Appunti di viaggio a cura dell’Arcistrauss di Mussomeli (Cl) - autore: Daniele Saolini
Uno scambio giovanile è un’esperienza di vita che vorrei potessero provare tutte le persone che mi sono più care. Il mio mi ha un po’cambiato, forse, ma di per certo mi ha lasciato un numero non quantificabile di ricordi, che seppure nel tempo tenderanno a sedimentare, io sarò felice di portare con me nel mio cammino, per
sempre.
Ho avuto la fortuna di partecipare poche settimane fa ad uno scambio in
Slovacchia, a Dolny Kubin, un piccolo paesino immerso nelle valli slovacche. A questo scambio aderiva anche un’associazione di amici siciliani, l’Arci “Strauss”, la quale mi ha invitato ed alla quale credo di essere infinitamente riconoscente.
Per me si trattava del primo scambio e, a dirla tutta, ero tanto emozionato dalla possibilità offertami di poter vivere una simile esperienza pagandomi solo il 30% del volo, quanto in dubbio per via della mia imminente partenza per un programma Leonardo a Londra (da dove vi sto scrivendo al momento). Tuttavia, sono riuscito a vincere la mia lotta interiore e ho deciso di partire.
Uno scambio non è un viaggio all’estero spesato, non è solo questo. Uno scambio è un’esperienza di vita, di vita comunitaria intensissima, che ti dà la possibilità, in un tempo tutto sommato limitato (poco più di una settimana) di entrare in contatto con culture diverse dalla tua e di essere protagonista di una strana e forte alchimia tra giovani europei che ambiscono semplicemente ad un futuro comune di pace e serenità.
La vita durante uno scambio giovanile è caotica, intensa, talvolta frenetica e costantemente densa di emozioni. Le persone da conoscere sono molte e tutte hanno molto da raccontarti, circa il loro paese, le passioni, i propri usi e costumi.
Tutto è talmente intenso che le stesse attività organizzate dall’organizzazione ospitante per i partecipanti, vanno ad avere una importanza relativa, anche se è indubbio che ci si diverte moltissimo, mettendosi spesso alla prova anche con se stessi, oltre che con un pubblico di amici tanto multiculturale e colorito. Di frequente ti sembra ti tornare bambino, in un mondo privo di inibizioni e formalismi astrusi.
La densità e la differenza nel tipo di vita vissuta durante questa esperienza, ha anche però un suo grande difetto, quello che io chiamo il “mal di Slovacchia” parafrasando gli amici che vanno in missione in Africa. Ovvero, quel senso di profonda nostalgia che ti lascia il tornare a guardare quelle foto e quei volti che sono stati assoluti protagonisti per una decina di giorni della tua vita e sapere che indietro non si può tornare e che ciò che hai vissuto è stato un momento indimenticabile, ma ormai fa già parte dei ricordi.
Io sarò sempre grato agli amici dell’Associazione “Strauss” di Mussomeli per la grande opportunità che mi hanno donato ed in particolare sono riconoscente e orgoglioso di aver trovato un caro amico in uno di loro in particolare, Anthony, che per chi avrà la fortuna di fare altri scambi in sua compagnia è un leader spassoso e preciso.
Uno scambio non si può spiegare, uno scambio va vissuto e magari raccontato e condiviso, senza aver la pretesa che gli altri capiscano fino in fondo ciò che hai vissuto, ma con la speranza che altri ragazzi possano provare ciò che tu hai avuto la gioia e la grande fortuna di provare.
Buon viaggio,
Daniele
Dedicato alla mia giovane amica Ceca: Gabriela Novotna.