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Workingman’s Dead compie 50 anni

Il mitico album dei Grateful Dead usciva il 14 giugno del 1970. Una delle migliori testimonianze musicali del country-rock americano
di Piero Buscemi - mercoledì 10 giugno 2020 - 1638 letture

Se chiedessimo in giro alle nuove generazioni chi fossero i Grateful Dead, il nome stesso provocherebbe sbigottimento. Diverse sarebbero le reazioni di coloro che hanno superato i cinquanta da qualche anno o di chi si è sempre avvicinato alla musica rock con la giusta curiosità di voler spaziare in diversi stili e divagazioni che questo genere offre.

I Grateful Dead rientrano poi tra i maggiori innovatori del panorama musicale di genere. Erano gli anni ’60, il gruppo fu fondato nel 1965 a San Francisco, quel periodo di grandi rivoluzioni culturali in vari campi, passando dalla letteratura al cinema, che non potevano tenere fuori la musica. La guerra era dietro le spalle e tante altre si erano già accese, ispirando giovani intellettuali e ribelli, contrari ad una politica ormai consolidata nei decenni, votata alla belligeranza che fonda le sue basi su uno sviluppo economico che doveva e deve passare sulla vendita delle armi e che hanno fatto degli Stati Uniti la più influente potenza economica del mondo.

Erano gli anni dell’amore libero e degli stemmi pacifisti tatuati sulla pelle. Il movimento hippie cercava risposte per una società che non si poneva più domande. Risposte che se i potenti del mondo non avevano voglia di dare, spesso venivano cercate in quella realtà parallela ed artefatta che il consumo di droghe, tra tutte l’allucinogeno LSD, riuscivano a creare con il minimo sforzo.

Furono talmente tanti i fenomeni sociali di quel periodo, che crearono il sogno di una società migliore, che si potrebbe anche noi partire per uno di quei "viaggi" senza ritorno. Un sogno che "doveva", ancora più che "voleva", contrapporsi ad una storia in continua trasformazione, dove la violenza continuava a farla da padrone. Nel 1965, ad inizio anno era morto Winston Churchill, una sorta di armageddon tra il recente passato e un futuro incerto. I primi bombardamenti in Vietnam del Nord segnarono la ferita culturale americana che non si è ancora rimarginata. Potremo ricordare l’omicidio di Malcolm X, la marcia di Selma di Martin Luther King,

In campo artistico e più precisamente in quello musicale, la nascita dei Grateful Dead coincide con quella dei Pink Floyd, dei Doors, degli Scorpions. Musicisti in fibrillazione alla ricerca continua di nuove sonorità che diede vita per alcuni di loro alla musica psichedelica. In campo letterario Jack Kerouac pubblicava Angeli di Desolazione, il romanzo intimistico che rispecchiava il grande desiderio, solo in parte soddisfatto, dell’alienazione sociale.

L’ossessiva ricerca delle sonorità più adatte a fare da colonna sonora a quegli anni, attraverso sperimentazioni con effetti speciali che dovessero sorprendere, colpire e stimolare la fantasia di quella generazione, portò i Grateful Dead ad un ritorno da uno di quei "viaggi" musicali, che loro stessi definirono un "rimettere i piedi sulla Terra, dopo un viaggio onirico sulla Luna". Fu una svolta decisiva nella loro carriera artistica e che diede vita al disco per il quale stiamo celebrando il cinquantesimo anniversario dalla pubblicazione. Quel Workingman’s Dead che avvicinò il gruppo, Jerry Garcia (chitarra solista), Bob Weir (chitarra), Phil Lesh (basso), Mickey Hart (batteria), Ron "Pigpen" McKernan (tastiere, armonica a bocca), Bill Kreutzmann (batteria), alla musica country, frutto anche di una stretta amicizia con Crosby, Stills & Nash che, con le collaborazioni successive con Neil Young, incideranno dischi indimenticabili nel genere.

Tra i pezzi incisi su questo disco memorabile, vogliamo citare Dire Wolf, il riadattamento che i Grateful Dead vollero omaggiare alla canzone tradizionale scozzese The Bonnie Lass o’ Fyvie, che vede anche le versioni di Bob Dylan e Joan Baez. Una delle ballate per eccellenza che mette a confronto il tema dello "straniero" di cui non fidarsi, un’amore impossibile tra una ragazza scozzese e un capitano dell’esercito irlandese, il futuro di una vita normale che sparisce in dissolvenza davanti alla crudeltà della guerra.

La carriera artistica del gruppo si spinse fino alla fine degli anni ’80, con l’uscita del disco in studio Built to Last e di Without a Net del 1990 e live. Il 9 agosto 1995 Jerry Garcia, forse il vero leader del gruppo, autore e compositore di gran parte della produzione, viene trovato morto in seguito ad un infarto nel sonno al Serenity Knoll Drug Center, una clinica dove Garcia stava cercando di porre fine alla sua dipendenza dalle droghe.

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Workingman’s Dead


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