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Vogliamo aprire un dibattito sull’utilizzo di Borgo Rizza?

Borgo Rizza è una delle località che caratterizzano il territorio del Comune di Carlentini. E’ in atto un restauro ed è giusto che la nostra Collettività si interroghi su cosa farne. Si parla tanto di sviluppare le potenzialità del nostro territorio, ma alla resa dei conti rimangono solo parole. Vogliamo rilanciare sul serio Carlentini? Allora si definisca al più presto un percorso, preciso, che porti a implementare progetti di riacquisto culturale, sociale ed economico di Borgo Rizza. Il presente articolo intende essere un contributo

di Emanuele G. - mercoledì 28 novembre 2007 - 6179 letture

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Borgo Rizza - fonte La Notizia

BREVE INTRODUZIONE

Borgo Rizza sta subendo un profondo processo di ristrutturazione dopo decenni di abbandono e vandalismo. Il completamento dei lavori di restauro, al momento parziali, permetteranno alla Comunità carleontina di dotarsi di una struttura unica in Sicilia in quanto ritornerà a vita un borgo contadino che rappresenta un’autentica particolarità storica.

Tuttavia, al fine di evitare che Borgo Rizza si trasformi nella classica “cattedrale nel deserto” è opportuno interrogarci sulla sua destinazione d’uso, ma non solo su questo.

Da qui la presentazione di un pro-memoria dove ho evidenziato alcuni aspetti che ritengo fondamentali affinché Borgo Rizza costituisca un valore aggiunto per Carlentini e il suo territorio.

1. COSA FARE DI BORGO RIZZA?

E’ il problema fondamentale, perché individuata la “mission” di Borgo Rizza sarà più agevole sviluppare le tematiche afferenti a obiettivi, strategie e attività.

Per prima cosa bisogna dire che la particolare tipologia edilizia di Borgo Rizza rappresenta un handicap non indifferente. Infatti, Borgo Rizza è un agglomerato urbano dalle caratteristiche dimensionali parecchio ridotte.

Un percorso logico plausibile sulla sua “mission” deve partire dall’evidenziare i limiti di Borgo Rizza in riferimento ad alcune possibilità d’uso:

Centro Congressi – Manca a Borgo Rizza un edificio che possa essere utilizzato come sala congressi. Sala congressi che spesso è posta al centro di un sistema di edifici adibiti all’espletamento della c.d. “parte conviviale” di un evento. Un centro congressuale in linea con gli standard internazionali deve, altresì, prevedere la possibilità di alloggio nella medesima “location”. Altro serio limite è l’assoluta mancanza di aree destinate alla logistica e ai servizi;

Museo – Un museo che è parte integrante di un progetto turistico territoriale non può essere un luogo dove si espongono “staticamente” beni archeologici. Un museo deve essere una struttura polivalente dove si realizzano attività culturali dirette (cioè in riferimento alle tipologie espositive presenti nel museo) oppure indirette (il museo diventa una “location” per sviluppare eventi). Pertanto, un museo moderno deve prevedere sale di riunione per convegni, biblioteche, librerie, sale multimediali, ristoranti, zone a verde; e, naturalmente, aree destinate alla logistica e ai servizi. Infine, per fidelizzare l’utenza del centro museale bisogna prevedere la presenza “in loco” o nelle adiacenze di unità abitative;

Centro di Ricerca Universitaria – Identiche problematiche rispetto al museo con un problema in più: la tipologia di agglomerato può adattarsi a quella di un campus universitario?

A questo primo livello di considerazioni ne va aggiunto un altro che individua significativi problemi di fondo:

A. Qualsiasi sarà l’utilizzo di Borgo Rizza, ne va preservata la sua peculiarità urbanistica, architettonica e ambientale;

B. La “location”, cioè Borgo Rizza, è piuttosto distante dalle principali arterie e si trova in zona isolata;

C. Le possibilità di alloggio devono essere individuate o all’interno della “location” medesima o nelle immediate vicinanze. Se così non fosse le spese per i c.d. “transfer” rischierebbero di rivelarsi un serio problema in riferimento alla gestione economica di Borgo Rizza;

D. Le dimensioni stesse di Borgo Rizza non permettono lo sviluppo di un turismo quantitativamente sostenuto e, di conseguenza, il suo apporto allo sviluppo dell’economia del comprensorio potrebbe rivelarsi non in linea con le aspirazioni e aspettative del territorio.

Quindi, quale proposta di destinazione si può ipotizzare per Borgo Rizza?

Ipotesi n. 1) Sede di Rappresentanza per il Comune in occasione di importanti manifestazioni e di visite di illustri personalità italiane e non. Se altri Enti Pubblici vogliono usufruire di Borgo Rizza per queste finalità si può ipotizzare un canone di affitto della struttura;

Ipotesi n. 2) Centro di Supporto ai quattro Poli Universitari siciliani;

Ipotesi n. 3) Visto la vicinanza con il “parco eolico” di Monte S. Venera, con la Val di Noto e con Pantalica si potrebbero sviluppare attività collegate alle tematiche ambientali, architettoniche, monumentali e paesaggistiche del territorio;

Ipotesi n. 4) Centro di Promozione del territorio nel senso di Agenzia di Sviluppo o di Incubatore d’Impresa oppure di “Meeting Point”;

Ipotesi n. 5) Struttura decentrata per attività congressuali;

Ipotesi n. 6) Set cinematografico.

Ulteriori puntualizzazioni possono essere avanzate a corollario di quanto già esposto.

La prima riguarda il come decidere la funzione di utilizzo di Borgo Rizza. Credo che la forma più semplice e comunque più condivisibile sia quella di un Bando di Concorso Idee a livello internazionale. Metodologia importante perché sarebbe un modo intelligente di promozionare Borgo Rizza oltre uno scenario prettamente nazionale. Da tenere in considerazione, anche, la funzione di attrazione di risorse economiche nell’ottica di assicurare una gestione manageriale ed efficace.

Altra puntualizzazione riguarda una rigorosa analisi costi/benefici di ogni ipotesi d’uso affinché si scelga quella più conveniente in termini di efficacia di gestione, compatibilità economica e omogeneità con il territorio circostante.

Da annotare, infine, come il nostro territorio è particolarmente ricco di scenari che potrebbero essere utilizzati per andare incontro a esigenze di fasce interessate a un turismo di nicchia.

Infatti, Borgo Rizza, fatto rimarchevole, si trova al centro di un “network” territoriale che ha pochi eguali nel Meridione d’Italia.

Mi riferisco in particolar modo a:

1. Il Biviere di Lentini, per un turismo collegato all’aviofauna e al c.d. “bird watching”;

2. La vicinanza con la Val di Noto, per un turismo attento ai beni monumentali;

3. La zona archeologica di Leontinoi, per un turismo attento ai beni archeologici;

4. Pantalica e la Valle dell’Anapo, per un turismo a tematiche paesagistiche;

5. Il c.d. “parco eolico” di Monte S. Venera, per un turismo all’insegna di valori eco-compatibili.

Questo complesso di offerta territoriale deve spronare chi di dovere a sviluppare un turismo non “mordi e fuggi”, ma basato sul concetto di “pacchetto” e residenziale.

2. PROPRIETA’, GESTIONE, “PROFESSIONAL CONGRESS ORGANIZERS” & “EVENT MANAGEMENT”

E’ un aspetto da non sottovalutare e da porre in giusta evidenza per evitare la classica sindrome da “impotenza gestionale”. Nello specifico, abbiamo una struttura unica, ma dato che non abbiamo chiaro come gestirla si rischia di veder naufragare miserevolmente qualsiasi progetto collegato a Borgo Rizza.

E’ chiaro che la proprietà del manufatto è del Comune di Carlentini, ma a patto che non debba gestirlo in quanto non ha i mezzi economici, logistici ed organizzativi per adempiere a questo compito.

Vorrei, altresì, porre alla generale attenzione una questione che reputo non di poco conto: Borgo Rizza non deve trasformarsi nella classica gallina dalle uova d’oro su cui politici locali possano giostrare carriere all’insegna del voto di scambio. Per dirla tutta, il nostro territorio non ha aziende che siano in grado di accollarsi la gestione di Borgo Rizza ed è impensabile creare strutture gestionali autoctone per il semplice motivo che non avrebbero i mezzi economici e il “know how” necessari.

La gestione, di conseguenza, dovrà essere assegnata a un ente o un’azienda, anche non italiani, che per curriculum operativo, per mezzi finanziari e logistici sia in grado di assicurare i seguenti parametri:

Parametro n. 1) Una gestione oculata;

Parametro n. 2) Un’azione di attrazione verso turisti e investitori a livello internazionale;

Parametro n. 3) L’allestimento di attività culturali e scientifiche atte a imporre Borgo Rizza all’attenzione internazionale.

Un modo intelligente per l’assegnamento della sua gestione potrebbe essere quello di un Bando di Gara Comunitario che garantisca trasparenza e costituisca un filtro qualitativo.

Nel recente periodo, la gestione di “location” dove si svolgono eventi ha subito notevoli cambiamenti per adeguarsi a standard internazionali consolidati e di altissimo profilo qualitativo. Questa gestione deve essere affidata ai “Professional Congress Organizers” (acronimo di “P.c.o.”), cioè aziende specializzate in: proprietà di strutture congressuali, gestione per conto di Enti Pubblici di strutture congressuali e organizzazione di eventi.

Altro aspetto di non secondaria importanza è quello riguardante l’ “Event Management”, ossia la capacità manageriale di creare e gestire eventi all’insegna di una programmazione sinergica ed integrata.

In sede di valutazione sui possibili usi di Borgo Rizza e della sua gestione, potrebbe rivelarsi utile sviluppare un proficuo dibattito con associazioni di categoria appartenenti all’imprenditoria turistica, alle attività congressuali e all’“event management”.

3. PROMOZIONE DEL TERRITORIO & TERRITORIO INTEGRATO

Borgo Rizza che ritorna ad essere parte attiva del nostro territorio, deve fungere da volano per la sua promozione. Questa occasione non è solo irripetibile per la nostra Città, ma, anche, per l’intero comprensorio nord della provincia di Siracusa che dovrà necessariamente realizzare un momento di sinergia per supportare questo storico evento. Supporto teso a sviluppare un territorio capace di offrirsi alle strategie di “marketing” territoriale.

Questa è la vera scommessa da vincere:

RENDERE IL NOSTRO TERRITORIO COMPETITIVO E APPETIBILE AI FLUSSI TURISTICI E DEGLI INVESTIMENTI.

Da qui la necessità di un territorio che dovrà organizzarsi, cioè attrezzarsi per dotare il medesimo di tutti quei presupposti senza i quali un territorio non può essere minimamente competitivo.

Mi riferisco alle seguenti azioni/obiettivo:

Rendere disponibili i beni architettonici, ambientali, paesaggistici e monumentali presenti sul territorio;

Modernizzare la rete dei trasporti (su strada e su rotaia);

Approvvigionamento idrico;

Capillare rete di “info center” turistici;

Adeguamento degli Enti Pubblici a standard qualitativi europei;

Cura dell’ambiente e del territorio per un “environment” accogliente;

Attività economiche collegate al territorio;

Sicurezza e ordine pubblico.

Pertanto è auspicabile attivare un proficuo e concreto dibattito che si riferisca alla sua gestione, alle potenzialità del territorio e al suo sviluppo.

Questo dibattito è più che auspicabile, e per tre motivi:

Attesterà che la collettività considera come “suo” valore aggiunto Borgo Rizza;

Renderà utile la presenza di Borgo Rizza sul territorio;

Fornirà un background di motivazione per la promozione di Borgo Rizza.

CONCLUSIONI

A questo punto lo scenario è delineato in quanto tutto si gioca all’interno di una relazione trilaterale costituita da Borgo Rizza, il territorio circostante e l’esterno. Operando all’interno di questa relazione si capirà il cosa fare e il come fare. In breve, si determinerà la “mission” di Borgo Rizza da cui sviluppare un piano tecnico operativo. Questo piano dovrà individuare:

Gli obiettivi strategici, ossia cosa ci attendiamo dalla valorizzazione di Borgo Rizza;

Le strategie operative, ossia le modalità con cui intendiamo valorizzare Borgo Rizza;

Le attività, ossia cosa fare realmente quando abbiamo individuato obiettivi e strategie.

Prima di concludere vorrei sottolineare un aspetto essenziale per il rilancio di Borgo Rizza:

Il momento decisionale attiene alla Politica, nel senso di modalità capace di rappresentare e sintetizzare i valori di una collettività e di un territorio. E’ la Politica che deve esprimere la dignità della comunità carleontina e il recupero funzionale di Borgo Rizza è un’incredibile occasione di rilancio per un territorio ai minimi termini quanto a sviluppo e occupazione. La Politica, pertanto, è chiamata a fare delle scelte condivise e coerenti, ma deve scegliere. In caso contrario l’interesse privato e il piccolo cabotaggio avrebbero il sopravvento come da troppo tempo è.

Un ultimo appunto:

SAREBBE CRIMINALE DILAPIDARE UNA RISORSA COME BORGO RIZZA A CAUSA DI UN COLPEVOLE PROVINCIALISMO.

A P P E N D I C E

Che cosa è il “destination management”?

In riferimento a tale importante argomento ho deciso di rendere disponibile un interessante “working paper” realizzato nel 2000 dall’Università di Udine a firma del Prof. Andrea Moretti.

Università degli Studi di Udine


- Ci sono 4 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Vogliamo aprire un dibattito sull’utilizzo di Borgo Rizza?
29 novembre 2007, di : emanuele gentile

E’ vietata la riproduzione anche se parziale del testo dello studio pubblicato. Al fine di tutelare ulteriormente il diritto d’autore ho provveduto a protocollare lo studio presso il Comune di Carlentini con n. di prot. 2050 di giovedi 29.11.2007.

Emanuele Gentile l’autore

Vogliamo aprire un dibattito sull’utilizzo di Borgo Rizza?
30 novembre 2007, di : salvo genovese

il forum potrebbe essere la soluzione per individuare la destinazione d’uso del borgo rizza, resta solo un problema??? ....ma ti sei informato se il finanziamento e’ finalizzato ad una destinazione d’uso ben specifica?

salvo genovese

Vogliamo aprire un dibattito sull’utilizzo di Borgo Rizza?
15 dicembre 2007, di : Giovanni Spagnolello

SUL RIUSO DEL BORGO “ ANGELO RIZZA”

Senza alcun tipo di convenienza per l’amministratore pubblico o privato, come accade per una parte consistente del patrimonio architettonico italiano, anche questo insediamento, uno dei più rappresentativi interventi dell’architettura razionalista in Sicilia, rischia di restare abbandonato.

L’insediamento è ubicato ad una distanza di 50 chilometri dagli aeroporti di Catania e Comiso, in prossimità di importanti siti a vocazione turistico – culturale, quali la Necropoli di Pantalica, le Città storiche di Catania e Siracusa, i centri del barocco della Val di Noto ed il Parco degli Iblei.

Per sostenere lo sviluppo economico, valorizzando le risorse culturali del territorio della Val d’Anapo, la Comunità Europea, attraverso il P.I.T. Hyblon Thukles, ha finanziato il primo stralcio dell’intervento di rifunzionalizzazione del Borgo per destinarlo a centro servizi a supporto delle attività turistico-rurali del comprensorio.

Anche se rientra nei piani del PIT il recupero funzionale dell’intero Borgo, composto da 8 edifici, da un sistema di spazi aperti, quali la piazza, le strade e le aree a verde, e dagli impianti tecnologici a servizio dell’agglomerato, l’insufficiente finanziamento concesso ad oggi dalla Comunità Europea, integrato con fondi comunali, consente appena di recuperare soltanto tre edifici senza riuscire a dare concrete soluzioni al completamento funzionale dell’intero borgo, all’arredamento degli interni e dello spazio esterno, all’importante e fondamentale problema della gestione materiale della struttura ed all’attivazione di servizi utili.

Per compensare l’insufficiente capacità economica ed operativa dell’Ente Comune o del PIT e ricercare fondi di finanziamento esterni bisogna incoraggiare e stimolare l’iniziativa privata attraverso attività promozionali che soltanto una amministrazione pubblica, sostenuta da una classe politica attenta e preparata, potrebbe fare.

Senza un corretto piano di gestione del territorio, fondato sulla conoscenza delle moderne politiche urbanistiche, delle risorse naturali, sociali, culturali ed economiche, orientata a conseguire lo sviluppo razionale del territorio, gli obiettivi programmati vengono portati avanti lentamente, con enorme sforzo e con l’elevato rischio di non riuscire ad arrivare a quanto prospettato .

Soltanto con l’aggiunta di risorse esterne, coinvolgendo l’imprenditoria del settore oppure altri enti pubblici dotati di adeguata capacità economica, il Borgo Rurale “Angelo Rizza”, uno dei più significativi interventi di pianificazione rurale realizzato in Sicilia nella prima metà del secolo scorso, potrebbe essere recuperato, valorizzato, attualizzato.

La struttura nasce come borgo di servizio (uffici pubblici, scuola, casa delle guardie e chiesa) per favorire la colonizzazione del latifondo, consentendo la permanenza nelle campagne senza avere il problema di viaggiare in un epoca in cui i mezzi di trasporto non riuscivano a garantire le velocità di oggi.

Mutate le esigenze iniziali per cui era stato concepito a seguito della trasformazione della domanda, non più agricola perché superata, guardando l’andamento del mercato del turismo, il nuovo ruolo del Borgo dovrebbe essere quello di centro promozionale per favorire nuovi tipi di turismo, come quello relazionale integrato, legato alla conoscenza ed alla vacanza, un centro direzionale di adeguato livello qualitativo, per governare il processo di sviluppo socio-economico del territorio, promuovendo le risorse ambientali e culturali, riqualificando la capacità operativa degli amministratori, delle imprese e di tutti gli attori locali coinvolti. Il Borgo “A. Rizza”, compatibilmente con il carattere architettonico degli edifici, può essere coerentemente attualizzato, così come previsto dal programma PIT, destinandolo a centro servizi per la formazione, l’informatizzazione, l’esposizione, la direzione, la promozione del comprensorio della Val d’Anapo, riccamente dotato di risorse di rilevanza storica, culturale, ambientale, artistica, archeologica, architettonica e popolare, utili per il sostegno, lo sviluppo e la competitività del turismo rurale.

Per non vanificare l’impegno che sta portando alla rinascita dell’importante borgo rurale, quale bene di notevole pregio storico-architettonico, ancora più di prima, è diventato indispensabile ed urgente trovare un gestore compatibile al quale potere affidare gli edifici in corso di completamento.

L’unica proposta ufficiale di concessione in gestione del Borgo è stata presentata dall’Accademia delle Belle Arti di Catania, la quale intende destinare la medesima struttura a Scuola dell’Arte e dei Mestieri del Mediterraneo.

Le altre richieste di concessione, fatte ufficiosamente dall’imprenditoria del settore, proponevano destinazioni varie legate ad attività di studi universitari, alla ricettività studentesca o della terza età, a centri del benessere.

Il Borgo Rurale, attraverso interventi minimi di adeguamento funzionale, potrebbe essere destinato anche a struttura ricettiva per il turismo studentesco, soprattutto straniero, interessato allo studio ed alla ricerca sui beni ambientali, archeologici, artistici e popolari di uno dei più importanti contesti naturali/culturali del bacino mediterraneo.

Seppure parzialmente, le suddette proposte di utilizzo si ritengono compatibili con il Programma Territoriale Integrato perché serviranno indirettamente a promuovere la cultura, il turismo, l’economia, il territorio, a salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico in questione.

La rinascita del Borgo, oltre fare crescere l’indotto collegato alle suddette iniziative, favorirebbe sicuramente la rifunzionalizzazione delle numerose case coloniche e delle masserie sparse nel territorio circostante, ambiti da molti artisti e dagli operatori agro-turistici in cerca di aree incontaminate e ben servite, incrementerebbe

Giovanni Spagnolello

    Imprenditoria giovanile
    13 maggio 2011, di : baba

    Prima una domanda: sono passati quasi quattro anni dalla pubblicazione del post e vorrei sapere a che punto sono i lavori.

    Siamo convinti (c’è qualcuno oltre me che vuole dare voce a questo messaggio) che l’unico modo per andare avanti coi propri “sogni” è, al giorno d’oggi, impegnarsi nella sostenibilità e nell’indipendenza energetica. Qualunque sia la destinazione d’uso questa non può prescindere dal sostentamento energetico e quale miglior modo per sopperire a ciò se non l’autosostenibilità? Lo sviluppo di nuove tecnologie nello sfruttamento di risorse energetiche rinnovabili (biomasse, vento, sole, riscaldamento del suolo) oggi rende possibile il nostro proposito. Usciamo dagli schemi prefissati di “centralità della produzione e della distribuzione energetica” ed entriamo nell’idea di una produzione autonoma secondo il fabbisogno locale. Non è un’utopia ma la realtà che vediamo nei paesi più sviluppati e attenti a queste tematiche.

    Siamo pronti ad accettare la sfida, ragazze e ragazzi che sognano un mondo diverso siete chiamati a partecipare attivamente alla costruzione di una nuova realtà culturale: educare con l’esempio le nuove generazioni a cui forse un domani il mondo sembrerà migliore di come lo vediamo adesso.