Ci siamo occupati, in articoli precedenti, di questo infamante fenomeno. Abbiamo provato a descrivere, senza averne mai la certezza di esserci riusciti, la costernazione e il dramma vissuto da chi ha subito una tragedia in famiglia.
Quanto vale la vita di un pedone? Le migliaia di euro per l’acquisto di un Suv da ultimo grido? Le centinaia per versare la Rca auto alla propria compagnia di assicurazione? O il dolore di chi rimane, vivendo il resto della sua vita a chiedersi se si possa ancora morire per mano di un assassino a quattro ruote?
Forse ha proprio ragione la Presidentessa dell’Aifvs (Associazione italiana familiari e vittime della strada) Giuseppa Cassaniti, che in occasione della Giornata Mondiale Onu del ricordo delle vittime della strada, che si celebra oggi 21 novembre, ha tenuto a ricordarci che non sono le vittime che hanno bisogno di essere ricordate, per questo ci pensa già la disperata e mai completa rassegnazione dei familiari, quanto piuttosto, occorrerebbe una maggiore sensibilità e rispetto verso la vita umana, da parte di chi, senza averne reale percezione, è alla guida tutti i giorni, di una potenziale arma.
Ci siamo occupati, in articoli precedenti, di questo infamante fenomeno. Abbiamo provato a descrivere, senza averne mai la certezza di esserci riusciti, la costernazione e il dramma vissuto da chi ha subito una tragedia in famiglia, figlia della prepotenza e del menefreghismo di autisti che si sono resi protagonisti, vigliacchi e trasgressivi delle più elementari regole del rispetto della vita umana, più che di quelle del codice stradale.
Sempre in ritardo, rispetto alla cronologia degli eventi di tale sporca natura, siamo stati costretti a tralasciare la testimonianza di altre perdite seminate per le strade italiane, dedicando le nostre attenzioni ad altri argomenti di dominio pubblico. E di questo, non saremo mai degni di essere perdonati.
Ci sovviene in mente la donna, che una decina di giorni fa a Siracusa è stata investita da un Suv, mentre usciva da un supermercato o, tanto per citarne un altro caso, l’impiegata che si è vista fratturare ambo due i piedi dalla fretta stupida ed arrogante dell’ennesimo autista senza scrupoli.
Ma i casi da citare sarebbero migliaia, sebbene i dati statistici dell’Istat ci diano per il 2009 una tendenza al ribasso del totale dei morti da incidente stradale pari al meno 10%, con risultanti incoraggianti registrati sulle autostrade, pari a meno 22,6%, ma con la conferma che il dato allarmante viene dalla strade extraurbane, che confermano la loro costante pericolosità, se non addirittura in rialzo.
Appare alquanto evidente, almeno così dovrebbe essere, la necessità di rivedere la normativa vigente sul giudizio di reato e di danno provocato, nei casi di incidente stradale, spesso seguito dalla fuga del responsabile, riconducendo il tutto a mero omicidio colposo, attribuendo al reato commesso l’attributo più adatto di crimine contro la vita umana.
In attesa che la politica affini la coscienza su quest’altro problema di convivenza civile, segnaliamo che stamattina, proprio in occasione della Giornata Mondiale, gli attori della Scuola di Recitazione di Messina, ActorGym la palestra dove si allenano le emozioni diretta dal regista Vincenzo Tripodo, ha dato vita ad un flashmob in Piazza Duomo.
Gli attori, ma anche le persone che hanno accettato l’invito lanciato sulla pagina Facebook della palestra, si sono ritrovati ad inscenare dei corpi privi di vita distesi sul selciato, creando un’atmosfera surreale e drammatica, dove la metafora della morte che coglie senza preavviso la vittima, ha avuto la sua cornice con la seguente sagoma tracciata dagli altri partecipanti, a contornare le improvvisate perdite con il gessetto bianco. Realistica messa in scena di come tutto questo, lo ribadiamo, nella realtà, assuma le sembianze di un omicidio.
E diventa sempre più difficile riconoscerne le attenuanti della casualità.
Le foto sono a cura di ActorGym Messina.