i CLOWN DOTTORI si RaDuNaNo....

In un tempo di grande malattia, non dovremmo occuparci di nient’altro. ....Come si dice, se non facciamo parte della medicina, siamo parte della malattia.....

di Enzo Maddaloni - martedì 18 novembre 2008 - 1860 letture

La Principessa Naiza è l’immaginifica presidentessa del Comitato RADUNO NAZIONALE CLOWN DOTTORI che si è costituito a Flumeri, un paesino in provincia di Avellino.

Il percorso di transito iniziato sì è avviato un po’ di tempo fà, con la costituzione del COMITATO NAZIONALE che si propone di organizzare un raduno di clown dottori.

Ci dice la Principessa Naiza: "Il raduno, più che un punto di partenza per noi rappresenta un punto di svolta per il nostro viaggio ai confini della realtà. Noi crediamo e ne siamo super convinti che l’unico compito che abbiamo nella vita è rendere più bello l’Universo…...giocando, danzando, ridendo… ed è così che chiediamo al (nostro) clown come si fa!"

Il clown spalanca gli occhi davanti alla Bellezza perché sa vederla con gli occhi di un bambino…il bambino che è dentro di noi che piu che insegnarci a volare ci svela ad ognuno di noi come fare…

Il Clown Dottore è poesia fatta persona, Il Clown Dottore è psicologo, il Clown Dottore è sciemano, il Clown Dottore è lo scemo del villaggio, il Clown Dottore è il Giullare, Il Clown Dottore è muratore, Il Clown Dottore è imbianchino, Il Clown Dottore è imbroglione, stupido, magico…certo è anche un po’ bastardo! Il Clown è tutto questo messo insieme e per questo unico e divino...come ognuno di noi.

L’idea che il Comitato si propone è sperimentare la Comico-Terapia attraverso un Clown Dottore "sociale".

C’è bisogno di ridare voce al proprio Clown interiore, nella coscienza più profonda che è rappresentata proprio nella vita di tutti i giorni: il quotidiano. E, da qui che dobbiamo studiare le leggi che governano le eccezioni anche in medicina per tentare di proporre un mondo supplementare a quello in cui ci troviamo noi attraverso la scrittura di fiabe ed i racconti della nostra vita. La storia che cura.

Meno ambiziosamente, il Clown ci svela come “raccontare, guardare e descrive” senza sforzi alcuno con occhi diversi un possibile mondo migliore cercando di guarire da tutte le nostre “malattie”. E, certamente, se riusciamo a guardarlo insieme, potremmo riuscire a realizzarlo.

Lo strumentro che si è scelto è “l’utopia”, è “l’immaginazione” che non attribuisce il potere solo al sapere, ne alla comunicazione ed agli oggetti ma ai soggetti che si incontrano e si raccontano al di la dell’estasi del vivere quotidiano che ci ha portato a credere più negli oggetti che nei soggetti e per continuare ad assaporare gli effetti benefici dell’animo e della salute!

Nella sostanza "ritornare alla creazione" proprio adesso perchè:

“In un tempo di grande malattia, non dovremmo occuparci di nient’altro. Come si dice, se non facciamo parte della medicina, siamo parte della malattia. Per poter guarire, è necessario diagnosticare le cause della malattia. Le cause della malattia dell’ambiente, della società e dei singoli individui, sono tutte connesse fra loro. Hanno radici sia nel modo di come consideriamo la natura, la società e gli esseri umani, sia nelle istituzioni che plasmano i nostri pensieri, sentimenti, emozioni. La saggezza del cerchio non si interessa del potere personale o della manipolazione della creazione…..”

(tratto da "Ritorno alla Creazione" di Manitonquant)…..

Ed è così che il 5 novembre 2008 il comitato si è riunito e costruito insieme a mierec, archeologhe, sociologi, magazzinieri, clown, fatine ed insegnanti, muratori, imbianchini e piastrillesti una BIBILIOTECA DELL’ANIMA.

(cercasi anche: infermieri, farmacisti ed alchimisti, maghi e fate....).

La sede provvisoria del Comitato è casa della Principessa Naiza (Angela Stanco a Flumeri); la sede della BIBLIOTECA dell’ANIMA è sulla terrazza della casa del MierecO Michele Ciasullo (non con la "i" finale) …certo lui era un caso disperato ....ma sta migliorando diventando esperto di “medicina narrativa” …."la storia che cura" che si prende cura.

Certo, la forma della storia è fondamentale e non può che essere scritta come FIABA e cosi si costruiscono anche le carte.

La Fiaba è la sola storia a lieto fine e, a differenza della favola, non HA MORALE anche perché nonostante tutte sté morali gli uomini NON hanno ancora imparato.

E’ COSI CI SIAMO MESSI sulla TeStA più che un’idea un lampione proponendo questo progettone.

Da dove sai RIparTe adesso?

Ma da dove se non dalla scuola matera da quella alimentare e dalle mediè? Dobbiamo ristudiare tutto l’armamentario perchè più che insegnare dobbiamo svelare.

Svelare a tutti, bambini, alunni, studenti, insegnanti, padri e madri, zie, zii, cognati e cognate, fratelli e sorelle, a come scrivere la fiaba della nostra vita.

Speriamo così di arrivare all’università .....e, con le nostre storie "NARREREMO LA MEDICINA". E, così proporremo la "terapia verbale" al posto di supposte per via anale, che non è la strada giusta per arrivare a radunarci e finalmente consultarci sul da farsi.

INFO e AGGIORNAMENTI: http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/


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