La Politica non è solo quella che si interroga sul futuro del Paese, ma è anche quella che da presenza e speranza a un territorio. Da questo ultimo punto nasce il constante impegno di Franzo Bruno, segretario provinciale dei DS
Notiamo con piacere che il nostro Dossier/Forum sul nascente Partito Democratico abbia incontrato la benevolenza di parecchi protagonisti della vita politica nazionale, regionale e provinciale. Segno che quando si individua una modalità di dialogo partecipata la volontà di dibattere e di discutere nasce quasi spontanea. E chi più di un segretario provinciale sente questa valenza politica? Infatti, lui ha il polso della situazione reale in quanto in stretto e continuativo contatto con gli aderenti, simpatizzanti e cittadini operanti sul territorio. Il Partito Democratico deve partire necessariamente da qui per essere una forza reale e vera.
Chi è Franzo BRUNO?
Ho 46 anni, sono un docente di storia e filosofia cui piace molto il suo lavoro, padre di un ragazzo di 13 anni con cui riesco a stare molto meno di quanto vorrei e di quanto lui vorrebbe. Mi piace leggere, andare al cinema, seguire lo sport, interessi che gli impegni politici degli ultimi anni hanno costretto in spazi sempre più ridotti
Perché ha deciso di aderire al Partito Democratico?
Ho visto in questo progetto una possibile, grande occasione di rinnovamento della politica e dei suoi protagonisti, una stimolante scommessa politica e culturale, difficilissima e per questo meritevole di essere giocata con passione e impegno
Quali le sue precedenti esperienze politiche?
Mi sono iscritto al PCI, per cui avevo sempre votato, nel 1988, e ne ho seguito la trasformazione in PDS e nei DS. Sono stato segretario cittadino del partito dal 1995 al 2000, componente della segreteria provinciale dal 1994 al 2000 e nuovamente dalla fine del 2001 al 2004. Sono segretario provinciale dei DS dal Gennaio 2005
Può il PD rappresentare il volano per rilanciare l’Italia?
Il PD ha già suscitato interesse, passione e attese, e ha indotto importanti dinamiche di riorganizzazione del panorama politico, sia nel centrosinistra che nel centrosinistra. Occorre che le energie del nuovo partito siano rivolte, molto più che a conciliare le culture, le tradizioni e i gruppi dirigenti che gli danno vita, a elaborare sintesi nuove e innovative, che offrano risposte moderne ai problemi del nostro tempo avendo il coraggio di abbandonare schemi tradizionali abitudini di pensiero non più adeguate.
Quale l’impegno per i giovani da parte del PD?
Abbiamo affermato che il PD nasce per chi avrà vent’anni nel 2010. Io credo che debba anche essere guidato da generazioni giovani, sia perché è questo il modo per rendere credibile il progetto di un partito nuovo, sia perché chi non porta con sé un bagaglio del passato troppo ingombrante e condizionante può riuscire con più facilità a interpretare con efficacia i temi del presente e a predisporre per essi risposte innovative.
Cosa pensa dei temi del Meridione?
E’ un tema troppo vasto e complesso per una risposta significativa in poche righe. Credo che il Sud non sia un’entità omogenea e uniforme, che presenti invece aspetti diversi, molteplici e contraddittori, e che le strategie di intervento debbano conoscere questa complessità e adeguarsi ad essa. Penso che occorra ridurre al minimo l’intermediazione della politica nei meccanismi di sostegno allo sviluppo, investire sulle infrastrutture materiali e immateriali, valorizzare quello che gli studiosi chiamano capitale sociale, ovvero il patrimonio relazionale, ambientale, di affidabilità delle istituzioni e di senso civico che crea il clima sociale più favorevole allo sviluppo, individuare strategie di sviluppo che valorizzino la posizione strategica del Sud, e della Sicilia in particolare, nei flussi economici che le dinamiche della globalizzazione producono. E, naturalmente e prioritariamente, contrastare la criminalità e l’illegalità con la mobilitazione di tutti gli attori sociali, dalla scuola all’imprenditoria, alla politica, al mondo del lavoro.
Non crede che fino ad ora il PD sia un’entità calata dall’alto?
Penso sia un grande merito di DS e Margherita aver concepito, proposto, perseguito e (fra poco) realizzato un progetto così ambizioso e difficile, che centinaia di migliaia di cittadini iscritti ai due partiti hanno approvato nei rispettivi congressi. Che un progetto di tal genere comporti un certo tasso di verticismo mi sembra inevitabile, occorre che i cittadini che lo condividono se ne “impadroniscano” e ne condizionino l’evolversi.
Come incentivare alla partecipazione al processo di costituzione del nuovo partito?
Rendendo ordinario il metodo di consultazione, attraverso “primarie” e referendum interni, dei cittadini, e in futuro degli iscritti, sulle questioni decisive: le elezioni degli organismi dirigenti, le candidature alle consultazioni elettorali, ma anche gli orientamenti in merito alle questioni politiche più importanti e delicate.
Come sarà utile alla nostra provincia il PD?
Sarà utile se saprà essere fattore di stabilità per le amministrazioni, antidoto al trasformismo che funesta i nostri scenari politici, soggetto capace di decisioni, e decisioni innovative e incisive, e non inceppato da defatiganti mediazioni su ogni problema. E, naturalmente, se saprà presentarsi con protagonisti nuovi, e non con il volto dei gruppi dirigenti della DC e del PCI degli anni ’80, i cui protagonisti debbono certo veder valorizzate esperienza e competenza di cui sono portatori, ma nella consapevolezza che ogni stagione politica ha, e deve avere, interpreti suoi propri, tanto più se si ambisce a costruire consenso in virtù della capacità innovativa della proposta che avanziamo all’opinione pubblica.
Crede nell’Europa unita?
Certamente, e credo che la coesione delle nazioni europee possa essere un grande fattore di equilibrio e stabilizzazione nello scenario politico mondiale, coerentemente con l’identità storica che è propria dell’Europa, e che consiste appunto nella capacità di mettere in relazione le differenze di cui il nostro continente si è sempre alimentato
Una frase che ama ricordare sempre con piacere
Se si intende una citazione o un motto, vanno sempre considerate in relazione ad un contesto e non in astratto. Mi colpì molto, quando la lessi la prima volta, una risposta del grande regista francese Alain Resnais ad un giornalista che gli chiedeva chi avrebbe voluto essere se fosse nato una seconda volta; Resnais rispose: “me stesso, ma riuscito”. Credo valga per molti, forse per tutti.
DS PROVINCIA DI SIRACUSA