Wi-Fi

I padani parlano alla “pancia”
di Adriano Todaro - mercoledì 2 settembre 2015 - 1772 letture

I mie amici più intimi sanno che in questi giorni sono permeato da un’ansia segreta che mi induce a guardare spesso l’orologio. Nel mio cervello continua a rimbalzare una domanda trepidante: “Cosa starà facendo? Perché da ben 10 minuti non ho ricevuto chessò una dichiarazione, una presa di posizione, una interpellanza su cosa fare, un cinguettio?”.

Il Matteo II da Milano è fatto così. Ha il dono dell’ubiquità, sta contemporaneamente su più canali Tv, rilascia interviste, guida bulldozer, va nei quartieri popolari a parlare male dei “negher” e così via. Quindi, quando per 10 minuti non lo sento, mi viene l’ansia. Lui parla sempre di questioni che non sarò certo io a giudicare futili. Anzi. Il problema degli sbarchi e una questione di cui non si può scherzare e il Matteo II dice cose sensate e ben ponderate.

Qualche giorno fa, al confine fra Bresso e Milano, c’è stata una manifestazione di questi “negher”, tutti gambiani, ghanesi, maliani e senegalesi, che ha bloccato il poco traffico che correva sullo stradone chiamato viale Fulvio Testi che porta a Milano. Protestavano contro le condizioni di vita nelle tende del "campo" dove la fitta pioggia di due giorni ha parzialmente allagato le tende dove vivono, e le lunghe procedure per l’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Subito è intervenuto il segretario della Lega con una dichiarazione di rara chiarezza: “Vogliono i documenti? Col cacchio! Sono ospiti, a spese nostre, e rompono pure i coglioni. Io li caricherei di peso sul primo aereo, e tutti a casa loro!”.

Il problema è che non hanno casa, ma questo è secondario per uno che parla, come dicono i giornali, alla pancia della gente. Ora, questa della pancia è propria bella. Perché si può parlare al cuore, alla testa, alla sensibilità di una persona ma i leghisti parlano sempre alla “pancia”. Cosa mai gli avranno fatto i piedi, le spalle, il naso, per esempio, ai leghisti? Boh! Non è dato sapere. E mentre il milanese Sal Vini rilasciava questa sofferta dichiarazione, qualcuno ha telefonato alla nostra Sorella d’Italia, la Giorgia, facendogli presente che il longobardo stava rubandogli, con quella dichiarazione, qualche voto. E così anche lei, per non restare indietro, ha compiuto un doppio salto carpiato e ha prodotto questa travagliata frase: “Si consente a gente entrata molto spesso senza titolo nella nostra nazione di pascolare indisturbata, permettendosi addirittura di bloccare una delle principali arterie di accesso a Milano, città dell’Expo. Una vergogna senza fine".

Il dizionario chiarisce che “pascolare”, verbo transitivo e intransitivo, significa “sorvegliare gli animali condotti al pascolo”. Ma in viale Fulvio Testi non c’erano animali da sorvegliare. A meno che la Giorgia intendesse che lì c’erano solo animali. Suvvia Giorgia, non fare così. Cosa c’entra l’Expo. E la “vergogna senza fine” è rivolta forse all’Expo, alla mangerie che ci sono state e ci sono, alle 40 imprese bloccate in odore di mafia? Questi “animali” che “pascolavano”, volevano solo un pezzo di carta con su qualche timbro.

Su questo argomento è voluto intervenire anche il ridanciano Roberto Calderoli il quale, da vero fondista del pensiero debole, ha voluto aggiungere qualcosa in più del suo segretario: “Se queste persone scappassero veramente da fame, guerre o persecuzioni ringrazierebbero per tutto ciò che viene loro offerto, altro che protestare per l’alloggio, per il cibo o per il Wi-Fi! Basta, rimandiamoli a casa propria”. Ohibò! Dite la verità. Ci avevate mai pensato al Wi-Fi? Ecco il tocco dello specialista, dell’intellettuale organico alla Lega. E’ un tocco, anch’esso, che parla alla pancia degli italiani. Calderoli, che di mestiere fa – pensate ai casi della vita – il vicepresidente del Senato, è invitato spesso ai funerali perché con la sua sola presenza, con il suo volto incline al sorriso, porta sempre alle meste cerimonie un po’ di serenità e gaiezza.

E poi è sempre meglio tenerne conto del Calderoli perché anche nei giorni scorsi ha parlato, di nuovo, alla pancia degli italiani. Doveva presentare mezzo milione di emendamenti contro il Senato non eletto e così si è rivolto alla pancia: “Io ritiro gli emendamenti se il governo grazia il Monella”. Che sarebbe quello che ha ammazzato un giovane di 19 anni perché gli stava rubando il Mercedes SUV. Per chiarezza dobbiamo dire che il morto, il ladro, era un albanese e che il Monella aveva tutto il diritto di imbracciare il fucile e sparare. Cosa c’entri, comunque, l’elezione del Senato con un fatto di cronaca nera non è dato sapere ma tant’è. Se passa questa tesi faranno tutti così. Ad esempio il ragionier Filippetti, terzo piano, Scala C, porta in assemblea condominiale tutta una serie di proposte come verniciare le scale, cambiare i citofoni, rifare la facciata. La discussione s’infiamma. Ad un certo punto il ragionier Filippetti fa: “E va bene. Ritiro tutte le mie proposte se fate il pieno di benzina alla mia macchina”.

Ma il Matteo II da Milano non ci difende solo dai negri ma anche dagli zingari. Solo che, recentemente, c’è stato un problema. Si è scoperto che una rom inglese di 12 anni, Nicole, ha un quoziente intellettivo di 162, il che la porrebbe al di sopra di Albert Einstein e Stephen Hawking. Addirittura al di sopra dell’eurodeputato Gianluca Buonanno, quello che propone “filo spinato elettrificato per fermare i clandestini”.

Sal Vini ha taciuto, nessuna dichiarazione anti rom. Intanto apprendiamo che un ragazzo di 15 anni, somalo, è morto dopo essere stato soccorso dalla nave Dignity di Medici senza Frontiere, impegnata in operazioni di salvataggio nel canale di Sicilia. La causa della morte sono state le percosse e i maltrattamenti subiti in Libia, dove era stato costretto a lavorare senza cibo né acqua. Dubbio atroce: non sarà morto perché non aveva Wi-Fi?

Il Matteo II ha due figli, Federico e Mirta. Li immaginiamo sereni, amati dai genitori seppur separati, amabili e simpatici. Sono bambini che hanno tutto, anche il Wi-Fi che preoccupa tanto zio Roberto. A questo punto Matteo II ha fatto una riflessione, perché lui è uno che pensa e riflette, un orologiaio della mente. Ha pensato al ragazzino somalo arrivato cadavere a Ragusa. E’ stato però solo un attimo; si è ripreso subito tornando ad essere il padano duro e puro di sempre: “Se lo sapevo – ha pensato – avrei mandato al somalo il Wi-Fi di Federico. Tanto non funziona. Ecco, aiutiamoli a casa loro e che non rompino più i coglioni”.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -