Voglio essere audito!


Torna il re, Elenuccia ha dimostrato di essere pura e limpida e due, forse, se ne vanno. Sarà un brutto 2018
mercoledì 3 gennaio 2018 , Inviato da Adriano Todaro - 652 letture

Ritengo giusto che il re, anzi Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III, sia tornato sull’amato suolo italico. Era scappato 74 anni fa. Era scappato con la nave lasciando senza ordini i militari italiani poi massacrati dai nazisti. Era scappato con la nave ed è rientrato con l’aereo. Di Stato, a nostre spese. Per farlo tornare si sono mossi il Muto di Palermo e il Grigio Gentiloni che hanno condotto la trattativa con l’Egitto, dove era stato sepolto. Giulio Regeni è stato ammazzato in Egitto ma i nostri governanti, muti e grigi, hanno abbozzato. Comunque va bene così. Il re, dopotutto, ha soltanto firmato le leggi razziali, coperto Mussolini sul delitto Matteotti, ha solo dato il via libera all’eliminazione degli oppositori. Cosa volete che sia. E poi, come dice la famosa tarantella, Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce ’o ppassato.

Non era di questo, però, che vi volevo parlare. Dovevo parlarvi di… Non ricordo e mi perdo via. Sarà l’anagrafica… Dunque… Ah, sì! Ecco, ci sono. Volevo parlarvi di banche ma non preoccupatevi perché non ci capisco nulla e anche quelle poche volte che mi capita di entrarci, in una banca, resto sempre impigliato nelle porte girevoli. No, vi volevo parlare di quello che sta capitando in questo povero Paese. Dove c’è una fatina, bionda e carina che si è sbattuta tantissimo per salvare la banchetta del Babbo. I poteri forti sono stati e sono tutti contro di lei. Anche davanti l’evidenza dei fatti.

E quali sono i fatti? Vogliamo vederli questi fatti? E vediamoli.

Alcuni banchieri sono stati auditi davanti la Grande Commissione che è presieduta nientepopodimeno che dall’ex genero di Caltagirone il Costruttore. Uno degli auditi, Federico Ghizzoni, allora capo di Unicredit, ha precisamente detto: “Il ministro [Elenuccia Boschi-Ndr] mi chiese se era possibile per Unicredit pensare a un intervento su Etruria: risposi che non ero in grado di dare nessuna risposta”. Parole chiare che non lasciano dubbi in proposito. E che sbugiardano il barricadiero Ferruccio De Bortoli il quale aveva scritto che “La Boschi nel 2015 non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’ad di Unicredit. Chiese a Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Etruria”.

Come si denota dalle frasi, De Bortoli ha detto il falso e sarà condannato, al rogo. Tutti i giornali e le Tv a difendere l’incendiario rosso contro la povera Madonna dei Boschi Fioriti. Penalizzata anche perché donna carina. Per fortuna, in Commissione ci sono anche grandi investigatori e uno di questi è l’ex giovane, l’ex turco, l’ex archeologo mancato, l’ex portavoce di D’Alema, l’ex bersaniano, l’ex commissario straordinario del Pd di Roma e ora presidente del Pd, Matteo Orfini. Gli ex mi hanno fatto sempre tenerezza. Mi sembrano indifesi, sballottati dagli eventi, senza riferimenti sicuri. Questo Matteo poi, dal viso sbalestrato, radi capelli come il sottoscritto, mi sembra condannato, per tutta la vita, a giocare alla play station con l’altro Matteo quello che comanda. Ma questo Matteo è di tempra forte e così dichiara: “Sono in commissione banche…”. Ha fatto bene a precisarlo subito all’inizio di una sua dichiarazione, perché gli italiani non se n’erano accorti. Poi così continua: “Stiamo audendo Ghizzoni. Che, come già Visco e Vegas, ha confermato di non aver mai subito pressioni dal ministro Boschi…”.

Tosto l’archeologo mancato. Scava e scava e scopre che Ghizzoni non ha subito pressioni da parte della Madonna. A questo punto passatemi una considerazione personale. Vorrei essere audito anch’io. Qua sono auditi tutti e a me non mi audisce nessuno, neppure mia moglie. Per essere qualcuno nel nostro Paese è necessario avere almeno due condanne ed essere auditi. Sennò non conti un belino di niente. Comunque andiamo avanti perché oltre allo scavatore dalle labbra stitiche entra, a gamba tesa, anche un avvocato. E gli avvocati, si sa, da buoni legulei, la sanno tutta. E’ l’ex fidanzatino della Madonna ma non è Giuseppe, di nome fa Francesco e di cognome Bonifazi. Pur tenebroso parla chiaro: “La dico da avvocato e da cittadino. Oggi De Bortoli ha perso la causa. E chi accusava Maria Elena Boschi ha perso la faccia”. Se vi capita qualche problema, fatevi difendere in tribunale da Francesco, ve lo consiglio caldamente.

Naturalmente sul problema sono intervenuti tanti del Pd anche, pensate un po’, Alessia Rotta che non ha perso la faccia. Tutti tesi all’unisono a difendere Elenuccia. Allora ricapitoliamo. Ghizzoni conferma tutto quello che ha scritto De Bortoli ma nel Paese dell’incontrario si smercia che ha smentito De Bortoli facendogli fare, come si dice a Milano, la figura del cioccolataio.

Nel Paese dell’Alessia Rotta ci sono però anche buone notizie. Sia il mattacchione Carlo Giovanardi che Pier Ferdinando Casini hanno deciso di non presentarsi alle prossime elezioni. Pensate che quest’ultimo (ma negli ultimi giorni sembra ci abbia ripensato), fra le tante riconoscenze, ha anche quella di Gran Croce dell’Ordine del Granduca Gediminas (Lituania). Cosa ci farà mai il Pierferdy in Lituania o cosa ha fatto per meritarsi la Gran Croce, è uno dei misteri non solo della Lituania ma di tutto l’universo. Quando l’hanno saputo, i lituani si scompisciavano dalle risate. A Gediminas avevano resistito fieramente alle crociate per cristianizzarli, ma hanno dovuto soccombere al cattolico Pierferdy.

E chi è il presidente dell’Associazione insigniti onorificenze cavalleresche? Massì è lui: è Giovanardi! Questo, nel corso della sua carriera, ne ha dette tante, sui gay, su Federico Aldrovandi, su Stefano Cucchi, sui drogati. La più bella, però, a mio parere è questa: “Quando in spiaggia vedo una donna in topless, mi emoziono”. Uno che a 67 anni si emoziona ancora per un paio di tette, non può che avere un animo sensibile. Comunque il Carletto in Parlamento ci stava dal 1992, il secondo dal 1983. Prenderanno una discreta pensioncina dopo tanto lavoro. Giovanardi, nel tempo libero andrà a caccia di drogati; Casini (sempre che non si ripresenti), dovrà prendersi cura della sua terza compagna. Naturalmente, con tre famiglie in ballo, coerentemente, è sceso in piazza, a suo tempo, per difendere la famiglia.

Il re è tornato, due, forse, se ne vanno (ma ne seguiranno tanti altri), De Bortoli ha perso la causa prima ancora di andare in tribunale, il Vecchietto Marrone potrebbe tornare a comandare e parafrasando Woody Allen, anch’io non mi sento troppo bene. Prevedo un 2018 pieno di guai.


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