Ex

Un ministro che voleva fare il muratore ma ha preferito leggi a capocchia
di Adriano Todaro - mercoledì 30 settembre 2015 - 1968 letture

L’Ordine dei Giornalisti dovrebbe colpire chi non si attiene alla verità e vuole raccontare la sua, di verità”. Parole sacrosante che dimostrano che chi le ha affermate ha ancora la schiena diritta, malgrado abbia 78 anni. Ci riferiamo a Luciano Moggi che è stato iscritto all’Ordine dei giornalisti. Poi, è vero, ci sono state proteste e tutto si è bloccato ma noi vogliamo sottolineare una grande verità: se l’Ordine dei giornalisti ha riammesso nei propri elenchi uno come Renato “Betulla” Farina perché mai tanto clamore per Moggi? Per qualche condanna? E che sarà mai? Inquisiti e condannati stanno anche in Parlamento, al governo e sono loro che cambiano la Costituzione.

Anche Giancarlo Siani, ammazzato 30 anni fa, voleva raccontare la verità su Torre Annunziata, la sua verità. L’hanno ammazzato e non diventerà mai un giornalista, resterà sempre un precario, morto. Ma il governo del Piccolo Balilla che ha a cuore la nostra riservatezza, che la chiamano elegantemente privacy, ha deciso una legge sulle intercettazioni. Il Senato (quello da abolire) gli ha dato una cambiale in bianco e lui farà scrivere la nuova norma al ministro Andrea Orlando.

Ma l’avete guardata bene la faccia del signor Andrea Orlando, ministro della Giustizia per caso? Se notate, ha qualcosa di indefinito, di sfuggente, qualcosa che ci fa ricorrere, col pensiero, ad un senso di vuoto. Classe 1969 è un ex “giovane turco” che ha però sempre mantenuto un grande rapporto col potere non turco. Nessuno si accorgeva di lui e intanto il nostro Andrea, zitto zitto quatto quatto cacchio cacchio, stava, di volta in volta, con il Pci, con il Pds, con i Ds, con Veltroni, con Fassino il Lungo, con Bersani, con il governo Monti, con il governo Letta, con Franceschini (quello del Colosseo) ecc. Come si vede, sempre dalla parte del torto. Pensate che a 20 anni era già segretario della Fgci e poi consigliere comunale della Spezia.

Insomma, un enfant prodige che non ha mai lavorato, ma che ha fatto tante riunioni di partito e tante cene al punto da accusare problemi con il fegato. Sarà per quello che ha quell’espressione un po’ tirata, le labbra carnose, gli occhi gonfi? Ora a questo prodigioso personaggio gli hanno dato il compito di scrivere la parte relativa alle intercettazioni. Siamo sicuri che Andrea si applicherà con spirito di servizio, sacrificherà tutto il tempo a disposizione e, alla fine, l’accrocco ci sarà.

D’altronde le indicazioni al giovin Andrea sono state date. Sulle intercettazioni non è possibile “spiare dal buco della serratura” come hanno fatto i giornalisti con Berlusconi, bisogna porre un freno. Ora, spiare l’Omino Flaccido dal buco della serratura non è certo un bel vedere e poi i giornalisti devono smetterla di mettere in piazza fatti e persone che con il procedimento penale nulla c’entrano. E così il Senato (quello che deve scomparire) ha dato la linea e ha approvato un passaggio della legge delega dove recita che è necessario avere “speciale riguardo alla tutela della riservatezza delle conversazioni delle persone occasionalmente coinvolte nel procedimento, in particolare dei difensori nei colloqui con l’assistito, e delle comunicazioni comunque non rilevanti a fini di giustizia penale”.

La prosa è contorta come si conviene alle leggi, ma il senso è chiaro. Semplificando: bisogna tutelare quello che dicono, al telefono, persone estranee alle indagini. Così la signora Maria che racconta sempre delle malefatte della nuora, può stare tranquilla. E possono stare tranquilli tutti i politici e potenti: potranno continuare a raccontarsi per telefono le malefatte e le spartizioni degli appalti, i regali, il posto di lavoro per la cognata e tanto altro. Certo, magari in tutti quei casi non c’è nulla di penale ma di etica, di morale sì. I giornalisti invece, se vengono a sapere di questi colloqui, magari che riguardano Renzi e il generale Adinolfi che parlano di come fregare Letta, non possono riportare nulla. La signora Maria si sente così tutelata e ancor di più si sente tutelato l’ex ministro Lupi. Se ci fosse stata questa legge, non si sarebbe dovuto dimettere.

Qualcuno, i soliti gufi, hanno sottolineato l’analogia con quanto era contemplato nella proposta di legge di Fronte Alta quando stava ancora con l’Omino Repellente dove si diceva che “E’ sempre vietata la trascrizione delle parti di conversazione riguardanti esclusivamente fatti, circostanze e persone estranee alle indagini…”. In realtà una differenza sostanziale c’è. A quel tempo, si era nel 2010, quella norma non passò mentre questa passerà. A quel tempo i giornaloni erano tutti contro la norma-bavaglio; ora sono d’accordo; a quel tempo si riempivano le piazze per protestare contro la norma del governo Berlusconi, oggi le piazze sono desolatamente vuote.

Le norme sono talmente simili che il relatore d’allora, Paolo Sisto di Forza Italia, ha esclamato nel dibattito alla Camera: “Ora la pensate come noi! Benvenuti dalla nostra parte”. In realtà dalla loro parte, i piddini ci sono da molto al punto che hanno imbarcato uno come il dentifricio Denis. A Sisto ha risposto, fieramente, Valter Verini, del Pd, che si è attaccato alla difesa della privacy dei cittadini. Questa della privacy è proprio bella: ognuno la tira dove vuole, è come la gomma da masticare. Il problema è che al potere di cosa sparli, al telefono, la signora Maria non gliene frega nulla; ma se un politico si mette a disquisire come distribuire appalti e mazzette, allora zac, ecco la privacy.

Per tornare ad Orlando. Questo ex giovane ed ex turco, ex bersaniano, ex franceschiniano, ex montiano ed ex lettiano, ex fassiniano, ex veltroniano, ex Pci, Pds, Ds oggi è un ex muratore, quantomeno con il pensiero. Infatti, in una intervista del 2014 a Libero aveva dichiarato che lui da piccolo, oltre ad altre cose, voleva fare il muratore. Pensate come sarebbe stato desolante e desolato il Pd senza l’ex. In compenso i cantieri avrebbero guadagnato una cazzuola mica da niente. E noi non avremmo avuto il bavaglio.


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