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Rubrica : {Teatro}

Per non dimenticare la città salvata dalle donne

Il mercoledì 25 aprile 2018 di Sergej

Sole d’inverno : storia di arance, donne e lotte ma anche di Graziella Vistrè / di e con Alessio Di Modica, 18 aprile 2018, Teatro Odeon Lentini. Una produzione Area Teatro.


"Hipì" è una esclamazione e interiezione tipica della parlata lentinese, in uso soprattutto tra le donne. Non sappiamo bene qual sia l’origine di questa parola, ma a seconda dell’inflessione e della flessione significa stupore, spavento, invito e invocazione, disperazione, allarme. E’ la musicale lingua delle donne lentinesi, il cui dialettico non è catanese e neppure siracusano, ma conserva (assurdamente, data la lontananza temporale) l’attico calcidese delle origini e il siculo delle commistioni più antiche. Abbiamo ascoltato l’Hipì nel monologo di Alessio Di Modica, in cui tornano a parlare le donne di Lentini. Quella volta che salvarono la città.

Alessio Di Modica è un cuntastorie. Ha la capacità del racconto (teatrale) e la serietà della documentazione sulla quale basa le sue storie. Serietà teatrale - Di Modica è un attore e autore "culto" sulla linea civile di quello che ha fatto Marco Paolini per il Vajont o Ascanio Celestini per il Quadraro a Roma - e capacità comunicativa, “gesto” e “corpo” teatrale al servizio della storia - del “contenuto” come si diceva una volta. Non una sola parola, non una sola virgola di quello che Di Modica “cunta” nel suo spettacolo-monologo è “inventato”. Tutto è frutto di una accuratissima documentazione sul campo. Ogni personaggio, ogni espressione, ogni gesto. Per il suo ultimo lavoro portato sulle scene prima a Bagheria e poi a Lentini, ha incontrato centinaia di testimoni, incontrato persone, letto e scartabellato negli archivi; centinaia di ore di registrazioni di interviste. E un lavoro certosino di ricucitura di tutte quelle testimonianze, quelle suggestioni, quelle contraddittorie “verità” che ognuno di noi si porta dentro e che ha bisogno proprio di una intelligenza e una intuizione come quella di Alessio Di Modica per potersi esprimere, per trovare un senso, per tornare a essere voce.

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Alessio Di Modica, Area Teatro

Attraverso la sua voce narrante è la voce di Graziella Vistré, e quella di un’intera epoca della nostra storia. Un momento di questa storia. Che le nostre città, nel “dopo” che noi siamo, nel “dopo” che siamo stati immediatamente dopo quelle cose accadute, abbiamo dimenticato. Lentini “città delle arance” ha dimenticato da decenni cosa vuol dire arancia: il lavoro che ci vuole, e i rapporti di classe che esistono attorno al lavoro. Il modo di lavoro, gli strumenti di lavoro, le parole. Il dolore e la sofferenza, l’umiliazione e lo sfruttamento del lavoro. Di Modica spiega come arrivavano le arance dall’albero alla cassetta. “Fa vedere” attraverso la forza delle sue parole i braccianti, e le donne che lavorano nei magazzini, la carta velina stampata che serviva ad avvolgere le singole arance. Grazie a questo lavoro si fa una “ricostruzione”: si ricostruisce e si trasmette la memoria. Un’opera di scavo, archeologica; un’opera che riporta alla luce i fantasmi che abbiamo voluto seppellire nelle tombe della nostra terra, della nostra storia. E a cui non abbiamo più voluto guardare - in questo modo dimenticando noi stessi, la nostra storia, le “radici”. La storia di una città, di un luogo, prevede il teatro politico e sociale ("ciò che accade") non solo nella quotidianità ma anche nella serie dei suoi nodi, degli snodi storici. Puntare l’attenzione su questi snodi, per chi fa memoria, significa focalizzare l’attenzione sulla storia nel momento in cui si passa da un punto ad un altro della storia; per Lentini lo sciopero del 1966 fu uno di questi snodi storici. Nodo di convergenza tra un momento della storia del passato e la storia che di lì a poco, con il consumismo e il passaggio all’Italia di Carosello e della pubblicità televisiva, avrebbe provato a cancellare il passato a favore di un progresso plastificato.

Attraverso la storia di Graziella Vistré torna in vita non solo un momento della storia delle nostre città. Ci torna indietro, e ci viene riconsegnato, un significato più profondo. Attraverso la rievocazione dell’episodio volutamente dimenticato, volutamente non trasmesso dalle generazioni precedenti e che riguarda il 1966 - quando a Lentini le donne fermarono la Celere e impedirono la strage che stava per compiere (cosa che invece avverrà due anni dopo ad Avola). L’omertà è una strana cosa, che riguarda ceti, classi, generazioni, segna ogni momento la storia. Ciò che ognuno di noi tace è altrettanto importante di quello che dice. La malacoscienza. Uno dei compiti che ci siamo dati è quello della verità, sempre. Lo spettacolo documentato e monologato di Di Modica e di Area Teatro sbircia attraverso una di queste verità e ci restituisce un’anticchia di quel mondo, di quelle splendide figure di donne e di uomini che ci hanno preceduto.


Sulla storia di Lentini Girodivite ha l’onore di pubblicare una serie di contributi di Ferdinando Leonzio qui l’ultimo finora pubblicato.


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Rubrica : {Girodivite 2018}

n. 793 - "La poesia non è una liberazione di emozioni, ma una fuga dalle emozioni" (25 aprile 2018)

Il mercoledì 25 aprile 2018 di Redazione

Il numero 793 di Girodivite del 25 aprile 2018: "La poesia non è una liberazione di emozioni, ma una fuga dalle emozioni" (Thomas S. Eliot).

Buon 25 aprile a tutt*

In questo numero:


** Per non dimenticare la città salvata dalle donne ** , di Sergej - 25 aprile 2018

Nel 1966 le donne di Lentini guidate da Graziella Vistré impedirono una strage. Lo spettacolo teatrale di Area Teatro rievoca un momento cruciale della storia dell’Italia e della Sicilia.

- > https://www.girodivite.it/Per-non-dimenticare-la-citta.html


** Welcoming Europe ** , di ActionAid - 25 aprile 2018

L’iniziativa dei cittadini Europei per nuove politiche su asilo e immigrazione.

- > https://www.girodivite.it/Welcoming-Europe.html


** Concord: in Europa gli aiuti umanitari dirottati per frenare il flusso migratorio ** , di Redazione - 25 aprile 2018

La cooperazione allo sviluppo è sempre più percepita dai leader dell’UE come uno strumento per “controllare la migrazione”

- > https://www.girodivite.it/Concord-in-Europa-gli-aiuti.html


** Repubblica democratica del Congo abbandonata da tutti ** , di Redazione - 25 aprile 2018

Appello dei missionari comboniani

- > https://www.girodivite.it/Repubblica-democratica-del-Congo,27050.html


** Prima nazionale per “La rondine” del catalano Guillem Clua ** , di Redazione - 25 aprile 2018

Teatro Stabile di Catania, prima nazionale, 26-29 aprile e 4-6 maggio 2018, Monastero dei Benedettini.

- > https://www.girodivite.it/Prima-nazionale-per-La-rondine-del.html


** Alternanza Scuola, Forze Armate per l’Italia del XXI secolo ** , di Antonio Mazzeo - 25 aprile 2018

Lavoro forzato, gratuito, schiavo. Imposizione ideologica neoliberista, ipercompetitiva e ultraindividualista. Gerarchizzazione e autoritarismo. L’Alternanza Scuola Lavoro (ASL), il provvedimento sicuramente più inaccettabile della cosiddetta “Buona scuola”, ha avviato negli istituti scolastici della secondaria il laboratorio sperimentale del modello culturale, sociale, economico e politico dell’Italia della Terza Repubblica: democrazia e diritti zero; lavoratori-studenti-cittadini-​soldati (...)

- > https://www.girodivite.it/Alternanza-Scuola-Forze-Armate-per.html


** Lo scivolone del Molise ** , di Luigi Boggio - 24 aprile 2018

In Molise vince il centro destra, i 5Stelle non brillano come le politiche, il Pd crolla...

- > https://www.girodivite.it/Lo-scivolone-del-Molise.html


** Documenti: Il contratto di governo del M5S ** , di Redazione - 24 aprile 2018

"Come emerge anche dal documento, il Movimento 5 Stelle non ha nessuna intenzione di perdere la sua identità politica..."

- > https://www.girodivite.it/Documenti-Il-contratto-di-governo.html


** La radice quadrata della transizione. Riflessioni sull’Italia del 4 marzo ** , di lucacangemi - 24 aprile 2018

Il contributo di Luca Cangemi alla discussione aperta in Marx21.it sul risultato delle elezioni del 4 marzo. "C’è una sola cosa peggiore dei risultati elettorali delle forze comuniste ed anticapitalistiche di quest’ultimo decennio: il dibattito sui risultati stessi".

- > https://www.girodivite.it/La-radice-quadrata-della.html


** Governatori e rider ** , di Adriano Todaro - 24 aprile 2018

Chi va contromano e chi è licenziato

- > https://www.girodivite.it/Governatori-e-rider.html


** Catania: 25 aprile 2018, piazza Bellini ** , di Redazione - 24 aprile 2018

L’iniziativa si ispira all’idea semplice e geniale che ebbe Antonio Greppi, il sindaco della Liberazione di Milano, che invitò i suoi concittadini a ringraziare i partigiani nel modo più naturale e spontaneo: ballando.

Le cronache di allora raccontano di musiche e canti che salivano dalle macerie, di orchestrine improvvisate nei cortili, di migliaia di persone che – ballando per strada – segnalavano il loro desiderio di tornare alla pienezza della vita dopo anni di guerre e lutti. Non era (...)

- > https://www.girodivite.it/Catania-25-aprile-2018-piazza.html


** Catania: 25 aprile al Castello Ursino ** , di Redazione - 24 aprile 2018

25 Aprile 2018: l’Associazione Gammazita torna a promuovere una giornata, gratuita, di festa per celebrare il 73° anniversario della Liberazione. In centro storico, per strada, in Piazza, nei quartieri popolari, insieme! Una data che ci ha consegnato non solo la Libertà, ma il diritto al futuro. Una Festa, libera e resistente, per rispondere ad un obbligo morale: tramandare la memoria storica coinvolgendo i giovani, perché il futuro è già oggi. "Il 25 Aprile andiamo prima in corteo e poi in (...)

- > https://www.girodivite.it/Catania-25-aprile-al-Castello.html


** La lettera aperta dell’Assessore del Comune di Lentini Avv. Santi Terranova ai cittadini lentinesi dopo il recente servizio della trasmissione di Mediaset "Le Iene" ** , di Redazione - 24 aprile 2018

Scrivo in relazione al recente servizio de LE IENE, che mi riguarda, che tanto clamore ha suscitato in tutta la nostra comunità. Mi determino, con questa mia, ad ammettere che le espressioni da me rivolte al giornalista Ismaele LA VARDERA sono state poco urbane ed in grado di ingenerare, nella stragrande maggioranza dei cittadini lentinesi, sentimento di imbarazzo e di disagio morale. Per questo, me ne scuso pubblicamente.

- > https://www.girodivite.it/La-lettera-aperta-dell-Assessore.html


** Un Paese aggredito ** , di Sergej - 24 aprile 2018

Se Salvini sembra sempre di più un autocrate dell’Est. In qualche modo qualcosa dovremo comunque farla.

- > https://www.girodivite.it/Un-Paese-aggredito.html


** Storie di cessi e pregiudicati impuniti ** , di Franco Novembrini - 23 aprile 2018

Per qualche giorno si discusso sulla pulizia dei cessi e di altre delicatesse create da raffinati politici italiani nei confronti di avversari politici, salvo poi smentire se stessi e dichiarare di essere stati male interpretati e che magari le immagini dell varie tv potevano essere quelle di un replicante maligno o magari del grande Crozza. Ma l’apice si è toccato quando nel commentare la sentenza del processo sulla trattativa Stato-mafia ha fatto certi collegamenti e certi nomi che, se (...)

- > https://www.girodivite.it/Storie-di-cessi-e-pregiudicati.html


** Giovedì 26 aprile, al teatro Odeon di Lentini, ore 20,30, quarto straordinario appuntamento della rassegna "Musica in Città" ** , di Giuseppe Castiglia - 23 aprile 2018

Giovedì 26 aprile prossimo, al teatro Odeon di Lentini, ore 20,30, quarto straordinario appuntamento della rassegna "Musica in Città", con il TangOstinato di Luca Aletta e Stefano Cardillo, con musicisti d’eccezione come Nico Gori, Giuseppe Milici, Giovanni Di Mauro, Alessandro Borgia.

- > https://www.girodivite.it/Giovedi-26-aprile-al-teatro-Odeon.html


** Roger Waters a Casalecchio di Reno ** , di Piero Buscemi - 22 aprile 2018

Il tour della mente creativa dei Pink Floyd ha fatto tappa all’Unipol Arena ieri sera.

- > https://www.girodivite.it/Roger-Waters-a-Casalecchio-di-Reno.html


** Il 21 aprile 2018 manifestazione davanti Sigonella ** , di Redazione
- 21 aprile 2018

Sabato 21 aprile è tornato in piazza il Movimento No Muos con una manifestazione convocata alle 15.00 davanti alla base militare di Sigonella. A manifestare oltre ai No muos anche le realtà pacifiste siciliane. “La Sicilia, anche in questa guerra ha un ruolo centrale (come fu per la guerra in Libia nel 2011), a partire da Sigonella, dove stazionano e decollano i pattugliatori Poseidon, i giganteschi droni-spia Global Hawk, i micidiali droni armati di missili Predator”. “La nostra isola in (...)

- > https://www.girodivite.it/Il-21-aprile-2018-manifestazione.html


** Lentini, 22 aprile 2018: Vivere a colori ** , di Redazione - 21 aprile 2018

A LENTINI OLTRE 300 GIOVANI DELL’UNITALSI PER IL GRANDE EVENTO "VIVERE A COLORI"

- > https://www.girodivite.it/Lentini-22-aprile-2018-Vivere-a.html


** Potere al Popolo. La nostra adesione all’appello di Podemos, France Insoumise e Bloco de Esquerda ** , di Potere al Popolo - 21 aprile 2018

Potere al Popolo. La nostra adesione all’appello di Podemos, France Insoumise e Bloco de Esquerda

Potere al popolo! condivide e sostiene l’appello di Lisbona per una “rivoluzione democratica” in Europa, lanciato da Jean Luc Melenchon de la France Insoumise, Pablo Iglesias di Podemos e Catarina Martens del Bloco de Esquerda portoghese.

Un appello importantissimo, proposto da tre delle forze popolari e di alternativa più grandi d’Europa, a cui non possiamo sottrarci. E’ infatti nostro scopo, come (...)

- > https://www.girodivite.it/Potere-al-Popolo-La-nostra.html


** Il documento di Lisbona: Dichiarazione di Lisbona per una rivoluzione democratica in Europa ** , di Potere al Popolo - 21 aprile 2018

Jean-Luc Mélenchon (France Insoumise), Pablo Iglesias (Podemos) e Catarina Martins (Bloco de Esquerda) hanno firmato giovedi una dichiarazione di intenti a Lisbona, da cui chiedono di mettersi ovunque all’opera per costruire un nuovo “ordine” per l’Europa.

- > https://www.girodivite.it/Il-documento-di-Lisbona.html


** Documenti: Il testo dell’intervista di Pina La Villa a www.dols.it ** , di Potere al Popolo - 21 aprile 2018

Pina La Villa, candidata alla Camera nella lista “Potere al Popolo”, collegio uninominale di Siracusa.

Pina La Villa è nata nel 1960 a Francofonte (SR). Laureata in Filosofia e in Storia Contemporanea, insegna nei Licei, vive a Catania dal 1998. Ha collaborato con la rivista online girodivite occupandosi della storia e del pensiero delle donne e ha pubblicato recentemente uno studio su Aleksandra Kollontaj. Marxismo e femminismo nella rivoluzione russa, (Villaggio Maori editore): un impegno (...)

- > https://www.girodivite.it/Documenti-Il-testo-dell-intervista.html


** Grani antichi siciliani, 16 varietà iscritte nel Registro nazionale di conservazione ** , di Redazione - 20 aprile 2018

Via libera da parte del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali alla iscrizione di 14 varietà da conservazione di grano duro e 2 varietà di grano tenero, per complessivi 56 agricoltori responsabili del mantenimento in purezza, nel “Registro nazionale delle varietà da conservazione di specie agrarie e delle specie ortive”.

Queste varietà si sommano alle 3 già presenti nel registro delle varietà da conservazione. Infatti, in aggiunta alle varietà di frumento duro Timilia reste (...)

- > https://www.girodivite.it/Grani-antichi-siciliani-16-varieta.html


** COMUNICATO STAMPA - SOLIDARIETÀ A NELLO LA FATA “SIAMO TUTTI MISERABILI” ** , di Redazione - 20 aprile 2018

Siracusa, 20 aprile ’18 – “Siamo tutti miserabili”. Forse mai complimento fu più gradito dai giornalisti che quotidianamente svolgono il proprio lavoro segnalando anomalie e mancanze della politica e della pubblica amministrazione.

- > https://www.girodivite.it/COMUNICATO-STAMPA-SOLIDARIETA-A.html


** Gatò di patate di nonna Rina (Gateau di patate) ** , di Redazione Cartamenù - 19 aprile 2018

Le ricette di nonna Rina (3)

- > https://www.girodivite.it/Gato-di-patate-di-nonna-Rina.html


** La Redazione di Girodivite esprime solidarietà al giornalista Nello La Fata per l’attacco verbale subito durante il consiglio Comunale di Lentini del 27 marzo 2018 ** , di Redazione - 19 aprile 2018

- > https://www.girodivite.it/La-Redazione-di-Girodivite-esprime.html


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Rubrica : {ActionAid}

Welcoming Europe

Il mercoledì 25 aprile 2018 di ActionAid

A un anno esatto dal lancio della campagna “Ero straniero - L’umanità che fa bene” per nuove politiche su asilo e immigrazione in Italia, parte oggi l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) chiamata “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie”, a cui prendiamo parte insieme a un’ampia rete di organizzazioni italiane e internazionali.

L’iniziativa ha 3 obiettivi al centro: decriminalizzare la solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati e proteggere le vittime di abusi.

I 3 punti analizzano infatti alcune delle questioni emerse recentemente sul tema della migrazione e dell’aiuto umanitario:

Fermare la criminalizzazione dell’aiuto umanitario.

Si propone di riformare la direttiva c.d. - facilitazioni - 2002/90/CE, volta a definire il favoreggiamento dell’ingresso del transito e del soggiorno illegali, per impedire la criminalizzazione di atti umanitari da parte di volontari e attivisti nei confronti dei migranti come sempre più spesso accade.

Ampliare i programmi di sponsorship privata rivolti a rifugiati.

Si propone di modificare il Regolamento n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, per incrementare i fondi, modificare il sistema di finanziamento e allargare ad attori della società civile la possibilità di fare da sponsor per l’ingresso in Europa di rifugiati.

Rafforzare i meccanismi di tutela e di denuncia.

Si propone di implementare le misure già previste per garantire alle vittime di abusi, violenze, sfruttamento, al di là del loro status, accesso alla giustizia e una tutela effettiva e meccanismi accessibili ed efficaci di denuncia e ricorso. In particolare, nel caso di abusi da parte della Guardia di frontiera e costiera europea, dal personale degli stati membri o di paesi terzi coinvolti nelle operazioni ai confini esterni, per una gestione finalmente comune delle frontiere nel rispetto dei diritti umani. Si chiede inoltre di portare a compimento l’introduzione di canali di accesso per lavoro, anche non qualificato, a livello europeo.

In 12 mesi si punterà a raggiungere 1 milione di firme in almeno 7 Paesi membri dell’Unione Europea. L’iniziativa dei cittadini europei è infatti uno strumento di democrazia partecipativa all’interno dell’Unione europea con cui si invita la Commissione europea a presentare un atto legislativo in materie di competenza Ue.

La proposta ICE Welcoming Europe è stata registrata presso la Commissione europea a dicembre 2017 ed è stata approvata il 14 febbraio 2018. Le sottoscrizioni utili dovranno essere raccolte entro febbraio 2019. Oltre che in Italia, si sono costituiti comitati promotori in Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Ungheria e sono numerosi i network europei coinvolti.

In Italia viene presentata oggi, 19 aprile, dai promotori nazionali con una conferenza stampa in Senato che vedrà la presenza di Emma Bonino, senatrice di +Europa, Chiara Favilli, Università di Firenze, Riccardo Gatti, Proactiva-Open Arms, Giorgina Sayegh, rifugiata siriana giunta in Italia tramite i corridoi umanitari, Luigi Manconi, direttore UNAR e la moderazione di Edoardo Zanchini, Legambiente. Ci sarà anche un collegamento da Bardonecchia dalla sede di Liberamente Insieme , con il supporto tecnico di Radio Beckwith Evangelica: Davide Rostan, pastore valdese, e i volontari delle associazioni Rainbow for Africa e Tous Migrants.

Per sottoscrivere la proposta “Welcoming Europe” è possibile firmare su WELCOMING EUROPE

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welcomingeurope

Promuovono l’ICE: ActionAid, Radicali italiani, FCEI, A Buon Diritto, Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS), AOI, Arci, ASGI, Baobab Experience, Casa della Carità, Cild, Cnca, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Legambiente, Oxfam.

Con l’adesione di: Centro Astalli, Cir, Diaconia Valdese, Medici Senza Frontiere, Concord Italia, Rainbow for Africa.

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Rubrica : {Immigrazioni}

Concord: in Europa gli aiuti umanitari dirottati per frenare il flusso migratorio

Il mercoledì 25 aprile 2018 di Redazione

Chiarire in che modo le agende europee sulla cooperazione e sulle migrazioni sono interconnesse nelle attuali politiche dell’Unione Europea. E’ questo il focus del nuovo rapporto di Concord Europe, la rete delle ONG europee, dal titolo “Aid and Migration: The externalisation of Europe’s responsibilities”. Come riporta Info-cooperazione.it, nello studio si rileva che i paesi europei hanno visto arrivare oltre 3,8 milioni di persone richiedenti asilo nei propri territori tra il 2013 e il 2016. In risposta, l’Europa ha sviluppato diversi piani, accordi e quadri politici sulla migrazione. L’UE ha inoltre stabilito una serie di accordi di cooperazione con paesi terzi, sottolineando l’importanza di affrontare le cause alla base della migrazione irregolare verso paesi non UE.

Anche in questo rapporto si sottolinea, dati alla mano, come sempre più fondi destinati agli aiuti umanitari vengano dirottati dagli stati per gestire e contrastare i flussi migratori. La cooperazione allo sviluppo è sempre più percepita dai leader dell’UE come uno strumento per “controllare la migrazione”, “gestire la migrazione” o “affrontare le cause profonde della migrazione”. Il rapporto mira a dare risposte su quali siano i collegamenti tra le agende europee sulla cooperazione e sulle migrazioni. Sono comprese anche una serie di raccomandazioni chiave e, più specificamente, vengono identificate tre tendenze che descrivono in che modo gli aiuti UE sono in effetti utilizzati per frenare la migrazione: inflazione, diversione, condizionalità.

Aiuti e migrazioni: un nuovo rapporto di Concord

I paesi europei hanno visto arrivare oltre 3,8 milioni di persone richiedenti asilo nei propri territori tra il 2013 e il 2016. In risposta, l’Europa ha sviluppato diversi piani, accordi e quadri politici sulla migrazione. L’UE ha inoltre stabilito una serie di accordi di cooperazione con paesi terzi, sottolineando l’importanza di affrontare le cause alla base della migrazione irregolare verso paesi non UE. Sempre più i fondi destinati agli aiuti umanitari vengono spesi per gestire e contrastare i flussi migratori. La cooperazione allo sviluppo è sempre più percepita dai leader dell’UE come uno strumento per “controllare la migrazione”, “gestire la migrazione” o “affrontare le cause profonde della migrazione”. Perché? Quali sono i collegamenti tra le agende europee sulla cooperazione e sulle migrazioni?

IL RAPPORTO

Con l’obiettivo di chiarire in che modo le agende europee sulla cooperazione e sulle migrazioni sono interconnesse nelle attuali politiche dell’UE, il nuovo rapporto di Concord Europe dal titolo “Aid and Migration: The externalisation of Europe’s responsibilities“ fornisce un commento sull’impatto di questi interconnessioni. La rapporto traccia inoltre una serie di raccomandazioni chiave e, più specificamente, identifica tre tendenze che descrivono in che modo gli aiuti UE sono in effetti utilizzati per frenare la migrazione.

- Inflazione
- Diversione
- Condizionalità

LE INFOGRAFICHE

Il rapporto è accompagnato da infografiche animate che descrivono questi fenomeni attraverso dati e riferimenti precisi.

Nell’attuale contesto della “crisi migratoria”, gli aiuti allo sviluppo vengono progressivamente utilizzati per scopi diversi dall’eliminazione della povertà e dallo sviluppo sostenibile. Il principio di solidarietà, su cui si basa l’aiuto, è messo in discussione a livello UE e nazionale. Gli aiuti sono “strumentalizzati” a favore di interessi UE e / o nazionali, come la sicurezza, i conflitti e la gestione delle migrazioni.

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Rubrica : {Guerre Globali}

Repubblica democratica del Congo abbandonata da tutti

Il mercoledì 25 aprile 2018 di Redazione

Il popolo congolese sta vivendo un’altra pagina insanguinata della sua tragica storia nel silenzio vergognoso dei media sia italiani che internazionali. La ragione di questo silenzio sta nel fatto che nella Repubblica democratica del Congo (Rd Congo) si concentrano troppi ed enormi interessi internazionali sia degli Stati Uniti come della Unione europea, della Russia come della Cina (la società China Molybdenum lo scorso anno ha comprato la miniera di Tenke che produce il 65% del cobalto del mondo). L’Rd Congo infatti è uno dei paesi potenzialmente più ricchi d’Africa, soprattutto per i metalli utilizzati per le tecnologie più avanzate: coltan, tantalio, litio, cobalto. La maledizione di questo paese è proprio la sua immensa ricchezza. Per questo, oggi, il Congo è un paese destabilizzato in preda a massacri, uccisioni, violenze, soprusi, malnutrizione e fame.

Particolarmente grave è la situazione nel Nord Kivu (vicino all’Uganda) che ha Goma come capoluogo. Lì operano i “ribelli” delle Forze democratiche alleate (Adf) che hanno contatti con Boko Haram (Nigeria), al-Shabaab (Somalia) e al-Qaida. Sono dei veri e propri tagliagole in stile jihadista (basta vedere le allucinanti riprese di tali atti su internet!) che terrorizzano la popolazione. A farne le spese sono migliaia di congolesi innocenti, tra cui laici cristiani, sacerdoti e missionari. Don Étienne Sengiyuma parroco di Kitchanga (diocesi di Goma), ucciso l’8 aprile scorso, è l’ultima vittima di una lunga serie.

Drammatico l’appello del vescovo di Goma, mons.Théophile Kaboy Ruboneka: «La situazione della diocesi è insostenibile. Qui nel Nord Kivu viviamo nel caos totale. Siamo abbandonati da tutti». Tutto questo avviene nonostante la massiccia presenza di truppe Onu e dell’esercito nazionale. Sempre nel Nord Kivu è altrettanto grave la situazione nella diocesi di Butembo-Beni dove i ribelli dell’Adf massacrano per costringere la gente ad abbandonare le proprie terre. Un rapporto della società civile di Beni afferma che sono più di un migliaio le persone uccise dal 2014 ad oggi e cinque i sacerdoti rapiti. Il 20 marzo del 2016 è stato ucciso il religioso Vincent Machozi, molto impegnato nella difesa dei diritti umani.

Grave è anche la situazione nel Sud Kivu dove gruppi armati controllano le miniere di coltan per non far entrare altri minatori e tenere il prezzo del minerale basso, sfruttando il lavoro dei bambini (secondo l’Unicef si tratta di 40.000 bambini!).

Anche in altre aree del paese la situazione è al limite. Nell’estremo nord, nella zona Bunia-Ituri, sono in atto saccheggi e massacri. E in due regioni del Sud, nel Kasai, ricco di diamanti, e nel Katanga, ricco di cobalto, si parla di massacri con migliaia di morti. I dati dell’Alto commissariato per i rifugiati Onu dicono che questi conflitti hanno prodotto quattro milioni di rifugiati interni, 750mila bambini malnutriti, 400mila a rischio morte per fame.

Tutto questo disastro non sembra disturbare il presidente Joseph Kabila che anzi ne approfitta per continuare a posticipare le elezioni nonostante il suo mandato (il secondo) sia scaduto a fine 2016! Kabila, al potere da 17 anni, anche se la Costituzione lo vieta, dà l’impressione di volersi presentare nuovamente alle elezioni fissate (forse) per il 23 dicembre di quest’anno.

Tale comportamento politico ha portato a gravi disordini anche nella capitale Kinshasa. Il Comitato laico di coordinamento dei cattolici (Clc), sostenuto dal cardinale di Kinshasa, Laurent Monsengwo, ha promosso in tutto il paese il 31 gennaio 2017, il 21 gennaio e il 25 febbraio 2018 “processioni” di fedeli, accompagnate da sacerdoti, perché Kabila non si ricandidi ed esca di scena. La repressione è stata feroce: 134 chiese accerchiate dalle forze armate, chiese invase da poliziotti (compresa la cattedrale di Kinshasa), parecchi preti arrestati e alcune decine persone uccise.

L’Rd Congo, oggi, sta vivendo il suo Venerdì Santo nel silenzio della stampa internazionale e nell’indifferenza del mondo. Per questo ci appelliamo con forza ai giornalisti italiani perché rompano il silenzio sull’Rd Congo raccontando gli orrori che vi sono perpetrati, ma soprattutto spiegando la ragione di tale silenzio: gli enormi interessi internazionali in quel paese. E ci appelliamo anche ai vescovi italiani ed europei perché sostengano i vescovi congolesi e le comunità cristiane con la preghiera, ma soprattutto con il sostegno concreto in questo loro impegno per la giustizia e i diritti umani. Perché non pensare a una delegazione di vescovi italiani ed europei che vada a visitare le comunità cristiane più provate? Non possiamo rimanere inermi di fronte a una così immane tragedia.

Direzione generale dei missionari comboniani

Missionarie comboniane – Provincia italiana

Commissione giustizie e pace – Missionari comboniani Italia

Padre Efrem Tresoldi – direttore di Nigrizia

Padre Alex Zanotelli – direttore di Mosaico di Pace

Padre Eliseo Tacchella – già provinciale dei missionari comboniani in Rd Congo


L’articolo è stato pubblicato da Pressenza circuito news per la pace e l’ambiente.


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Rubrica : {Teatro}

Prima nazionale per “La rondine” del catalano Guillem Clua

Il mercoledì 25 aprile 2018 di Redazione

ALTROVE 2018

Visioni di teatro contemporaneo

La rondine

(La canzone di Marta)

di Guillem Clua

traduzione Martina Vannucci

adattamento Pino Tierno

regia Francesco Randazzo

costumi Riccardo Cappello

musiche Massimiliano Pace

luci Salvo Orlando

con Lucia Sardo e Luigi Tabita

produzione Teatro Stabile di Catania

prima nazionale

26-29 aprile e 4-6 maggio 2018

Monastero dei Benedettini, Coro di notte

costo biglietto posto unico € 8,00

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I protagonisti

CATANIA – Una denuncia e un appello: contro l’omofobia e l’intolleranza di ogni genere, contro quell’odio cieco che fa strage di innocenti. È la prima “stazione” di Altrove, la rassegna itinerante di nuova drammaturgia promossa dal Teatro Stabile di Catania: un ciclo di cinque spettacoli nei luoghi storici della città, che s’inaugura con una prestigiosa prima nazionale, La rondine di Guillem Clua, ispirata appunto all’attacco terrorista consumato nel Bar Pulse di Orlando, in Florida. Ma Clua, autore tra i più innovativi e interessanti della scena internazionale, va oltre il folle attentato in cui, nel giugno del 2016, morirono 49 omosessuali, uccisi semplicemente perché si trovavano nel locale, notoriamente frequentato da avventori gay. Nel dramma, il cui sottotitolo è “La canzone di Marta”, risuonano infatti anche le tragedie del Bataclán di Parigi, del lungomare di Nizza, delle Ramblas di Barcellona. In qualche modo, si legge nelle note al testo, “tutti siamo noi, perché davanti ad un attacco indiscriminato tutti siamo vittime, e tutti ci troviamo allo stesso bivio: odio o amore. Il nostro mondo dipenderà dalla direzione che prenderemo”.

Ad ospitare quest’opera di struggente intensità sarà il Coro di notte del Monastero dei Benedettini (dal 26 al 29 aprile e dal 4 al 6 maggio); nella secolare architettura barocca la potente scrittura del drammaturgo catalano rivivrà nella traduzione di Martina Vannucci e nell’adattamento di Pino Tierno, per la regia di Francesco Randazzo. I colpi di scena incalzano nel duetto tra un’interprete di prima grandezza come Lucia Sardo e Luigi Tabita, tra gli attori più interessanti della sua generazione. Le musiche sono di Massimiliano Pace, i costumi Riccardo di Cappello, le luci di Salvo Orlando. Nella prossima stagione l’allestimento farà tappa a Roma, Napoli, Trieste, Brescia, Palermo, a conferma della rilevanza e risonanza della rassegna curata da Massimo Tamalio.

Nella pièce s’incontrano due personaggi. Marta, una severa maestra di canto, riceve la visita di Matteo, che desidera migliorare la propria tecnica vocale per cantare ad una commemorazione per la madre scomparsa. La canzone scelta ha uno speciale significato per lui - e sembra - anche per la donna. Mano a mano che la lezione procede, i due personaggi disvelano dettagli del loro passato. Questa verità li obbliga a riflettere sulle proprie identità, l’accettazione della perdita, la fragilità dell’amore, scoprendosi l’uno all’altro, fino al punto che i loro destini saranno uniti in un canto alla vita condiviso.

Come osserva il regista Francesco Randazzo: “Senza mai essere sentenziosa, ma attraverso un appassionante percorso drammaturgico, questa storia ci dice quanto sia importante non solo l’amare, ma anche e soprattutto la sincerità, l’accettazione dell’altro nella sua verità, e che questa è l’essenza pura dell’amore. In questi tempi che vedono, accanto a progressi sempre più diffusi di riconoscimento di diritti civili finalmente raggiunti, rigurgiti di oscurantismo e violente negazioni, è molto importante mettere in scena storie come quella raccontata da Clua, perché così si può dare al pubblico, e a noi artisti, la possibilità di esplorare le nostre contraddizioni e, attraverso le emozioni, trovare le ragioni per renderci migliori”.

L’autore

Guillem Clua è una delle voci più innovative e versatili dell’attuale panorama teatrale. La critica ha definito il suo lavoro multidisciplinare, con una preoccupazione prioritaria per la struttura narrativa e l’argomento. Il suo obiettivo è sempre quello di raccontare storie e renderle vicine allo spettatore, usando meccanismi di intreccio, commedia o melodramma, ritmo veloce ed elementi di altri media, come la televisione, internet e cinema. La sua formazione di giornalista fa sì che il drammaturgo che è in lui non esiti a scegliere argomenti generati dai titoli della stampa: la guerra in Iraq, il conflitto palestinese, i cambiamenti climatici, i nazionalismi. I racconti che costruisce hanno altresì un livello umano, mostrando conflitti in cui i personaggi si superano in virtù della grandezza di ciò che accade loro.

Gli altri appuntamenti della rassegna

“Altrove 2018” proseguirà fino agli inizi di ottobre con un articolato programma incentrato su novità teatrali che indagano tematiche scottanti, odierne eppure universali: dal terrorismo alla mafia, dal cinquantenario del Sessantotto al “fine vita”, passando per la violenza gratuita inflitta ai più umili e indifesi. Gli spettacoli in rassegna sono tutte produzioni del Teatro Stabile di Catania e schierano artisti tutti siciliani: uno sforzo produttivo che a livello nazionale pone lo Stabile catanese tra gli enti teatrali maggiormente attenti alla nuova drammaturgia. Ben due gli allestimenti che andranno in tournée nazionale: il lavoro di Guillem Clua e Storia un oblio di Laurent Mauvignier (19 giugno-1 luglio - Chiesa San Nicolò l’Arena), angoscioso racconto-monologo, affidato a nomi di spicco come il regista Roberto Andò e il protagonista Vincenzo Pirrotta.

Gli altri tre testi sono di autori siciliani: L’ombra di Euridice di Mario Giorgio La Rosa, regia di Angelo D’Agosta (7-10 e 15-17 giugno - Castello Ursino, Corte); Mafia Pride di Salvo Giorgio, regia di Giampaolo Romania (13-16 e 21-23 settembre - Complesso Fieristico Le Ciminiere; 68 punto e basta, ideato e diretto da Nicola Alberto Orofino (27-30 settembre e 5-7 ottobre - Complesso Fieristico Le Ciminiere).

Sarà anche l’occasione per scoprire e riscoprire l’impianto urbanistico: la corte federiciana di Castello Ursino, l’archeologia industriale delle Ciminiere e due luoghi del monumentale complesso benedettino di Piazza Dante, ovvero la Chiesa di San Nicolò l’Arena e il Coro di notte all’interno del Monastero, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Un’offerta che bene si armonizza nella più ampia stagione estiva dello Stabile, un lungo arco che – complice il clima isolano – si estenderà per oltre cinque mesi. Il biglietto, per il posto unico, è di appena 8 euro. www.teatrostabilecatania.it

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Rubrica : {Guerre Globali}

Alternanza Scuola, Forze Armate per l’Italia del XXI secolo

Il mercoledì 25 aprile 2018 di Antonio Mazzeo

Lavoro forzato, gratuito, schiavo. Imposizione ideologica neoliberista, ipercompetitiva e ultraindividualista. Gerarchizzazione e autoritarismo. L’Alternanza Scuola Lavoro (ASL), il provvedimento sicuramente più inaccettabile della cosiddetta “Buona scuola”, ha avviato negli istituti scolastici della secondaria il laboratorio sperimentale del modello culturale, sociale, economico e politico dell’Italia della Terza Repubblica: democrazia e diritti zero; lavoratori-studenti-cittadini-​soldati signorsì, sempre, comunque e dovunque. La parola d’ordine è militarizzare coscienze, luoghi, rapporti sociali e di produzione. Non è casuale dunque che alla famigerata “alternanza” guardino con sempre maggiore interesse e aggressività - contestualmente - Confindustria, transnazionali, forze armate e le industrie belliche.

L’occupazione fisica della scuola italiana e degli stessi contenuti didattico-educativi da parte delle istituzioni militari non è un purtroppo un processo nuovo. La legge n. 107 del 13 luglio 2015 di “riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione” ha tuttavia dato nuova linfa e copertura ideologica-reazionaria al rafforzamento dei binomi scuola-caserma e libro-moschetto, con però sempre meno scuola e libri e ancora più caserme e moschetti. La formalizzazione istituzionale del rimodernato rapporto istruzione-forze armate in nome del lavoro coatto e non retribuito è avvenuta il 15 dicembre 2017, quando i rappresentanti dei ministeri della Difesa, del Lavoro e della Scuola hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per la mutua collaborazione all’alternanza. “Il Ministero della Difesa metterà a disposizione i musei militari, gli Enti e gli istituti operativi e logistici, mentre gli studenti potranno aiutare il ministero durante il periodo dell’ASL nei suddetti spazi”, si legge nella nota emessa dal MIUR. Le forze armate, inoltre, “s’impegneranno a rafforzare e qualificare l’inserimento lavorativo dei giovani, in particolare nelle strutture civili del ministero della Difesa dedicate alla manutenzione dei mezzi militari”. Agli ufficiali delle forze terrestri, navali ed aeree viene chiesto altresì di cooperare allo sviluppo delle attività di orientamento, “per consentire agli studenti una scelta consapevole del percorso di studio e delle opportunità degli sbocchi occupazionali”.

Tutto in linea con il “nuovo” modello con cui è interpretata in sede nazionale e NATO la cosiddetta “difesa”: un inestricabile network civile-militare (CIMIC in gergo bellico), dove spariscono differenze, metodologie e confini tra le attività e le operazioni nella sfera pubblica (con i primi a sparire i “civili”) e dove è poi la stessa “sfera pubblica” ad essere sottoposta all’egemonia e al controllo dei militari e del “privato”. “La proposta di collaborazione è il sigillo del riconoscimento della propensione della Difesa al duale”, ha dichiarato il sottosegretario Gioacchino Alfano nelle ore successive alla firma del protocollo con i ministri partner dell’Istruzione e del Lavoro. “Le attività svolte dal comparto Difesa si sono dimostrate utili anche al mondo civile in tanti settori e, grazie alla sinergia interistituzionale nata oggi, potremo trasmettere ai giovani studenti le esperienze, le conoscenze scientifiche e tecnologiche e gestionali del mondo militare. Un mondo complesso che ha dovuto evolversi velocemente per affrontare le sfide globali e che, quindi rappresenta oggi il massimo che il Sistema Italia possa offrire”.

Basi navali, arsenali e sottomarini per gli studenti-soldati

Si moltiplicano intanto a vista d’occhio le convenzioni e gli accordi tra gli Stati Maggiori delle forze armate e i dirigenti scolastici per la realizzazione di stage e sessioni di alternanza scuola lavoro, non certo solo all’interno di musei e centri di documentazione militare, ma anche in basi strategiche, porti e aeroporti, installazioni di telecomunicazione e postazioni radar, arsenali, centri d’intelligence e guerra elettronica. Vediamo le esperienze più significative a partire dall’ASL con la Marina Militare.

Lo Stato Maggiore della Marina ha firmato una convenzione triennale con il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma per avviare percorsi formativi per gli studenti presso vari reparti della capitale (Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione, Reparto Navi, Ufficio Generale Affari Legali, finanche il Reparto C4S che si occupa del settore IT-Information Technology). “Un panorama ampio e diversificato di attività, quindi, che vede i giovani studenti cimentarsi tra ricerche storiche sulla 1^ Guerra mondiale, comunicati stampa, social media ma anche reti informatiche, cyber-security simulazioni di modelli navali in 3D, bandi di gara, contratti e norme giuridiche per la Pubblica Amministrazione”, riporta l’ufficio stampa dello Stato Maggiore della Marina. Più specificatamente sono state svolte “alcune delle attività che caratterizzano il mondo della comunicazione: redigere un comunicato stampa e un articolo, progettare e realizzare un sito web, preparare la rassegna stampa, ideare messaggi promozionali e loghi, ecc.”. Per la cronaca, il Convitto “Vittorio Emanuele II” è ad oggi l’unica scuola italiana a cui l’AISE, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna che coordina le attività dei servizi segreti a livello internazionale, ha permesso di visitare il Museo dell’Intelligence realizzato in una galleria sotterranea di Forte Braschi, il quartiere generale degli 007 italiani. Altra convenzione è stata firmata tra l’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina Militare e l’istituto “Gaetano De Sanctis” di Roma per realizzare percorsi formativi ASL presso le strutture della forza armata e “promuovere attività di sviluppo dell’impiego civico e sociale dei giovani”. In particolare gli studenti del “De Sanctis” sono stati impegnati presso l’Ufficio Storico della Marina in “ricerche storiche archivistiche-documentali-iconografiche finalizzate alla redazione di articoli di argomento navale”.

Centinaia di studenti di sette istituti scolatici pugliesi (“Liside”, “Maria Pia”, “Pacinotti”, “Pitagora” e “Righi” di Taranto, “Sandro Pertini” di Grottaglie e “Falcone-Del Prete” di Sava) hanno effettuato un percorso di alternanza presso l’Arsenale di Taranto, affiancando le maestranze civili e militari nelle varie lavorazioni navali e in molteplici attività in officine, uffici, laboratori tecnologici, fisico-elettrici, chimici, ecc.. Alcuni di questi istituti hanno sviluppato percorsi di alternanza scuola-lavoro anche presso il Centro fi formazione e addestramento aeronavale di Taranto (MARICENTADD): agli studenti sono state fornite “nozioni sull’organizzazione della Marina, sulle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, sull’arte marinaresca, sulle telecomunicazioni nonché dimostrazioni pratiche sulla lotta antincendio”. A MARICENTADD Taranto (centro specialistico impegnato pure in diversi progetti di cooperazione con le Marine da guerra di Algeria, Bangladesh, Cina, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Malta e Qatar), gli allievi dell’ISS “Righi” hanno svolto inoltre “attività di manutenzione dei motori a turbina e alternativi”.

Sempre a Taranto si sono svolti progetti ASL sulle telecomunicazioni presso il Comando Stazione Navale (MARISTANAV) con gli studenti dell’IS “Pacinotti” e presso il Museo dell’Arsenale (Liceo Ginnasio “Aristosseno” di Taranto). “Il progetto di alternanza Taranto e la Marina: il Museo dell’Arsenale ha lo scopo di valorizzare la funzione storico-culturale che l’Arsenale della Marina Militare ha avuto per la città di Taranto dalla sua costruzione sino ai giorni nostri”, spiega la dirigenza del liceo pugliese. “La classe opererà presso i locali del Museo dell’Industria che ospita la mostra storico-artigiana permanente della Marina Militare; inoltre, si lavorerà all’organizzazione di una mostra fotografica per la riscoperta e valorizzazione di vari siti storico-culturali all’interno dell’Arsenale militare e di altri siti significativi della Marina a Taranto, producendo materiale (dépliants, brochures, video multimediali) anche in lingua straniera”.

Da qualche mese a Taranto è stato avviato il progetto ASL presso il Centro Ospedaliero della Marina Militare per gli studenti di sei istituti scolastici locali (il Liceo scientifico “Battaglini”, il Liceo “Archita”, l‘IPS “Cabrini”, il Liceo Artistico “Calò Lisippo” e ancora una volta l’IISS “Pacinotti” e l’IISS “Righi”). Il programma è caratterizzato da laboratori e tirocini presso i vari Reparti del Centro Ospedaliero e da visite e attività presso i Comandi e gli assetti operativi della Marina. “L’intento del progetto ASL è di creare una nuova tipologia di equipaggio composto dal personale della Forza Armata, dagli studenti e dai loro insegnanti nonché dalle associazioni di volontariato, per la diffusione e la salvaguardia della cultura marittima del Paese in un percorso condiviso, innovativo e multidisciplinare”, riporta il sito del Comando navale.

Progetti di alternanza scuola-lavoro sono stati avviati con le scuole della provincia di Siracusa presso un altro importante Arsenale della Marina militare, quello di Augusta, su iniziativa del Comando Marittimo Sicilia (Marisicilia). Questo Comando ha pure sottoscritto un accordo con l’Istituto “F. Insolera” di Siracusa per avviare il progetto Abbellisci l’ambiente che ti circonda. Le classi ad indirizzo “servizi per l’agricoltura” sono state impiegate presso il comprensorio di Punta Izzo di Augusta nella progettazione e successiva realizzazione del “rinverdimento delle aiuole e delle aree destinate al verde dell’area demaniale della Marina”, la stessa che viene utilizzata periodicamente come poligono militare e per cui è previsto un piano di ampliamento e potenziamento infrastrutturale fortemente osteggiato dalla popolazione locale.

Il porto militare di Augusta, utilizzato anche in ambito NATO per la sosta e il rifornimento di unità di superficie e sottomarini a capacità nucleare, è stato meta della “visita guidata” degli studenti dell’IPSIA “Efesto” di Biancavilla (Catania) nell’ambito delle attività ASL, con tanto di “ispezione” al pattugliatore d’altura “Sirio”, alle dipendenze del Comando Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT). “I militari hanno dato testimonianza diretta dell’impegno profuso in azioni di salvaguardia, tutela e soccorso in mare nei confronti del sempre crescente numero di migranti”, si legge nel report dell’istituto etneo. Come ormai sempre accade in ambito scolastico, l’unità da guerra è ovviamente descritta in maniera edulcorata e “umanitaria”, evitando ogni accenno alle passate missioni internazionali del “Sirio”, come ad esempio gli addestramenti congiunti con le unità di buona parte dei turbolenti paesi che si affacciano nel Mediterraneo e nell’Adriatico, la partecipazione all’Operazione multinazionale Cooperative Shield per “effettuare il controllo dell’immigrazione clandestina nello Stretto di Sicilia” o le “attività promozionali promosse dalla Marina Militare a favore del comparto industriale italiano in Turchia”.

Presso la Scuola Sottufficiali della Marina de La Maddalena (l’isola minore della Sardegna per anni ostaggio delle pericolose evoluzioni e soste in rada dei sottomarini a propulsione e capacità nucleare degli Stati Uniti d’America) è stato avviato un progetto ASL con il locale Istituto d’istruzione superiore “Giuseppe Garibaldi” che “consente agli studenti di affiancare il personale della Scuola e apprendere le tecniche impiegate nella manutenzione di imbarcazioni a vela e motore e lavorazioni sulla vetroresina, ecc”. Sempre in Sardegna, si svolgono gli stage degli studenti dei corsi informatica e telecomunicazioni dell’ITIS “Dionigi Scano” di Cagliari presso le principali infrastrutture della Marina Militare del capoluogo.

Stage e incontri nell’ambito dei programmi ASL sono tenuti sempre più spesso presso l’Accademia Navale di Livorno. Qui sono approdati perfino gli studenti dell’indirizzo nautico dell’Istituto “Majorana” di Gela (Caltanissetta) per “rafforzare le loro capacità organizzative e relazionali partecipando attivamente alla gestione delle attività e ad una giornata di studio assieme agli allievi Ufficiali, su argomentazioni scientifiche come la navigazione, la cartografia, l’astronomia, l’oceanografia e la meteorologia”. Collaborazione con l’Accademia di Livorno per l’ASL pure per l’ITT “Chilesotti” di Thiene (Vicenza). “Ciò ci ha consentito di conoscere le attività professionali offerte dalla Marina Militare per la difesa del Paese: da quelle in ambito internazionale, con supporto umanitario ed antipirateria, alle operazioni di ricerca e soccorso in mare, vigilanza pesca e anti inquinamento, bonifica dei fondali marini da ordigni pericolosi”.

A La Spezia, altra città sede di importanti infrastrutture della Marina, nel giugno 2017 sono stati avviati con gli studenti in ASL dell’IISS “A. Fossati-M. Da Passano”, i laboratori ludico-didattici, le conferenze e le mostre dell’evento Un Mare di emozioni, organizzato dal Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Marina Militare. L’iniziativa ha avuto lo “scopo di avvicinare i giovani al mondo scientifico nelle sue applicazioni legate all’ambiente marino” e ha visto la collaborazione di CNR, Interuniversity Center of Integrated Systems for the Marine Environment - ISME, Università degli Studi di Firenze, Distretto Ligure delle Tecnologie Marine e Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE), il centro di ricerche avanzate e tecnologie navali e sottomarine della NATO che sorge nel comprensorio spezzino. Sempre a La Spezia si tiene annualmente all’interno dell’Arsenale Militare Marittimo la rassegna internazionale Seafuture dedicata alle “innovazioni navali e marittime”, anche in questo caso dual, civili-militari. Seafuture è organizzato da Marina Militare, DLTM - Consorzio Tecnomar Liguria, Eiead, Aiad, con la collaborazione di Agenzia ICE, Regione Liguria e Comune della Spezia. Alla prossima edizione in programma dal 19 al 23 giugno 2018, oltre al premio destinato a laureati, dottorandi e dottorati di ricerca ne sarà assegnato un altro agli studenti dell’ultimo biennio delle scuole superiori per “valorizzare tesine o elaborati divulgativi riguardanti argomenti, prodotti o processi nell’ambito delle tecnologie del mare, aventi come principale tema la salvaguardia dell’ambiente e la biomimetica”..

A La Spezia, anche le Giornate di Primavera del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dedicate alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale italiano meno conosciuto, si trasformano in occasione di propaganda militare e legittimazione dei reparti d’elite e pronto intervento delle nostre forze armate. Le ultime edizioni hanno visto l’inedita apertura al pubblico dell’Arsenale militare, del “Varignano” alle Grazie di Portovenere (sede del COMSUBIN, le forze speciali della Marina) e del Forte Umberto I, situato sull’isola Palmaria. “Ciceroni, gli studenti spezzini dei progetto ASL dell’ITIS “G. Capellini”, dell’ITNS “N. Sauro”, dell’Istituto Albergiero “Casini” e gli allievi dei Licei “Costa”, “Pacinotti”, “Cardarelli” ,”Parentuccelli”, degli ISS “Fossati Da Passano” e “Arzelà” e della Scuola Media “Fontana”. In verità negli ultimi anni si è assistito un po’ in tutta Italia alla “militarizzazione” delle Giornate FAI, con la scusa dell’apertura (per un solo giorno e con l’utilizzo di “volontari” delle scuole secondarie anche in ASL) di infrastrutture militari che sorgono in aree d’indubbio interesse naturale o storico-architettonico e la cui fruibilità viene sistematicamente negata ai residenti e agli enti locali. Non è casuale così che l’edizione 2018 delle Giornate di primavera è stata presentata nel corso di una conferenza stampa presso il Palazzo Marina Militare di Roma, poi aperto alle visite per “offrire affreschi, fregi dipinti, marmi policromi e arredi pregiati e per la prima volta la stanza 112, intitolata al Grande Ammiraglio Thaon di Revel, protagonista della vittoria sul mare durante la prima guerra mondiale”. “Condividiamo con il FAI l’amore per il nostro Paese”, ha commentato l’ammiraglio Paolo Treu, Sottocapo di Stato Maggiore della Marina. “Con le navi e suoi equipaggi, la Marina è ambasciatrice dell’Italia nel mondo, promuove la consapevolezza della marittimità perché il futuro, il benessere e il progresso della nostra nazione dipendono dalla tutela del mare, dal suo rispetto e valorizzazione”. Oltre al Forte Umberto I nel golfo di La Spezia, hanno aperto le loro porte ai visitatori delle Giornate FAI anche l’Accademia Navale di Livorno e il Forte San Felice a Chioggia, con l’allestimento di mostre sul “contributo della Marina Militare alla Grande Guerra”.

Attività di alternanza scuola-lavoro per gli allievi di numerosi istituti nautici italiani durante la lunga crociera dall’Adriatico al Tirreno della goletta “Oloferne” con a bordo il Museo Navigante e importanti cimeli storici messi a disposizione dalla Marina Militare: fascicoli sulle operazioni navali della Grande Guerra, strumenti dell’Istituto Idrografico della Marina, ecc... Il viaggio della goletta ha preso il via il 9 gennaio 2018 a Cesenatico e si è concluso a fine marzo a Sète, in Francia. Promotrice delle attività del Museo Navigante la Lega Navale con le sue sezioni locali per “promuovere l’educazione e l’inclusione sociale attraverso la navigazione a vela”. Altrettanto ambiguo nelle sue finalità civili-militari il progetto “Sauro100”, avviato due anni fa “da un’idea dell’ammiraglio Romano Sauro, nipote dell’eroe nazionale Nazario Sauro e che vede l’ammiraglio toccare, da Sanremo a Trieste, più di 100 porti in Italia e 20 all’estero”. Questa crociera è effettuata con una barca a vela di nove metri e si pone come obiettivo quello di “testimoniare, nelle varie tappe, quei profondi sentimenti di giustizia, di libertà e di solidarietà menzionati dal Presidente Mattarella in occasione della ricorrenza dei 100 anni dalla morte di Nazario Sauro, giustiziato a Pola dagli austriaci il 10 agosto 1916”. L’ammiraglio Romano Sauro, oggi in pensione dopo 42 anni di servizio nella Marina Militare, “utilizza ogni sosta per portare nelle scuole il racconto dei marinai che nella Prima guerra mondiale, con il sacrificio e l’impegno, formarono l’identità europea e nazionale, portando alla conoscenza dei giovani quei valori che animarono i loro coetanei di un tempo”, si legge nella brochure del progetto “Sauro 100”. Alla sua riuscita contribuiscono in particolare le convenzioni tra gli istituti scolastici e le sezioni della Lega Navale Italiana (di cui Romano Sauro è stato Commissario Straordinario nel periodo 2015-2017), stipulate nell’ambito dei percorsi ASL previsti dalla L.107/2015 e che consentono di imbarcare studenti a bordo della barca a vela nelle tratte di trasferimento da un porto a un altro.

Eccitanti navigazioni pure per gli allievi dell’ISS “Barsanti” di Massa Carrara nell’ambito del progetto ASL “Sailor School”, realizzato in collaborazione con Sail Training Association - Italia, un’associazione senza scopo di lucro fondata nel luglio 1996 dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano per “incrementare le conoscenze marinaresche in modo operativo, permettere agli studenti di entrare in contatto con il mare, maturare un senso di responsabilità e di autosufficienza, imparare ad orientarsi nel mondo fisicamente e moralmente, ecc.

Centotrenta studenti dell’IISS “Amerigo Vespucci” di Gallipoli, hanno seguito per due settimane le attività svolte presso la locale Capitaneria di Porto – Guardia Costiera. “I militari sono assistiti nell’espletamento delle pratiche amministrative che fanno capo all’Autorità Marittima e per il funzionamento dei servizi tecnico-nautici del porto”, riportano i media locali. “Sono state svolte inoltre attività di familiarizzazione a bordo dei mezzi nautici della Guardia Costiera e attività formative sulle operazioni legate alla navigazione e all’uso e al rispetto del demanio marittimo”. Esperienze analoghe sono toccate agli allievi ASL dell’ISS “Cristoforo Colombo” di Torre del Greco presso la locale Capitaneria di Porto. “Si tratta di un percorso collaborativo per l’acquisizione di competenze ed esperienze sulle professioni marittime e sulle tematiche afferenti il complesso settore dell’amministrazione e governo del mare, secondo le linee di indirizzo emanate dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto di concerto con il MIUR”, spiega l’addetto stampa della Marina. Anche a Torre del Greco come a Gallipoli, gli studenti hanno offerto il proprio “supporto al personale militare addetto agli sportelli preposti al ricevimento dell’utenza marittima”.

Altra convenzione in ambito ASL è stata sottoscritta tra l’IIS “Leonardo Da Vinci” di Sapri e l’Ufficio circondariale marittimo di Palinuro, per consentire l’accoglienza degli studenti presso gli uffici della locale Guardia Costiera e “affiancare il personale militare nell’espletamento delle attività istituzionali del Corpo”. Altro accordo quello tra la Capitaneria di Porto Torres e l’Istituto Tecnico Nautico “Mario Paglietti” per un percorso formativo di 400 ore, “durante il quale la scuola offrirà sia il personale che le dotazioni con l’obiettivo in futuro di attuare un piano di investimenti sull’hardware e sul software per potenziare le risorse della scuola”. Anche gli studenti dell’ISS “Buccari Marconi” di Cagliari sono stati accolti presso la Capitaneria di Porto del capoluogo sardo per attività teoriche e pratiche sui principali ambiti di competenza del Corpo e della Guardia Costiera e in “attività tecnico-amministrative incardinate negli uffici gente di mare, patenti nautiche, naviglio, diporto e armamento e spedizioni, e cognitive degli apparati tecnologici della sala operativa e in dotazione ai mezzi navali”.

“Full immersion nei vari uffici, naviglio e diporto, patenti, pesca, contenzioso, demanio servizio operativo e dei mezzi nautici e servizi militari della Guardia Costiera” per gli alunni ASL dell’ITIS “Galilei” e dell’Istituto Nautico “Artiglio” di Viareggio. Il tutto con tanto di “uscite con le Motovedette o le attività ispettive in area portuale ed in materia di pesca”. In Sicilia è stata firmata una convenzione tra la Guardia Costiera e l’Istituto Tecnico Aeronautico “Ettore Majorana” di Gela, per effettuare tirocini e stage presso il 2º Nucleo Aereo con sede all’aeroporto di Catania-Fontanarossa. Progetto “formativo” ed ASL della Guardia Costiera di Catania pure con gli studenti del Politecnico del Mare “Duca degli Abruzzi”, istituto che il 7 aprile 2017, nell’ambito del “percorso didattico mirato a creare una forte intesa con il mondo del lavoro”, ha ospitato un incontro seminariale con gli ufficiali della Marina Militare sul tema de L’affascinante mondo dei sottomarini.

L’ISS “Volterra – Elia” di Ancona ha dato vita invece al progetto “Naviotica”, d’intesa con la Capitaneria di Porto, il supporto del MIUR e la collaborazione della provincia di Ancona e del Consorzio Navale Marchigiano, inaugurando un Laboratorio di Simulazione Navale, il “primo esemplare al servizio del Medio Adriatico e tra i più evoluti in Italia” per formare il personale nelle procedure navali come l’entrata e l’uscita dai porti e le manovre anticollisione. Meno oneroso e certamente più divertente lo stage di alternanza scuola lavoro che gli invidiati studenti dell’ISS “Giuseppe Renda” di Polistena (Reggio Calabria) hanno svolto qualche tempo fa presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Venezia, in occasione del locale “Carnevale per gli studenti”...

Caccia, elicotteri e droni per l’alternanza scuola-aeronautica

Nell’ultimo biennio, da quanto si apprende dal sito ufficiale del Comando dell’Aeronautica Militare, per lo svolgimento di attività di “tirocinio di formazione e orientamento” sono state sottoscritte articolate convenzioni tra i reparti di punta della forze aeree e numerosi istituti scolastici italiani. Nello specifico si segnalano i protocolli tra l’Istituto Statale Istruzione Tecnica “A. Manetti” di Grosseto e la 121^ Squadriglia Radar di Poggio Ballone (Grosseto); l’IISS “Euclide” di Bari, l’IISS “Flacco” di Castellaneta e il 36° Stormo di Gioia del Colle (Bari); il Liceo Statale “Enrico Medi”, l’ITIS “Guglielmo Marconi” di Verona ed il 3° Stormo di Villafranca-Verona; l’ITAS “Francesco Baracca” di Forlì e la 1^ Brigata Aerea Operazioni Speciali / 15° Stormo di Cervia-Pisignano (Ravenna); l’ITC “Fabio Besta” di Ragusa ed il Comando Aeroporto di Sigonella (“attività di controllo dello spazio aereo e della meteorologia, manutenzione dei velivoli in forza ai Gruppi Volo del 41° Stormo”). Il “Besta” di Ragusa ha avviato progetti ASL anche presso lo scalo aereo di Comiso e nella stazione dell’Aeronautica di Noto-Mezzogregorio per “studiare le telecomunicazioni e i sistemi d’antenna”; inoltre – come si legge nel sito istituzionale – “ci siamo già attivati in passato con la Guardia Costiera di Catania, dove gli alunni si sono cimentati nella manutenzione degli elicotteri destinati al progetto Frontex”. Nell’anno scolastico 2015-16, gli studenti più meritevoli dell’istituto ibleo sono stati premiati con uno stage presso il complesso Alenia-Finmeccanica di Cameri (Novara) dove vengono assemblati i cacciabombardieri a capacità nucleare F-35; a condurre in Piemonte gli allievi ci ha pensato proprio il 41° Stormo dell’Aeronautica con un pattugliatore da guerra Atlantic decollato dalla grande base aerea di Sigonella.

Il 41° Stormo ha sottoscritto una convenzione ASL con l’I.S.S. “Ettore Majorana" di Gela e l’Istituto Tecnico Aeronautico Statale “Arturo Ferrarin” di Catania (quest’ultimo propone ai propri studenti pure il corso di “Robotica in avionica”, per la progettazione dei sistemi elettronici di un aeromobile e il corso “Basico teorico pratico di droni” per l’apprendimento di “tutti i segreti della meccanica dei velivoli radiocomandati fino al conseguimento dell’attestato di pilotaggio droni”). Sempre in Sicilia, alternanza scuola-lavoro per gli studenti dell’Istituto Nautico “Leonardo Da Vinci” di Milazzo presso l’Osservatorio meteorologico di Messina, opportunità nata grazie al Protocollo di Intesa stipulato con il Comando dell’Aeronautica Militare di Sigonella per il triennio 2017/2020.

Dal sito istituzionale dell’Aeronautica si apprende poi di una convenzione per la “formazione e l’orientamento curriculare” tra l’ITS “Somma Lombarda” di Cameri (Novara) e il 1° Reparto Manutenzioni Velivoli di stanza presso lo scalo aeroportuale di Cameri, unità specializzata nella manutenzione dei cacciabombardieri “Tornado”, “Eurofigter Typoon” e dei nuovi F-35. Altri tirocini formativi sono in fase di svolgimento presso il Servizio telematico e radar del 36° Stormo dell’Aeronautica con gli alunni delle quinte classi dell’Istituto Industriale “Leonardo Da Vinci - Galileo Galilei” di Gioia del Colle. Stage presso il 36° Stormo pure per l’IISS “Leonardo Da Vinci” di Martina Franca per “osservare da vicino in che modo si possa prevedere il verificarsi di fenomeni metereologici” e “prendere visione delle attività operative dei reparti dell’Aeronautica e sulle capacità dell’Eurofighter Typhoon”. Il cacciabombardiere è descritto per l’occasione in maniera mistificata come un velivolo meramente “da intercettazione e difesa”. “Questo aereo multiruolo è uno dei più avanzati in Europa, dato il suo recente utilizzo (2011)”, si legge nell’articolo-report del sito istituzionale dell’IISS “Leonardo da Vinci”. “Il suo compito, nonostante l’artiglieria che trasporta suggerisca il contrario, non è offensivo, bensì difensivo, infatti l’unico momento in cui utilizza armi è solo in presenza di un attacco nei suoi confronti”.

Ancora in Puglia, nel novembre 2017 è stato siglato un accordo tra il Comando della Scuola Volontari di Truppa dell’Aeronautica Militare che ha sede sull’Idroscalo di Taranto e l’I.I.S.S. “Augusto Righi” per la realizzazione di due progetti ASL: il primo per gli alunni delle classi ad indirizzo costruzioni aeronautiche che “sotto la supervisione del personale militare provvederanno a restaurare un caccia-addestratore statunitense d’epoca, il T-6 Texan”; il secondo progetto per gli alunni delle classi ad indirizzo informatico “il cui compito sarà quello di realizzare un libro multimediale sulla lunghissima storia dell’Aeronautica Militare nella città di Taranto”. Sempre secondo l’accordo, il personale del Comando della Scuola Volontari Truppa “provvederà a far frequentare a tutti gli alunni coinvolti un corso di formazione antinfortunistica per lavoratori modulo generale ai sensi del D.Lgs. nr 81/2008”.

Attività di alternanza scuola-lavoro degli allievi dell’IISS “Carnaro-Marconi-Flacco-Belluzzi” di Brindisi presso l’aeroporto di Galatina (Lecce), sede del 61º Stormo, del 10º Reparto Manutenzione Velivoli dell’Aeronautica Militare e di una delle maggiori scuole di formazione dei piloti da guerra a livello internazionale. Oltre alle visite guidate agli ufficio meteo, agli hangar di sosta degli aeromobili e alle officine di manutenzione, sono previsti stage presso la sala simulatori di volo “linkati al nuovo velivolo trainer T-346A, che hanno fatto di questa esperienza un metodo didattico e di apprendimento sintonizzato con le esigenze del mondo esterno”.

L’ISS “Malignani” di Udine ha avviato un progetto ASL con il Comando militare dell’aeroporto di Rivolto con attività e stage che spaziano dalle scienze aeree, le costruzioni edili, le telecomunicazioni, la topografia, le reti elettriche, la logistica intermodale, l’antincendio e la sicurezza. Grazie a questo progetto, la dirigenza dell’istituto spera di “rinnovare il proprio parco velivoli e con esso l’offerta didattica, ricevendo in assegnazione un cacciabombardiere AMX quando lascerà le piste di volo nel 2020”. Altra convenzione ASL è quella tra la 46^ Brigata Aerea di Pisa e il Liceo “XXV Aprile” di Pontedera; il percorso didattico è articolato in 200 ore con la “collaborazione nella realizzazione di eventi commemorativi o in occasione di seminari, mostre, ecc. come nel caso del Pisa Airshow” e la conoscenza degli “aspetti caratterizzanti l’attività quotidiana dei reparti della 46^ Brigata, dalla sicurezza dei voli alla torre di controllo, dai ricoveri in hangar degli aeroplani alla loro manutenzione, ecc.”.

In Sardegna, il Reparto Sperimentale Standardizzazione al Tiro Aereo RSSTA di Decimomannu che supporta le attività di addestramento al tiro aereo dei velivoli italiani, NATO ed extra-NATO nei poligoni sardi, ha ospitato gli studenti ASL dell’Istituto Tecnico “Dionigi Scano” di Cagliari per una visita alla Sala Radar del Nucleo Avvicinamento, alla locale Stazione meteorologica, alla Torre di controllo e ai reparti schierati nello scalo aereo. “Per l’occasione, un pilota del 61° Stormo di Galatina-Lecce, la Scuola di Volo dell’Aeronautica Militare che provvede alla formazione per il conseguimento del brevetto di pilota militare e alla formazione pre-operativa del personale navigante, ha illustrato agli studenti le caratteristiche del velivolo addestratore Aermacchi M-346A”, riporta l’ufficio stampa dell’Aeronautica. In volo con l’Aeronautica è invece il titolo del progetto ASL dell’’ISS “Vanvitelli Stracca Angelini” di Ancona, con tanto di “giornate di familiarizzazione” con i velivoli da guerra operativi presso l’aeroporto di Falconara Marittima e “trasferimenti degli allievi” dal capoluogo marchigiano allo scalo “con automezzi militari a cura dell’Aeronautica Militare”. Altro protocollo ASL quello per gli studenti dell’ISIS “Isabella D’Este Caracciolo” di Napoli presso l’Accademia Aeronautica Militare di Pozzuoli.

Il Comando del Reparto Sistemi Informativi Automatizzati dell’Aeronautica Militare (Re.S.I.A.) di Roma che si occupa della formazione del personale nel settore informatico, della realizzazione e manutenzione dei sistemi di controllo delle banche dati e della gestione contro le minacce cibernetiche ha sottoscritto un protocollo con l’Istituto Tecnico Tecnologico “Enrico Fermi” di Frascati. Scopo dell’accordo la realizzazione di attività pratico-teoriche al fine di “introdurre gli studenti alla conoscenza dei velivoli da guerra e di altre tematiche militari” e “sviluppare dei software gestionali utili alla Forza Armata, concentrando l’attenzione sulla dinamica tematica dell’informatica e la relativa sicurezza dei sistemi in gestione”. Agli studenti è stato pure presentato il “sito riservato ai militari che permette loro di accedere a informazioni importanti e riservate in un database”. Significativo il commento espresso dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare: “La collaborazione del ReSIA, con l’Istituto Fermi rappresenta un segno tangibile della vision dell’Aeronautica 4.0 che vede la Forza Armata snella, dinamica e perfettamente integrata nel contesto sociale nel quale opera, sia al servizio del cittadino alla salvaguardia delle persone, delle cose, della cultura e dei valori del Paese”. Sempre l’ITT “Enrico Fermi” di Frascati, ha sottoscritto nel febbraio 2017 specifica convenzione ASL con il Centro Studi Militari Aeronautici (Ce.S.M.A.) e il 6° Reparto Manutenzione Elicotteri di Pratica di Mare (Pomezia) per accogliere una cinquantina di studenti presso le strutture militari di riferimento per 400 ore complessive a persona. Il Centro Studi Militari Aeronautici e lo Stato Maggiore dell’Aeronautica hanno firmato una convenzione triennale ASL pure con il Liceo classico “Dante Alighieri” di Roma al fine di “valorizzare le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali, avvicinando gli studenti al mondo della Difesa per toccare con mano nuove dinamiche organizzative e di rapporto”.

Presso il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (Re.S.I.A.) che ha sede nell’area del parco archeologico dell’Appia Antica si sono svolti stage formativi anche per gli studenti del corso informatico–telecomunicazioni dell’Istituto Tecnico Commerciale Statale “Vincenzo Arangio Ruiz” di Roma. Stage ASL per gli studenti dell’ITT “Francesco Baracca” di Brescia presso il 6° Stormo di Ghedi, l’unico reparto italiano abilitato, in caso di guerra, al trasporto e all’uso di testate nucleari; e per gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “G. Armellini” di Roma presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare per visitare le officine di manutenzione velivoli ed elicotteri. Incontri formativi sul tema Aeronautica, ingegneria industriale e territorio: opportunità e prospettive si sono tenuti invece presso l’ISS “Mattei-Fortunato” di Eboli con i rappresentanti dell’Aeronautica militare e dell’azienda Tesi Srl. In partnership, gli Istituti Industriali “Meucci” di Firenze e “Leonardo da Vinci” di Martina Franca hanno svolto parte del loro progetto ASL presso l’aviosuperficie di Manduria (Taranto), con un “volo di familiarizzazione propedeutico al corso di pilotaggio”, lo studio-progettazione di droni e la visita conclusiva alla base del 16° Stormo dell’Aeronautica di Martina Franca.

La testa ... tra le nuvole. Orientamento al lavoro è stato invece il titolo del seminario che gli studenti dell’I.I.S. “Enrico De Nicola” di San Giovanni La Punta (Catania) hanno svolto con gli ufficiali del Comando dell’Aeronautica Militare di Sigonella. Sempre in tema di orientamento, per gli studenti delle ultime classi dell’Istituto “Giosué Carducci” di Comiso (Ragusa) è stato promosso un “progetto di collaborazione con le forze armate”, animatori tre ufficiali in forza ai reparti di volo dell’Aeronautica della grande base siciliana. Sigonella, tra l’altro, si conferma come una delle mete più ambite per le visite guidate degli istituti scolastici nell’ambito dei progetti ASL. Recentemente il Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento si è recato presso il Comando del 41° Stormo per un “incontro con le donne aviere che ha evidenziato l’importanza della parità dei sessi e del volersi mettere in gioco in un ambiente prettamente maschile”.

In convenzione con l’Università del Piemonte Orientale, l’Istituto Tecnico “Fauser” di Novara ha realizzato un progetto ASL con uno stage di formazione presso l’aeroporto militare di Cameri a cui hanno partecipato le classi terze a indirizzo informatico e aeronautico. “Il progetto si è svolto attraverso la modalità di apprendimento learning by doing per promuovere una partecipazione attiva degli studenti al contesto sociale e creare competenze cognitive, collaborative e comunicative”, spiega la dirigenza dell’istituto novarese, noto per la presenza al suo ingresso di un velivolo Aermacchi MB 326, l’addestratore per i piloti italiani destinati alla guida dei cacciabombardieri Tornado e AMX, venduto pure a numerosi clienti internazionali: Argentina, Australia, Brasile, Congo, Dubai, Ghana, Malesia, Nigeria, Perù, Tunisia, Zambia, Sudafrica (in violazione dell’embargo internazionale decretato ai tempi dell’Apartheid).

Le dichiarate finalità pro-forze armate di alcune delle attività didattiche proposte dall’Istituto Tecnico “Fauser”, hanno indotto una trentina di sua insegnanti, qualche tempo fa, a sottoscrivere una denuncia pubblica dal significativo titolo Fauser di Novara: una scuola di guerra?. La protesta dei docenti è scaturita dopo la creazione di un corso post-diploma per tecnici aeronautici finalizzato alla costruzione del cacciabombardiere F-35 nel complesso militare-industriale di Cameri. “Il futuro nello spazio. Al Fauser un percorso che porta agli F-35: questo è il titolo di un’inserzione pubblicitaria comparsa il 2 settembre 2011, su La Stampa”, si legge nell’appello dei docenti-obiettori. “Coloro che frequenteranno il corso ITS in aerospazio-meccatronica, che partirà a novembre, avranno la strada spianata per la conquista di un posto di lavoro nella fabbrica per cacciabombardieri F-35 che stanno costruendo nell’aeroporto di Cameri. Noi, che siamo insegnanti di Novara e dintorni, noi, che non stimiamo la guerra né utile né giusta, noi, che consideriamo tutte le fabbriche d’armi nient’altro che fabbriche di morte, noi ci permettiamo, a scanso di equivoci futuri, di invitare giovani e docenti a boicottare il corso di cui sopra. Sarebbe bello che nessun giovane novarese si iscrivesse ad un corso di questo genere, lasciando le aule tristemente vuote. Sarebbe pure sacrosanto che nessun docente accettasse di insegnare in questo corso destinato a formare fabbricanti d’armi e di morte”.

Decine di istituti scolastici di secondo grado vengono poi selezionati, ogni anno, in differenti province italiane per partecipare ai “Corsi di cultura aeronautica” organizzati dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, allo scopo di “promuovere e diffondere l’immagine della Forza Armata e la cultura militare aeronautica: uomini e donne che con passione e professionalità sono al servizio del Paese nel controllo dello spazio aereo nazionale, nelle missioni alleate ed internazionali per il rafforzamento ed il mantenimento della pace nel segno della solidarietà, nel soccorso alla popolazione in caso di calamità o emergenze”. Nell’ultimo biennio sono state coinvolte le scuole delle province di Catania, Ferrara, Firenze, Grosseto, L’Aquila, Milano, Padova, Pavia, Torino, Treviso, Udine e Verona, mentre alle “attività didattiche” hanno concorso ufficiali e piloti dei reparti di volo più importanti dell’Aeronautica, come ad esempio il 2° Stormo di Rivolto (Udine), il 3° Stormo di Villafranca-Verona, il 4° Stormo di Grosseto; il 41° Stormo di Sigonella; il 51° Stormo di Istrana (Treviso). Ogni corso ha una durata di due settimane durante le quali gli studenti seguono le lezioni teoriche e apprendono il funzionamento dei diversi strumenti di bordo; al termine, i frequentatori affrontano la fase pratica, con un volo di circa 30 minuti a bordo di un velivolo “SIAI-Marchetti 208M”, sotto la guida degli istruttori del 60° Stormo di Guidonia (Roma). Dal 2009 i giovani partecipanti hanno la possibilità di effettuare voli “virtuali” pure sul simulatore di volo costruito sul cockpit del velivolo MB-339 della Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce Tricolori”. Gli studenti “migliori” vengono selezionati per uno stage presso l’aeroporto militare di Guidonia per assistere a lezioni teoriche su “aerotecnica, propulsione, manovre di volo, sicurezza del volo e strumenti di bordo” e volare infine con un aliante biposto. A tutti i partecipanti viene consegnato infine un diploma attestato di frequenza, che “assegna un punteggio di merito in alcuni concorsi dell’Aeronautica Militare”. Oltre a svolgere corsi di cultura aeronautica per le scuole secondarie di secondo grado, il Centro di Guidonia effettua i corsi di volo a vela per gli allievi dell’Accademia Aeronautica nell’ambito dell’iter formativo per il conseguimento del brevetto di pilota militare e per quelli della Scuola Militare Aeronautica “Giulio Douhet” di Firenze.

L’Alternanza con l’Esercito: musei, archivi e intelligence…

“L’Esercito Italiano ha sviluppato diversi progetti di Alternanza Scuola/Lavoro sul territorio nazionale: solo nella città di Roma sono stati diversi gli Istituti Scolastici coinvolti nella realizzazione di programmi formativi che hanno consentito a diversi studenti di incontrare ed affiancare i militari nei più svariati ambiti professionali”, spiega con orgoglio il Capo di Stato maggiore dell’Esercito. Nello specifico, si ricorda che il Liceo Scientifico “Talete” ha sviluppato un progetto che ha consentito agli studenti di operare all’interno del Museo Storico della Fanteria, “dove sono stati realizzati approfondimenti di 20 cimeli della mostra Bollettino 1268. Il confine di carta”; il Liceo Classico e Scienze Umane “Plauto” ha invece impiegato i suoi alunni presso l’Ufficio Storico dell’Esercito, “dove hanno acquisito capacità professionali nell’ambito della tutela del patrimonio storico-culturale”; presso la Rivista Militare, “collaborando alla redazione di un articolo”, nonché per “attività di catalogazione presso i Musei Militari della Capitale”.

Nell’ambito di un programma di valorizzazione del patrimonio storico dell’Esercito Italiano, in accordo con il Comando Militare di Roma, il Liceo Scientifico “Torricelli” sta realizzando una piattaforma multimediale su supporto informatico, integrata a diverse strutture museali della forza armata (Museo Militare di Roma, Museo Storico di Fanteria, ISAG – Istituto Storico dell’Arma del Genio, Museo Storico dei Bersaglieri, Museo Storico della Motorizzazione Militare). L’obiettivo del progetto ASL è quello di “allestire un museo virtuale che possa mettere in rete i diversi musei favorendone la conoscenza e la fruizione tramite internet o, direttamente dagli stessi spazi museali, attraverso dispositivi mobili (tablet e smartphone)”.

Centinaia di studenti degli istituti di Padova in alternanza scuola-lavoro hanno fatto da “apprendisti Ciceroni” nelle Giornate di Primavera del FAI nella caserma “Carlo De Bertolini”, sede del Dipartimento Militare di Medicina Legale del Comando logistico dell’Esercito. Il Dipartimento è l’unico ente sanitario militare dell’area nord-est a fornire attività di supporto alle unità di tutte le forze armate e di tutte le forze dell’ordine in ambito medico-legale e clinico. Presso il Dipartimento, inoltre, viene svolta attività formativa di aggiornamento professionale per il personale sanitario e corsi di tecniche di pronto soccorso a favore del personale militare dei vari enti dell’Esercito.

Per lo svolgimento di “tirocini curriculari” per gli anni 2017-2020, la Scuola di Cavalleria di Lecce dell’Esercito ha firmato convenzioni con l’IISS “F. Calasso”, il Liceo classico musicale “G. Palmieri”, l’Istituto di cultura e lingue “Marcelline”, l’IISS “Cezzi De Castro – Moro” e l’IISS “P. Colonna”, tutte scuole con sede nella città pugliese. In via di definizione una convenzione tra la Scuola di Cavalleria e il liceo Scientifico e Linguistico “A Vallone” di Galatina diretta a un “gruppo di studenti particolarmente interessati alla carriera militare”.

Di sicura rilevanza, non fosse altro perché l’esperienza potrebbe presto estendersi ad altre regioni italiane, il protocollo d’intesa per la realizzazione di attività ASL che l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna ha firmato nel giugno 2017 con il Comando Militare dell’Esercito di Bologna. “L’iniziativa, rivolta ad iscritti degli istituti-tecnici ad indirizzo economico e dei licei, prevede che gli studenti in alternanza lavorino presso l’Ufficio documentale dell’Esercito, gestendo pratiche di archivio (archiviazione, riordino e catalogazione patrimonio e aggiornando i database anagrafe, documentazione e matricola del personale delle Forze armate e dei Carabinieri della Regione Emilia Romagna, ecc.)”, si legge nell’accordo.

Presso la Scuola Telecomunicazioni Interforze di Chiavari è in corso invece da alcuni anni il progetto Giovani@Web, grazie ad un accordo siglato nel marzo 2012 da Regione Liguria, Ufficio Scolastico Regionale, Comitato Regionale delle Comunicazioni, Scuola Telecomunicazioni FF.AA., Polizia Postale (e successivamente esteso alle Regioni Sicilia e Puglia), con obiettivo, la “sensibilizzazione di studenti, dirigenti scolastici, docenti e genitori sui pericoli e le responsabilità legati all’utilizzo dei sistemi informatici, internet e social network”. La Scuola Telecomunicazioni Interforze di Chiavari è responsabile della formazione specialistica e dell’addestramento del personale del Ministero della Difesa con “particolare attenzione alle attività di certificazione dei corsi S.I.C.R.AL. (Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate ed Allarme) svolti presso il Centro di Vigna di Valle; telematica; sicurezza delle informazioni e custodia del materiale crittografico; informatica; cyber defence”.

Per l’Istituto per Geometri “Denina” di Saluzzo, si sono aperte invece le porte dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, “fulcro nazionale dello studio del territorio e della mappatura e che svolge funzione di ente cartografico dello Stato Italiano”. Stage presso il 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”, nella caserma “Emidio Clementi” di Ascoli Piceno, per gli studenti del locale ITS “G. Mazzocchi”, per “favorire la crescita individuale dal punto di vista psicologico e comportamentale, attraverso l’acquisizione di forme di autocontrollo e di disciplina personale, l’educazione al rispetto delle regole, la capacità di effettuare scelte in autonomia e senza condizionamenti esterni”. Percorsi di alternanza scuola-lavoro sono previsti per gli studenti del Liceo “E. Medi” di Villafranca presso la Procura del Tribunale Militare di Verona; altra discutibile esperienza civile-militare ASL quella progettata sulla base di una convenzione tra il Liceo classico “Muratori-S. Carlo” di Modena e l’ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra), per lo “sviluppo di competenze nella ricerca storico-documentale e visite-stage presso l’Accademia Militare di Modena”.

Attività di guide e vigilantes al fianco dei militari della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” per oltre duecento studenti ASL dei licei “Diaz”, “Giannone” e “Manzoni”, dell’Istituto d’arte “San Leucio, degli Istituti tecnico-professionali “Buonarroti”, “Ferraris” e “Giordani” della provincia di Caserta per il percorso museale Erano Giovani e Forti – Caserta e i suoi Figli nella Grande Guerra 1917-2017, allestito lo scorso autunno nelle sale della Quadreria della Reggia vanvitelliana. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito delle commemorazioni ufficiali del Centenario della Prima Guerra Mondiale, per “riscoprire e valorizzare le storie, i documenti e gli oggetti che hanno contraddistinto il quotidiano dei 5.718 caduti casertani”. La mostra Erano Giovani e Forti con oltre 600 cimeli provenienti da collezioni private, musei storici civili e dell’Esercito Italiano – spiegano i promotori – “è stata soltanto uno degli eventi del progetto, iniziato nel 2015, grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto da Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, Reggia di Caserta, Provincia di Caserta, Comune di Caserta, Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, Camera di Commercio, Archivio Di Stato” e che ha permesso la realizzazione di “convegni, giornate di studio, concorsi per le scuole di ogni ordine e grado e un cineforum destinato ad oltre settecento studenti di sette istituti superiori casertani”.

Sempre nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro, 85 alunni del Liceo Statale “Alessandro Manzoni” di Caserta sono stati impiegati come “giudici di gara” all’ultima edizione della Flick Flok, la manifestazione di corsa istituita nel 1991 dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi” per la preparazione fisico-militare dei propri uomini, successivamente estesa ai civili e agli studenti. “La Flick Flock si fonda su tre pilastri: la famiglia, quale base della nostra società e futuro della stessa, lo sport e la solidarietà”, ha spiegato il generale Nicola Terzano, comandante della “Garibaldi”. Ospite d’onore della Flick Flock 2017 la banda della Marina Militare USA di stanza all’Allied Joint Force Command Naples, il Comando congiunto per il Sud Europa della NATO che opera dalla moderna infrastruttura realizzata a Lago Patria, nel territorio comunale di Giugliano.

Oltre che per la convenzione Flick Flock, la dirigenza del Liceo “Manzoni” di Caserta ha messo la propria firma per avviare una delle attività educative-didattiche più singolari nella storia dell’autonomia scolastica e del dirompente processo di privatizzazione e militarizzazione del sapere: un “Corso di Preparazione Sportiva Carriere Militari” riservato agli studenti che aspirano a partecipare ai concorsi per allievi, sottufficiali e ufficiali di tutti i Corpi militari. “I corsi si tengono nella palestra dell’istituto in ore pomeridiane con il fine di fornire una preparazione ottimale e creare una base eccellente per sostenere i concorsi”, si legge nel sito del liceo casertano. L’“offerta formativa”, ovviamente, è a pagamento: 250 euro per un mese di attività, 450 per due. Sport ed educazione fisica, come nel Ventennio fascista, per formare ed addestrare menti e corpi per la Guerra.

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Rubrica : {Qualche parola / di Luigi Boggio}

Lo scivolone del Molise

Il martedì 24 aprile 2018 di Luigi Boggio

In Molise vince il centro destra, i 5Stelle non brillano come le politiche, il Pd crolla dopo cinque anni di governo della regione. La partecipazione al voto si è fermata al 52% meno il 20% delle politiche.

Il candidato del centro destra Donato Toma vince con il 43,5 rispetto al candidato dei 5S Andrea Greco che si ferma al 38,5 però prende 6,9 in più rispetto al 31,6 della lista. La stessa cosa non può dirsi del vincitore del Toma che rispetto al 49,2 delle nove liste che lo sostenevano perde il 5,7. Anche il candidato del centro sinistra Carlo Veneziale con il 17,1 perde l’1,7 rispetto alle quattro liste che si sono fermate al 18,8.

Nella contesa bisogna rilevare che Andrea Greco è stato il più premiato in quanto quel 6,9 in più rispetto alla lista risultano dal non voto verso Toma in misura maggiore e Veneziale in misura minore. Sempre dall’esame del voto rispetto alle politiche Forza Italia perde non poco, la Lega tiene, il Pd crolla, il Movimento di Di Maio prende un bel scivolone.

Il voto c’è stato, i risultati sono noti, senza più aspettare dateci un governo. Non penso che bisognerà aspettare il voto del Friuli o quello delle amministrative di giugno.


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Rubrica : {Politiche }

Documenti: Il contratto di governo del M5S

Il martedì 24 aprile 2018 di Redazione

La prima stesura del contratto di governo proposto dal MoVimento 5 Stelle

di Luigi Di Maio

Sono emozionato ed orgoglioso di pubblicare la prima stesura del contratto di governo con il quale vogliamo realizzare il cambiamento che gli italiani aspettano da tanto tempo. Per leggerlo subito scarica questo file [vai alla colonna Documenti allegati di questa pagina].

Come sapete, il 12 aprile scorso ho incaricato il professor Giacinto Della Cananea di comporre un comitato scientifico per studiare le convergenze programmatiche tra il Movimento 5 Stelle e i due partiti con i quali è in corso un dialogo per il governo: la Lega e il Partito Democratico. Il professore ha lavorato senza sosta per dieci giorni e ha redatto questo primo schema di accordo, che andrà approfondito insieme alla forza politica che accetterà di sedersi al tavolo con noi.

Come emerge anche dal documento, il Movimento 5 Stelle non ha nessuna intenzione di perdere la sua identità politica in un governo di coalizione classico, anche perché la distanza dalla Lega e dal Partito Democratico su molti temi decisivi e sui mezzi per realizzarli rimane netta. Per garantire un governo forte e votato al cambiamento abbiamo quindi proposto un’intesa su 10 punti fondamentali per il Paese, da portare avanti unendo le forze, con disciplina, lealtà e onore.

Il contratto prevede naturalmente dei vincoli politici per impedire ad una delle parti contraenti di ignorare l’accordo mettendo a rischio la tenuta del Governo. È previsto un comitato di conciliazione nominato dalle parti con lo scopo di ricomporre le eventuali divergenze e una verifica sull’avanzamento dei lavori a metà della legislatura appena iniziata, così da garantire ai cittadini piena trasparenza sull’azione di governo.

Con questo prima stesura del contratto abbiamo compiuto un passo importantissimo per facilitare il dialogo con la Lega e il Partito Democratico. Siamo impazienti di approfondire con la forza politica che lo vorrà i termini del contratto di governo e i 10 punti politici, così da iniziare a lavorare al più presto per riportare l’Italia fuori dalla crisi economica, sociale e morale in cui è intrappolata da troppi anni.

Fonte: Il blog delle Stelle


Giacinto Della Cananea è nato nel 1965 a Roma, città in cui risiede ed è professore ordinario di diritto amministrativo dal 2001. Dal 2011, ha la cattedra di Diritto amministrativo europeo presso I’Università di Roma Tor Vergata. Nel 2013, è stato incaricato di tenere il corso di Legal Pluralism presso la Yale Law School mentre in precedenza, ha insegnato diritto amministrativo europeo e Finanza pubblica nelle università di Lecce, Urbino e Napoli Federico II.

Dal 2000 svolge poi attività di consulenza per regioni ed enti locali (come la Regione Toscana, la Provincia di Roma, il Comune di Pesaro), società pubbliche e gestori di servizi pubblici. Tra il 1993 e il 1994 è stato consulente dell’allora Ministro della funzione pubblica Sabino Cassese in tema di semplificazione amministrativa e tutela degli utenti dei servizi pubblici. Già nel giugno 2017 Della Cananea aveva partecipato ad alcune iniziative del Movimento 5 Stelle, tra cui un convegno alla Camere Questioni e visioni di giustizia.


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Rubrica : {Movimento}

La radice quadrata della transizione. Riflessioni sull’Italia del 4 marzo

Il martedì 24 aprile 2018 di lucacangemi

Problemi di stile e di metodo

C’è una sola cosa peggiore dei risultati elettorali delle forze comuniste ed anticapitalistiche di quest’ultimo decennio: il dibattito sui risultati stessi. Credo che ci sia una questione preliminare di stile e di metodo. È necessario uno stile caratterizzato dall’umiltà e dalla problematicità. La sconfitta politica, sociale, organizzativa si accompagna in tutta evidenza e naturalmente ad una inadeguatezza teorica. Una inadeguatezza teorica che non attiene tanto alle categorie che ci consegna la tradizione comunista (che anzi restano, su molti versanti, di straordinaria utilità) quanto all’uso che di esse viene fatto.

Questa inadeguatezza va superata ma avendo piena coscienza del fatto che sarà compito né breve né facile. In questa condizione giudizi troppo assertivi o peggio liquidatori non fanno fare alcun passo avanti. Dobbiamo lavorare per approssimazioni, valorizzando il nucleo di verità interna che vi è in ogni punto di vista, anche il più lontano. E dircelo.

Sul piano del metodo dobbiamo recuperare le essenziali coordinate spazio-temporali. C’è un problema con il passato, anche quello più recente. La presentificazione della realtà e il culto dell’evento sono tenaci quanto disastrose eredità della globalizzazione capitalistica e del pensiero postmoderno, caratteristiche non solo del senso comune ma anche di tanti interventi nel dibattito della sinistra comunista. Non si può discutere, ricominciando sempre daccapo, rimuovendo quello che è accaduto tre o quattro anni prima o anche qualche mese fa. Va recuperato il senso del processo storico, della stratificazione e dell’accumulazione complessa di forze e fatto uno sforzo di lettura dei dati della realtà (10, 100, 1000 contributi come quello di Francesco Garofalo). E va considerato come decisivo il quadro mondiale.

L’Italia nel mondo

Le elezioni dal 4 marzo nel nostro paese avvengono in un contesto internazionale straordinario, in spettacolare trasformazione. La crisi della globalizzazione capitalistica (crisi economica, geopolitica, di egemonia) ha investito in pieno la più grande potenza imperialista del mondo, gli Stati Uniti, scatenando una guerra civile all’interno delle élite senza esclusioni di colpi. Per motivi diversi si rafforza il ruolo della Cina e della Russia ed il loro rapporto, pur non privo di problemi, tende a consolidarsi. Il tentativo statunitense di costruire un argine ai nuovi equilibri (le cui caratteristiche sono uno dei terreni di scontro interno delle classi dirigenti USA) connette conflitti interni ed esterni in America Latina ed Africa (con in corso le decisive partite brasiliana e sudafricana) e prova costruire un nuovo assetto di potenze in Asia e nel Pacifico, centrato sul riarmo del Giappone e su una mobilitazione anticinese dell’India. La lotta in ogni area avviene per linee interne e per linee esterne, le rivoluzioni colorate, sono un’arma ormai scoperta e un po’ scarica ma non ancora dismessa, vecchi legami (ideologici e di interessi) tra le classi dirigenti periferiche e quelle statunitensi vengono riattivati nella stagione dei golpe politico-giudiziari. Nelle aree più vicine all’Italia (Europa, Medio Oriente) la situazione è ancora più complessa. Essa è segnata da alcuni elementi essenziali: la violenta politica antirussa (che acquista carattere strategico), un tentativo di rigerarchizzare il campo occidentale in maniera abbastanza brutale da parte degli USA, la crisi dell’Unione Europea e il fallimento della sua politica mediterranea, i nuovi equilibri del vicino oriente determinate dalle guerre nel “Siraq”.

Ci vorrebbe un lungo lavoro di analisi su come ciascuno di questi elementi abbia avuto riflessi politici contradditori e importanti sull’economia, sulla politica estera, sul posizionamento delle classi dirigenti (intese nel senso più ampio del termine dal ceto politico, ai manager, agli intellettuali) e (indirettamente ma pesantemente) sul senso comune del paese. In assenza di questo lavoro (che servirebbe a non fare chiacchiere ma politica su temi come immigrazione, politiche economiche, assetti istituzionali) possiamo almeno dire che solo facendo riferimento a questo contesto si può spiegare il carattere principale della situazione italiana: la transitorietà.

Siamo in presenza di una transizione al quadrato, una transizione che si innesta in un’altra transizione (quella post 89) ancora non approdata ad esiti consolidati. Una transizione in cui contesto internazionale, caratteristiche strutturali e peculiari della società italiana, culture politiche stratificate entrano in cortocircuito. Facciamo un solo esempio ma decisivo: il ruolo dello Stato. Non c’è dubbio che la fase di crisi della globalizzazione richiede (per qualunque progetto politico!) un nuovo ruolo dello Stato, ma questa esigenza entra in cortocircuito tanto con caratteristiche storico-strutturali del paese (l’estrema eterogeneità, a partire dalla faglia nord-sud) quanto con le culture politiche prevalenti (la scelta europeista che storicamente ha segnato le classi dirigenti diffuse, la vulgata liberista). Queste contraddizioni producono risposte variegate ed instabili.

L’Italia di fronte a sé stessa

Torna l’esigenza di fare il punto sull’Italia (tradizione gloriosa quanto dimenticata del comunismo del nostro paese).

Quali sono le tendenze fondamentali si determinano nella struttura materiale del nostro paese? Chi sono le classi dirigenti del nostro paese? Come si compongono le classi subalterne?

Domande (decisive) al momento senza una (decisiva) risposta.

Si possono solo mettere sul piatto alcuni dati, certi ma insufficienti a comporre un quadro organico: il peso ristrutturante della crisi, tanto sul piano qualitativo quanto sul piano quantitativo, su un apparato produttivo ancora, però, di dimensioni ragguardevoli; l’impoverimento del patrimonio di saperi e tecnologia e il declino nel quadro della divisione internazionale del lavoro, conseguenze di lunga durata delle privatizzazioni, dell’avanzata del capitale straniero, della fine, concettuale oltre che pratica, di ogni politica industriale nazionale; l’aumento delle divaricazioni territoriali; l’emergere di criticità profonde su piani diversi quanto decisivi (ambientale, infrastrutturale, formativo, demografico).

Il capitale industriale nelle sue varie componenti (gli eredi del “vecchio” capitalismo italiano, le forze emerse dai distretti industriali degli anni ’80, le forme proprietarie che hanno soppiantato alcune imprese pubbliche) tende, tanto sul piano produttivo quanto su quello finanziario, ad allentare i legami nazionali; emergono gruppi spregiudicati (qualche volta anche “pregiudicati”) portatori di una logica speculativa del mordi e fuggi che impedisce di per sé di consolidare nuove egemonie. Una vasta platea di piccole e piccolissime imprese torna invece a sentire bisogno di protezione statale. La questione fiscale rimane il fronte rivendicativo unificante dei diversi settori padronali.

La redistribuzione verso l’alto della ricchezza, la precarizzazione del lavoro e lo smantellamento dello stato sociale hanno profondamente modificato il quadro materiale e la percezione di sé delle (ex) classi medie e delle classi lavoratrici, in un contesto generale di arretramento (di lungo periodo) di diritti e condizioni di lavoro e di vita.

La scena sociale è caratterizzata da una generale evaporazione delle camere di compensazione, degli spazi di mediazione, del ruolo dei corpi intermedi e delle sedi istituzionali.

Questo grande disagio avviene dentro una fase di assenza, inedita per la sua lunghezza e profondità, di conflitto sociale. Certo non mancano le resistenze e le lotte (anche importanti, dai call center alla logistica) ma esse non riescono mai a conquistare un livello apprezzabile di connessione e visibilità, e nemmeno ad alludere ad una loro unificazione. Significativamente, inoltre, sono le lotte territoriali e non quelle nel mondo del lavoro ad essere maggiormente visibili. Il grande movimento contro la “buonascuola” della primavera del 2015 è stata forse l’ultima occasione di riavviare una mobilitazione generale e nazionale ma anch’essa è stata persa. Emerge in tutta la sua forza il problema del sindacato in Italia, delle sue linee politiche, della sua costruzione materiale, della sua cultura politica di fondo.

In generale il combinato disposto di un disagio sociale, fortissimo e molecolare e di una assenza di conflitto (e quindi di discussione e di partecipazione) è l’elemento di fondo che determina, pericolosamente, il clima del paese e costruisce la base del suo quadro politico.

Scenari politici in Italia

L’avventura renziana (come definirla altrimenti?) è stato un tentativo di trovare una forma politica possibile a questa Italia, una volta esaurita l’altra avventura berlusconiana (con cui si stabiliva più di un filo di continuità) e dopo la sanzione definitiva che il prodismo (anche senza Prodi, come nella versione bersaniana del 2013 e nella triste evocazione di LeU) è una forma di utopia borghese, una specie di sogno europeo di settori minoritari di classi dirigenti, efficace solo nel rendere definitiva la subalternità della parte maggioritaria della ex sinistra. Il renzismo è stato un tentativo serio (sia pure povero ed eclettico nella cultura politica) di chiudere la transizione italiana all’insegna dell’americanizzazione della politica, di una riduzione degli spazi di democrazia e di un nuovo equilibrio tra poteri forti (italiani e stranieri) e settori emergenti di capitalismo speculativo. Il tutto in un quadro di forte allineamento con gli USA e con una presenza inquietante di interessi israeliani.

Al di là dei numerosi errori tattici (che in una fase di incertezza sono più facili e più condizionanti) Renzi si schianta perché il compito di riunificare le classi dirigenti è troppo complesso in una situazione di scontro mondiale, perché sbaglia gli interlocutori d’oltreoceano, perché sottovaluta la difficoltà di ricostruire una egemonia su una società italiana così segnata dalla crisi. Renzi alla fine funziona da catalizzatore ma al contrario, sommando tutte le opposizioni…

Le elezioni del 4 marzo non potevano che ratificare questa sconfitta.

Più complesso capire l’articolazione del campo dei vincitori. Il Centrodestra è sfigurato: il perno berlusconiano è indebolito elettoralmente ed alle prese con un difficilissima fase di transizione (quella del Partito-azienda aspetto di quella dell’azienda vera e propria!); Salvini registra successi notevoli (vince il confronto interno con Forza Italia, mobilita meglio della Meloni istinti razzisti e persino settori neofascisti, si estende al Centro-Sud) ma anche notevoli sono le contraddizioni nella piattaforma, nelle base sociale, contraddizioni che possono lacerare il gruppo dirigente e il corpo della Lega. Il punto di forza (sottovalutato) del centrodestra è l’insediamento nelle aree più avanzate e nelle classi dirigenti diffuse. Questo insediamento può costituire la base di una egemonia nazionale e di una mediazione con l’Europa (considerando che parti consistenti degli apparati produttivi lombardi e veneti sono ben dentro le filiere tedesche). È possibile, che con le dovute garanzie a Germania (e Usa) si consenta all’Italia di aggiungersi all’Europa di Visegrad? È possibile trasformare l’Italia in una Polonia mediterranea (che tra l’altro svolga lo stesso ruolo antirusso che il regime clerico-fascista polacco svolge nel Baltico)? Sono interrogativi aperti.

È banale ma necessario dire che sul Movimento 5 stelle abbiamo un grave deficit di analisi e di conoscenza. Bisogna mettersi a studiare. Studiare innanzitutto la connessione profonda che esso ha stabilito con settori vastissimi della società, assai eterogenei per interessi e culture.

Il movimento di Grillo raccoglie con tutta evidenza, i frutti della devastazione sociale di quasi quattro decenni di rivoluzione conservatrice nel nostro paese (sceglierei come data iniziale la sconfitta alla FIAT) e ne diventa interprete privilegiato in quella situazione di assenza di conflitto cui prima accennavamo. Questa affermazione va colta in tutta la sua complessità: il movimento 5 stelle raccoglie la protesta contro gli effetti materiali della rivoluzione conservatrice (impoverimento netto ed impotenza politica di grandi parti della società italiana, precarizzazione, egemonia di gruppi speculativi e di circoli affaristici a più livelli ecc.) ma lo fa declinandolo nel quadro concettuale e nell’alfabeto di quella medesima rivoluzione conservatrice. Questo significa, in particolare, declinare la protesta all’unico livello di espressione possibile: l’atomizzazione individualista e spoliticizzata. Siamo dentro un meccanismo molto particolare di veicolazione di domande popolari (anche proletarie, anche operaie) attraverso una versione radicalizzata della cittadinanza liberale, radicalizzata in quanto completamente disincarnata dalla condizione sociale e di classe. Una condizione che ha come quadro (presupposto e conseguenza) un disagio sociale che non trova espressione politica, che produce lotte frammentate e prive di un qualunque orizzonte di unificazione. In questo quadro l’unificazione politica possibile avviene solo nel cielo (ideologico) della politica (liberale) dell’“uno vale uno”, della “repubblica dei cittadini”. Interessante sarebbe approfondire anche la forma organizzativa che assume il movimento. Due mi sembrano gli elementi essenziali: uno sempre citato ma non sufficientemente indagato (la rete), l’altro completamente trascurato (il ruolo degli eletti). La rete per funzionare, per organizzare “individualità alla tastiera” necessita di un riferimento gerarchicamente sovraordinato, (oltreché di una ideologia che si fa senso comune), la discussione su Grillo e sulla Casaleggio andrebbe depurata da un po’ di complottismo e rafforzata da uno studio sistematico e “sistemico”. Il consenso nato sulla rete (canale fondamentale ma non esclusivo del massaggio dei 5 stelle) ha però bisogno di una sua fisicità che gli assomigli. Una fisicità media e leggera, ma decisiva. Questa fisicità sono gli eletti, a tutti i livelli. Poco mi sembra si rifletta come il partito “antipolitico” sia un partito essenzialmente di eletti. Attraverso gli eletti passa non solo la “rappresentazione” delle scelte ma larga parte dell’organizzazione concreta, le scelte territoriali ecc. Come si evolverà questo aspetto nella nuova fase politica, a quali tendenze interne darà vita? Sono questioni decisive della nuova fase (ed anche un possibile elemento di crisi). C’è comunque un dato che vorrei infine sottolineare, la parte grande d’Italia (ed in particolare i settori popolari) che elettoralmente (ma anche ideologicamente) è occupata dal movimento 5 stelle non è “parcheggiata”, pronta ad essere riconquistata da una sinistra “rinnovata”. Quell’occupazione è frutto di processi profondi e gigantesco dovrà essere il lavoro per cambiare scenario.

Potere al popolo

Di fronte ai problemi di queste dimensioni è chiaro che il ragionamento sulle scelte della sinistra comunista italiana appare poca e difficile cosa. Eppure abbiamo il dovere di farlo e, persino, di provare a farlo in un’ottica non residuale o testimoniale.

Io trovo non solo ingenerosi ma privi di fondamento alcuni ragionamenti che si fanno sul risultato di Potere al Popolo. In particolare l’accostamento alle esperienze compiute dalle maggiori forze comuniste (PRC e PdCI) nelle precedenti elezioni politiche del 2008 e del 2013, Arcobaleno e Rivoluzione Civile, sono chiaramente sbagliate. L’Arcobaleno raggruppava forze che disponevano di potenti gruppi parlamentari, di strutture e di risorse e Rivoluzione civile vedeva tra le sue fila un partito (difficilmente definibile di sinistra) come Italia dei Valori, anch’esso presente in parlamento e dotato di risorse, ampiamente impiegate in campagna elettorale. Se si tengono presenti queste elementari considerazioni un confronto va tutto a vantaggio del (piccolo) risultato di Potere al Popolo. Ma soprattutto va a vantaggio di Potere al Popolo l’analisi del profilo politico e programmatico che, sia pure lontano dalla perfezione, è assai più dignitoso di quelle esperienze. E, aggiungerei, assai migliore di quello della “lista Tsipras”.

Più seria mi sembra la critica di eterogeneità e limiti nelle culture politiche che hanno dato vita all’esperienza di Potere al Popolo, e che in essa sembrano prevalere. Ma questa più che una critica a Potere al Popolo è una critica (giusta e necessaria) al panorama della sinistra di classe nel nostro paese e, volendo esser sinceri, è ancor di più un’autocritica dei comunisti, sulla nostra azione e sulla nostra efficacia. Noto solo che si scelgono (positivamente) due parole Potere e Popolo aspramente vilipese dalla vulgata negriana come d’altra parte, certo, alcune motivazioni del rifiuto della proposta del PCI di inserire falce e martello nel simbolo hanno un indubbio sapore di nuovismo subalterno.

Il punto però vero da discutere mi sembra un altro ed è un punto politico decisivo di fase. È necessario un campo di forze dentro il quale si sviluppi l’iniziativa dei comunisti? E se sì qual è il perimetro che esso deve avere? E come deve essere organizzato questo campo?

Nella pratica politica delle maggior parte delle forze comuniste del mondo questo nodo mi sembra oggi risolto, tanto dove esse sono le forze maggiori di aggregazioni più ampie (Portogallo, India) quanto dove da posizioni di minoranza portano contributi importanti a fronti politico-sociali variegati (Brasile ed altre esperienze latinoamericane) ed anche in situazioni intermedie più complesse (Sudafrica, Spagna).

La costruzione di un campo di forze alternative, diverse per cultura politica e forma organizzata, ma unificate da una piattaforma e capaci di costruire mobilitazione non episodica è una necessità, che attiene non solo ad un minimo di efficacia nell’azione politica quotidiana ma anche alle stesse modalità della ricostruzione di una significativa presenza comunista.

Non possiamo prescindere dalla situazione che ci consegna la fase mondiale post ’89 e la nostra specifica storia nazionale che ha visto prima la crisi e la liquidazione del più grande Partito Comunista d’occidente e poi, nell’ultimo decennio, la marginalizzazione assoluta delle forze che, in qualche modo, a quella liquidazione avevano provato a resistere.

Non si può immaginare una ricostruzione separata e attendista di una forza comunista, che al contrario può rinascere solo nel vivo di un impegno politico quotidiano nel confronto dialettico con ogni soggettività critica. Solo in questo confronto, solo in questo lavoro politico, culturale e organizzativo possiamo provare a trovare le forze che siano in grado di farsi carico della ricostruzione comunista.

In quest’ottica io credo che l’esperienza di Potere al Popolo possa essere un quadro di riferimento importante. Per tre ragioni fondamentali:

1) Essa nasce libera da una serie di ipoteche di collocazione politica che avevano estenuato le forze a sinistra del PD (e più o meno direttamente anche le maggiori forze comuniste). La scelta di piantare una bandiera sulle macerie del Brancaccio segna oltre che una tempestività tattica (qualità non disprezzabile) la volontà di segnare un discrimine necessario.

2) Vi è, al di la di alcuni problemi di linguaggio, una scelta di classe e di centralità della dimensione sociale rispetto a quella civile che è un requisito fondamentale.

3) Emerge una componente giovanile, non giovanilistica, che ha di sé una immagine militante. È questo un elemento nuovo e necessario.

L’invito a valutare le potenzialità dell’esperienza di Potere al Popolo non significa certo avere un atteggiamento acritico. I comunisti debbono assumere questo processo come una possibilità di iniziativa politica, come il terreno (in questo momento oggettivamente il terreno principale) di una loro azione unitaria ma anche come terreno di aperto confronto politico.

I nodi da sciogliere sono numerosi e complessi, ne cito solo alcuni:

1) Va costruita una scelta prioritaria (nella pratica politica e non solo nelle enunciazioni) di impegno contro la guerra. Questa scelta porta con sé una discussione non facile di analisi (concreta) della scena internazionale e apre, inevitabilmente, contraddizioni con idee che si sono sedimentate in larghe parti della sinistra (spesso anche per grave deficit di conoscenze).

2) È particolarmente urgente definire una posizione chiara e mobilitante (ancora lontana) sull’Unione Europea. Una posizione che rappresenta un elemento essenziale della fase politica, anche in vista delle elezioni del Parlamento Europeo.

3) L’identità di classe va declinata in un ragionamento più articolato sulle forme di organizzazione ed intervento. In particolare evitando semplificazioni sul Sindacato e avviando esperienze di unificazione politica delle lotte.

4) È necessario costruire un’analisi e una proposta politica sulla fase successiva al 4 marzo, superando un atteggiamento propagandistico.

5) Va esplicitamente sconfitta ogni tentazione di trasformare Potere al Popolo in un partito. Va invece riconosciuta l’autonomia politica ed organizzativa delle diverse forze e costruita con pazienza e responsabilità una capacità d’iniziativa e di approfondimento comune, valorizzando le diverse pratiche e puntando a mediazioni alte sulle questioni politiche decisive.

Tutto il ragionamento fin qui sviluppato pone seri problemi di riflessione autocritica e di prospettiva rispetto all’esperienza che abbiamo condotto negli ultimi anni, nel tentativo di ricostruire una forza comunista. Di questo dovremo parlare nei prossimi mesi.


L’articolo di Luca Cangemi è stato pubblicato su Marx21.it.


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Rubrica : {Neuroni in fuga / di Adriano Todaro}

Governatori e rider

Il martedì 24 aprile 2018 di Adriano Todaro

Ragazzi, cosa c’è meglio di un Lucano? Un De Luca inteso Vicienzo. Era un po’ che non seguivamo le prodezze salernitane e nazionali di uno dei politici più avvolgenti che abbiamo. E invece, ecco che irrompe sulla scena, meglio sulla strada, Vicienzo nostro il quale, giustamente, viaggia con un’auto blu. E siccome lui è lui e voi non siete un cazzo, viaggia anche contromano.

Se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo e così mentre l’auto di De Luca fa il suo dovere di viaggiare contromano, va a sbattere contro uno scooter guidato da una ragazza che, non essendo nessuno, viaggia in senso regolare. Tutto regolare perché dal 2008 c’è un’ordinanza che in via Giovanni Negri le auto della polizia possono andare contromano. E anche quella dell’attuale governatore della Campania. Ci sarebbe che nei pressi di quella via, in via Negri, ci abiti proprio lui, il nostro Vicienzo. Ma questo è particolare insignificante. Eppure quando c’è malafede, anche i particolari insignificanti hanno il sopravvento. E così i soliti amici di Beppe Grillo hanno denunciato il tutto ed è dovuto intervenire il ministero dei Trasporti che ha fatto un sopralluogo dando, in pratica, ragione ai 5 Stelle. E Vicienzo ora che farà. Andrà ugualmente contromano o come tutti i miseri mortali che siete voi, si metterà in coda imprecando?

Se anche i governatori, pur con l’auto blu, devono restare in coda, allora che piacere c’è a sbattersi per diventare governatore?

Sono cose inaudite che succedono solo nel nostro misero Paese. Per fortuna ho letto una notizia che mi ha fatto rivivere e assaporare il mondo antico, quando i padroni erano i padroni e voi servi della gleba, i padroni avevano le ferriere e voi neppure il ferro, quando i padroni, giustamente, nella loro fabbrica prendevano e sbattevano fuori quelli che volevano loro.

Certo, oggi sono cambiate le cose. Negli anni Settanta del secolo scorso, i sindacati hanno rovinato questo bel e giusto mondo e gli operai si sono messi in testa di avere dei diritti. Per fortuna ci sono ancora sacche di resistenza importanti e una di queste sacche, ma sarebbe meglio dire uno di questi scatoloni è Foodora, l’azienda tedesca che consegna pasti a domicilio. E’ azienda moderna ma talmente moderna che i suoi operai non li chiama, appunto, operai ma rider. Sentite come suona meglio, com’è più musicale… rider, anzi pronuncia raider. Altro che operai, che poi non esistono più, questi sono rider, ciclisti, fantini, motociclisti. Io che non so le lingue e poco anche la mia, ho guardato sul dizionario inglese e ho trovato anche free rider che significa scroccone.

E’ definizione quanto mai opportuna perché i rider della Foodora hanno portato in tribunale l’azienda perché secondo loro non era giusto che da 5,60 euro l’ora lordi, la loro azienda aveva deciso di darne 4 l’ora. Sempre lordi, naturalmente. E sì che la Foodora offriva loro casco, giacca a vento e zaino-box per miseri 50 euro di cauzione. Loro, i rider, dovevano pagarsi smartphone, bicicletta e manutenzione. In tribunale, per fortuna, hanno trovato un magistrato che ha capito le esigenze non dei rider, ma dell’azienda e ha condannato i rider che erano stati licenziati. Secondo il magistrato il lavoro dei rider “E’ lavoro autonomo”.

Inoltre, ma questo lo dico io, questi rider, per fare in fretta e guadagnare di più, spesso percorrono strade contromano. Ora se ci fosse un minimo di giustizia, dovrebbe intervenire il ministero dei Trasporti. Perché i rider sì e il povero Vicienzo no?

E mentre mi arrovellavo su questa esistenziale domanda, leggo che in Sicilia, all’Assemblea regionale hanno interpretato bene un passato decreto Monti il quale indicava che le assunzioni dovevano essere “figure altamente qualificate”. Siccome i siciliani sono generosi, ne hanno preso 300 di queste figure, più di quattro per ogni consigliere regionale, pardon, per ogni deputato. Uno ha addirittura il contratto di colf e Gianfranco Miccichè, il presidente dell’Assemblea siciliana di “figure altamente qualificate” ne ha 44 per il suo ufficio.

Ricapitoliamo. C’è chi va contromano, chi ha 44 collaboratori ben pagati e chi è licenziato perché non ha accettato la decurtazione della paga. E’ giusto così. I rider mica sono “figure altamente qualificate”.

— 

Elisabetta dixit 4 – “Esiste una registrazione di una conversazione, Berlusconi era convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak”. (Maria Elisabetta Alberti Casellati, eletta presidente del Senato, seconda carica dello Stato).

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: 25 aprile 2018, piazza Bellini

Il martedì 24 aprile 2018 di Redazione

L’iniziativa si ispira all’idea semplice e geniale che ebbe Antonio Greppi, il sindaco della Liberazione di Milano, che invitò i suoi concittadini a ringraziare i partigiani nel modo più naturale e spontaneo: ballando.

Le cronache di allora raccontano di musiche e canti che salivano dalle macerie, di orchestrine improvvisate nei cortili, di migliaia di persone che – ballando per strada – segnalavano il loro desiderio di tornare alla pienezza della vita dopo anni di guerre e lutti. Non era spensieratezza, ma energia che riprendeva a fluire nelle vene della democrazia appena riconquistata.

Il primo appuntamento anche quest’anno per ricordare quei momenti e per riaffermarne il valore è, domani, martedì 24 aprile a Piazza Bellini alle 21.30, con l’Orchestra dei (P)artigiani Culturali del circolo Arci Tavola Tonda.

A mezzanotte, per accogliere il giorno della Liberazione, tutta la piazza canterà “Bella ciao”, il canto popolare antifascista italiano.


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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma 15 - 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA - Faenza non verranno riassunte”

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Rubrica : {Eventi in giro}

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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