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Vitti ‘na...


Cronaca di bandiere di salamelle e di «crozze» in tono maggiore sotto un cielo estivo nella campagna bresciana
mercoledì 9 agosto 2006, di T.M. - 1414 letture

Un racconto estivo. Cronaca di una serata estiva nella campagna bresciana, sotto un cielo che gli ultimi temporali hanno lavato e abbondantemente risciacquato e che ora può pavoneggiarsi nei colori stupefacenti dell’imbrunire. La meta è una festa di paese di cui non sappiamo altro, almeno non noi, una giovanissima coppia di ballerini di rock acrobatico alla quale una serata è sempre una buona “palestra”, e io che sto andando a vederli per la prima volta “in pista”. Il nostro accompagnatore (l’allenatore dei ragazzi) saprà ma non dice niente. Eggià...

Eccoci arrivati. Campo sportivo in fondo al paese, striscione all’entrata: Festa della Lega Nord. Uuuhh! C’è sempre una prima volta...

Eppure, questo scenario l’abbiamo già visto tante ma tante volte. Solo che le bandiere e le tovaglie di plastica sui tavoloni di legno grezzo qui non sono rosse ma verdi. C’è la cucina, il tendone sotto il quale mangiare le salamelle che non mancano dal menù, la ruota per estrarre il numero vincente della lotteria (che aspetto invitante quel culatello in palio, stasera!), il palco dove si accorda Tania e la sua orchestra per l’immancabile liscio - che incornicerà l’esibizione di una scuola di ballo, “guest star” la coppia di rock - , il campetto di pallacanestro che fungerà da pista da ballo (ci fossero almeno i calzolai d’una volta per risuolare tutte le scarpe che si consumeranno su quel fondo per arrivare alla mezzanotte...) Se dico che le feste paesane della Lega nascono nel solco della migliore tradizione delle Feste dell’Unità, da quale parte mi arriverà la prima saetta?

Per non dimenticarci comunque dei segni distintivi, ricordiamo doverosamente la faccia di Bossi che troneggia sui manifesti attorniata dalla scritta «Coraggio e passione per il Nord - Ama la tua terra»; dietro i banconi della mescita e in mezzo ai tavoli alcuni giovani votati alla causa e prestati al servizio si aggirano “uniformati” con impeccabili camice verdi.

Aspettiamo. Cogliamo i discorsi delle tavolate vicine occupate da famiglie “normali” in una serata d’agosto “normale”: vacanze fatte e da fare, vicende di amici e di parenti... La musica di sottofondo è quella di un cd. Musica da “liscio” che anticipa l’orchestra. La si ascolta sì e no ma... questo cos’è? «Ascolta!» - intimo alla ballerina-figlia che mi spalanca gli occhi: «L’ho già sentita ma non riesco a capire...» Capirai! È una “versione liscio” in un improbabile siciliano di «Vitti ‘na crozza» che avrà sentito un migliaio di volte ma “arrangiata” da ben altre mani (Carlo Muratori, Siracusa, Sicilia). Cosa giustifica quel gran tonfo al cuore e il groppo alla gola? Cosa si è perso e cosa si è guadagnato lungo la strada che dalle miniere di Sicilia porta in fondo alla campagna bresciana? Quali raggi e miraggi cambiano il colore di paesane bandiere di festa?

Un (cioè un unico) «morale per la favola»? Non se ne parla.

È solo la cronaca di bandiere di salamelle e di crozze in tono maggiore sotto un cielo estivo dove manca giusto uno spicchio alla luna piena.

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Vitti ‘na... tentata generale
10 agosto 2006

"Vitti ’na crozza" deve essere eseguita (e arrangiata) in Sicilia da musicista siciliano..

Per essere siciliani bisogna nascere in Sicilia (che è una cosa valida da 3000 anni circa).

Ricordo che la musica è una certa mania, una abilità dovuta ad una manualità estrema.. dovuta a un lavoro minimo di 6 ore al giorno per almeno 25 anni.

Quale razzismo quindi in una tale sfida? (becera)

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