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When you’re strange


Un film su Jim Morrison a 40 anni dalla sua morte. Immagini inedite attentamente selezionate dopo la visione di circa 10 ore di filmati, per lo più inediti, oltre a due movie dal titolo HWY e Feast of Friends, filmati amatoriali girati durante i concerti di King Lizard & Co.
martedì 28 giugno 2011, di Orazio Leotta - 840 letture

Mr. Mojo Risin (l’anagramma del suo nome con cui amava definirsi e che Jim Morrison menziona nella nota L.A. Woman, tratta dall’album Morrison Hotel) rifiorisce in un film-documentario di Tom Di Cillo a 40 anni dalla scomparsa (il 3 Luglio 1971) della celebre rockstar californiana.

Immagini inedite attentamente selezionate dopo la visione di circa 10 ore di filmati, per lo più inediti, oltre a due movie dal titolo HWY e Feast of Friends, filmati amatoriali girati durante i concerti di King Lizard & Co. Il docu-film, già presentato, a partire dal 2009, in vari festival fra cui l’indipendente Sundance, ma anche a San Sebastian, Londra, Berlino, Vienna, Deauville e in anteprima nazionale a Firenze, adesso è disponibile per la visione in tutte le sale cinematografiche ed in collaborazione con la Feltrinelli, uscirà anche in una versione DVD+libro. Nel doppiaggio italiano, la voce fuori campo è quella di Morgan.

La storia artistico-musicale di Jim+Morrison+JM[1] James Douglas Morrison, durò più o meno sei anni, ma fu intensissima e ancora oggi, dopo 40 anni dalla sua (presunta) morte, qualunque cosa accada, che lo riguardi, suscita sempre un rinnovato interesse. Perché? Cosa caratterizzò Jim per farlo in ogni caso diventare immortale?

Partiamo dalla fine. La versione ufficiale dice che Morrison fu trovato morto in una vasca da bagno in un appartamento parigino, dalla fidanzata Pamela Courson. Quando si diffuse la notizia della presunta morte del divo americano, i giornalisti piombarono nell’appartamento, ma era già il 6 Luglio e vi trovarono Pamela, una cassa già sigillata e un certificato di morte già firmato.

In effetti Jim e Pamela si trovavano a Parigi per una vacanza disintossicante: lui beveva troppo ed inutili erano le suppliche di Pamela nel tentativo di farlo smettere, era depresso, aveva smarrito l’ispirazione dei tempi migliori: Pamela raccontò che la sera prima Jim era uscito per andare al cinema, lei voleva aspettarlo sveglia, ma si addormentò; quando si destò, non lo vide ancora sul letto accanto a sé, andò in bagno e lo trovò con la testa all’indietro, i capelli bagnati e un sorriso stampato in volto.

Pensò subito a uno dei suoi macabri scherzi, poi si accorse che probabilmente aveva pure avuto un rigurgito di sangue e vomito. Forse fu un infarto, o comunque un decesso per cause naturali, ma soltanto lei può sapere come effettivamente andarono le cose in quei frangenti e nelle ore successive. Non fu mai fatta un’autopsia, non fu mai contattato il medico che certificò il decesso e dubbi sono sempre stati nutriti sull’autenticità delle firme apposte. In più il fatto che Pamela Courson morì circa tre anni dopo (il 25 Aprile 1974) contribuì ad alimentare ulteriori dubbi.

E’ solo lo sviscerato amore dei suoi fan che non si arrendono all’idea che Jim sia morto, e pertanto alimentano i dubbi sulla sua morte in quel di Parigi, oppure è possibile che egli mise in atto uno dei suoi più intimi desideri, quello di sparire e rifugiarsi altrove sotto nuove identità? E’ indubbio che era affascinato da Rimbaud, per il fatto che questi aveva scritto le sue poesie più belle all’età di diciannove anni e poi era sparito nel Nord-Africa, ma per poter fare qualcosa di analogo occorreva tutto l’aiuto e l’amore di Pamela.

A questo punto non importa più se Jim sia morto o come sia morto, né ha molta importanza se Jim ci abbia lasciati così giovane. L’unica cosa importante è che Jim sia vissuto, conseguendo lo scopo che impone la nascita e cioè scoprire noi stessi e il nostro potenziale. Lui lo ha fatto e la sua breve vita lo testimonia. Cantante, poeta, filosofo, ribelle, provocatorio. Sondò i confini della realtà, oltrepassò le porte della percezione , “the doors” appunto. Non ci sarà mai nessuno come lui.

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