell’assetto politico storicamente consolidato.

Talché ho voluto definire il leitmotiv dell’assunto in testata, altrimenti declinabile nel seguente modo: l’oggettiva situazione di grave crisi del nostro paese dipende direttamente dalla grave insufficienza storica della classe politica, la quale, nonostante sia responsabile particolarmente del decadimento etico della fondamenta delle nostre istituzioni pubbliche, che ha pregiudicato a tutto campo la qualità dei loro servizi resi, e nonostante oggi abbia anche aggravato l’onere della sopraggiunta crisi pandemica, resta comunque garantita dall’effetto Mattarella. La configurazione di questa forzosa prassi nazionale oggigiorno, come nel passato, presenta diversi aspetti paradossali non sempre attentamente considerati. Ne è paradigma la contraddizione di termini della proposta di governo del cambiamento, testé realizzata, del presidente della repubblica: un governo di alto profilo tecnico; all’altezza delle soluzioni delle gravi emergenze del paese, economica e pandemica; senza alcun spiccato colore politico; ma con il sostegno sicuro dei partiti in parlamento, i quali in pegno contribuiranno a comporne la compagine con propri uomini di prima linea.

Il presidente da un lato a maggiore sicurezza del governo ne propone una base di sostegno allargata a tutte le forze politiche, dall’altra lo espone al serio rischio d’instabilità per la loro storica inconciliabilità. Per non dire che il patrimonio politico ceduto in garanzia, in premessa definito privo di contenuti validi, assuma numericamente la maggioranza della compagine governativa, per principio voluta di alto profilo tecnico. Spera che il peso del fattore specifico dell’alta qualità tecnica superi il peso grezzo dei più numerosi ministri politici, secondo la bilancia del banchiere Cuccia? Inoltre include nelle ragioni del nuovo governo dell’emergenza quella vera della pandemia e quella posticcia (perché notoriamente storica) della crisi economica, la quale avendo un carattere tutt’altro che straordinario e inaspettato, richiede un più che problematico approccio d’indirizzo strutturale.

Mi verrebbe da dire che tutto ciò sa di discorso anacoluto. Comunque sia mi domando: era proprio impossibile presentare un progetto di governo basato su una visione tecnico-politica e democratica più semplice e diretta per la soluzione della situazione in cui si trova il paese, già di per se complicatissima e difficile? Un altro aspetto paradossale è di pertinenza squisitamente partitica: mentre nel parlamento c’è una maggioranza di centrosinistra nella compagine governativa, fatto salvo il ristretto numero dei ministri tecnici, c’è la prevalenza d’incarichi ministeriali, per numero e peso, a favore del centrodestra, che peraltro ha ridotto chiaramente lo spazio spettante al M5S, quale partito di maggioranza relativa. Eppure il presidente Mattarella non è uomo di destra. Come mai questo sbandamento a destra? E’ solo occasionale o è tattico?

Aggiungo che, tutti o quasi, gli uomini governativi, del parlamento e dei partiti, si sono affastellati attorno al predesignato presidente di governo del cambiamento, il dottor Draghi: uomo dall’indubbio e alto prestigio professionale, dotato di notevoli capacità politico-manageriali, per questo riconosciuto più tecnico che politico in senso stretto, nonché di chiara levatura internazionale, quale mai si sia visto calcare la scena politica italiana, da mezzo secolo in qua. Ebbene, tutto ciò considerato, di certo non possiamo considerarlo un marziano sceso in parlamento a miracolo mostrare. Eppure è pressappoco con questo salvifico auspicio che è stato promozionato al pubblico dal presidente della repubblica e a seguirlo dalla stessa classe politica e dai media. Tutto ciò sembrerebbe preludere all’imminente miracolo del cambiamento (politico), capace di portare fuori dalle crisi il paese. Ma, valore del dottore Draghi a parte che comunque porterà a qualche risultato positivo, ci resta da credere nei miracoli?

Altro paradosso è che lo stesso Mattarella, non soddisfatto di essere il mentore del dottor Draghi, abbia voluto cencelli-nare (chiedo licenza) nell’ambito della compagine governativa numerose cariche ministeriali agli uomini ufficiali dei partiti, che in premessa s’era convenuto che non avessero alcunché di alto profilo. Cui prodest? Tuttavia il paradosso dei paradossi spetta ai media che espongono il dilaniante dilemma delle menti esegetiche dei nostri politologi e di tanti sociologi: con il governo Draghi la politica ha fatto un passo avanti o un passo indietro (ammesso che in questa direzione le fosse rimasto ancora spazio utilizzabile)? Tanto per rispondere, a me pare che stia marmoreamente immobile, se non che stia vieppiù sprofondando. Più seriamente, mi pare che stia avviandosi all’inevitabile fine delle democrazie conformiste e solo formalmente rappresentative, le quali si contraddistinguono per avere rinnegato la “polis” con tutti i suoi contenuti d’interesse generale, nonché l’ascolto degli elettori più modesti.

Prima di uscire dagli aspetti paradossali dell’effetto Mattarella, mi chiedo se esista ed eventualmente chi sia il supremo regista della scenografia del grandioso consenso al governo Draghi, che non so se leggere come un diversivo (di che?) kolossal americano o come un risorgimentale neorealismo italiano. Comunque sia, è un fenomeno di trasformismo corale di tutta la classe politica, avvenuto sulla via di Damasco (quando appena pochi giorni prima unanimemente vituperato in parlamento), la quale di punto in bianco, in nome patrio accantona posizione storiche, retorici progetti elettorali di crescita senza speranza, ma sempre punti di forza della propaganda, per accodarsi pienamente alla competenza e al pragmatismo del dottor Draghi. Persino i più diffidenti gli promettono l’astensione consapevole. Che tutti siano convinti di una sua capacità di moltiplicare i denari dello Stato , così come qualcun altro fece con i pesci, per risanarne l’enorme debito? Non mi pare. E’ certo però che per diversi soggetti la prospettiva offerta dal progetto Recovery Found è privatamente tale. Ma a che pro la partecipazione in massa degli altri, che poco o nulla avranno? Si tratta di semplice effetto trascinamento? E’ dovuta a qualche contraccambio? Si vedrà più avanti.

Al momento potrò iniziare a capirci qualcosa da come reagiranno alle attese linee dragoniane (chiedo licenza) di compattezza di squadra governativa, di coerenza programmatica, di pianificazione puntuale, insomma alla linea dell’efficienza operativa, competente e consapevole. Da una vita unanimemente evocate e mai attuate. Sarà questa la volta buona? Al netto degli eventi politici del momento e della stessa crisi pandemica che per quanto drammatica avrà una sua conclusione biologica, io sollevo dubbi riguardanti il processo molto complesso e discutibile della nostra grave crisi, insieme strutturale, economica e politica, la quale invece è inarrestabile e rischia di sfociare nella violenza sociale, se non viene controllata in tempo. E sull’inarrestabilità o cronicità della suddetta crisi endemica che soprattutto s’innesta l’effetto Mattarella, le cui finalità di medio-lungo periodo non riesco a intravedere. E’ chiaro e, in un certo senso, ragionevole che abbia voluto cucire un abito su misura addosso al, per me, più che meritevole dottore Draghi. Non capisco invece perché, quasi a fine inverno, abbia voluto cucirgli addosso anche il cappotto. Dove vorrà andare a parare? Tenterò di capirlo nel mio prossimo scritto.

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Rubrica : {Flash}

Addio allo scrittore Jack Whyte

Il giovedì 25 febbraio 2021 di Redazione Zerobook

Lo scrittore scozzese naturalizzato canadese Jack Whyte, autore di romanzi storici e fantasy che ha costruito un intero mondo che emerge vivido attraverso le leggende di Re Artù, è morto alla Kelowna Hospice House, nella Columbria Britannica, all’età di 81 anni per un tumore. L’annuncio della scomparsa, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, è stato dato dalla figlia Holly Martin. Era nato a Johnstone, in Scozia, nel 1940 e dopo aver studiato in Inghilterra e Francia viveva in Canada dal 1967 (da 25 anni era residente a Kelowna). Amato dai lettori di tutto il mondo anglosassone per le sue storie dense di miti, storia e leggende, arricchite da una straordinaria caratterizzazione dei personaggi, Whyte è autore di diverse serie, tra cui "Le Cronache di Camelot", bestseller internazionale. Questi romanzi storici presentano la storia di Re Artù sullo sfondo della caduta dell’Impero romano d’Occidente in Britannia: in Italia sono stati pubblicati da Piemme "La pietra del cielo" (1998), "La spada che canta" (1999), "La stirpe dell’Aquila" (1999), "Il sogno di Merlino" (2000), "Il forte sul fiume" (2001), "Il segno di Excalibur" (2002), "Le porte di Camelot" (2003), "La donna di Avalon" (2003). Il nono volume della saga "La fratellanza dell’impero" è stato pubblicato da Newton Compton Editori (2019). Whyte ha iniziato poi un nuovo ciclo di romanzi, sempre legati al ciclo arturiano. Il nome utilizzato in Italia per la serie da Piemme è "Io Lancillotto": "Il Cavaliere di Artù" (2005), "Il marchio di Merlino" ( 2006), "Il destino di Camelot" (2007), "Il sogno di Ginevra" (2007). Dopo aver esplorato il lungo e in largo il ciclo arturiano, Whyte ha ideato una nuova serie, dedicata ad uno dei grandi miti dell’immaginario occidentale, quello del Graal. La Trilogia dei Saint-Clair edita da Piemme comprende i romanzi: "I custodi del codice" (2006), "Il leone dei templari" (2008) e "La caduta dei templari" (2009). Con "Le Cronache di Braveheart" Whyte per la prima volta ha raccontato la straordinaria storia della nativa Scozia. Sempre da Piemme sono usciti "I figli della libertà" (2012), "Il rinnegato" (2013) e "Il guardiano" (2014). Solo in Canada Whyte ha venduto oltre 1 milione e 250mila copie e i suoi libri sono stati tradotti in 20 lingue.

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Rubrica : {Girodivite 2021}

n. 915 - "Ti senti vinu pregiatu, invece si acitu sbintatu" (24 febbraio 2021)

Il mercoledì 24 febbraio 2021 di Redazione

Il numero 915 di Girodivite del 24 marzo 2021: "Ti senti vinu pregiatu, invece si acitu sbintatu" (Ti dai arie da vino pregiato, invece sei soltanto aceto andato a male).

In questo numero:


** USB lancia un Appello contro il commissariamento Ue dell’Italia ** , di Redazione Lavoro - 24 febbraio 2021

Tutto il Parlamento con Draghi. Ma il Paese? Una maggioranza parlamentare quasi plebiscitaria a favore del nuovo commissario governativo inviato direttamente da Bruxelles è un segnale di pesante involuzione della vita democratica.

- > https://www.girodivite.it/USB-lancia-un-Appello-per-una.html


** EMERGENCY: Un anno di risposta all’emergenza Covid ** , di Redazione
- 24 febbraio 2021

Fin da quei primi giorni abbiamo sentito il dovere di ESSERCI, per dare il nostro contributo. Abbiamo messo a disposizione delle istituzioni il nostro personale, la nostra esperienza, i nostri volontari, il nostro lavoro.

- > https://www.girodivite.it/EMERGENCY-Un-anno-di-risposta-all.html


** Guerre di memoria ** , di Piero Buscemi - 24 febbraio 2021

Viviamo di ricorrenze, spesso di eventi drammatici. Una forza invisibile ci guida sulle strade da ripercorrere, come se fosse possibile stilare una graduatoria di importanza. E di gravità.

- > https://www.girodivite.it/Guerre-di-memoria.html


** #DatiBene Comune: lettera aperta a Draghi ** , di ActionAid - 24 febbraio 2021

46.000 firmatari per chiedere più trasparenza su emergenza sanitaria e piano vaccini.

- > https://www.girodivite.it/DatiBene-Comune-lettera-aperta-a.html


** I volti delle mafie: miti antichi e google generation criminale ** , di francoplat - 24 febbraio 2021

Dai Beati Paoli, alla storia dei cavalieri Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Dall’Italia all’Australia alla Germania. Dalle città invisibili a Internet. La scia di sangue e di violenza.

- > https://www.girodivite.it/I-volti-delle-mafie-miti-antichi-e.html


** Outfit understatement (Boh!) ** , di Adriano Todaro - 24 febbraio 2021

Abbasso la pochette ‒ Diffusione dei quotidiani e quanti soldini prendono dallo Stato ‒ Quotidiani tricolori e manovre per i nuovi direttori Rai

- > https://www.girodivite.it/Outfit-understatement-Boh.html


** Last Tango, le geometrie dell’incontro nel videoclip degli YAWP ** , di Redazione - 24 febbraio 2021

Lo scorso anno, durante il lockdown, gli Yawp avevano appena fatto girare un arrangiamento incompleto, a causa delle misure di sicurezza che avevano determinato la chiusura degli studi di registrazione.

- > https://www.girodivite.it/Last-Tango-le-geometrie-dell.html


** Era l’ultimo migliore della sua generazione. Addio a Lawrence Ferlinghetti ** , di Redazione - 23 febbraio 2021

All’età di 101 anni è morto Lawrence Ferlinghetti. Poeta di primo piano, fu a lungo proprietario del City Lights, la libreria e casa editrice di San Francisco che fece da culla alla Beat Generation e contribuì a dare alla città il ruolo di centro letterario e della rivoluzione culturale, destinata a superare i confini degli Usa. Come editore indipendente sconvolse l’America non solo letteraria, pubblicando libri come "Urlo" di Allen Ginsberg, per cui fu processato con l’accusa di aver diffuso (...)

- > https://www.girodivite.it/Era-l-ultimo-migliore-della-sua.html


** GEORGIA: PM-Designate Garibashvili Prioritizes “Order,” State Intervention in Economy ** , di Emanuele G. - 23 febbraio 2021

22/02/2021 - 19:00

Courtesy of Civil Georgia [link of the website: https://civil.ge/]

- > https://www.girodivite.it/GEORGIA-PM-Designate-Garibashvili.html


** Addio al meridionalista Franco Cassano ** , di Redazione - 23 febbraio 2021

È morto all’età di 78 anni a Bari Franco Cassano. Professore ordinario di Sociologia e Sociologia dei Processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, all’attività accademica affianca quella di saggista ed editorialista. Tra le sue opere più note "Il pensiero meridiano" (1996) e "L’umiltà del male" (2011). Alle elezioni politiche del 2013 venne eletto deputato per il Pd.

Nato ad Ancona il 3 dicembre del 1943, inizia la carriera universitaria nel 1970 come (...)

- > https://www.girodivite.it/Addio-al-meridionalista-Franco.html


** Concorso Fotografico "Un luogo per ZeroBook 2020" - I Vincitori (Foto) ** , di Redazione Zerobook - 23 febbraio 2021

Proclamati i vincitori della seconda edizione del Concorso Fotografico organizzato dalla testata giornalistica Girodivite.it in collaborazione con la casa editrice ZeroBook

- > https://www.girodivite.it/Concorso-Fotografico-Un-luogo-per,30772.html


** Orientale Sicula: un’infanzia negli anni Sessanta ** , di Redazione Zerobook - 23 febbraio 2021

Orientale Sicula : Proebbido entrari ed altri racconti / di Alfio Moncada.
- ZeroBook, 2021. - p. 220. - ebook ISBN 978-88-6711-193-0, book ISBN 978-88-6711-194-7.

- > https://www.girodivite.it/Orientale-Sicula-un-infanzia-negli.html


** Il Catalogo dei libri e delle idee, febbraio 2021 ** , di Redazione Zerobook - 23 febbraio 2021

«Cari compagni e compagne: siamo nel pieno di un naufragio della civiltà. Dobbiamo organizzare il salvataggio -non solo delle persone, ma anche delle idee e dei valori» (Jorge Riechmann)

Il nostro catalogo gratuito, con tutti i nostri libri e le nostre proposte per i lettori di ZeroBook. Il catalogo è liberamente e gratuitamente scaricabile per tutt*.

Aggiornato al febbraio 2021.

“Non ho né gusto né olfatto.” disse, annusando il bicchiere. “Questo raffreddore mi è proprio venuto a noia. E (...)

- > https://www.girodivite.it/Il-Catalogo-dei-libri-e-delle-idee,31023.html


** Ucciso ambasciatore italiano in Congo ** , di Redazione - 22 febbraio 2021

L’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio sarebbe rimasto ucciso in un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nella parte est del Paese, ha detto un portavoce del Parco di Virunga. Nell’attentato è rimasto ucciso anche un carabiniere. La matrice dell’attacco non è ancora chiara, così come le condizioni dell’ambasciatore, ma secondo le prime ipotesi sarebbe avvenuto nel tentativo di rapire il personale Onu, come riferisce l’agenzia Reuters. La vettura (...)

- > https://www.girodivite.it/Ucciso-ambasciatore-italiano-in.html


** 27 febbraio 2021: No all’Europa delle banche ** , di Redazione - 21 febbraio 2021

Sabato 27 febbraio, alle ore 15.00, simultaneamente, in tutti i capoluoghi d’Italia, “Cumpanis”, “Marx 21”, “Gramsci Oggi”, il PC, il “Movimento per la Ricostruzione del P.C.I e l’unità dei comunisti”, “Movimento-48”, “Patria Socialista” e altre forze, lavoratori, lavoratrici, intellettuali e quadri operai che stanno aderendo, scenderanno in piazza contro il nuovo governo degli USA, della NATO, dell’Ue e del sistema bancario e finanziario. Nello spirito unitario della manifestazione nazionale del 27 (...)

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** Il finanziamento dell’ex Inam/ASL di piazza Aldo Moro a Lentini ** , di Luigi Boggio - 20 febbraio 2021

Sarà finanziato per 2 milioni e 200mila euro. Grazie a quanti si sono impegnati per far ottenere questo finanziamento.

- > https://www.girodivite.it/Il-finanziamento-dell-ex-Inam-ASL.html


** Covid-19 2020 - Quella guerra in prima linea ** , di Silvia Zambrini
- 20 febbraio 2021

Un’infermiera specialista in un reparto di terapia intensiva presso un ospedale milanese ci descrive alcuni retroscena di cui si è parlato poco.

- > https://www.girodivite.it/Covid-19-2020-Quella-guerra-in.html


** Da Mario a Mariano ** , di Deborah A. Simoncini - 19 febbraio 2021

La voce nasale del premier, fascia tricolore e zucchetto in testa, tornò comprensibile, mentre una distesa di fiammelle lo illuminava: “… nel nome del Padre, del Figlio, … da oggi chiamatemi Mariano!”

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** EMERGENCY presenta la Mostra multimediale "Un giorno qualunque" ** , di Redazione - 19 febbraio 2021

Le fotografie di Cerio e i video di WowTapes propongono un altro punto di vista, per comprendere gli sforzi fatti da chi arriva nel nostro Paese per ricominciare

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** Le cavie ** , di Sergej - 19 febbraio 2021

Da qualche giorno stiamo discutendo come l’Europa si stia in questo momento giocandosi tutto con il "caso italiano"...

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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

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Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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