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la città invisibile

Esistono pietre che racchiudono misteri antichi. Esistono luoghi su cui convergono racconti, leggende, pregiudizi, tradizioni. Esistono paesaggi culturali che rappresentano l’identità di un popolo. L’acropoli di Paternò è tutto questo e molto ancora.
di Francesco Finocchiaro - martedì 19 giugno 2007 - 4978 letture

Da alcune settimane sull’acropoli di Paternò è stata avviata la prima parte dei lavori di restauro e ricomposizione del complesso monastico San Francesco. Il cantiere in questo fase restituirà i volumi originari e provvederà al loro consolidamento. Sarà un successivo progetto e finanziamento che permetterà la funzionalizzazione del manufatto che potrà accogliere la sede del museo dell’area archeologica dell’acropoli. Ricerca e didattica sono alcuni tra gli obiettivi del cantiere.

I lavori progettati dallo scomparso Prof. Pasquale Culotta ex preside della facoltà di architettura di Palermo e dall’Ing. Luigi Bosco, presidente dell’Ordine degli Ingegneri sono condotti da quest’ultimo e dal Prof. Giuseppe Guerrera, nonchè dagli architetti Tania Culotta e Francesco Finocchiaro. Partecipano alla diagnostica docenti dell’Università di Catania Siracusa e Messina. Questi i fatti. Ma può questa occasione culturale cambiare le sorti della città?

Esistono pietre che racchiudono misteri antichi. Esistono luoghi su cui convergono racconti, leggende, pregiudizi, tradizioni. Esistono paesaggi culturali che rappresentano l’identità di un popolo. L’acropoli di Paternò è tutto questo e molto ancora.

La città sembra qualche volta indifferente ma può concedere sorprese. E allora un “custode” di fabbriche antiche, può regalarti un frammento di poesia e di speranza. E così che Calvino entra nel patrimonio delle relazioni umane “ tutte le città, anche le più infelici, hanno un angolo felice e a quel luogo bisogna aggrapparsi”… la città è piena di infelicità e di ingiustizia, ma è anche ricca di momenti straordinari”. Ancora una volta “le città invisibili” rappresentano una chiave di lettura efficace per leggere i luoghi della memoria.

L’acropoli è quel luogo straordinario. E’ il centro di un paesaggio culturale e naturale che può e deve essere reinterpretato per avviare la sua riabilitazione fisica e sociale. E’ quel luogo speciale a cui bisogna aggrapparsi per rinascere di vita nuova.

Il cantiere di restauro avviato nel complesso di San Francesco costituisce l’occasione per storici, scienziati nonchè appassionati di storia patria locale di approfondire e sperimentare con un’approccio più analitico le stratigrafie storiche; cercando tra l’altro, oltre la monumentalità, anche l’urbanità del luogo, lavorando sullo studio delle relazioni fisiche e simboliche.

L’Università di Catania, attraverso alcune facoltà e dipartimenti, ha avviato indagini e sperimentazioni sulla fabbrica coinvolgendo studenti e ricercatori che si vanno a sommare alle indagini già programmate in fase di progetto, che coinvolgono il campo dell’archeologia, della geologia, della chimica e della meccanica delle strutture.

La confluenza di queste risorse scientifiche, di queste passioni, di queste attenzioni anche didattiche oltre che investigative, trasforma questo cantiere in un “cantiere scuola”. Sovrintendenza, comune di Paternò, progettisti, università, associazioni e istituti scolastici locali fanno convergere sul cantiere “risorse culturali” grazie anche alla sensibilità dell’impresa appaltatrice e dei dirigenti dell’assessorato ai lavori pubblici del comune di Paternò.

L’obiettivo sarò quello di realizzare un documento unitario che permetta la lettura del manufatto in maniera organica e come detto prima relazionale rispetto agli oggetti dell’acropoli. Interessante è far confluire in una piattaforma comune gli studi condotti fino ad oggi. Proponendo un’esempio di metodo esportabile nelle altre occasioni di restauro e recupero che stanno interessando la città. Creare un centro di documentazione che possa diventare strumento di approfondimento, ricerca e indirizzo per storici e progettisti.

Ad oggi le ricerche storiche, gli scavi archeologici e perché no anche i cantieri di restauro/recupero nella città storica non hanno dato il giusto risalto ai risultati, alle scoperte, alle considerazioni finali se non per pochissimi addetti ai lavori. Questo ha prodotto una visione parziale e puntuale della storia della città impedendo la visione relazionale utile per comprendere pienamente l’intero organismo urbano generando una mancanza di evoluzione metodologica applicativa.

La ricerca sinergica produce già effetti concreti. In questo senso l’individuazione del probabile asse viario nord-sud che collega il castello al convento dei cappuccini passando attraverso il chiostro di san Francesco costituisce il punto di partenza di una nuova ricerca. Grazie al contributo di documenti fotografici degli anni ‘20, alla ricerca geologica, archeologica e archivistica nonché alla lettura del manufatto oggetto dell’intervento messo in relazione con il sistema “acropoli” è stato possibile localizzare il cardo e il probabile incrocio con il decumano. (sistema viario principale di epoca ellenistico_romana).

Questo porta nuova luce alla ricerca storica che tenta di ricostruire le relazioni urbane tra i monumenti dell’acropoli e mette le basi per successivi approfondimenti storico-archeologici non più occasionali ma coerenti ad un progetto culturale. Se confermato la scoperta di cui sopra proietta la città in un contesto scientifico e culturale di livello internazionale.

In questo senso le risorse dei POR 2007-2013 sono necessari per avviare una campagna di scavi sistematici sull’acropoli predisponendo un progetto organico di fruizione. Un parco archeologico che veda il complesso di San Francesco centrale all’area oggetto dello scavo, un nuovo schema di accessibilità dell’acropoli e un piano di sviluppo dell’offerta turistico-ricettiva e culturale utilizzando il patrimonio esistente. Il convento di San Francesco può e deve diventare con il completamento del finanziamento il polo museale del parco archeologico aprendo una nuova stagione nell’antica Inessa.


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una domanda
26 giugno 2007, di : ornella guidi

Perché chi scrive:

...partecipano alla diagnostica ... ...stratigrafie storiche... ...visione relazionale utile... ...mancanza di evoluzione metodolica applicativa...

non conosce l’uso dell’apostrofo e apostrofa i maschili?

chi sbaglia si corregge
27 giugno 2007, di : ornella guidi

...mancanza di evoluzione metodologica applicativa...

scusami, ma un linguaggio così è peggio del "sinistrese"... confonde...

un apostrofo roseo tra le parole.....
27 giugno 2007, di : francesco

Un famoso proverbio di sinistra (o forse di destra) non ricordo, sostiene che " quando il dito indica la luna...gli intellettuali guardano il dito". Comunque grazie per la sollecitazione. la considero utile. Ho riletto meglio il testo e ho rilevato due, tre virgole mancanti; un apostrofo in più, "un femminile diventato maschile" (ma di questi tempi è ordinario) e qualche passaggio di troppo. Grazie. Invece sul contenuto deduco che tu non sia interessata. Peccato, mi avrebbe fatto piacere sentire la tua opinione. Spero che arrivi presto.
sinceramente...
28 giugno 2007, di : ornella guidi

Nella forma c’è la sostanza, non è una questione di apostrofi, chi sa scrivere correttamente "fregherà" sempre chi sbaglia in un modo o nell’altro...magari perché si farà leggere più volentieri rispetto a chi convive "roseamente" con gli strafalcioni.

Riguardo alla sostanza, a pelle lo giudicherei (l’articolo) baroccamente inutile per la pomposità dei termini usati, un bell’esempio di "politichese" stratificato storico...

acropoli di paterno-restauro complesso monastico s. francesco
2 luglio 2007, di : quiquoqua

Complimenti!!!!!Finalmente si parla dell’Acropoli di Paternò.Con l’avvio dei lavori di restauro del complesso monastico S.Francesco,si sono accesi i riflettori su una parte importante della città.L’importanza di questo cantiere-laboratorio a cielo aperto non è solo quello del restauro,ma la scoperta dell’antico insediamento della città,restituire ai cittadini un pezzo della loro storia ignorata,o forse dimenticata per troppo tempo.Condivido in pieno quando Francesco Finocchiaro uno dei progettisti che sta portando avanti questa meravigliosa esperienza scrive:"L’acropoli è quel luogo straordinario.E’ il centro di un paesaggio culturale e naturale che può e deve essere reinterpretato per avviare la sua riabilitazione fisica e sociale.E’ quel luogo speciale a cui bisogna aggrapparsi per rinascere di vita nuova"..continua questo percorso...vai avanti,in bocca al lupo,eleonora cacopardo