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Vivi nel tuo nome

Non proprio un racconto. Dedicata a una ragazza (naturalmente). In specie di auspicio. Ad A.
di Victor Kusak - lunedì 16 settembre 2019 - 315 letture

Vivi nel tuo nome, assapora ogni attimo di questa vita. Il profumo dell’aria, il calore del corpo, il sapore del cibo e lo stormire delle foglie. Il sole che tramonta, il sole che sorge sul mare, la luna, le stelle. Le voci delle persone che ami. Il pelo soffice di un gatto. La musica di una fisarmonica. Le risate. Le carezze. Il canto. Anche le lacrime e una palla di neve improvvisa sul viso.

Inventa parole nuove. Il sole ha ogni giorno un nome nuovo. Assaggia il salato, il dolce, l’amaro e l’aspro, l’umami. Senti nel naso e in bocca la menta, il gelsomino, la rosa, l’odore umido della terra. Il sapore del latte del formaggio del salame della nutella di un piatto di spaghetti con il pomodoro fresco. Se c’è una pozzanghera sguazzaci dentro, io l’ho fatto sempre e non me ne sono mai pentito.

Leggi vai al cinema metti un vinile sul giradischi io non mi sono pentito mai di nessun libro di nessun film di nessuna musica che ho letto visto ascoltato, so che tu ne leggerai vedrai e ascolterai molti di più e più belli un po’ ti invidio. Non ti perdere nulla - ma non avere timore a lasciar perdere quello che pensi non va: ci sono libri che non c’è bisogno di leggere, il bello di un libro e delle cose è che non deve essere “per forza”.

Ricorda. Tua madre, tuo padre, le nonne e i nonni, i cuginetti e gli zii. Tutti, non dimenticare nessuno, nessuna voce, nessun viso. Gli amichetti e le amichette della tua infanzia. La prima volta. Ma anche la seconda e la terza. Non dimenticare. La corsa a perdifiato, il sonno nel letto più morbido, il sogno, la speranza, la felicità. Perdona e perdonati.

Cammina, salta, viaggia, guarda bene tutto, che siano cose o paesaggi, sensazioni, premonizioni, alberi o montagne innevate. Stai attenta ai particolari. La prima volta che hai fatto il bagno nella vasca e la prima volta che ti sei bagnata in mare. La prima volta che non hai avuto più bisogno dei pannolini, la prima volta che sei andata a scuola. Il tuo primo orgasmo. La tua prima parolaccia. La prima volta che hai mentito e la prima volta che ti sei pentita.

Lo so, sono tutte cose che farai egualmente - non sono certamente io che potrò dire: questo si fa, questo non si fa. Le mie sono solo parole del rimorso, di averti fatto nascere in questo mondo così mal messo, che a volte dà dolore e altre volte schiaccia. Un mondo che non abbiamo fatto noi e in cui noi stessi ci siamo ritrovati, questo equilibrio precario in cima a un burrone. Io solo questo so: che abbiamo fatto proprio come coloro che ci hanno messo al mondo, non per vendetta contro il mondo ma perché tra il rimorso e l’amore abbiamo scelto che tu vivessi.

Non avere mai paura: di essere sincera, di ribellarti, di intenerirti, di mandare tutti a quel paese. Ascolta i racconti che ti fanno le persone di loro stesse quando ti raccontano delle loro sventure e dei loro rimpianti, parla con le piantine sul davanzale e con l’uccello che si avvicina incuriosito e che subito dopo scappa cinguettando portando il tuo sorriso tra le nuvole. Senti il battito del tuo cuore, senti il battito del cuore del tuo amato, del tuo bambino. Ama. Insegna la carezza.

Guarda nei suoi occhi vividi i miei.



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