Sei all'interno di >> :.: Culture | Cinema - Visioni |

Wilde Salomè


Regia di Al Pacino.(Usa, 2010, drammatico, 95 min.) Con Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson, Estelle Parsons
lunedì 5 settembre 2011, di Orazio Leotta - 384 letture

Al Pacino sbarca a Venezia per ritirare il premio alla carriera (Jaeger- LeCoultre Glory to the Filmmaker 2011) e nel contempo presenta agli spettatori, fuori concorso, il film sperimentale Wilde Salome. Un ossessionante viaggio cangiante, che a tratti si presenta a noi come road movie, a volte come documentario, ma può a buon diritto essere considerato un film sperimentale, una prova d’attore o un adattamento teatrale.

Al Pacino Al Pacino è affascinato dalla vita e dalle opere di Oscar Wilde e il ricorso alla figura di Salomè è presto fatto. Salomè a sua volta è ossessionata da Giovanni Battista (Jokanaan, in ebraico), rinchiuso da Erode in un pozzo al buio; è letteralmente affascinata dalle sue parole, vorrebbe baciarlo ma ne ottiene il rifiuto. Il cinema in fondo è ossessionato dal teatro e il teatro, dai tempi che furono, dal mito. Queste, a grandi linee, i piani su cui si muove il film. Riprese del film che avvengono negli stessi giorni in cui avvengono le riprese teatrali.

Pacino è auto-ironico, istrionico e ambienta il suo lavoro fra Los Angeles, ove si svolgono le riprese teatrali, ma anche a Dublino (Trinity College e National Gallery) e Londra, Jessica Chastain i luoghi di Wilde, puntando il dito verso la società vittoriana dell’epoca che perseguitò lo scrittore per i suoi gusti sessuali ma soprattutto per le sue idee politiche, per la schiettezza delle sue pungenti riflessioni sulla società britannica dell’epoca (come ci ricorda l’intervista nel film a Gore Vidal).

E poi la casa dove Wilde fu arrestato,la camera d’albergo dove morì ed anche la testimonianza di Bono Vox degli U2. Una narrazione della Salomè molto libera, fuori dai canonici schemi, con forti rimandi al mondo della danza e ad ambientazioni decadenti, ricordandoci fra l’altro di come a questa figura fu persino dedicata un’opera lirica, quella di Richard Strass. Un Al Pacino sontuoso, molto a suo agio, che esce sicuramente premiato e vittorioso da questo esperimento. Bellissima la rossa Jessica Chastain, già vista in “The Tree of Life” di Terrence Malick, assolutamente disinvolta davanti alla macchina da presa, durante la danza e nello spogliarsi. Siamo certi che corrisponde ai canoni della Salomè che Wilde aveva in mente quando s’ispirò a lei nella stesura della sua opera.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
300
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.