Giuliana Saladino, di Simona Mafai
Giuliana Saladino (1925 - 1999) Giornalista, femminista,
comunista: così potremmo definire Giuliana Saladino,
una donna minuta, buona conversatrice eottima ascoltatrice;
lettrice instancabile; con ineguagliabili capacità
di amicizia. Si abbigliava in modo semplice ma personalissimo,
insieme trasandato e raffinato. Fu autrice di due tra i
più bei libri siciliani del dopoguerra: Terra di
rapina (1977), sulle speranze, le lotte e la disperazione
dei senza terra e minatori siciliani e Romanzo civile (2000,
pubblicato postumo), sulla vita di un gruppo di giovani
intellettuali e sulla estrema coerenza della loro morale
laica.
Nata a Palermo, da famiglia aristocratica, ricevette una
educazione tradizionale:a undici anni, con una parente “dama
di SanVincenzo”, visitava i quartieri degradati della
città, consegnando ai poveri tagliandi per l’acquisto
di pane e latte. Ma conla fine della guerra e l’esplosione
dei movimenti rivendicativi dei contadini e degli operai,
avvertì che non era attraverso la carità che
i poveri potevano (e tanto meno desideravano) continuare
a vivere; essi volevano libertà e giustizia; cambiare
sistema economico e politico; fare nuove leggi; costruire
un nuovo costume morale. Così Giuliana, schierandosi
con i poveri, divenne comunista. Fu però una comunista
sui generis, indipendente e libertaria. Non sottomise mai
al realismo politico del partito comunista il suo irrefrenabile
spirito critico e l’irruente e inflessibile ricerca
della verità, per quanto difficile da individuare
e definire. Uscita dal Pci nel 1956 (dopo i fatti di Ungheria),
restò sempre fedele agli ideali giovanili auspicando
un cambiamento radicale della società. L’intervento
consapevole e diretto sugli eventi del proprio tempo e la
passione per la scrittura sono state le direttrici fondamentali
della sua vita. Segretaria di redazione nel 1946 della rivista
politico-culturale Chiarezza, visse alcuni anni di impegno
politico diretto nella provincia di Agrigento assieme al
marito, Marcello Cimino, con cui divise fino alla fine ideali
e sacrifici. Nei primi anni ’50, tornò a Palermo;
contribuì all’organizzazione dell’“Associazione
donne palermitane”; quindi entrò (1960) nel
quotidiano L’Ora come segretaria di redazione, assumendo
responsabilità sempre maggiori, fino a diventarne
una colonna fondamentale. Condusse memorabili inchieste
sulla politica palermitana e siciliana, sulla condizione
delle donne ed i rapporti tra i sessi, sullo sviluppo economico
distorto dell’isola, distinguendosi percoraggio, originalità,
anticonformismo. Insieme a un gruppo di colleghe costituì
il coordinamento femminile delle giornaliste siciliane;
incoraggiò la formazione e la crescita dei movimenti
per l’emancipazione e la liberazione della donna (partecipando
direttamente alle campagne per la legge sul divorzio e per
la interruzione volontaria della gravidanza); contribuì
alla stesura del libro collettivo Essere donne in Sicilia
(1975); fece parte fin dalla fondazione (1991) della redazione
di Mezzocielo, periodico palermitano diretto e scritto da
sole donne. All’indomani delle stragi di mafia del
1992 (assassinio dei giudici Falcone e Borsellino, e delle
loro scorte) diede vita al “Comitato dei lenzuoli”,
che promosse l’esposizione ai balconi della città
di centinaia di lenzuola con scritte antimafiose, dando
espressione alla indignazione della maggior parte della
popolazione palermitana ed esercitando una pressione verso
le istituzioni cittadine, regionali e nazionali perla rottura
di ogni loro legame occulto con la mafia e l’instaurazione
di un vero regime di legalità nell’isola. Quando
al Comune di Palermo, alla fine del 1993, si operò
una svolta radicale nei confronti delle amministrazioni
precedenti, Giuliana Saladino fu chiamata a far parte della
nuova Giunta comunale (detta della“Primavera palermitana”).
Ricoprì l’incarico di assessore alla cultura
che lasciò dopo pochi mesi, avendo verificato l’estrema
difficoltà di governare la città con la coerenza
e la trasparenza desiderate. Concluse la sua vita con semplicità,
tra i libri e la musica, interrogandosi instacabilmente
sugli eventi della politica, circondata dalle adorate figlie,
dai nipoti edagli amici. La sua esistenza riassume i sogni
ed i dubbi di una intera generazione.
Giuliana Saladino / di Simona Mafai, in: Italiane, vol.
III. - Roma : Ministero della Pari Opportunità, 2000.
- pag. 260-262.
Contesto
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