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articolo d'archivio di Girodivite mensile delle città invisibili

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Girodivite - n° 59 / dicembre 1999 - Informazione

La catena di san Libero

di Riccardo Orioles. - Tutti i numeri pubblicati nei mesi di ottobre-novembre possono essere prelevati direttamente (formato Html, zippati). Di Orioles è presente anche "Allosanfàn" raccolta di articoli e branio di 15 anni di giornalismo antimafia, in formato rtf zippato.

Vai a inizio pagina dicembre 1999

Scusate il silenzio di questi giorni. Ma non e' colpa mia. Puo' darsi anzi che possa protrarsi abbastanza a lungo; e quindi c'e' bisogno di spiegare perche'.

Materialmente, questa e-zine viene spedita "aumma aumma" dalla sede di un giornale "di sinistra", non importa quale. E' un giornale che ho contribuito a fondare, molti anni fa. Poi, per dei buoni motivi, me ne sono andato. Pero' ho continuato a mantenere una presenza formale (firma nel comitato editoriale) perche' ero affezionato al giornale, e perche' avevo molta fiducia nei suoi redattori. A un certo punto, purtroppo, l'importanza acquisita ha dato un po' alla testa. Avete presente la Fattoria degli animali? Hanno preso il potere assoluto, in nome di grandi ideali, e non lo mollano piu' (vi ricorda qualcosa tutto questo?). A poco a poco e' successo che "tutti qua dentro sono uguali, ma alcuni sono piu' uguali degli altri" (quelli piu' uguali sono amici, parenti ecc. dei "capi": la moglie del direttore, per esempio, e' redattrice, consigliera d'amministrazione, esperta di marketing, ecc). L'ideale originario di liberta' e trasparenza si e' sempre piu' affievolito, e alla fine ha finito per essere usato solo la domenica nei bei discorsi.

I redattori, pero', si sono sempre comportati bene. Hanno inghiottito tante cose, e hanno cercato di fare meglio che potevano il loro compito, che era di usare col loro mestiere per informare la gente sui vari Cossiga e Berlusconi, pensando - giustamente - che questo era piu' importante di tutto. Ma alla fine, fra gestione avventurosa e cazzate varie, il giornale e' entrato in crisi. Che fare a questo punto? "Licenziamo". Cosi', nello stesso momento in cui si combattevano - per esempio - belle battaglie contro il "lavoro interinale", qui venivano licenziate delle lavoratrici interinali, qualcuna delle quali aspettava un bambino. In questa situazione, la redazione s'e' ribellata. Ha preteso maggiore serieta' e democrazia, e in questo ha avuto una parte anche la mia presenza. Non perche' essa li "aizzasse" in qualche modo (la gente pensa con la propria testa, contrariamente a quel che pensano i padroni): ma semplicemente perche' indirettamente ricordava loro tempi piu' belli, in cui il giornale andava bene e ci si comportava da compagni. A questo punto, per i "compagni" padroni (avete presente la Fattoria degli Animali?) il problema era sbarazzarsi di me. Classico: prima ti provocano davanti a tutti ("sei una spia!") per farti reagire e passare per casinista. Poi costringono i ragazzi senza contratto a firmare un Appello al Direttore affinche' il giornale "si liberi delle escrescenze" (cioe' io). E infine, visto che io non casco nelle provocazioni e la redazione resta compatta al mio fianco, abolendo d'autorita' l'intero comitato editoriale. E quindi, in questa maniera, anche me. Ora non ho piu' autorita' formale per entrare in quel giornale. E quindi, fra le altre cose, per scrivere queste lettere dovro' trovarmi un altro posto, e non sara' facile. Io, a cinquant'anni, non ho un computer ne' una casa - e questo vi dice che cosa vuol dire fare il giornalista "di sinistra" sul serio e non di salotto.

Scusate la lunga chiacchiera, ma la situazione e' questa. Appena potro' trovare un altro posto (ma puo' darsi che ci vorra' un bel po' di tempo) riprendero' a scocciarvi come prima. Altrimenti, dovrete farne a meno. Che non e' poi una gran perdita, visto che che oramai le cose essenziali ce le siamo dette. Contro la mafia, contro tutte le prepotenze, per una sinistra vera e senza ipocrisie. Questo si paga, d'accordo, ma vi assicuro che proprio ne vale la pena. E quel giornale? Qual e'? Non ve lo dico: non ha importanza. Ma se sgamate come si chiama, allora non dovete combatterlo, ma aiutarlo: perche' di aiuto ne ha bisogno, con tutte le cazzate che hanno fatto i suoi padroni. E dentro ci sono i miei amici redattori. Che sono dei giornalisti onesti, e dei compagni. Dovete pero' imparare ad aiutare *criticamente* la sinistra, senza battere le mani ai bei discorsi generici per poi voltarvi dall'altra parte. Se la sinistra di allora, in Europa, avesse saputo trattare cosi' Stalin, lo stalinismo non ci sarebbe stato (e forse ci sarebbe ancora il socialismo, ma un socialismo felice). I tedeschi non sarebbero riusciti ad arrivare fin quasi a Mosca, dopo che Stalin aveva fucilato tutti i bravi generali. Non ci sarebbero voluti tanto eroismo del popolo, e venti milioni di morti, per salvare dai nazisti la Russia e l'umanita'. Ricordate: lo stalinismo ha fatto danno alla sinistra, molto piu' che ai fascisti. I fascisti, li avremmo combattuti meglio e prima senza di lui.

Salud y liberdad, companeros


Released online: December, 1999

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******July, 2000
 
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