live report del concerto dei dEUS al Viper Club di Firenze. Attivi dagli anni ’90, 5 album, 2 Ep alle spalle e tanti tanti tour. Si presentano sul palco, 2 chitarre, basso,batteria violino, tastiere/sinth...
Viper club, locale perfetto per una band come i dEUS, che quei 400/500 posti li riempie subito, ma non un’acustica precisa per l’occasione.
Gruppo spalla, Ministri da Milano, chitarra basso batteria e due voci. Gruppo, credo inadatto a riscaldare il pubblico prima dello show dei dEUS…e a quanto ho capito li accompagnano per tutto il tour italiano. Comunque, belle giacche sicuramente, ma il succo della loro musica lascia parecchio a desiderare, rock italiano scontato, appropriato per un pubblico di massa, tanto fumo e poco arrosto.
Passiamo invece al gruppo di testa, dEUS, non credo abbiamo bisogno di presentazioni, attivi dagli anni ’90, 5 album, 2 Ep alle spalle e tanti tanti tour. Si presentano sul palco, 2 chitarre, basso,batteria violino, tastiere/sinth.
Basta veramente poco a loro per riscaldare il pubblico, semplicemente suonare. Si, sono state sufficienti veramente poche note del loro sound per creare una dimensione che ormai raramente si vive ai concerti : trasporto, occhi chiusi e movimento della testa ad assecondare la musica. I dEUS che rappresentano una delle band che fatto la storia negli anni ’90, il loro lavoro lo sanno fare bene. Assistiamo però alla conferma dell’evoluzione della band dopo la reunion. Due band sul palco, old dEUS( fino a The Ideal Crash) e new dEUS (da Pocket Revolution in poi). Batticuore per gli amanti dei primi Deus, nell’ascoltare pezzi come Suds & Soda, Serpentine o For The Roses, brani ascoltati e riascoltati nella speranza che la band tornasse a suonare dal vivo, suono low-fi, vecchio, vintage, spiazzante ed assolutamente personale.
Poi arriva il lato b della band, o meglio il nuovo lato della band, suono ormai confermato con Vantage Point, ultimo album uscito nel 2008, alcuni brani "The Architect", fanno pensare al dance-rock, vengono eliminati i fiati e il sound e’ più semplice e diretto. E credo che sia qui dove gli amanti dei vecchi dEUS, iniziano a storcere un po’ il naso e a conoscere l’evoluzione della band. In ogni modo i dEUS tengono alla grande il palco fino alla fine concedendosi un bis di tre brani. Evoluzione giusta, rimane il fatto che i vecchi dEUS piacciono di più, e il pubblico lo dimostra.
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