Roger Vailland
Roger Vailland nacque il 16 ottobre 1907 a Acy-le-Multien
(Oise)(morì a Meillonas [Ain] nel 1965).
Nel 1930 fondò con R. Daumal e R.G. Lecomte, la
rivista para-surrealista «Le Grand jeu», molto
influenzata dalle correnti filosofiche orientali. Fu redattore
e corrispondente di guerra di «Paris-midi» e
di «Paris-soir». Dopo l'armistizio tra la Francia
e la Germania nazista, fu attivo nel movimento di resistenza.
Alla resistenza dedicò il suo primo romanzo: Uno
strano gioco (Drôle de jeu, 1945).
Fu militante comunista dal 1952 al 1956. In questo periodo
si adeguò ai canoni del realismo socialista. Affrontò
temi della vita operaia, ma colegandosi anche alla tradizione
naturalista di Zola e Maupassant. Tra le cose migliori,
i romanzi: Gamba svelta occhi acuto (Bon pied, bon oeil,
1950), Bel busto (Beau masque, 1954), 325000 franchi (325.000
francs, 1955).
Vailland provò poi a superare i limiti della tematica
populista. Il romanzo La Legge (La loi, 1957) è ambientato
in una piccola città della Puglia: è un romanzo
animato da suggestioni erotiche. Vailland apre una fase
con cui tenta il recupero di alcuni miti del libertinismo
settecentesco: il culto dell'io e della vita elegante, il
disprezzo delle convenzioni, le esperienze sessuali fuori
dalla norma ecc. Il tutto innestandoli nella realtà
contemporanea, e valorizzandoli come elementi di rottura
dell'ordine costituito. Le cose migliori: La festa (La fête,
1960), La trota (La truite, 1964). E il saggio: Il freddo
sguardo (Le regard froid, 1963).
Scarsa fortuna ebbe nel teatro. Scrisse i drammi: Héloise
e Abélard (Héloise et Abélard, 1948),
Il colonnello Forster si dichiarerà colpevole (Le
colonel Forster plaindera coupable, 1951), che riprendono
alcuni temi dell'esistenzialismo.
Postumo uscì il Diario (Journal, 1968).
Contesto
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